11/10/2024
Come confermato da numerosi studi in ambito statistico, sociologico, economico e psicologico, nella nostra società sono ancora - nella gran parte dei casi - le donne a prendersi cura di figli in tenera età e di familiari, parenti o affini con disabilità o comunque non completamente autosufficienti.
Il tema della conciliazione è molto sentito. In particolare è comune esperienza - e anche qui frutto di ricerche scientifiche - che il tempo della cura, quello del lavoro e quello per sé (in alcuni casi azzerato o sempre molto compresso) non si svolga a compartimenti stagni: spesso quando si è a casa la mente va ai compiti del lavoro o viceversa; risulta difficile lo switch immediato, soprattutto quando i carichi lavorativi o familiari sono notevoli.
E questo è di per sé solo fonte di affaticamento, di strain mentale legato al mancato recupero di energie psico-fisiche e di possibili conseguenze sul piano della salute; sussistono a tale riguardo specifici obblighi preventivi legati alle "differenze di genere" (art. 28 TU 81/2008).
Se però troviamo dall’altra parte un’organizzazione rigida (“la turnistica, gli orari, il rientro in presenza, sono definiti per tutti, non possiamo fare eccezioni”) allora il rischio di serie ripercussioni sulla persona aumenta.
Di questo e di altri temi Annalisa Rosiello ha parlato al Convegno Nazionale dei giuslavoristi, in occasione del quale è stata presentata l'opera "Il risarcimento del danno da stress lavorativo" edita da Giuffrè Francis Lefebvre scritta assieme al collega Domenico Tambasco.