22/05/2024
È la terza volta che mi capita di leggere questo brano su fb; ogni volta colgo un dettaglio diverso che mi fa riflettere.. e oggi che sono mamma provo ancora più tenerezza..
Ieri Virginia mi ha chiesto:
“Papà, ma se tu e la mamma vi lasciate
chi è che tiene due figlie e chi una?"
Ero in cucina che stavo affettando
le cipolle, la domanda mi ha colto di
sorpresa.
"In che senso, Virginia?", ho detto.
"Siamo tre sorelle", ha detto, "la terza
sorella non potete mica dividerla ma metà!"
Mi è venuto da ridere.
Stavo per risponderle:
“Non ti preoccupare, amore, la mamma
ed io non ci lasceremo mai",
ma non volevo mentirle,
perché so che ogni relazione
s'inventa ogni giorno,
e il torto più grande che puoi fare
a te stesso, e agli altri, è proprio quello
di crederti invincibile.
"Virginia", ho detto, "se per caso la
mamma ed io un giorno ci separassimo
vi vedremmo tutte e tre,
un po' io e un po' la mamma,
non ti preoccupare."
"Ma in Mrs. Doubtfire il papà vedeva
i bambini solo il sabato", ha detto.
"Virginia, certe volte quando
due genitori si lasciano possono
succedere delle cose", ho detto.
“Magari non si sono lasciati bene,
ma litigando.
Ma la mamma ed io siamo stati sempre
d'accordo che, se anche ci lasciassimo,
voi verreste sempre prima di tutto.
Hai capito? Sempre."
Mi ha fissato in silenzio.
"Papà", ha detto d'un tratto….
“Ma l'amore può finire?"
Ci ho pensato un attimo prima
di rispondere.
"L'amore non finisce", ho detto,
“sono le persone che cambiano."
"Le persone?", ha detto.
"Virginia", ho detto, "anche gli adulti
crescono, sai?
Tu adesso sei una bambina grande,
sette anni fa eri una bambina piccola.
Funziona un pochino così anche per le
mamme e i papà.
Io quando ho conosciuto la mamma
ero una persona diversa, lo era anche lei.
L'importante, quando due persone
si amano, è riuscire a cambiare insieme
o rispettare i cambiamenti dell'altro.
I genitori, con i propri figli,
fanno proprio quella cosa lì,
invece fra loro certe volte
non ci riescono.
E' per quello che l'amore per i figli è
l'unico che non finisce mai mai."
"Ma tu", ha detto, "quando hai incontrato
la mamma, come hai fatto a sapere
che era la mamma?"
"Non ho capito", ho detto.
"Come hai fatto a capire che volevi
amarla?", ha detto.
"Ah, quello", ho detto. "L'ho capito dopo
circa dieci minuti."
"E da cosa?", ha detto.
"Quando ci siamo incontrati la prima
volta, si è sollevata i capelli
dietro la nuca, sopra la testa,
e si è fatta uno chignon senza neanche
un elastico, solo annodandoli", ho detto.
"E allora?", ha detto.
"E allora lì ho capito che lei aveva
disperatamente bisogno di un elastico", ho detto. "E io dei suoi capelli."
"E tu ce l'avevi, l'elastico?", ha detto.
"No", ho detto, "ma quando la mamma
lo ha scoperto ormai mi voleva già bene."
"Papà!", ha detto, "ma allora l'hai
imbrogliata."
"Forse un pochino", ho detto,
“ma il punto è che la mamma è stata
la prima che mi abbia mai fatto ve**re
voglia di cercare un elastico,
capisci che intendo?"
Mi ha guardato per qualche secondo.
"Tieni papà", mi ha detto, sfilandosi
l'elastico che le teneva su i capelli.
“Così tu e la mamma non vi lasciate."
Lei ha riso,
io per fortuna stavo affettando
le cipolle.
Questo brano è di Matteo Bussola,
tratto dal suo libro "Notti in bianco,
baci a colazione".