Studio Legale Avv. Michele Spadaro

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Favoreggiamento per immigrazione illegale: attenzione, adesso la punizione è più severaIl decreto legislativo 30 dicembr...
23/06/2026

Favoreggiamento per immigrazione illegale: attenzione, adesso la punizione è più severa

Il decreto legislativo 30 dicembre 2025, n. 211 modifica il Testo Unico Immigrazione intervenendo sull’articolo 12, cioè sul reato di favoreggiamento dell’ingresso illegale.

In questo video non parliamo di decreto flussi, permessi di soggiorno, conversioni o ricongiungimento familiare. La procedura interessata è penale: riguarda chi promuove, organizza, finanzia o compie atti diretti a procurare illegalmente l’ingresso di stranieri in Italia o in un altro Stato.

Il decreto inserisce nell’articolo 12 del Testo Unico Immigrazione un nuovo comma 1-bis. La pena viene aumentata quando il favoreggiamento dell’ingresso illegale è commesso violando misure restrittive dell’Unione europea, o norme nazionali che attuano quelle misure, e quando la condotta consente o agevola l’ingresso in Italia di persone fisiche designate.

Non si tratta quindi di una stretta generale contro tutti gli stranieri irregolari. L’aggravamento riguarda una situazione specifica: l’ingresso illegale di soggetti colpiti da misure restrittive europee, cioè persone designate nell’ambito del sistema sanzionatorio dell’Unione europea.

Il decreto legislativo 211/2025 interviene anche sul codice penale, prevedendo ulteriori effetti collegati a questa ipotesi: aggravanti, attenuanti per chi collabora, confisca obbligatoria, possibile pubblicazione della sentenza e punibilità secondo la legge italiana anche per alcuni fatti commessi all’estero da cittadini italiani.

Viene inoltre modificata la disciplina del whistleblowing: la protezione per chi segnala violazioni viene estesa anche alle segnalazioni relative alle violazioni delle misure restrittive europee, comprese quelle collegate al nuovo comma 1-bis dell’articolo 12 T.U.I.

Il senso complessivo della modifica è rafforzare la risposta penale quando il favoreggiamento dell’ingresso illegale si intreccia con la violazione delle sanzioni dell’Unione europea e con l’ingresso di persone specificamente designate.

Avv. Michele Spadaro – Foro di Milano
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Il decreto legislativo 30 dicembre 2025, n. 211 modifica il Testo U...

Lavoro subordinato stranieri: alloggio, nulla osta e termini ridotti con la legge 182/2025La legge 2 dicembre 2025, n. 1...
22/06/2026

Lavoro subordinato stranieri: alloggio, nulla osta e termini ridotti con la legge 182/2025

La legge 2 dicembre 2025, n. 182 modifica il Testo Unico Immigrazione nella parte relativa all’ingresso per lavoro subordinato, incidendo su contratto di soggiorno, idoneità dell’alloggio, documentazione per il nulla osta e lavoratori formati nei Paesi di origine.

Nel video vediamo la prima modifica: per il contratto di soggiorno, il parametro dell’alloggio non è più quello previsto per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, ma quello del decreto del Ministro della sanità del 5 luglio 1975, relativo ai requisiti igienico-sanitari generali degli alloggi.

La seconda novità riguarda la documentazione da allegare alla richiesta di nulla osta al lavoro subordinato. Se l’alloggio è costituito da dormitori stabili del cantiere, il datore di lavoro può presentare un’autocertificazione sul rispetto della normativa in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. Se invece l’alloggio è una struttura alberghiera o ricettiva, ai fini dell’idoneità è sufficiente indicare la struttura ospitante, ferma restando la responsabilità della struttura stessa.

La terza modifica riguarda gli stranieri che partecipano a programmi di formazione professionale e civico-linguistica nei Paesi di origine: in questi casi, il termine massimo per il rilascio del nulla osta al lavoro subordinato viene ridotto a 30 giorni.

Il senso complessivo della legge è semplificare: rendere più uniforme il parametro dell’alloggio, alleggerire alcuni adempimenti documentali e accelerare il nulla osta per lavoratori già inseriti in percorsi formativi. Resta però un punto da monitorare: la semplificazione non deve tradursi in un abbassamento della qualità degli alloggi destinati ai lavoratori stranieri.

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La legge 2 dicembre 2025, n. 182 modifica il Testo Unico Immigrazio...

Decreto Flussi: nulla osta al lavoro, cambiano i termini per subordinati e stagionaliIl decreto-legge 146/2025, converti...
22/06/2026

Decreto Flussi: nulla osta al lavoro, cambiano i termini per subordinati e stagionali

Il decreto-legge 146/2025, convertito nella legge 179/2025, modifica alcuni passaggi importanti del Testo Unico Immigrazione in materia di nulla osta al lavoro subordinato e stagionale.

Nel video vediamo cosa cambia per il rilascio del nulla osta al lavoro: prima il termine decorreva dalla presentazione o ricezione della richiesta; dopo la modifica, invece, decorre dalla data in cui la domanda viene imputata alle quote di ingresso.

Questo significa che il termine formale resta, ma il momento iniziale può spostarsi in avanti, con possibili effetti sui tempi effettivi di attesa per il lavoratore straniero e per il datore di lavoro.

Accanto a questa modifica, ci sono però anche novità più favorevoli: il termine per la conferma del nulla osta da parte del datore di lavoro passa da 7 a 15 giorni, e anche il termine per sottoscrivere e trasmettere il contratto di soggiorno dopo l’ingresso del lavoratore in Italia passa da 8 a 15 giorni.

Il quadro è quindi misto: da una parte il procedimento può iniziare formalmente più tardi; dall’altra, nella fase operativa, datore e lavoratore hanno più tempo per completare gli adempimenti.

Una modifica importante per chi segue pratiche di decreto flussi, lavoro subordinato, lavoro stagionale, nulla osta, contratto di soggiorno e ingressi per lavoro in Italia.

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Decreto Flussi: il TAR annulla la revoca dei nulla osta stagionali (VIDEO BREVE)Il TAR Sicilia, sede di Catania, con sen...
12/06/2026

Decreto Flussi: il TAR annulla la revoca dei nulla osta stagionali (VIDEO BREVE)

Il TAR Sicilia, sede di Catania, con sentenza pubblicata il 13 aprile 2026, ha annullato cinque provvedimenti di revoca di nulla osta al lavoro subordinato stagionale rilasciati nell’ambito del Decreto Flussi.

Il caso riguardava una società che aveva chiesto l’assunzione di cinque lavoratori extracomunitari nel settore agricolo. Lo Sportello Unico per l’Immigrazione aveva prima rilasciato i nulla osta e poi li aveva revocati, sostenendo che la partita IVA indicata fosse riferibile a un’attività di barbiere e non all’impresa agricola, e valorizzando anche il fatto che il legale rappresentante svolgesse lavoro subordinato presso altra impresa.

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo sussistente un difetto di istruttoria. Dalla documentazione prodotta risultava infatti che la società era iscritta come impresa agricola e svolgeva anche attività di silvicoltura. Inoltre, il giudice ha chiarito che la normativa non prevede, come causa ostativa, il fatto che il legale rappresentante della società abbia anche un altro lavoro.

Nel video vediamo perché il TAR ha annullato le revoche, qual è il ruolo del soccorso istruttorio, perché la motivazione postuma non può salvare un provvedimento viziato e quali principi devono guidare i controlli sulle domande del Decreto Flussi.

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Il TAR Sicilia, sede di Catania, con sentenza pubblicata il 13 apri...

Abusi edilizi nascosti: il venditore deve risarcire chi compra casa? (VIDEO BREVE)La Corte di Cassazione, con l’ordinanz...
12/06/2026

Abusi edilizi nascosti: il venditore deve risarcire chi compra casa? (VIDEO BREVE)

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 28765 del 7 novembre 2024, ha ribadito l’importanza di verificare lo stato legittimo e la conformità urbanistica ed edilizia di un immobile prima dell’acquisto.

Nel caso esaminato, il venditore aveva omesso di dichiarare la presenza di abusi edilizi durante le trattative. I giudici hanno riconosciuto agli acquirenti il diritto al risarcimento per il deprezzamento dell’immobile e anche al rimborso delle spese necessarie per rimuovere gli abusi.

Nel video vediamo cosa significa stato legittimo dell’immobile, cosa prevede l’articolo 9-bis del Testo Unico Edilizia, perché è importante controllare la conformità edilizia prima del rogito e per quale motivo risarcimento per deprezzamento e rimborso delle spese di rimozione possono cumularsi.

Una decisione importante per acquirenti, venditori, tecnici, agenti immobiliari, notai e professionisti che si occupano di compravendite immobiliari.

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La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 28765 del 7 novembre 202...

12/06/2026

Rumori in condominio: il Tribunale dice no al ricorso contro il poliambulatorio (VIDEO BREVE)

Il Tribunale di Roma, con ordinanza del 14 maggio 2026, ha respinto il ricorso d’urgenza presentato da un condomino contro un poliambulatorio situato al piano superiore dello stesso edificio.

Il ricorrente lamentava rumori di passi, sedie spostate, porte, tacchi e via vai di pazienti, chiedendo la cessazione delle attività rumorose e l’esecuzione di lavori di insonorizzazione. Il Tribunale, però, ha ritenuto non provata l’intollerabilità delle immissioni sonore ai sensi dell’articolo 844 del codice civile.

Nel video vediamo cosa prevede l’art. 844 c.c., come si valuta la normale tollerabilità dei rumori condominiali, quale ruolo hanno avuto la CTU e i rilievi fonometrici, e perché i rumori episodici, brevi e non continui non bastano per ottenere un provvedimento d’urgenza.

Una decisione importante per condomini, proprietari, professionisti, amministratori condominiali e attività svolte all’interno di edifici residenziali.

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Contratti scaduti: arrivano gli arretrati dalla data di scadenza del CCNL? (VIDEO BREVE)Un emendamento presentato alla C...
11/06/2026

Contratti scaduti: arrivano gli arretrati dalla data di scadenza del CCNL? (VIDEO BREVE)

Un emendamento presentato alla Camera il 18 maggio 2026, a firma del sottosegretario al Ministero del Lavoro Claudio Durigon, potrebbe modificare le regole sugli arretrati contrattuali per milioni di lavoratori italiani.

La proposta mira a introdurre nel Decreto Lavoro n. 62/2026 una tutela retroattiva in caso di rinnovo tardivo del contratto collettivo nazionale. Se il CCNL viene rinnovato mesi o anni dopo la sua scadenza, gli aumenti retributivi concordati dovrebbero decorrere dalla data in cui il vecchio contratto è cessato, e non dalla firma del nuovo accordo.

Nel video vediamo cos’è la vacanza contrattuale, cosa prevede oggi l’articolo 10 del Decreto Lavoro, come funzionerebbe il calcolo degli arretrati, qual è il ruolo dell’indennità collegata all’IPCA e perché questa proposta potrebbe essere importante per lavoratrici, lavoratori, imprese e sindacati.

Attenzione: si tratta di un emendamento, quindi di una proposta normativa. Sarà necessario verificare se verrà approvato e quale sarà il testo definitivo.

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Un emendamento presentato alla Camera il 18 maggio 2026, a firma de...

Cartelle esattoriali e PEC inattiva: senza raccomandata la notifica è nulla? (VIDEO BREVE)La Corte di Cassazione, Sezion...
10/06/2026

Cartelle esattoriali e PEC inattiva: senza raccomandata la notifica è nulla? (VIDEO BREVE)

La Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, con l’ordinanza n. 14584 del 17 maggio 2026, ha affrontato un tema molto importante in materia di notifiche fiscali: cosa succede se l’Agenzia delle Entrate-Riscossione tenta di notificare cartelle esattoriali via PEC, ma la casella risulta inattiva o non valida?

Nel caso esaminato, l’AdE-R aveva depositato gli atti su InfoCamere dopo il fallimento della notifica telematica, ma non aveva spedito la raccomandata informativa prevista dalla legge. Le cartelle riguardavano importi per circa 2,68 milioni di euro.

Nel video vediamo perché la Cassazione ha confermato l’invalidità della notifica, qual è il ruolo del deposito su InfoCamere, quando è obbligatoria la raccomandata informativa e perché non serve invece la raccomandata con ricevuta di ritorno.

Una decisione importante per società, imprese, professionisti e contribuenti che ricevono intimazioni di pagamento fondate su cartelle mai realmente conosciute.

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La Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, con l’ordinanza n. 1458...

Permesso di soggiorno scaduto: la Questura può negare il rinnovo automatico? (VIDEO BREVE)Il Tribunale Regionale di Gius...
05/06/2026

Permesso di soggiorno scaduto: la Questura può negare il rinnovo automatico? (VIDEO BREVE)

Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Bolzano, con sentenza pubblicata il 30 marzo 2026, ha annullato il diniego della Questura relativo al rinnovo di un permesso di soggiorno per lavoro subordinato.

Il caso riguardava un cittadino straniero già titolare di permesso di soggiorno per lavoro, che aveva presentato la domanda di rinnovo con ritardo rispetto alla scadenza del titolo. La Questura aveva respinto l’istanza, ritenendo che non si trattasse più di rinnovo del precedente permesso, ma di una conversione da soggiorno turistico a permesso per lavoro, anche perché lo straniero era rientrato in Italia in esenzione visto.

Il TRGA Bolzano ha chiarito che il termine per chiedere il rinnovo del permesso di soggiorno non ha natura perentoria. Di conseguenza, il ritardo nella presentazione della domanda non può giustificare automaticamente il diniego. L’amministrazione deve valutare nel merito la posizione dello straniero, verificando se sussistono i requisiti richiesti dalla legge: attività lavorativa, reddito idoneo, documentazione prodotta ed eventuali elementi ostativi.

Nel video vediamo perché la Questura non può fermarsi al dato formale del ritardo, quando il rinnovo tardivo può essere ancora valutato e perché il reingresso in esenzione visto non trasforma necessariamente la domanda in una conversione da turismo a lavoro.

Una decisione importante per cittadini stranieri, lavoratori, datori di lavoro, consulenti e professionisti che si occupano di immigrazione.

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Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Bolzano, con ...

Retribuzione ferie: la Cassazione impone stipendio pieno, indennità e buoni pasto (VIDEO BREVE)La Corte di Cassazione, c...
04/06/2026

Retribuzione ferie: la Cassazione impone stipendio pieno, indennità e buoni pasto (VIDEO BREVE)

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 5051 depositata il 6 marzo 2026, ha stabilito che durante le ferie il lavoratore ha diritto alla retribuzione ordinaria piena, comprensiva delle indennità percepite abitualmente nello svolgimento delle proprie mansioni.

Il caso riguardava un dipendente di Ente Autonomo Volturno S.r.l., società di trasporto ferroviario e su gomma in Campania, che aveva contestato l’esclusione dalla retribuzione feriale di alcune voci della busta paga: indennità perequativa, indennità compensativa, buono pasto e indennità di turno.

Il Tribunale di Benevento e la Corte d’Appello di Napoli avevano già dato ragione al lavoratore, riconoscendo differenze retributive per circa 2.915 euro lordi. La Cassazione ha confermato questa impostazione, richiamando l’articolo 7 della Direttiva 2003/88/CE e la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Nel video vediamo perché le ferie devono essere pagate con la retribuzione normale, quando le indennità devono essere incluse nel calcolo, perché le clausole collettive non possono ridurre questo diritto e quali conseguenze pratiche derivano per lavoratori e aziende.

Una decisione importante per dipendenti, sindacati, consulenti del lavoro, aziende e professionisti che si occupano di diritto del lavoro.

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