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In caso di irreperibilità relativa prevista dall’articolo 140 del codice di rito, la prova dell’avvenuto perfezionamento...
30/03/2022

In caso di irreperibilità relativa prevista dall’articolo 140 del codice di rito, la prova dell’avvenuto perfezionamento della notifica attraverso il servizio postale è costituita dalla produzione dell’avviso di ricevimento della raccomandata, perché trattasi di operazioni non eseguite in presenza del destinatario e comunque non assistite dal carattere facente fede della relata di notifica. Pertanto il messo notificatore, che si avvale del servizio postale, può soltanto dare atto di avere consegnato all’Ufficio postale l’avviso informativo, ma non può attestare l’effettivo inoltro da parte di esso dell’avviso di ricevimento (Ar).

In caso di irreperibilità relativa prevista dall’articolo 140 del codice di rito, la prova dell’avvenuto perfezionamento della notifica attraverso il servizio postale è costituita dalla produzione dell’avviso di ricevimento della...

Con ordinanza n. 6391 del 2022 la Cassazione ha chiarito che il verbale redatto nell'ambito del procedimento di accertam...
25/03/2022

Con ordinanza n. 6391 del 2022 la Cassazione ha chiarito che il verbale redatto nell'ambito del procedimento di accertamento per adesione e sottoscritto sia dall'Amministrazione finanziaria, sia da contribuente, costituisce un documento probatorio utilizzabile a fini probatori nel giudizio tributario anche in caso di mancato perfezionamento del procedimento, atteso che tale circostanza non fa venir meno la valenza dell'atto quale documento e la sua riconducibilità, in assenza di contestazioni sul punto, alla volontà delle parti che lo hanno sottoscritto, ferma restando la libertà del giudice di valutarne la rilevanza e attendibilità delle circostanze ivi rappresentate.

Con ordinanza n. 6391 del 2022 la Cassazione ha chiarito che il verbale redatto nell'ambito del procedimento di accertamento per adesione e sottoscritto sia dall'Amministrazione finanziaria, sia da contribuente, costituisce un documento probatorio...

Con ordinanza n. 9514/2022 pubblicata ieri, la sezione tributaria della Corte di Cassazione ha stabilito che nell'accert...
24/03/2022

Con ordinanza n. 9514/2022 pubblicata ieri, la sezione tributaria della Corte di Cassazione ha stabilito che nell'accertamento tributario fondato sulle percentuali di ricarico della merce venduta, il ricorso al criterio della media aritmetica semplice in luogo della media ponderata è consentito quando risulti omogeneità della merce, assumendo il criterio della media aritmetica semplice valenza indiziaria, al fine di ricostruire i margini di guadagno realizzato sulle vendite effettuate in evasione di imposta, spettando al contribuente di provare che l'attività sottoposta ad accertamento ha ad oggetto prodotti con notevole differenza di valore e che quelli maggiormente venduti presentano una percentuale di ricarico m molto inferiore a quella risultante dal ricarico medio (sul punto Cass. 27568/2013, Cass. 3979/2017; Cass. 11165/2014).
Non è dunque legittimo l'utilizzo del sistema della media semplice, anziché quello della media ponderale, quando tra i vari tipi di merce esiste una notevole differenza di valore ed i tipi più venduti presentano una percentuale di ricarico inferiore a quella risultante dal ricarico medio (v. Cass. 4312/2015).

Con ordinanza n. 9514/2022 pubblicata ieri, la sezione tributaria della Corte di Cassazione ha stabilito che nell'accertamento tributario fondato sulle percentuali di ricarico della merce venduta, il ricorso al criterio della media aritmetica...

Per portare la società presunta esterovestita a conoscenza di atti ad essa destinati, l’Amministrazione deve dapprima co...
24/03/2022

Per portare la società presunta esterovestita a conoscenza di atti ad essa destinati, l’Amministrazione deve dapprima condurre una verifica circa l’esistenza in Italia di una sede amministrativa e solo in caso di esito negativo la stessa notifica deve essere eseguita all’estero.
Infatti la presunzione di esistenza della sede amministrativa in Italia determina l’inversione dell’onere probatorio in capo al soggetto presunto esterovestito, il quale deve dimostrare di non avere la residenza in Italia.

Per portare la società presunta esterovestita a conoscenza di atti ad essa destinati, l’Amministrazione deve dapprima condurre una verifica circa l’esistenza in Italia di una sede amministrativa e solo in caso di esito negativo la stessa...

Con l’ordinanza n. 7318/2022 la Corte di Cassazione è tornata a ribadire il proprio orientamento in materia di impugnabi...
21/03/2022

Con l’ordinanza n. 7318/2022 la Corte di Cassazione è tornata a ribadire il proprio orientamento in materia di impugnabilità del diniego opposto dall’Amministrazione finanziaria a fronte di un’istanza di annullamento in autotutela.
Nel processo tributario, il sindacato sull'atto di diniego dell'Amministrazione di procedere ad annullamento del provvedimento impositivo in sede di autotutela può riguardare soltanto eventuali profili di illegittimità del rifiuto, in relazione a ragioni di rilevante interesse generale che giustificano l'esercizio di tale potere, che, come affermato anche dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 181 del 2017, si fonda su valutazioni ampiamente discrezionali e non costituisce uno strumento di tutela dei diritti individuali del contribuente.
La Corte di legittimità, del resto, aveva già da tempo chiarito che il contribuente il quale richieda all'Amministrazione finanziaria di ritirare, in via di autotutela, un avviso di accertamento divenuto definitivo, non può limitarsi ad eccepire eventuali vizi dell'atto medesimo, la cui deduzione è definitivamente preclusa, ma deve prospettare l'esistenza di un interesse di rilevanza generale dell'Amministrazione alla rimozione dell'atto. Ne consegue che contro il diniego dell'Amministrazione di procedere all'esercizio del potere di autotutela può essere proposta impugnazione soltanto per allegare eventuali profili di illegittimità del rifiuto e non per contestare la fondatezza della pretesa tributaria.

Con l’ordinanza n. 7318/2022 la Corte di Cassazione è tornata a ribadire il proprio orientamento in materia di impugnabilità del diniego opposto dall’Amministrazione finanziaria a fronte di un’istanza di annullamento in autotutela. Nel...

La localizzazione della sede di una società in un Paese con un minor carico fiscale non costituisce di per sé un’operazi...
17/03/2022

La localizzazione della sede di una società in un Paese con un minor carico fiscale non costituisce di per sé un’operazione elusiva, tanto meno se la tesi è fondata solo sullo svolgimento in Italia dei servizi amministrativi. L’esterovestizione, infatti, sussiste se all’estero c’è una creazione di puro artificio priva di sostanza economica. Ad affermarlo è la Cassazione con l’ordinanza 8297/2022 .

La localizzazione della sede di una società in un Paese con un minor carico fiscale non costituisce di per sé un’operazione elusiva, tanto meno se la tesi è fondata solo sullo svolgimento in Italia dei servizi amministrativi....

La spesa di pubblicità di entità abnorme rispetto agli interessi ed alle dimensioni dell’impresa non è inerente e dunque...
14/03/2022

La spesa di pubblicità di entità abnorme rispetto agli interessi ed alle dimensioni dell’impresa non è inerente e dunque non è deducibile. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con la sentenza 2597/2022.

Con l'ordinanza 33285 la Corte di Cassazione ha ribadito importanti principi in tema di invalidità dell'avviso di accert...
09/03/2022

Con l'ordinanza 33285 la Corte di Cassazione ha ribadito importanti principi in tema di invalidità dell'avviso di accertamento emanato prima della scadenza del termine concesso al contribuente per la presentazione di osservazioni in seguito alla chiusura delle operazioni di controllo sostanziale e alla consegna del PVC ai sensi dell'art. 12 comma 7 l. 212/2000.

Con l'ordinanza 33285 la Corte di Cassazione ha ribadito importanti principi in tema di invalidità dell'avviso di accertamento emanato prima della scadenza del termine concesso al contribuente per la presentazione di osservazioni in seguito alla...

È legittimo basare l’avviso di accertamento sui dati e documenti scovati nella valigetta dell’amministratore consegnata ...
09/03/2022

È legittimo basare l’avviso di accertamento sui dati e documenti scovati nella valigetta dell’amministratore consegnata spontaneamente agli agenti durante un’ispezione, anche senza autorizzazione della Procura.
Questo è quanto stabilito dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la recentissima sentenza 3182/2022.

Nel caso di specie le Sezioni Unite sono state chiamate a pronunciarsi sulle seguenti questioni:
1) se, in caso di apertura della valigetta reperita in sede di accesso, la mancanza di autorizzazione di cui al d.P.R. n. 633/1972, art. 52, comma 3, possa essere superata dal consenso prestato dal titolare del diritto;
2) se, nel caso in cui si dia risposta positiva alla prima questione, il consenso può dirsi libero ed informato anche qualora l'amministrazione finanziaria non abbia informato il titolare del diritto della facoltà, di cui alla l. n. 212/2000, art. 12, comma 2, di farsi assistere da un professionista abilitato alla difesa dinanzi agli organi della giustizia tributaria;
3) se, infine, l'eventuale inosservanza del suddetto obbligo di informazione ed il conseguente vizio del consenso del titolare del diritto comporti l'inutilizzabilità della documentazione acquisita in mancanza della prescritta autorizzazione.

La Corte di Cassazione ha risposto al primo quesito affermativamente: l'autorizzazione del Procuratore della Repubblica all'apertura di pieghi sigillati, borse, casseforti e mobili infatti è richiesta soltanto nel caso di "apertura coattiva", e non anche ove l'attività di ricerca si svolga con il libero consenso del contribuente.
Per quanto concerne la seconda questione, secondo gli Ermellini non è necessario che il contribuente sia stato informato della sussistenza di una previsione di legge che, in caso di sua opposizione, consente l'apertura coattiva solo previa autorizzazione del Procuratore della Repubblica, non rinvenendosi un obbligo in tal senso nell'art. 52 cit. e neanche nell'art. 12, comma 2, l. n. 212/2000.

È legittimo basare l’avviso di accertamento sui dati e documenti scovati nella valigetta dell’amministratore consegnata spontaneamente agli agenti durante un’ispezione, anche senza autorizzazione della Procura. Questo è quanto stabilito...

Secondo la giurisprudenza constante, in caso di accertamento avente a oggetto operazioni inesistenti, è l'Amministrazion...
09/03/2022

Secondo la giurisprudenza constante, in caso di accertamento avente a oggetto operazioni inesistenti, è l'Amministrazione Finanziaria a dover provare che le operazioni commerciali oggetto delle fatture contestate non sono mai state poste in essere. Solo ove l’amministrazione provi sia che l’operazione non è mai stata posta in essere o è stata posta in essere da soggetti diversi da quelli indicati in fattura, sia la consapevolezza della frode in capo al cessionario, il contribuente è onerato di fornire la prova contraria.
Con la recentissima sentenza n. 22 del 2022 la Commissione tributaria regionale della Campania ha chiarito quali possono essere gli elementi idonei a provare la connivenza del cessionario, ovvero:
- documentazione non idonea a fornire la prova di avere ricevuto la merce o la prestazione da parte del cessionario,
- fatture prive della descrizione dei beni e dei servizi forniti,
- fatture prive della firma di ricezione della merce e delle copie delle bolle di consegna della merce acquistata,
- rapporti commerciali istaurati in assenza di ordini scritti, con accordi verbali, attraverso contatti telefonici.

Secondo la giurisprudenza constante, in caso di accertamento avente a oggetto operazioni inesistenti, è l'Amministrazione Finanziaria a dover provare che le operazioni commerciali oggetto delle fatture contestate non sono mai state poste in essere....

Con l’ordinanza n. 7318, depositata ieri 7 marzo, la Corte di Cassazione è tornata a ribadire il proprio orientamento in...
08/03/2022

Con l’ordinanza n. 7318, depositata ieri 7 marzo, la Corte di Cassazione è tornata a ribadire il proprio orientamento in materia di impugnabilità del diniego di annullamento in autotutela.
Secondo la Corte, il sindacato sull’atto di diniego dell’amministrazione di procedere ad annullamento di un provvedimento impositivo in autotutela può riguardare soltanto eventuali profili di illegittimità del rifiuto. Il contribuente, quindi, quando intende impugnare un diniego di annullamento in autotutela non può limitarsi ad eccepire vizi dell’atto (essendo ormai questa possibilità preclusa) ma deve prospettare l’esistenza di un interesse di rilevanza generale dell’Amministrazione alla rimozione dello stesso.

Con l’ordinanza n. 7318, depositata ieri 7 marzo, la Corte di Cassazione è tornata a ribadire il proprio orientamento in materia di impugnabilità del diniego di annullamento in autotutela. Secondo la Corte, il sindacato sull’atto di diniego...

La Corte di Cassazione , con ordinanza del 18 gennaio 2022, n. 1355 ha stabilito che "le persone iscritte nelle anagrafi...
20/01/2022

La Corte di Cassazione , con ordinanza del 18 gennaio 2022, n. 1355 ha stabilito che "le persone iscritte nelle anagrafi della popolazione residente si considerano, in applicazione del criterio formale dettato dal D.P.R. n. 917 del 1986, art. 2, in ogni caso residenti, e, pertanto, soggetti passivi d'imposta, in Italia; con la conseguenza che, ai fini predetti, essendo l'iscrizione indicata preclusiva di ogni ulteriore accertamento, il trasferimento della residenza all'Estero non rileva fino a quando non risulti la cancellazione dall'anagrafe di un Comune italiano (cfr. Cass. 677/15, 14434/10, 9319/06, 21970/2015 e 16634/2018)".

La Corte di Cassazione , con ordinanza del 18 gennaio 2022, n. 1355 ha stabilito che le persone iscritte nelle anagrafi della popolazione residente si considerano, in applicazione del criterio formale dettato dal D.P.R. n. 917 del 1986, art. 2, in...

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