Antonino La Lumia

Antonino La Lumia Pagina di Antonino La Lumia, Avvocato, Presidente del Movimento Forense e Consigliere dell'Ordine de

PROCESSO MEDIATICO: ESISTONO LE GARANZIE, SE VOGLIAMO METTERLE IN PRATICAVale la pena di mettere in luce - in questa spi...
17/09/2024

PROCESSO MEDIATICO: ESISTONO LE GARANZIE, SE VOGLIAMO METTERLE IN PRATICA

Vale la pena di mettere in luce - in questa spiacevole epoca della giustizia spettacolo - le parole del Procuratore della Repubblica di Parma, Alfonso D'Avino che, nel comunicato di ieri sulla triste vicenda del neonato trovato morto, ha dimostrato come si possano dare corpo e sostanza, in linea con il D.Lgs. 188/21, alle esigenze legate al segreto di indagine e, nel contempo, a quelle - intoccabili - della presunzione di innocenza.

È davvero confortante leggere queste chiarissime parole sul potenziale conflitto tra il diritto/dovere di cronaca da parte della stampa, diritto dei cittadini ad avere notizie sul contenuto dei procedimenti penali in corso e dovere dell’Ufficio di Procura ad osservare il segreto di indagine: ciò proprio quando stiamo cercando in tutti i modi, come Avvocatura, di assicurare, anche sotto il profilo mediatico, le garanzie processuali dettate dalla Costituzione.

"Quanto al secondo pilastro, ovvero la presunzione di innocenza, esso ha costituito la parallela preoccupazione della Procura di Parma, in quanto strettamente connessa - mai come in questo caso giudiziario - al segreto di indagine. Se, in una vicenda obiettivamente grave (quale l’accertato decesso di un neonato), la Procura avesse scelto la linea della comunicazione libera e costante, sui protagonisti della stessa sarebbe stato acceso un faro così potente da innescare quel che gli esperti di comunicazione definiscono circo mediatico, che è l’esatto contrario di quella presunzione di innocenza che si è voluto garantire; il processo mediatico che si sarebbe aperto avrebbe avuto, sulle persone coinvolte, effetti ben più devastanti del processo giudiziario (sul punto si richiama il fondamentale saggio del prof. Vittorio Manes “Giustizia mediatica” e l’interessante convegno organizzato dall’Università di Parma nel marzo 2023).

Ed invece, proprio in linea con le disposizioni normative richiamate in premessa, si è voluto garantire a tutti coloro che, a vario titolo, sono coinvolti nel caso, quella tranquillità necessaria ad affrontare i vari step che un’indagine così delicata ha richiesto, e continua a richiedere, evitando di esporre costoro all’assedio di taccuini, telecamere, microfoni, come purtroppo avviene in casi del genere.

L’esperienza quotidiana, infatti, ci racconta di veri e propri processi paralleli che vengono celebrati, soprattutto in TV, con il rischio concreto di creare sovrapposizioni ed interferenze tra il processo mediatico ed il processo giudiziario.

Ecco: tutto questo si è voluto evitare ai protagonisti della vicenda di Traversetolo, per garantire in maniera genuina e completa le fonti di prova, e contestualmente tutelare il diritto della parte-indagata".

𝐓𝐄𝐂𝐍𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈𝐀 𝐒𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐌𝐈𝐎𝐏𝐈𝐀  Tutto il mondo delle professioni tradizionali - non solo l’Avvocatura - sta vivendo uno squasso...
12/08/2023

𝐓𝐄𝐂𝐍𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈𝐀 𝐒𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐌𝐈𝐎𝐏𝐈𝐀

Tutto il mondo delle professioni tradizionali - non solo l’Avvocatura - sta vivendo uno squasso che va considerato, senza neanche troppa enfasi, epocale: implodono gli scenari e le certezze si afflosciano, calando sulle esperienze, come sipari stremati.

È un bene, è un male?

Sicuramente è una fortissima transizione, dalla quale nessuno uscirà uguale a prima edè meglio rendersene conto al più presto, per evitare di guardarsi poi allo specchio e non riconoscersi.

Il tema - penso che siamo tutti d’accordo - non è come resistere, ma come evolvere.

In questo percorso, tutt’altro che banale, mi sto convincendo che possa sorreggere, senza pretesa di dogma, la linea di partenza concettuale tracciata da Richard e Daniel Susskind nel libro “Il futuro delle professioni”: sfrondare l’analisi (e, dunque, le strategie di intervento) dal “pregiudizio dello status quo”, ossia dalla preferenza per continuare a fare le cose come si sono sempre fatte.

Per quanto non originale, questo approccio è complesso, perché intrinsecamente politico, quanto può (e deve esserlo) un programma di lunga scadenza che abbia la sana ambizione di incidere su assetti sociali.

È una scelta di campo, senz’altro dolorosa, che deve mettere sul piatto una coscienza di fondo: le professioni non sono immutabili, perché rappresentano un costrutto umano nato come patto sociale di gestione delle competenze (e della loro esclusività), destinato necessariamente ad essere riscritto con i caratteri leggibili della tecnologia della rete e, ora più che mai, dell’intelligenza artificiale.

E allora la domanda da incasellare in questo quadro astratto, di cui non conosciamo ancora dimensioni e colori, dev’essere innanzitutto: “come condividiamo, adesso, le competenze
nella società?”.

L’interrogativo, nella sua tragica semplicità, ci pone sul crinale malagevole del modernismo retrospettivo di Maitland: come gli eventi del passato non possono essere letti con il senno del poi, allo stesso modo non dovremmo cadere nell’errore di intorbidare, con la lente opaca dell’oggi, la visione di ciò che potrebbe accadere nel futuro.

È la nostra scommessa: orientare la crescita delle professioni, allontanandosi dal pensiero comune di come queste possano mantenere la trincea di difesa, ma ragionando in termini di ampliamento consapevole non solo delle forme di diffusione circolare delle competenze, ma anche dell’esperienza pratica connessa ai risultati rilevanti della tecnologia.

Per farlo serve più lucidità che coraggio, ma soprattutto tanta onestà intellettuale.

Mi pare stimolante un affresco di Robert Musil: “Il cammino della storia non è quello di una palla da biliardo che, una volta partita, segue la traiettoria, ma somiglia al cammino di una nuvola, a quello di chi va bighellonando per le strade, e qui è sviato da un’ombra, là da un gruppo di persone o da uno strano taglio di facciate, e giunge infine in un luogo che non conosceva e dove non desiderava andare”.

Probabilmente, in questo momento, non lo conosciamo bene neppure noi, quel luogo, ma auspico che sia esattamente dove, domani, desidereremo essere.


Antonino La Lumia

🔵 Il mio intervento odierno su Sky TG24 circa la Riforma Nordio della Giustizia penale ( https://sgq.io/FUKQN01 ).Il dis...
17/06/2023

🔵 Il mio intervento odierno su Sky TG24 circa la Riforma Nordio della Giustizia penale ( https://sgq.io/FUKQN01 ).

Il disegno di legge, approvato dal CDM, è stato al centro anche dell'assemblea dell'Organismo Congressuale Forense OCF, rappresentanza politica dell'Avvocatura italiana.

"È una riforma che dall'Avvocatura è vista con grande favore, perché tutte le misure che rafforzano le garanzie e le prerogative di difesa per i cittadini vanno sempre sostenute: un primo importante passo verso un intervento complessivo.

È assolutamente essenziale che l'Avvocatura collabori in maniera decisiva anche all'interno dell'Ufficio legislativo così che questa voce venga ascoltata, in modo particolare nei percorsi delle riforme".

🔵 Attuazione delle riforme della Giustizia, confronto con il Ministero e posizione compatta dell'Avvocatura all'esito de...
16/06/2023

🔵 Attuazione delle riforme della Giustizia, confronto con il Ministero e posizione compatta dell'Avvocatura all'esito degli Stati Generali: ne stiamo discutendo nel corso dell'assemblea dell'Organismo Congressuale Forense OCF, anche alla presenza del Presidente del Consiglio Nazionale Forense.

Oggi, in Aula Magna, l'impegno solenne dei nuovi avvocati.🗣 “L’attività forense è diversa da tutte le altre. Vi auguro d...
06/06/2023

Oggi, in Aula Magna, l'impegno solenne dei nuovi avvocati.

🗣 “L’attività forense è diversa da tutte le altre. Vi auguro di avere cura della difesa dei diritti e di puntare in alto con impegno, voglia di continuare sempre ad apprendere e spirito di dedizione con la passione per il diritto.
Il pericolo non sta nel fatto che i nostri obiettivi siano troppo elevati, ma nel fatto che siano troppo bassi e li si raggiunga, diceva Michelangelo.

Dobbiamo guardare con ottimismo al futuro e proseguire su un cammino comune che renda la nostra democrazia solida, vivace e che abbia ben presente il concetto di giustizia.
Vorrei citarvi un passo dal libro di Sabino Cassese ‘Una volta il futuro era migliore’ in cui l’autore ci raffigura una società in cui l’uomo scivola ai margini e la democrazia si indebolisce, passando dalla convergenza alla divergenza.

Ecco io vi auguro, invece, di agire sempre con lo scopo di raggiungere obiettivi alti che abbiano al centro i diritti, la giustizia e i cittadini”.

𝗟𝗔 𝗖𝗨𝗥𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗣𝗔𝗥𝗢𝗟𝗘Non mi è ancora chiaro se la debordante infocrazia della comunicazione, che ci condanna a un present...
03/06/2023

𝗟𝗔 𝗖𝗨𝗥𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗣𝗔𝗥𝗢𝗟𝗘

Non mi è ancora chiaro se la debordante infocrazia della comunicazione, che ci condanna a un presentismo senza fine, sia una genesi di conoscenza o un abisso di riflessioni che si perdono prima ancora di nascere.

Dico questo perché abbiamo, tutti, un grosso problema: l’uso delle parole. Per meglio dire: la cura delle parole, nel senso di aver voglia di collocarle in senso logico, con profondità di pensiero, possibilmente in forma scritta coerente e facilmente intellegibile dal lettore.

La questione si fa vivacemente pressante per gli avvocati e, in particolare, quando si discute - e lo facciamo proprio in queste ore - di limiti dimensionali degli atti giudiziari: caratteri e numeri di pagine, indici e margini.

Avere, in via di principio, un perimetro fisico alle difese continua ad apparirmi inappropriato per il ruolo stesso dell’avvocato: non è certo più bravo chi scrive tanto, ma neanche si può osservare fideisticamente il dogma punitivo che è più bravo solo chi scrive meno.

La complessità richiede spazio ideale e uno steccato numero finisce per frantumare, ora per allora, la dialettica.

Pertanto - e qui chiudo perché la tesi, per essere efficace, non deve annacquare il concetto - non è nella barriera normativa alle parole che dobbiamo confidare per aiutare la Giustizia: bisogna piuttosto essere culturalmente convinti di curarle tutte - una per una - perché la chiarezza dei contenuti è la prima condizione di analisi dell’esistente, anche nel processo, e porta dritti al punto.

È la diversa angolazione della parola giusta: vale per gli avvocati e vale per i magistrati.


Antonino La Lumia

Oggi l' Unione Lombarda Ordini Forensi nella splendida Villa Reale di Monza.Tanti gli argomenti oggetto di dibattito: da...
07/05/2023

Oggi l' Unione Lombarda Ordini Forensi nella splendida Villa Reale di Monza.

Tanti gli argomenti oggetto di dibattito: dai temi congressuali alle criticità della Riforma Cartabia, dal processo telematico ai fondi di Cassa Forense per gli avvocati e alle iniziative legate alle pari opportunità.

L'Avvocatura della Lombardia guarda avanti e costruisce progetti condivisi.

09/04/2023
L'Ordine Avvocati Milano a sostegno della candidatura ad ospitare la sezione della Divisione Centrale del Tribunale Unif...
22/03/2023

L'Ordine Avvocati Milano a sostegno della candidatura ad ospitare la sezione della Divisione Centrale del Tribunale Unificato dei Brevetti.

14/03/2023

[DIALOGO E INNOVAZIONE LE DIRETTRICI DEL NUOVO CONSIGLIO DELL'ORDINE]

"𝐋'𝐚𝐯𝐯𝐨𝐜𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐡𝐚 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐛𝐚𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨𝐫𝐚𝐧𝐞𝐢𝐭𝐚̀", così il Presidente Antonino La Lumia nell'intervista a legalcommunity.it

L'intervista completa 👇
https://www.ordineavvocatimilano.it/media/area-stampa/articoli/PROFESSIONE%20FORENSE/febbraio2023/legalcommunity_laLumia.pdf

MAG si può scaricare qui 👉 https://legalcommunity.it/mag/orrick-strategia-verticale/

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