13/03/2020
CORONAVIRUS e VIOLENZA DOMESTICA - QUALI SISTEMI DI PROTEZIONE?
Le donne in situazioni problematiche o vittime di violenza in ambito domestico, in questi giorni stanno vedendo un drastico peggioramento della propria situazione.
Marco Chiesara, Presidente di WeWorld, afferma che per le donne vittime di violenza
restare a casa significa dividere h24 gli spazi familiari con il proprio maltrattante.
QUAL E' LA SITUAZIONE DELLA VIOLENZA IN ITALIA?
Secondo l'Istat, il 31,5% delle 16-70enni ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza.
Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.
La Tutela Legale e Tutela psicologica dovrebbero accompagnare la donna durante prima, durante e dopo il procedimento giudiziario.
In Italia, il nostro ordinamento offre adeguati e numerosi istituti normativi (civile, penale e di protezione) che, talvolta mancano solo della corretta applicazione, anche a causa di quelle "incrostazioni culturali" presenti nei centri decisionali della giustizia.
Perché una risposta giudiziaria superficiale e negazionista del fenomeno genera vittimizzazione secondaria.
COS'E' LA VITTIMIZZAZIONE SECONDARIA?
La donna, dopo il trauma scaturito dalla violenza subita, trova nel contesto sociale e giudiziario una risposta scorretta, sentendosi nuovamente vittima.
Le forme di violenza "secondaria" possono far più male delle botte refertate (cit. Fabio Roia Presidente Misure di Prevenzione Tribunale di Milano). Gli approcci sbagliati e le decisioni "ingiuste" alimentano nel tessuto sociale una sorta di accettazione o, peggio, menefreghismo verso questa emergenza sociale.
I CAV (centri Antiviolenza) insieme al mondo delle associazioni svolgono una missione incomiabile.
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