Studio Legale Valentina Nànula

Studio Legale Valentina Nànula Studio Legale Valentina Nànula Lo studio legale è specializzato nel diritto del lavoro, contrattualistica, immigrazione.

E' associato con professionisti che operano nel campo del diritto civile e penale.

20/05/2026

Dopo 10 anni di detenzione, Alaa F***j torna finalmente libero.

Arrestato nel 2015 con l’accusa di essere uno “scafista” coinvolto nella tragedia di Ferragosto nel Mediterraneo, in cui persero la vita decine di migranti, F***j ha sempre sostenuto di essere un semplice passeggero in fuga dalla Libia e non un membro dell’equipaggio.

Nel corso degli anni, la difesa e numerose associazioni hanno contestato la fondatezza delle accuse, sostenendo che le testimonianze raccolte subito dopo il salvataggio fossero confuse e poco affidabili a causa delle condizioni drammatiche vissute dai sopravvissuti. Per molti, il suo caso è diventato simbolo della necessità di garantire sempre un processo equo e il pieno rispetto dei diritti fondamentali.

Ogni libertà restituita rappresenta un richiamo al valore della giustizia, della dignità umana e dello Stato di diritto.



After 10 years of detention, Alaa F***j is finally free.

Arrested in 2015 on accusations of being a “smuggler” involved in the Ferragosto tragedy in the Mediterranean, in which dozens of migrants lost their lives, F***j always maintained that he was simply a passenger fleeing Libya and not a member of the crew.

Over the years, his defense team and several human rights organizations challenged the credibility of the accusations, arguing that the testimonies collected immediately after the rescue were confused and unreliable due to the traumatic conditions experienced by the survivors. For many, his case became a symbol of the need to always guarantee a fair trial and full respect for fundamental rights.

Every restored freedom is a reminder of the value of justice, human dignity, and the rule of law.

18/05/2026

Nel 2025 le esecuzioni hanno raggiunto il numero più alto dal 1981 con 2707 persone messe a morte in 17 paesi.
Questo impressionante record è stato dovuto a una manciata di governi determinati a imporre la paura. Le autorità iraniane, le maggiori responsabili dell’impennata di esecuzioni, hanno messo a morte almeno 2159 persone, oltre il doppio del 2024. In Arabia Saudita le esecuzioni sono salite ad almeno 356. In Kuwait le esecuzioni sono triplicate, in Egitto quasi raddoppiate e lo stesso è accaduto a Singapore e negli Usa. Il totale come sempre non tiene conto delle migliaia di esecuzioni che riteniamo continuino ad aver luogo in Cina. (Amnesty)

In 2025, the number of executions reached its highest level since 1981, with 2,707 people executed in 17 countries.
This shocking record is due to a handful of governments determined to instill fear. Iranian authorities, primarily responsible for the surge in executions, executed at least 2,159 people, more than double the number in 2024. In Saudi Arabia, executions rose to at least 356. In Kuwait, executions tripled, in Egypt they nearly doubled, and the same happened in Singapore and the United States. As always, the total does not include the thousands of executions we believe continue to take place in China. (Amnesty International)

27/04/2026

Il ministero dell’interno vuole l’apertura di un Cpr a Castelvolturno La pubblicazione di un bando per l'apertura di una struttura che dovrebbe ospitare 120 persone con un costo di più di 43 milioni di euro. L’area prescelta di 63 ettari è denominata “Parco umido La Piana” ed è una zona di alto valore naturalistico. Ci sono due laghetti, sentieri e capanni di osservazione degli uccelli. Tutto questo dovrebbe lasciare il posto alla struttura di “detenzione” per migranti.

23/02/2026

23 febbraio 2026
L’omicidio di Rogoredo mostra i rischi dello scudo penale
Il 23 febbraio è stato arrestato Carmelo Cinturrino, l'assistente capo di polizia accusato dell'omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio nel quartiere di Rogoredo, a Milano. Cinturrino avrebbe sparato mentre l’uomo era disarmato, mettendogli poi in mano una pi***la finta quando era già a terra agonizzante. L’agente aveva raccontato di aver fatto fuoco, perché Mansouri gli aveva puntato contro un’arma, ma la ricostruzione era apparsa poco credibile fin da subito.

A difesa dell’agente era subito sceso in campo il vicepremier della Lega e ministro dei trasporti Matteo Salvini, che ha invocato lo scudo penale, previsto dal secondo decreto sicurezza. “Io sto con l’agente senza se e senza ma”, aveva detto Salvini, che ora ha ridimensionato la sua posizione dicendo: "Se qualcuno sbaglia, va accertato".

Ma fin dall'inizio alcuni elementi della ricostruzione del poliziotto non erano plausibili, ora la procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati anche altri quattro agenti, accusati di favoreggiamento e omissione di soccorso per aver coperto il collega e sostenuto la sua ricostruzione.

Dall'indagine infatti stanno emergendo degli elementi che mostrano uno scenario molto diverso da quello raccontato dall’agente: il primo è stato che il colpo mortale aveva raggiunto il ragazzo in una zona laterale del cranio e non nell'area frontale. Questo fa pensare, come avevano detto i suoi legali fin dal principio, che il ragazzo stesse scappando quando è stato ucciso. L'agente inoltre non avrebbe dovuto partecipare a quell'operazione, infatti era in tutt'altra zona di Milano quando è stato lanciato una retata antidroga da un gruppo di suoi colleghi.

Abderrahim Mansouri era soprannominato “Zack” ed era già conosciuto dall’agente che gli ha sparato, che ha una “lunga esperienza” nell’antidroga. Secondo quanto riportato da Mario Di Vito sul manifesto, l’agente si trovava a piazzale Corvetto quando verso le 17 ha saputo dell’operazione in corso al cosiddetto boschetto di via Impastato. Ha deciso di raggiungere i colleghi, perché l’operazione non stava andando bene, anche se non era previsto che partecipasse. Parcheggiata l’auto, ha trovato sei colleghi (due in divisa e quattro in borghese) insieme a un uomo arrestato per spaccio. Poi ha deciso di andare a “fare un giro” nel boschetto “essendo molto conosciuto nella zona”.


Ma le testimonianze raccolte dagli inquirenti aggiungono altri elementi: Cinturrino avrebbe chiesto quotidianamente denaro e droga ai pusher della zona, tra cui Mansouri. Alcuni conoscenti della vittima, ora ascoltati nell'indagine, hanno riferito che le richieste sarebbero state quantificate in 200 euro e cinque grammi di cocaina al giorno. Mansouri, stando ai racconti, avrebbe confidato a più persone di avere rifiutato quelle pretese e, da quel momento, avrebbe cominciato ad avere paura del poliziotto che gli ha sparato e lo ha ucciso.

Sulla pi***la a salve trovata di fianco al corpo di Mansouri non sono state trovate le impronte digitali della vittima, ma tracce di materiale biologico di due diversi individui. Questo farebbe pensare che l’arma sia stata messa lì in un secondo momento. Ma c'è un altro punto decisivo: i soccorsi sono stati chiamati in ritardo, 23 minuti dopo la sparatoria, anche se l'uomo non è morto subito ed è rimasto a terra in fin di vita.

Il ritardo è emerso da “elementi oggettivi” come l’analisi del traffico sul telefono della vittima e dei poliziotti e lo studio dei video delle telecamere di sicurezza presenti nella zona. Mansouri stava parlando al telefono quando è stato colpito. Qualcuno lo aveva avvisato dell’arrivo della polizia, poi lo aveva contattato di nuovo per sapere se era riuscito a scappare. Chi era al telefono quindi ha sentito l'esplosione del colpo e la caduta di Mansouri.


Il luogo in cui è stato ucciso Abhderraim Mansouri, 28 anni, nel quartiere di Rogoredo di Milano, 27 Gennaio 2026. (Andrea Canali, Ansa)
Infine ci sono altri due elementi che aiutano a comprendere meglio i meccanismi che regolano una delle piazze di spaccio più grandi d’Italia. Nel 2022 Cinturrino era stato protagonista di un altro episodio che aveva riguardato un uomo di origine tunisina, accusato di spaccio, in cui l'agente aveva redatto un verbale con informazioni false.

Un giudice aveva assolto il presunto spacciatore, giudicando di “scarsa attendibilità” la testimonianza del poliziotto, smentita da un video in cui lo si vedeva mettere delle banconote nel portafoglio del presunto spacciatore. Alla fine del processo il giudice aveva trasmesso gli atti alla procura di Milano chiedendo di valutare “eventuali condotte penalmente rilevanti nei confronti del poliziotto che ha redatto il verbale di arresto e la successiva relazione”.

Nel gennaio del 2026 infine era arrivata alla procura un’informativa in cui si parlava di un appartamento a Corvetto in cui si spacciava grazie alla copertura di un agente, un certo "Carmelo", che conosceva l'alloggio ed era in contatto con la portinaia dello stabile e che inoltre aveva chiesto il pizzo a un pusher marocchino per inserirlo nel commercio di stupefacenti nella zona.

Da "Internazionale"

14/02/2026
01/02/2026

Le Olimpiadi di Milano Cortina produrranno emissioni pari a circa 930mila tonnellate di anidride carbonica, con una perdita prevista di quattordici milioni di tonnellate di ghiacciai

The Milan Cortina Olympics will produce emissions equal to approximately 930 thousand tons of carbon dioxide, with an expected loss of fourteen million tons of glaciers.

25/01/2026

Hanno provato a fare di tutto per infangarlo, hanno detto che era armato e pericoloso, che rappresentava una minaccia.

Ma sono stati smentiti a più riprese dai fatti, dalle immagini, dalle testimonianze.

La verità è che l’uomo nella foto, Alex Pretti, 37 anni, infermiere di Minneapolis incensurato, è stato ammazzato dagli agenti dell’ICE per la sola colpa di aver difeso una donna, “armato” solo dell’arma più pericolosa di tutte: una fotocamera.

Era lì perché non ne poteva umanamente più di assistere alla brutalità inaudita delle squadracce di Trump, come tutti i suoi concittadini.
E con quella fotocamera Pretti stava mostrando al mondo la bestialità dell’Ice.

Per questa sola ragione, è stato prima accerchiato dagli agenti federali, in sei contro uno, gli hanno spruzzato dello spray urticante in faccia, lo hanno placcato a terra, immobilizzato e infine colpito con almeno dieci proiettili da distanza ravvicinata, uccidendolo sul colpo.

Alex Pretti è morto per mano dello Stato per combattere quello stesso Stato che ha smesso di difendere i cittadini e li ha trasformati in bersagli, seminando terrore e morte.

Protetti, difesi, persino incoraggiati da un Presidente degli Stati Uniti che, con un ultimo schiaffo, ha chiamato gli assassini di Pretti “patrioti”.

Quest’uomo qui sotto ha pagato eroicamente con la vita un atto di umanità e di Resistenza.
Questa è l’unica e sola verità.

E, come tale, oggi dovremmo ricordarlo. Perché nessuno finga di non aver visto.
Perché almeno non sia accaduto invano.

They tried everything to smear him, saying he was armed and dangerous, that he posed a threat.

But they were repeatedly contradicted by the facts, the images, and the testimonies.

The truth is that the man in the photo, Alex Pretti, 37, a nurse from Minneapolis with no criminal record, was killed by ICE agents for the sole crime of defending a woman, "armed" only with the most dangerous weapon of all: a camera.

He was there because he, like all his fellow citizens, was humanly fed up with witnessing the unspeakable brutality of Trump's thugs.

And with that camera, Pretti was showing the world the brutality of ICE.

For this reason alone, he was first surrounded by federal agents, six against one, pepper sprayed in his face, tackled to the ground, immobilized, and finally shot with at least ten bullets at close range, killing him instantly.

Alex Pretti died at the hands of the State fighting the same State that stopped defending its citizens and turned them into targets, sowing terror and death.

Protected, defended, even encouraged by a President of the United States who, with a final slap, called Pretti's murderers "patriots."

This man below heroically paid with his life for an act of humanity and resistance.

This is the one and only truth.

And, as such, we should remember him today. So that no one will pretend they didn't see it.
So that at least it didn't happen in vain.

11/01/2026

Hoda Abu al-Naja Dodicenne di Gaza morta di celiachia per colpa di Israele. Gli italiani s’erano offerti di curarla. Il nulla osta israeliano è arrivato un mese dopo la sua morte.

Hoda Abu al-Naja, a twelve-year-old girl from Gaza, died of celiac disease because of Israel. The Italians had offered to treat her. The Israeli clearance arrived a month after her death.

Lo studio sarà chiuso dal 24 dicembre al 6 gennaio 2026. Riaprirà il giorno 7 gennaio 2026. Buone feste a tutti.The lega...
28/12/2025

Lo studio sarà chiuso dal 24 dicembre al 6 gennaio 2026. Riaprirà il giorno 7 gennaio 2026. Buone feste a tutti.

The legal firm will be closed from December 24th to January 6th 2026. It will reopen on January 7th 2026. Happy holidays to everyone.

اسٹوڈیو 24 دسمبر سے 6 جنوری 2026 تک بند رہے گا۔ یہ 7 جنوری 2026 کو دوبارہ کھلے گا۔ سب کو تعطیلات مبارک ہوں۔

سيُغلق الاستوديو من 24 ديسمبر إلى 6 يناير 2026، وسيُعاد
افتتاحه في 7 يناير 2026. نتمنى للجميع عطلة سعيدة.

I bambini di Tamer Abu Assi vengono trucidati sabato mattina, a Bani Suheila, un villaggio a est di Khan Younis, cinquan...
03/12/2025

I bambini di Tamer Abu Assi vengono trucidati sabato mattina, a Bani Suheila, un villaggio a est di Khan Younis, cinquanta giorni dopo l’inizio della fragilissima tregua tra Israele e Hamas (durante il cessate il fuoco sono stati ammazzati oltre 350 palestinesi). Il papà, paralizzato e in sedie a rotelle, sta preparando la colazione quando si accorge di aver finito la legna. Fadi e Jumaa vogliono aiutarlo ed escono per andare alla ricerca di qualcosa da ardere. La tavola è già apparecchiata, Tamer aspetta. Dei vicini corrono nella tenda: «Un drone dell’esercito israeliano ha preso di mira due bambini: li ha uccisi». «Sono i miei figli?».A Tamer non resta che andare a riconoscere i piccoli corpi senza vita: «Ho tolto il sudario e li ho abbracciati. La testa del mio piccolo Juju è saltata via; che Dio lo benedica. Le sue braccia erano mozzate e parti del suo torso erano andate perdute. La mano destra e la gamba sinistra di Fadi erano state tagliate», racconta, tremando. Le Forze di Difesa Israeliane ammettano di aver effettuato l'attacco e parlano di «due sospetti che hanno oltrepassato la linea gialla, hanno condotto attività sul terreno e si sono avvicinati alle truppe che operavano nella Striscia meridionale, erano una minaccia». (Corriere)

The children of Tamer Abu Assi were massacred Saturday morning in Bani Suheila, a village east of Khan Younis, fifty days after the beginning of the fragile truce between Israel and Hamas (over 350 Palestinians were killed during the ceasefire). Their father, paralyzed and wheelchair-bound, was preparing breakfast when he realized he had run out of firewood. Fadi and Jumaa wanted to help him and went out to look for firewood. The table was already set, Tamer waited. Neighbors rushed into the tent: "An Israeli army drone targeted two children: it killed them." "Are they my children?" Tamer had no choice but to identify the little lifeless bodies: "I took off the shroud and hugged them. My little Juju's head was blown off; God bless him. His arms were severed and parts of his torso were missing. "Fadi's right hand and left leg were cut off," he says, trembling. The Israel Defense Forces admit to having carried out the attack and speak of "two suspects who crossed the yellow line, conducted activities on the ground, and approached troops operating in the southern Strip; they were a threat."

27/10/2025

A Venezia 22 borseggiatrici, autrici di una quarantina di furti, l’avrebbero fatta franca grazie alla riforma Nordio: «Prima che il giudice per le indagini preliminari decida sulla limitazione della loro libertà personale, gli interessati hanno facoltà di giustificarsi, negare, spiegarsi, portare prove a discarico, così da evitare che si spalanchino le porte del carcere. Il che equivale a sapere in anticipo che è meglio andare a esercitare il mestiere di ladro con destrezza o con violenza altrove» [Pietrobelli, Fatto]

Indirizzo

Via E. Besana 3
Milan
20122

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:30
14:30 - 18:30
Martedì 09:00 - 12:30
14:30 - 18:30
Mercoledì 09:00 - 12:30
14:30 - 18:30
Giovedì 09:00 - 12:30
14:30 - 18:30
Venerdì 09:00 - 13:00

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