06/04/2020
....E quindi uscimmo a riveder le stelle
Così Dante terminava il ###IV canto dell’Infermo. A dirla tutta con le “stelle” – non a caso - concludeva anche il ###III canto del Paradiso e, quindi, la stessa Divina Commedia: L’amor che move il sole e l’altre stelle.
Le stelle… quanto è difficile oggi vederle a causa dell’eccessiva luminosità delle nostre città.
Tanta parte di poesia nella nostra vita è venuta meno ma, fosse solo questo il danno, ce ne faremmo una ragione. Il fatto è che l’inquinamento luminoso oggi arreca un vero e proprio disastro alla vita e alla salute di tutto il nostro Pianeta, noi compresi naturalmente.
Sull’inquinamento luminoso si è pronunciata la Corte di Cassazione con la sentenza n. 9353/20 del 9.3.2020 cha ha confermato la condanna penale al titolare di un locale per avere posto in essere attività che avevano inciso sulla morfologia del territorio, sugli equilibri ecologici, idraulici ed idrogeotermici: nel caso di specie una discoteca esterna con emissioni sonore ad altissimo volume ed emissioni luminose di forte intensità.
La sentenza, bella da leggersi nella sua intierezza, si sofferma sulla definizione dell’inquinamento luminoso e sui danni all’ecosistema che lo stesso produce.
I giudici specificano anzitutto che esso consiste in “un’alterazione della quantità naturale di luce presente nell’ambiente notturno provocata dall’immissione di luce artificiale.
L’inquinamento luminoso, come è noto, ha molteplici effetti negativi. Molteplici sono gli studi ed i rapporti che documentano gli effetti della luce artificiale sull’ambiente e comprendono le alterazione delle abitudini di vita e di caccia degli animali, disturbi alla riproduzione ed alle migrazioni, alterazioni dei ritmi circadiani, alterazioni ai processi fotosintetici delle piante e al fotoperiodismo e per l’uomo, abbagliamento, miopia e alterazioni ormonali in grado di diminuire le difese contro i tumori.
Più avanti i Giudici colgono l’occasione per entrare ancora più nei particolari - le specie a rischio di estinzione e lo stravolgimento dei ritmi biologici - che vale la pena leggere: “Anche la flora e la fauna subiscono notevoli danni dalle fonti luminose. La luce per la maggior parte dei sistemi biologici è di fondamentale importanza. L’alternarsi tra il giorno e la notte, tra luce e buio è uno dei fattori vitali sia per gli animali che per le piante. Nel momento in cui questo equilibrio viene alterato si creano dei danni irreversibili. Studi scientifici già da tempo condotti (Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, 1983, Casagrande – Giulini) hanno dimostrato che la presenza di una sorgente luminosa (artificiale) in prossimità di una pianta causa uno stress alle foglie che sono direttamente esposte alla luce, alterandone il normale processo fotosintetico. Le lampade ad incandescenza ed al quarzo-iodio presentano infatti delle ampie emissioni che interferiscono con le radiazioni assorbite dalle clorofille e dai fitocromi. Si è osservato, ad esempio, che gli alberi presenti nei viali cittadini e che si trovano in prossimità dei lampioni stradali, avevano le chiome procombenti verso le sorgenti luminose in maniera vistosa. Inoltre le sorgenti luminose possono essere responsabili di un microclima nelle foglie favorendo un prolungamento del periodo vegetativo e un ritardato distacco delle foglie stese con grave rischio per la vita della pianta. Lo studio di alcuni sistemi biologici ha evidenziato inoltre l’influsso delle lampade per l’illuminazione pubblica (in particolare quelle ad ampio spettro di emissione) in alcuni cicli vitali quali la riproduzione (rettili), la migrazione (lepidotteri, uccelli), la produzione di sostanze vitali e ritmi stagionali (piante). Analogamente è a dirsi per la fauna. Ad esempio le falene impostano la loro rotta migratoria basandosi sulla Luna o su stelle particolarmente luminose. Singole sorgenti luminose o addirittura concentrazioni di luce artificiale di agglomerati urbani disorientano e attraggono le falene. Ciò causa la demolizione dello sciame migratorio e soprattutto la decimazione di individui con l’altissimo rischio dell’estinzione di intere specie. Alcune specie di uccelli (come alcuni passeriformi) che usano l’orientamento astronomico nelle loro migrazioni notturne possono essere disturbati dalla presenza di fonti luminose artificiali.
I giudici infine giungono persino ad invocare il caso di alcuni falchi Pellegrini a Cagliari spaesati da un potentissimo faro e quello di alcuni piccoli di tartaruga marina che, disorientati dalla luce artificiale che illuminava a giorno gli alberghi erano finite per lasciarsi morire sulla spiaggia invece di tuffarsi in mare.
Una occasione di monito che la Magistratura non ha perso e che a noi spetta di cogliere al volo.
Allora spegniamo la luce!
Ricordiamocelo quando usciamo dalle stanze, non lasciamo TV e Computer in stand by, teniamo il riscaldamento non oltre i 21°C, sostituiamo le vecchie lampadine con quelle a led o a fluorescenza.
A casa mia dopo cena è consentito accendere solo le abat jour; peraltro acquietano gli animi, conciliano al sonno e favoriscono bei sogni.
Non è difficile. Dobbiamo solo non dimenticarcelo.
Facciamolo tutti così da poter presto dire anche noi: ri-uscimmo a riveder le stelle.