Avvocato Alessandro Vercellotti

Avvocato Alessandro Vercellotti Sono l'Avvocato del Digitale® perché il diritto della rete è il mio mondo

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HO APERTO UNA POSIZIONE MA NON HO TEMPO DA PERDERE E NEMMENO TUSto cercando una risorsa legale junior da inserire in stu...
02/06/2026

HO APERTO UNA POSIZIONE MA NON HO TEMPO DA PERDERE E NEMMENO TU

Sto cercando una risorsa legale junior da inserire in studio. Chi entrerà lavorerà da subito su AI Act, GDPR, DSA, responsabilità delle piattaforme e contrattualistica tech, con prospettive reali di crescita, di ruolo ed economiche. La formazione la facciamo noi, in casa.

Se conosci un avvocato che potrebbe fare al caso nostro, giragli questo post e chiedigli di leggere bene i dettagli. Se invece l'avvocato sei tu, prima di scrivere verifica di possedere questi cinque requisiti.

Hai già la laurea in giurisprudenza o l'abilitazione, non in corso, ma già in mano.

Sei disponibile full time, senza l'esame di Stato da gestire in parallelo.

Hai la partita IVA già aperta. Vivi a Torino o provincia, perché il "sono disposto a trasferirmi" non rientra in questa ricerca.

Il lavoro consulenziale, quello diretto col cliente, ti viene naturale, perché il settanta per cento delle giornate qui è fatto di quello.

Se ti manca anche solo uno di questi punti, ti chiedo di non scrivermi, perché ho imparato che partire da basi diverse non porta da nessuna parte e preferisco dirlo subito.

Se invece questi cinque parametri sono tutti semafori verdi, scrivimi una mail, solo via mail, qui: [email protected]

Guarda un po’ chi c’è tra i webinar di  di questo mese 😍
02/06/2026

Guarda un po’ chi c’è tra i webinar di di questo mese 😍

VAILLANT CI HA SCELTI COME PARTNER E SONO ORGOGLIOSO DI DIRLOIl 28 maggio ero a Milano Marittima alla convention dedicat...
01/06/2026

VAILLANT CI HA SCELTI COME PARTNER E SONO ORGOGLIOSO DI DIRLO

Il 28 maggio ero a Milano Marittima alla convention dedicata ai Centri Assistenza Tecnica autorizzati Vaillant Service Plus. Avevamo uno stand e con la mia socia l’avvocato abbiamo parlato con decine di persone, e quasi tutte avevano qualcosa da raccontare: una recensione falsa che stava abbassando la media su Google, un ex tecnico che aveva aperto attività in proprio portandosi dietro i clienti, una pagina sospesa senza spiegazioni decenti.

Abbiamo passato una giornata a parlare di problemi reali con persone che li stavano vivendo adesso, e questo è il tipo di lavoro che trovo abbia senso fare.

Lavorare con Vaillant è una cosa di cui sono orgoglioso. Abbiamo prodotto per loro una collana di sette mini-guide operative, ognuna costruita su una situazione concreta che capita ai loro CAT, scritta come si spiegherebbe a voce a qualcuno che ha un problema adesso e vuole sapere cosa fare, nell’ordine giusto, senza perdersi nel legalese. Settanta pagine che si leggono in un pomeriggio.

Quando un tecnico che ha appena finito un intervento controlla il telefono e trova una stella su Google, non ha bisogno di sapere cosa dice l’articolo 595 del codice penale. Ha bisogno di sapere che non deve rispondere a caldo, che deve fare uno screenshot subito, e che esiste una sequenza precisa di cose da fare nelle 48 ore successive. Quella sequenza ce la siamo costruita lavorando sui casi, e l’abbiamo messa in quelle pagine.

Essere partner di un’azienda come Vaillant significa che qualcuno ha guardato come lavoriamo e ha detto che era quello che voleva per i propri CAT. Questo per me conta e tanto. Una menzione speciale per per averci coinvolti in un evento organizzato come ne ho visti pochi nella mia carriera, grazie!

NESSUNO HA SCELTO COSA LEGGI, TRANNE QUALCUNOQualche giorno fa ho scritto di come Google abbia trasformato la ricerca, c...
27/05/2026

NESSUNO HA SCELTO COSA LEGGI, TRANNE QUALCUNO

Qualche giorno fa ho scritto di come Google abbia trasformato la ricerca, con AI Mode che diventa il default e la risposta sintetica al posto dei dieci link. Una cosa in più da considerare è che nella ricerca classica il posizionamento contava.

Salire in cima richiedeva tempo e lavoro, ed era una forma di riconoscimento. Non era un sistema perfetto, ma quella gerarchia visibile era anche una protezione, vedere il primo risultato ti diceva che qualcosa lo aveva spinto lassù. Con AI Mode il posizionamento pesa molto meno, e quello che conta è quali fonti finiscono dentro la sintesi. Quel passaggio non sai come avviene.

Qui entra la parola che mi interessa, neutra. La tecnologia viene raccontata come neutra, quasi per riflesso, come lo strumento che non ha colpe, in cui conta solo l’uso che ne fai. È una posizione facile, e di solito la difende chi lo strumento lo costruisce. Ma ogni volta che AI Mode sceglie una fonte e ne scarta un’altra sta prendendo una posizione, e chiamare neutra quella scelta non la cancella, mette solo a tacere le domande che ci dovremmo fare. Per come la vedo io, è il trucco più vecchio che c’è, una scelta incontestabile, perché ufficialmente non è una scelta, quindi tutto “perfetto”.

C’è poi la parte che dovrebbe interessare anche chi non si occupa di diritto digitale. Quando un canale di distribuzione dell’informazione diventa influenzabile, qualcuno proverà a influenzarlo, perché finora è sempre andata così. Influenzare una sintesi automatica è più semplice che convincere le persone ad una ad una. Non serve un contenuto virale, non serve che qualcuno lo condivida, basta produrre materiale orientato perché il modello lo assorba. Chi ha il budget per farlo non deve più conquistare un pubblico, gli basta pagare per nutrire il sistema che quel pubblico interroga ogni giorno.

Mi piacerebbe che qualcuno mi convincesse che mi sbaglio. Per ora vedo un sistema che fa delle scelte e le chiama neutralità, e chi difende quella parola, di solito, è lo stesso che da quelle scelte ci guadagna.

LEGGI UNA RISPOSTA SOLA E LA CHIAMI INFORMARTIGoogle sta cambiando le regole del gioco, quando farai una ricerca non tro...
26/05/2026

LEGGI UNA RISPOSTA SOLA E LA CHIAMI INFORMARTI

Google sta cambiando le regole del gioco, quando farai una ricerca non troverai più 10 risultati ma uno solo, già pronto, che qualcuno ha deciso per te, scegliendo cosa far rientrare e cosa escludere in quella risposta. Google ha annunciato la modifica più grande fatta fino a ora da venticinque anni. AI Mode diventa l’esperienza di default e i dieci link blu passano in secondo piano.

Mi è tornato in mente il 2016, Cambridge Analytica, quando abbiamo capito che i social si potevano inquinare con contenuti costruiti a tavolino per spingere in una direzione. La falsità di allora però aveva una forma, era un post, una pagina, qualcosa che vedevi nel feed e su cui potevi farti una domanda su chi l’avesse scritto, perché ti arrivasse o chi ci guadagnasse.

Con AI Mode quella forma sparisce. Il contenuto orientato non circola più sotto i tuoi occhi, viene assorbito dal modello insieme a tutto il resto e ti viene restituito in una risposta unica. Non vedi più le fonti litigare tra loro, non vedi più le dieci versioni diverse della stessa storia, ne vedi una, e la prendi per buona perché non hai altro accanto con cui confrontarla.

Il problema, secondo me, non è che l’AI possa sbagliare, quello lo diamo già per scontato. Il problema è come usiamo una risposta sintetica trattandola come una conclusione, mentre con un elenco di link, lo capivamo al volo che il lavoro di verifica toccava a noi. Adesso quel lavoro sembra già fatto da qualcun altro.

Per come la vedo io stiamo chiamando informarci una cosa che informarsi non lo é più ma é leggere una risposta sola, scelta da altri, senza sapere cosa è stato lasciato fuori. È comodo, lo è davvero, e la comodità è il motivo per cui non ce ne accorgeremo adesso. Ce ne accorgeremo tra qualche anno, quando proveremo a ricordarci l’ultima volta che abbiamo visto una versione diversa da quella che Google ci ha servito.

MI TOCCA RICHIAMARE L’IT 😜Stamattina sul Il Sole 24 ORE c’era di nuovo il nome di  , lo studio fondato con l’avvocato Br...
25/05/2026

MI TOCCA RICHIAMARE L’IT 😜

Stamattina sul Il Sole 24 ORE c’era di nuovo il nome di , lo studio fondato con l’avvocato Brunella Martino ormai nel “lontano” 2018.

Il che vuol dire che oggi qualcuno deve aggiornarmi la home. Ancora!

Quattro presenze nelle edizioni degli Studi Legali dell’Anno, le ultime tre consecutive. Ogni anno la stessa storia: scrivo all’IT, aggiorniamo la sezione premi e andiamo avanti. Una routine che, sinceramente, non mi pesa affatto.

Quello che mi piace davvero di questo riconoscimento è che non lo assegna nessuna giuria, non c’è una commissione che si riunisce e delibera. Statista raccoglie i voti di avvocati, giuristi d’impresa e clienti, e se finisci in lista è perché qualcuno ha deciso di scrivere il tuo nome, senza che nessuno glielo chiedesse. Per me vale più di qualsiasi targa appesa al muro.

A chi ha votato per noi, grazie, davvero di cuore 🙏

P.s.: ai rosiconi che dicono che i premi sono comprati, ricordo che il Sole non prende un euro! Se vuoi la targa la paghi e noi, anche quest’anno, non l’abbiamo acquistata e abbiamo vinto lo stesso 🤫

SALA PIENA, DI DEPLOYER O DI DEVELOPER?Ieri ero al Digital Days AI Day alla Feat. House di Torino, un luogo splendido e ...
22/05/2026

SALA PIENA, DI DEPLOYER O DI DEVELOPER?

Ieri ero al Digital Days AI Day alla Feat. House di Torino, un luogo splendido e un’organizzazione fluida e ben gestita.

Sala piena di persone che l’AI la usano tutti i giorni per lavoro, persone consapevoli, professionisti. Sara era con me, come fa sempre quando c’è uno speech, perché mi aiuta a trovare il punto, a capire cosa tiene insieme il discorso prima che salga sul palco.

Ho parlato di AI Act, ma quando ho detto che se stai già usando ChatGPT o qualsiasi altro strumento AI nella tua attività, hai già un problema di GDPR adesso (e non tra due anni quando arriveranno le prime sanzioni) metà sala ha alzato la testa.

Alla fine ho distribuito la prima checklist pratica per capire che soggetto sei per l’AI Act che, per quanto ne so, in Italia, non esiste ancora da nessun’altra parte: deployer, developer, fornitore di modelli o non soggetto, con il livello di rischio e cosa fare in concreto in base a dove ti trovi.

Chi era in sala ce l’ha. Chi non c’era ancora non sa che soggetto è, e questo, per me, è un problema, no?

GIUSY FERRERI NON HA REGISTRATO LA SUA VOCE, HA DEPOSITATO UNA FRASEDiverse testate importanti, anche a livello nazional...
21/05/2026

GIUSY FERRERI NON HA REGISTRATO LA SUA VOCE, HA DEPOSITATO UNA FRASE

Diverse testate importanti, anche a livello nazionale, hanno scritto in questi giorni che Giusy Ferreri ha registrato la propria voce come marchio. Allo stato attuale risulta un deposito. Il deposito è la domanda che presenti, da lì parte un esame e si apre una finestra in cui altri possono opporsi, e solo alla fine, se tutto fila, il marchio viene registrato. Lo dico perché leggere da fonti autorevoli non vuol dire fidarsi ciecamente della testata, chi firma un articolo non sempre conosce la materia di cui scrive.

Qualche settimana fa Ferreri ha depositato a livello europeo la propria voce come marchio sonoro, prima artista in Europa, dopo Taylor Swift e Matthew McConaughey negli Stati Uniti. Il deposito è un file audio di pochi secondi in cui pronuncia il suo nome, “Sono Giusy Ferreri”, per difendere quel suo timbro graffiato da una clonazione fatta con l’intelligenza artificiale.

Un marchio protegge un segno preciso, delimitato, rappresentabile in modo chiaro. La traccia “Sono Giusy Ferreri” è quel segno. La voce in quanto tale non lo è, è una caratteristica con cui puoi pronunciare infinite frasi diverse, e il diritto dei marchi non sa proteggere una cosa così aperta. Quando registri sei coperto su quella traccia, non su tutto quello che la tua voce dirà un domani, quindi, chi pensa di blindare la propria voce per intero parte da un’aspettativa sbagliata.

Depositare, però, a qualcosa serve. In caso di clonazione si entra nel campo della proprietà intellettuale, e arrivarci con un marchio già depositato è uno strumento in più che aiuta a costruire la tua posizione. Quanto pesi davvero, oggi, non lo sa nessuno, perché cause su una voce clonata con l’AI non se ne sono ancora viste.

Un cliente, che con la voce ci lavora, qualche giorno fa mi ha mandato questa notizia, “Ho letto questo, ma ha senso?”, gli ho risposto “Un senso ce l’ha, sicuramente a livello comunicativo e, in caso di clonazione è un’arma in più. Per quello che costa, tra parcella e costi vivi, si sta poco sopra i mille euro, io lo farei.”

TIKTOK MI HA DATO LA SPUNTA BLU. ADESSO COSA FACCIO?Da qualche giorno ho la spunta blu su TikTok. Non me l’aspettavo, no...
20/05/2026

TIKTOK MI HA DATO LA SPUNTA BLU. ADESSO COSA FACCIO?

Da qualche giorno ho la spunta blu su TikTok. Non me l’aspettavo, non avevo fatto niente di diverso rispetto a prima. Ho meno di 8.000 follower, quindi non sono il tipo di account che ti viene in mente quando pensi a chi riceve una verifica del profilo.

TikTok ha valutato l’autorevolezza del profilo AvvAlessandroVercellotti, i riconoscimenti ricevuti negli anni, le interviste da testate di lavoro, il lavoro che portiamo avanti come Legal for Digital nel diritto del digitale, e ha deciso che bastava.
Sono orgoglioso, ve lo dico senza riserve. Questa spunta non l’ho comprata e non l’ho ottenuta a forza di reel virali. Me l’hanno data perché quello che facciamo ha un peso, e TikTok lo ha riconosciuto.

Il problema è che adesso sono lì a fissare lo schermo. Non ho una strategia pensata per un account verificato, perché fino a pochi giorni fa non avevo un account verificato. Ho contenuti, ho argomenti, ho cose da dire, ma non ho ancora una risposta chiara su cosa cambia da adesso in poi sul tipo di contenuto da produrre.

Se lavorate sui social e vi vengono idee fuori dagli schemi, mi dite cosa fareste al posto mio? P.s.: non voglio una consulenza gratuita, che sono il primo a deprecarle

ALLE PIATTAFORME NON CONVIENE CONTROLLARE L’ETÀUna madre di Asti ha portato Meta e TikTok davanti al Tribunale di Milano...
19/05/2026

ALLE PIATTAFORME NON CONVIENE CONTROLLARE L’ETÀ

Una madre di Asti ha portato Meta e TikTok davanti al Tribunale di Milano dopo aver perso la figlia di dodici anni. È la prima azione inibitoria collettiva di questo tipo in Italia.

Non entro nel merito della tragedia, nessuno può immaginare cosa prova un genitore in una situazione così. Voglio parlare di una cosa che in queste vicende si ripropone sempre che, però, continuiamo a trattare come un dettaglio tecnico.

Le piattaforme non controllano l’età di chi si iscrive. In Italia per usare i social senza consenso dei genitori bisogna avere quattordici anni. L’articolo 8 del GDPR chiede di compiere “ogni ragionevole sforzo” per verificare quel dato. Lo sforzo che oggi viene fatto è chiedere all’utente di scrivere una data di nascita in un campo.

Il 29 aprile la Commissione europea ha annunciato le conclusioni preliminari dell’indagine su Meta per inadeguata tutela dei minori. La risposta di Meta è stata proporre che la verifica venga delegata agli app store di Apple e Google. Tradotto, non è un nostro problema.

Gli strumenti per verificare l’età esistono. SPID e CIE li usiamo per la dichiarazione dei redditi e per il fascicolo sanitario, non c’è una ragione tecnica per cui non possano impedire a un bambino di undici anni di aprire un profilo Instagram. La ragione per cui non si fa è solo economica, perché ogni verifica reale farebbe perdere utenti e quindi denaro. Poi c’è la questione famiglie.

Non parlo della famiglia di Asti, in quel caso il parental control era attivo e la ragazzina lo ha aggirato lo stesso. Parlo di tutti gli altri. Quanti genitori sanno davvero cosa fanno i figli sui social? Parlando con amici che ne hanno, le frasi che sento più spesso sono “mi ha bloccato sui suoi profili”, “tutti i suoi compagni ci sono, come faccio a impedirglielo”, “devo già controllare che non usi ChatGPT per fare i compiti”.

Le piattaforme lucrano sulla presenza dei minori e non hanno motivo di verificarne l’età. I genitori spesso non sanno cosa guardano i figli online. La normativa arriva quando il danno è già stato fatto.

Indirizzo

Piazza IV Novembre 4
Milan
20124

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

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