Studio Legale Federica Raso

Studio Legale Federica Raso Studio Legale Diritto Civile

30/11/2015

La Cassazione ha ritenuto legittimo il licenziamento finalizzato al raggiungimento di maggior profitto per l’impresa. Il fine perseguito dall'impresa datrice, infatti, non è sindacabile dai giudici, in particolare quando si tratti del suo arricchimento, considerato che l'aumento di profitto si traduce anche in beneficio per la comunità dei lavoratori dipendenti (Cass. civ. 18 novembre 2015 n. 23620)
La sentenza ha sostanzialmente ribadito che l'impresa ha il diritto di perseguire il fine del profitto anche attraverso la riduzione del costo del lavoro attuata attraverso il licenziamento del personale considerato non necessario

25/11/2015

Pronunciandosi su un caso “italiano” riguardante un genitore che si era rivolto alla Corte di Strasburgo dolendosi di non aver potuto esercitare il suo diritto di visita con il figlio a causa delle relazioni negative che erano state elaborate dai servizi sociali i giudici europei hanno ritenuto all’unanimità violato l’art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell'uomo. La Corte ha rilevato, in particolare, che i giudici nazionali non avevano adottato le misure necessarie per proteggere il diritto del padre a contattare il figlio né avevano preso in considerazione il suo interesse. In considerazione della irrimediabili conseguenze negative che il trascorrere del tempo ha avuto sul rapporto tra il bambino ed il padre, la Corte e.d.u. ha ritenuto che l’unico rimedio sia il riesame tempestivo da parte delle Autorità italiane del diritto di visita del padre, tenendo conto dell'interesse superiore del minore. (sentenza n.35532/12 del 17 Novembre 2015)
La sentenza riconosce ancora una volta la necessità per ogni minore di conservare il più possibile il rapporto con entrambi i genitori, senza che esso possa essere pregiudicato in maniera irreparabile dalle semplici relazioni dei servizi sociali, senza ulteriori approfondimenti in ordine alla situazione psicologica del minore stesso

18/11/2015

In caso di vendita nei 5 anni dall'acquisto della c.d. “prima casa”, il mantenimento delle agevolazioni fiscali previste dal testo unico sull’imposta di registro opera non solo nel caso di acquisto a titolo oneroso di altra prima casa entro l’anno dalla vendita, ma anche in caso di acquisto per donazione (Cass. trib. 13 Novembre 2015 n. 23219).
Pertanto l'importante, per non perdere i benefici fiscali, è procedere ad un acquisto nel termine di un anno, non rilevando sul punto l'onerosità dello stesso

12/11/2015

Sulla scia della sentenza n. 96 del 2015, la Corte costituzionale, con la sentenza n. 229/2015 ha bocciato la punibilità della condotta di selezione degli embrioni nei casi in cui sia esclusivamente finalizzata ad evitare l’impianto nell’utero della donna di embrioni affetti da malattie genetiche trasmissibili. Permane invece il divieto di soppressione degli embrioni soprannumerari affetti da malattie genetiche a seguito di selezione finalizzata ad evitarne l’impianto nell’utero della donna.

Si tratta di un'importante sentenza che però appare inevitabile a fronte di quella precedente, dal momento che conferma la possibilità di ricorrere alla diagnosi e selezione preimpianto degli embrioni, senza che da tale pratica, lecita, derivino responsabilità penali per i sanitari. A mio avviso però ribadisce un altro concetto essenziale, trascurato dai media, e cioè che gli embrioni affetti da malattie genetiche non possono per tale ragione essere soppressi, ma devono essere crioconservti, dal momento che l'embrione è oggetto di tutela da parte del nostro ordinamento, e i suoi diritti vengono compressi solo a fronte di quelli della madre, oggetto di tutela costituzionale. Non appare pertanto corretto parlare di eugenetica dal momento che la Corte ribadisce che gli embrioni non possono essere soppressi solo perchè portatori di patologie, con ciò rifiutando proprio ogni applicazione dell'eugenetica

09/11/2015

Risponde di omissione di soccorso il conducente che, dopo aver investito un pedone, si allontana vedendolo rialzarsi.
La Cassazione con la sentenza n. 43624/2015 ha affermato che, con riferimento alla consapevolezza di causare un incidente idoneo ad arrecare danno alle persone, non deve confondersi la conoscenza dell'esistenza di un danno con la consapevolezza della possibilità di un danno quale effetto del cagionato sinistro; ne consegue che è evidente che, già in ragione del solo impatto tra veicolo e pedone, l’incidente è suscettibile di provocare danni alla persona, cosa che non può essere esclusa solo perchè il pedone si sia rialzato.
Pertanto è stata ritenuta irrilevante l'asserita buona fede del soggetto che, avendo aiutato il pedone a rialzarsi senza che lo stesso mostrasse apparenti danni, si era allontanato dal luogo del sinistro.
Alla luce di tale pronunzia appare opportuno suggerire di attendere sempre i soccorsi prima di allontanarsi dal luogo di un incidente in cui siano possibili danni alle persone

06/11/2015

In tema di contratto conto corrente bancario, la convenzione relativa agli interessi deve contenere la puntuale indicazione del tasso praticato e, ove esso sia convenuto come variabile, ai fini della sua precisa individuazione concreta, nel corso della vita del rapporto contrattuale, è necessario il riferimento a parametri che consentano la sua precisa determinazione, non essendo sufficienti generici riferimenti (come ad es. i c.d. usi di piazza), dai quali non emerga con chiarezza quale previsione le parti abbiano inteso richiamare con la loro pattuizione (Cass. civ. 30 ottobre 2015 n.22179)
Tale decisione risulta particolarmente significativa nei casi in cui la banca applichi ai saldi passivi di conto corrente (sia con affidamento che senza) interessi che non siano chiaramente predeterminati, con la possibilità di ricorrere al Giudice per un loro corretto conteggio

02/11/2015

Galleria non illuminata: no al risarcimento per chi cade dalla moto e non prova il nesso causale
In tema di responsabilità per danno da cosa in custodia, la Corte di cassazione (Cass. Civ. 20 ottobre 2015, n. 21212) ha ribadito che la prova del nesso causale è particolarmente rilevante e delicata nei casi in cui il danno non sia l'effetto di un dinamismo interno alla cosa, scatenato dalla sua struttura o dal suo funzionamento, come ad esempio in caso di guasto o malfunzionamento, ma richieda che al modo di essere della cosa si unisca l'agire umano ed in particolare quello del danneggiato. Pertanto il danneggiato è tenuto a dimostrare che lo stato dei luoghi presentava un'obiettiva situazione di pericolosità, tale da rendere molto probabile, se non inevitabile, il danno.

29/10/2015

Licenziamento per giusta causa: l’irrogazione della massima sanzione disciplinare risulta giustificata solo in presenza di un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali, ovvero tali da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto. (Cass. Civ. 16 ottobre 2015, n. 21017)

In particolare la Corte ha ritenuto illegittimo il licenziamento intimato dal datore di lavoro al lavoratore cui era stato contestato di aver aggredito con tono minaccioso e con pesanti offese un collega in conseguenza del rifiuto da questi opposto – poi anche comunicato al superiore gerarchico – nel prestare aiuto nello svolgimento di una attività di controllo della merce da scaricare nel magazzino.

28/10/2015

La conformità al protocollo esclude il danno da vaccinazione (Cass.Civ. 20 ottobre 2015 n.21177)
La Suprema Corte, a fronte di un danno al nervo circonflesso riportato dalla paziente senza ombra di dubbio a seguito dell'iniezione per inoculare il vaccino, ha ritenuto che il sanitario non fosse tenuto ad eseguire ulteriori accertamenti preventivi, poiché la vaccinazione rappresenta una pratica "routinaria" nel particolare contesto sanitario. Da tale ragionamento la Corte ha dedotto che il danno subito dalla ricorrente fosse attribuibile al caso fortuito ovvero "all'andamento variabile e talvolta imprevedibile del nervo circonflesso", con ciò escludendo la responsabilità del sanitario.

27/10/2015

Per la Suprema Corte di Cassazione (sent. 41225 del 2015) ai fini della misurazione mediante etilometro delle soglie di punibilità, caratterizzate da crescente gravità, previste dall'art. 186, comma 2, lett. a), b) e c), del codice della strada, assumono rilevanza anche i valori centesimali.
Pertanto il superamento della soglia prevista dal legislatore anche solo di uno 0,01 g/l comporta l'insorgere della responsabilità.

In ogni caso l'assunzione di alcolici deve essere sempre responsabile con la consapevolezza che anche modeste quantità di alcool possono comportare un aumento dei rischi alla guida

26/10/2015

In caso di incidente mortale può essere riconosciuto il risarcimento del danno morale se c’è un intenso legame tra nonno e nipote anche non conviventi, purché vi siano circostanze tali da far ritenere che la morte del familiare abbia comportato la perdita di un effettivo e valido sostegno morale (Cass. sentenza n. 40717/2015)
La Cassazione quindi ritiene che il requisito dell'intenso rapporto fra i familiari possa superare l'assenza della convivenza ai fini della risarcibilità del danno morale da perdita di un congiunto

20/10/2015

La clausola che prevede un termine di durata, senza possibilità di recesso anticipato, in relazione ad un contratto ad esecuzione continuata o periodica, anche se predisposto su moduli o formulari, non rappresenta una clausola particolarmente onerosa e quindi deve essere esclusa dal novero delle clausole vessatorie (Corte di Cassazione, Sez. VI, sentenza 3 settembre 2015 n. 17579.)

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