16/04/2026
Per la Nostra Rubrica, abbiamo chiesto al Dottor Maurizio Costantini, Psicologo Psicoterapeuta ad indirizzo psicodinamico, esperto EMDR, Mindfulness e Mindful Eating, nonché, psicoterapeuta individuale e di coppia:
"CHE COSA SONO LE EMOZIONI?'
"Non è semplice dare una definizione delle emozioni; nel corso degli anni gli scienziati ne hanno ampiamente parlato senza riuscire a fornire una descrizione univoca. L’Oxford English Dictionary definisce l’emozione “ogni agitazione o turbamento della mente, sentimento, passione: ogni stato mentale violento o eccitato”. Quando proviamo rabbia, paura, gioia, tristezza, le sensazioni che percepiamo sono diverse per ognuno di noi. Razionalmente possiamo dire che la rabbia, per esempio, provoca determinati stati fisiologici come l’accelerazione del battito cardiaco, l’aumento della pressione arteriosa e dell’irrorazione dei vasi sanguigni periferici, l’aumento della tensione muscolare e della sudorazione, ma quello che accade in ognuno di noi è un’esperienza unica e soggettiva. L’etimologia della parola emozione deriva dal latino emovère (ex = fuori + movere = muovere) letteralmente portare fuori, smuovere. Partendo dall’etimologia possiamo dire che l’emozione è una risposta a uno stimolo che produce cambiamenti fisiologici (come aumento della frequenza cardiaca e della temperatura corporea, cambiamento della frequenza del respiro) che provocano nella persona la tendenza ad agire e reagire in un determinato modo. Sono tre i livelli di risposta dell’emozione: fisiologica, psicologica e comportamentale. La risposta fisiologica comprende le modificazioni fisiche come l’alterazione della pressione arteriosa e la sudorazione, quella psicologica comprende la narrazione soggettiva dell’esperienza emozionale, mentre la risposta comportamentale riguarda la manifestazione motoria dell’emozione, avvicinamento, fuga o evitamento, i cambiamenti posturali e l’espressione mimico-facciale. Questi sistemi sono strettamente interconnessi; l’emozione, quindi, può essere considerata un insieme di reazioni fisiologiche ed espressive,quali per esempio il rossore per l’imbarazzo o il pallore per la paura, psicologiche come i sentimenti soggettivi piacevoli o spiacevoli che attribuiamo a una situazione,comportamentale, orientate, quindi, a risolvere una situazione, la rabbia per esempio permette di attaccare e la paura di fuggire.
Charles Darwin in The expression of the emotions in man and animals (1872) afferma che alcuni stimoli attivano il sistema nervoso nel produrre determinate espressioni facciali che accomunano i membri di una stessa specie. Le modifiche somatiche che derivano dalle espressioni facciali hanno una specifica funzione, come la lacrimazione che serve per detergere i globi oculari. Secondo Darwin l’espressione facciale delle emozioni consentirebbe, inoltre, di comunicare con gli altri membri della specie in situazioni di pericolo o per esempio per esprimere empatia.Nella Teoria dei due fattori Darwin sostiene che le espressioni facciali nel bambino sono all’inizio di natura spontanea, in seguito possono essere modificate e regolate per adeguarsi alle regole sociali".
(Tratto dal libro: "La voce delle mie emozioni " a cura di Alfonso Benevento, Maurizio Costantini, Antonella Gianandrea, Mario Rusconi - Libri in tasca - EPC Editore).