il Principio
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L’estate si avvicinava. I profumi della primavera iniziavano a mischiare i colori della natura con la calda vitalità di lunghe giornate assolate. Si parlava di calcio sugli autobus, nelle chat, dal medico e a tavola. I discorsi appassionavano sia gli sportivi veri, i fanatici, che le persone comuni; quelle che di pallone si riempivano la bocca soltanto per
gustare qualcosa di cui non conoscevano né le regole, né le origini, né tanto meno ne avevano mai assaporato l’emozione. Con alcuni amici, tra un pensiero e l’altro, il focus della conversazione si era improvvisamente spostato su un argomento diverso, all’apparenza inusuale ma che, da lì a breve, si sarebbe trasformato in un vero e proprio piano d’azione, altrettanto eccitante quanto un contropiede. Il collettivo conviviale che stava ponendo i primi pezzi animati di una scacchiera fatta di sapori e sogni, era composto di ragazzi e ragazze molto eterogenei tra loro, provenienti dai più diversi mondi culturali e professionali: c’erano avvocati, biologi, cuochi, artisti ed esperti della comunicazione. Eravamo amici che condividevano un grande amore: il peperoncino.