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Patent box 2017: marchi non agevolabiliIl patent box, la detassazione su alcuni beni immateriali prevista dalla Legge di...
28/07/2017

Patent box 2017: marchi non agevolabili

Il patent box, la detassazione su alcuni beni immateriali prevista dalla Legge di Stabilità 2015, fa un passo indietro. Ad intervenire sul campo di applicazione dell’agevolazione è l’articolo 56 del Decreto-legge del 24 aprile 2017, n. 50 che ha escluso i marchi dal novero dei beni agevolabili.

Benefici fiscali riconosciuti, invece, per le richieste di adesione al regime presentate all’Agenzia delle Entrate entro il 31 dicembre 2016.

L’esclusione dei marchi dal patent box rischia di far perdere parte dell’interesse delle imprese a presentare l’opzione.
In effetti nel 2015, primo anno di applicazione del regime, gran parte delle imprese ha chiesto di godere del beneficio fiscale per i marchi. Adesso che la recente manovra fiscale (D.L. 50/2017) ha adeguato la disciplina italiana alla linea imposta dall’OCSE con il programma BEPS, escludendo i marchi dai beni oggetto di agevolazione, la questione potrebbe notevolmente cambiare.

E questo anche alla luce di una procedura non molto semplice che porta le imprese a sostenere un notevole sforzo amministrativo e contabile.

Per l’utilizzo indiretto dei beni oggetto di agevolazione la problematica è marginale poiché il reddito è costituito dalle royalties derivanti dalla concessione in uso del bene immateriale. Ma quando, invece, il bene è utilizzato direttamente dall’impresa, il contributo economico – come stabilito dall’articolo 1, comma 39 della Legge 23/12/2014, n. 190 – deve essere determinato in base ad un accordo di ruling.

Meno appeal, quindi, per il patent box 2017. Ma salvaguardate le domande presentate entro il 31 dicembre 2016. Il secondo e terzo comma dell’art. 56 D.L. 50/2017 stabiliscono, infatti, che le modifiche introdotte saranno applicabili:

- per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare, per i periodi d’imposta per i quali le opzioni sono esercitate successivamente al 31 dicembre 2016;
- per i soggetti con esercizio non coincidente con l’anno solare, a decorrere dal terzo periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014, relativamente al quale le opzioni sono esercitate successivamente al 31 dicembre 2016.

Le disposizioni vigenti anteriormente alle modifiche continuano ad applicarsi, comunque non oltre il 30 giugno 2021, relativamente alle opzioni esercitate per i primi due periodi d’imposta successivi a quelli in corso al 31 dicembre 2014.

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Lavoro Autonomo, più diritti alle Partite IVANel passaggio in Commissione al Senato il testo del Ddl Lavoro Autonomo - r...
27/07/2017

Lavoro Autonomo, più diritti alle Partite IVA

Nel passaggio in Commissione al Senato il testo del Ddl Lavoro Autonomo - rivolto a professionisti e freelance - si è arricchito di diverse novità. Fra queste, l‘articolo 11 commi 1 e 4, secondo cui la PA dovrà promuovere la partecipazione degli autonomi agli appalti pubblici. Con l‘articolo 10 si delega al Governo il riassetto delle disposizioni in materia di sicurezza e salute applicabili agli studi professionali.

Accesso a bandi e appalti pubblici

Un maggiore partecipazione dei lavoratori agli appalti pubblici nonché, come specificato dalla 11^ Commissione del Senato, ai bandi per l’assegnazione di incarichi personali di consulenza o di ricerca. E’ questo quanto previsto dall’articolo 11 del DDL Lavoro Autonomo, attualmente in fase di discussione.

Si tratta di una iniziativa che promette di favorire la competitività dei professionisti. Le pubbliche amministrazioni dovranno, poi, favorire l’accesso dei lavoratori autonomi a tutte le informazioni relative a gare pubbliche e la loro partecipazione alle procedure di aggiudicazione, anche attraverso gli sportelli dedicati al lavoro autonomo istituiti presso i Centro per l’Impiego.

Ma non solo: tutti i lavoratori autonomi sono equiparati alle piccole e medie imprese ai fini dell’accesso ai piani operativi regionali e nazionali, finanziati con fondi strutturali europei.

Ai soggetti che svolgono attività professionale, indipendentemente dalla forma giuridica rivestita, è riconosciuto ai fini della partecipazione ai bandi e della assegnazione di incarichi e appalti privati la possibilità di:

-costituire reti di esercenti la professione e di partecipare alle reti di imprese;
-costituire consorzi stabili professionali;
-costituire associazioni temporanee professionali, secondo la disciplina, in quanto compatibile, sui raggruppamenti temporanei di operatori economici di cui all’articolo 48 del D.Lgs. 18/04/2016, n. 50.

Sicurezza e tutela dei lavoratori

L’articolo 10, introdotto dalla 11^ Commissione del Senato, reca una delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di sicurezza e tutela della salute dei lavoratori applicabili agli studi professionali. La delega deve essere esercitata entro un anno dall’entrata in vigore della legge. In particolare sono previste:

-l’individuazione delle misure di prevenzione e protezione idonee a garantire la tutela della salute e sicurezza delle persone che svolgono attività negli studi professionali, con o senza retribuzione e anche al fine di apprendere un’arte, un mestiere o una professione;
-la determinazione di misure tecniche ed amministrative di prevenzione compatibili con le caratteristiche gestionali ed organizzative degli studi professionali;
-la semplificazione degli adempimenti meramente formali in materia di salute e sicurezza negli studi professionali, anche per mezzo di forme di unificazione documentale.

La riformulazione e la razionalizzazione dell’apparato sanzionatorio, amministrativo e penale, avuto riguardo ai poteri del soggetto contravventore e alla natura sostanziale o formale della violazione.

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e-Commerce cloud su FacebookSalesforce integrerà Commerce Cloud con le inserzioni dinamiche di Facebook per far arrivare...
24/07/2017

e-Commerce cloud su Facebook

Salesforce integrerà Commerce Cloud con le inserzioni dinamiche di Facebook per far arrivare ai clienti informazioni di prodotto pertinenti.
Quando un utente clicca sull’annuncio, viene indirizzato al sito del retailer per la transazione, che il rivenditore gestirà direttamente.

L’integrazione di Commerce Cloud con Facebook e Instagram permette di connettere il catalogo prodotti e consentire sul sito del brand il il monitoraggio dell’attività.

Il vantaggio consiste nella possibilità di promuovere i prodotti e gestire gli annunci dallo stesso pannello di controllo del sito.

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Aruba Cloud, con il programma We START you UP, sostiene le startup innovative nello sviluppo di progetti d’impresa attra...
21/07/2017

Aruba Cloud, con il programma We START you UP, sostiene le startup innovative nello sviluppo di progetti d’impresa attraverso una infrastruttura IT capace di accompagnarne la progressiva crescita. Attraverso un percorso di tre anni, offre credito cloud gratuito per risorse fino a 50mila, supporto tecnico e vantaggi esclusivi per l’ingresso sul mercato.

We START you UP nasce dai feedback raccolti nel corso del precedente “Programma Aruba Cloud Startup”.

Per celebrare il primo anniversario del lancio dell’estensione di dominio .cloud, Aruba ha inoltre deciso di offrire un bonus addizionale una tantum di 1000 euro a tutte le startup selezionate per la partecipazione al programma che utilizzino un’estensione .cloud come dominio principale della loro attività.

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Stato su WhatsApp, pubblicità a costo zero?WhatsApp ha da poco modificato e ampliato la funzione “stato” nella sua app, ...
20/07/2017

Stato su WhatsApp, pubblicità a costo zero?

WhatsApp ha da poco modificato e ampliato la funzione “stato” nella sua app, per consentire di pubblicare anche immagini e video che rimangono online per 24 ore, visibili a tutti i contatti o solo alcuni.

Gli stati si realizzano velocemente dall’apposita sezione, scegliendo se aggiungere una didascalia o tagliare il video.

Non solo. Anche se WhatsApp non prevede – e in base alla promessa fatta non prevederà mai – annunci a pagamento, in pratica però, se state cercando un modo per fare pubblicità su WhatsApp, questo è sicuramente quello più gli assomiglia, a costo zero.

Chiaramente, a patto che siate nella rubrica dei vostri contatti, limite dato dalla natura dell’applicazione, ma allo stesso tempo opportunità di avere una lista di destinatari estremamente profilata e presumibilmente molto vicina alla nostra comunicazione.

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Come vendere online su HandmadePiù di 5.000 venditori italiani ed europei utilizzano, anche in Italia, l’e-shop Handmade...
19/07/2017

Come vendere online su Handmade

Più di 5.000 venditori italiani ed europei utilizzano, anche in Italia, l’e-shop Handmade di Amazon per vendere proprie creazioni. classificabili in 10 categorie di prodotto (Gioielli, Decorazioni casa, Arte e materiale decorativo, Cucina e pranzo e Mobili…).

Oltre alla visibilità offerta dal brand Amazon, Handmade offre supporto tecnico, strumenti di reportistica e una gestione ordini veloce e intuitiva. Inoltre, molti articoli possono essere personalizzati online grazie agli strumenti web offerti.

Ogni venditore può inoltre creare una propria pagina profilo con URL univoco, aggiungendo immagini e descrivendo le proprie creazioni.

Per far crescere la propria attività è possibile associare i servizi di e-commerce offerti da Handmade con quelli del programma Logistica, attraverso cui Amazon gestisce l’intero ciclo di vendita online (magazzino, prelievo, impacchettamento e consegna per conto dei venditori).

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Consulenza finanziaria in realtà virtualeWidiba e Microsoft portano la realtà virtuale nella consulenza finanziaria con ...
17/07/2017

Consulenza finanziaria in realtà virtuale

Widiba e Microsoft portano la realtà virtuale nella consulenza finanziaria con il nuovo progetto Dialog per l’utilizzo di HoloLens.

Si chiama HoloLens, il primo computer olografico al mondo in grado di fondere il mondo reale con ologrammi virtuali. Un progetto Microsoft che ora ha avviato una collaborazione speciale con Widiba per l’utilizzo di HoloLens con l’obiettivo di innovare il modo di fare consulenza finanziaria.

Grazie alla piattaforma Dialog, che verrà sviluppata in collaborazione tra Widiba e Microsoft, i consulenti finanziari potranno dare vita ad un dialogo con i clienti più ricco, incisivo, interattivo e coinvolgente. Si tratta in sostanza di proiettare, grazie ad una visiera trasparente, informazioni, report, nuove proposte e quant’altro.

Per elaborare le risposte del cliente il sistema utilizza la piattaforma Wise di robo for advisor, nata per trasformare le password dispositive in gesti rendendo e quindi per rendere più immediata la fruizione della parte transazionale della banca. Il cliente potrà inoltre utilizzare la realtà virtuale generata da HoloLens per accedere in modalità self service ed effettuare disposizioni bancarie utilizzando sia comandi vocali che gestuali con il supporto di un assistente virtuale che affianca i consulenti nella gestione dei clienti.

Entro dicembre 2017 sono previste le prime istallazioni di Widiba Dialog, quando sarà terminata la prima fase del set up dei team Widiba e Microsoft e la successiva fase di dialogo sul web con gli utenti che potranno fornire suggerimenti partecipare alla costruzione attiva dell’applicazione.

Carlo Purassanta, Amministratore Delegato di Microsoft Italia, spiega:
“La tecnologia è un fattore sempre più strategico per la trasformazione dei modelli di business delle organizzazioni di ogni dimensione e settore. Il futuro appartiene alle aziende che sapranno sfruttare i dati per trarne informazioni strategiche, così da poter offrire ai propri clienti servizi nuovi ed esperienze sempre più complete. Siamo felici di accompagnare Widiba in questo progetto di innovazione reale, capace di migliorare e arricchire l’esperienza dei correntisti”.

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Cerved Connect per lead generationCerved Connect è il marketing tool che si integra con il CRM Salesforce, per ottenere ...
14/07/2017

Cerved Connect per lead generation

Cerved Connect è il marketing tool che si integra con il CRM Salesforce, per ottenere informazioni aggiornate su tutte le aziende di interesse, aiutando le imprese a trovare nuovi clienti in modo più efficace.

Soprattutto perché si basa sui big data di Cerved che contengono informazioni sul 100% delle aziende italiane.

In secondo luogo perché fornisce un importante supporto alla forza commerciale, che troverà nel CRM dati aggiornati, puliti e completi.

La base di partenza sono le anagrafiche dei clienti già presenti in Salesforce. Cerved Connect consente di tenerle sempre aggiornate, riempire i campi mancanti, sostituire i dati errati e monitorarle così da ricevere alert ogni volta che si verifica un cambiamento su un soggetto presente nel proprio database.

L’applicazione, inoltre, integra nel CRM le notizie relative ad un’azienda, i dati economico-finanziari e il diagramma sul gruppo societario. Quest’ultima funzione è utile per visualizzare in modo intuitivo le informazioni che illustrano i dettagli di tutte le società controllate/controllanti e le relazioni che intercorrono tra i diversi componenti.

C’è di più. Con Cerved Connect è possibile vedere subito quali aziende sono già presenti nel CRM e scoprire clienti potenziali: il motore di ricerca Cerved si fonda su un database proprietario di oltre 6 milioni di imprese italiane, costantemente aggiornato grazie all’integrazione tra dati ufficiali e segnalazioni generate da web, social network e news. Tutto questo per fornire un’analisi ancora più accurata e fedele dei prospect garantita dal controllo puntuale di un milione di siti web, 300.000 profili social e 70.000 news esaminate quotidianamente.

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Millennials: 7 su 10 futuri imprenditoriI millennials italiani sognano di diventare imprenditori. Lo rivela una ricerca ...
13/07/2017

Millennials: 7 su 10 futuri imprenditori

I millennials italiani sognano di diventare imprenditori. Lo rivela una ricerca commissionata da eBay e realizzata da Ipsos che ha analizzato il “desiderio di imprenditorialità” dei giovani italiani, francesi e spagnoli.

Il 67% dei giovani italiani tra i 18 e i 35 anni è propenso a valutare una professione imprenditoriale, una percentuale più alta rispetto al 63% dei francesi e al 62% degli spagnoli. Il 40% dei millennials italiani, inoltre, non solo ha un “desiderio di imprenditorialità” ma ha già un’idea concreta di business in mente e oltre la metà di questi, il 57%, pensa all’eCommerce per realizzarla.

Sono quasi in egual misura maschi (il 52%) femmine (il 48%) e vengono soprattutto dal Sud e dalle Isole (il 41%). Il 45% di loro attualmente non lavora (il 24% studia e il 21% è disoccupato), ma c’è comunque un 30% che lavora a tempo pieno. In maggioranza vivono ancora con la famiglia d’origine (il 53%) e la loro età media è 28 anni.

Dalla ricerca emerge che questi giovani aspiranti imprenditori vivono una generale disaffezione nei confronti dell’attuale mercato del lavoro: il 49% ritiene che sia difficile trovare un lavoro in linea con i propri studi o esperienze professionali e il 44% è demotivato a causa dei salari bassi. Si vuole diventare imprenditori perché questa è la via per raggiungere indipendenza personale (lo pensa il 51%) e per mancanza di opportunità lavorative (il 39%).

L’ostacolo maggiore allo sviluppo del business imprenditoriale è rappresentato dalle tasse (il 51%).

La figura dell’imprenditore gode di una ottima percezione tra i millennials, dal momento che è visto come coraggioso, innovatore, hard-working, determinato, competente e indipendente.

In questo contesto l’eCommerce viene percepito come un’opportunità: il commercio elettronico è associato alla possibilità di una visibilità globale (lo pensa il 46%) e consente di interagire con altri mercati attraverso l’export (il 57%) e di lavorare da qualunque posto (il 54%).

Oltre la metà di questi aspiranti imprenditori (il 57%) ha in mente un’idea di business da realizzare con l’eCommerce. Il 39% di loro vorrebbe vendere prodotti tipici del proprio territorio e il 63% pensa anche di promuoverli all’estero. Il 36% vorrebbe invece vendere prodotti artigianali. Ci sono poi motivazioni personali che spingono verso l’eCommerce. L’aspirante imprenditore online ritiene attraente l’idea di essere il capo di se stesso (il 64%) e pensa che l’online rappresenti un’opportunità per restare nel proprio paese (il 56%). Il millennial inoltre vede l’online come un’opportunità per coniugare passioni personali con carriera professionale (il 66%).

Il 55% sarebbe pronto ad aprire la propria attività online entro i prossimi due anni.

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Facebook Workplace per intranet socialIl nuovo strumento, profondamente innovativo, promuove un’efficace collaborazione ...
11/07/2017

Facebook Workplace per intranet social

Il nuovo strumento, profondamente innovativo, promuove un’efficace collaborazione e un forte senso di appartenenza aziendale, sia delle risorse in produzione, sia delle risorse che operano all’estero, rendendo la comunicazione interna digitale, semplice, pervasiva e bidirezionale.

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Digital advertising, opportunità per PMIL’advertising digitale ha raggiunto 2,4 miliardi di euro e vale ben il 30% del m...
10/07/2017

Digital advertising, opportunità per PMI

L’advertising digitale ha raggiunto 2,4 miliardi di euro e vale ben il 30% del mercato pubblicitario nel suo complesso: è quanto emerge dai dati dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano.

Gli Internet Media, ovvero la pubblicità online e la spesa degli utenti per contenuti Media fruiti su Pc, Smartphone, Tablet e Smart Tv connesse, sono cresciuti dell’11%.

Stando alle previsioni degli analisti, nel 2017 il mercato dell’Internet advertising crescerà con un tasso analogo a quello del 2016. Una previsione interessante, perchè dovrebbe spingere chi guida le PMI a guardare con sempre più attenzione alla pubblicità su Internet.

Ma oltre ad Internet è un buon momento per tutto il comparto della pubblicità. Infatti dopo anni di contrazione, il mercato dei Media (Tv, Stampa, Radio e Internet) ha chiuso il 2016 in crescita (+3%), raggiungendo un giro d’affari pari a 15,8 miliardi di euro.
Incentivi dal 2018 agli investimenti in pubblicità – PMI.it

L’incremento è generato soprattutto dalla Tv e da Internet: i due settori hanno fatto segnare nell’insieme un aumento dell’11%, invertendo il trend in contrazione che da anni bloccava la ripartenza del mercato. In sintesi il mercato pubblicitario complessivo nel 2016 vale 7,75 miliardi di euro, in crescita del 4% rispetto al 2015.

Ma focalizziamo la nostra attenzione sull’advertising digitale: la Display advertising nel 2016 è cresciuta dell’11% , confermandosi come la componente dominante del mercato (58%) avvicinandosi ai 1,4 miliardi di euro.

L’acquisto di visibilità nei motori di ricerca (Search) che vale circa 730 milioni di euro ha replicato la crescita dello scorso anno (+4%). C’è poi il formato dei Classified, pari quasi a 200 milioni, grazie soprattutto all’aumento dei nuovi portali verticali di annunci. Mentre l’Email marketing registra un valore di circa 30 milioni.

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