15/06/2025
L'AVVOCATO RISPONDE.
Chi si può ospitare nella casa familiare?
A prescindere dalla proprietà dell’immobile, è possibile ospitare all’interno della casa familiare soltanto le persone che abbiano ottenuto il consenso – anche solo implicito – di entrambi i coniugi/conviventi; ciò significa che ciascuno di essi può vietare l’ingresso a persone estranee alla famiglia.
Secondo la giurisprudenza (Cass., 5 aprile 1974), infatti, tutti i conviventi sono titolari dello “ius excludendi“, cioè del diritto di non ricevere o di mandare via chi non è il benvenuto.
Da tanto deriva che il consenso di uno non può prevalere sul dissenso degli altri, spettando il diritto all’inviolabilità del domicilio a tutti i componenti della famiglia (ivi compreso il convivente more uxorio).
Serve il permesso del coniuge per ospitare la suocera in casa?
Il marito non può imporre alla moglie la presenza della propria mamma nella loro casa familiare.
Alla luce di quanto detto nel precedente paragrafo, è dunque chiaro che non si può ospitare la suocera senza il consenso del coniuge.
Detto in altri termini, serve il permesso del coniuge per accogliere la suocera in casa, anche nell’ipotesi in cui l’immobile sia di proprietà esclusiva.
Ma c’è di più: imporre la presenza della propria suocera in casa costituisce motivo di addebito della separazione (App. Roma, n. 7112/2021).
Dunque, se il marito volesse a tutti i costi ospitare la propria madre nella casa coniugale, la moglie potrebbe perfino chiedere la separazione con addebito.
La moglie può cacciare gli ospiti del marito?
Quanto detto sinora non vale ovviamente solo per la suocera: la moglie può cacciare qualsiasi ospite del marito; se questi dovessero rifiutarsi, rischierebbero di incorrere nel reato di violazione di domicilio (art. 614 cod. pen.), che punisce non solo chi si introduce abusivamente nell’abitazione altrui ma anche chi si trattiene senza il consenso di chi legittimamente dispone dei luoghi.
Casa familiare: la suocera può entrare dopo la separazione?
Le cose cambiano a seguito di separazione o di divorzio: in questa ipotesi, la disponibilità dell’immobile spetta al soggetto a cui il giudice ha assegnato l’abitazione, il quale sarà il solo legittimato a invitare ospiti o, al contrario, di mandarli via.
Ma c’è di più: secondo la Corte di Cassazione (n. 11242/2023) l’ex marito che entra nella casa assegnata alla moglie dopo la separazione rischia una condanna per violazione di domicilio, anche se risulta essere comproprietario o addirittura proprietario esclusivo dell’immobile.
Stesso reato commette la suocera che – dopo la separazione tra il proprio figlio e la nuora – continua ad accedere alla casa coniugale in cui è rimasta la nuora, nonostante il dissenso di quest’ultima (Cass., 6 dicembre 2012, n. 47500).
Insomma: una volta decretata l’assegnazione, di fatto è come se la casa divenisse proprietà esclusiva del solo coniuge beneficiario, fino a che non verranno meno le condizioni per il mantenimento di tale condizione.
Pertanto, mentre durante la normale convivenza coniugale ciascuno può decidere chi escludere, successivamente tale prerogativa spetterà solamente all’assegnatario.