18/06/2025
L’avvocato Gianluca Piemonte ha assistito, in qualità di difensore, la vedova e la figlia di Giuseppe Mangone nel ricorso presentato alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, in Francia, dopo la definitiva archiviazione del procedimento da parte della Procura di Catanzaro.
Mangone, già sindaco di Zagarise, fu assassinato barbaramente nel dicembre 2013, in aperta campagna, colpito ripetutamente alla testa con un’arma da taglio, verosimilmente un’ascia, mentre si trovava nel proprio podere.
Un delitto, tra i più efferati degli ultimi anni che la Calabria ricordi, rimasto impunito dopo oltre un decennio.
Il ricorso presentato dall’avv. Gianluca Piemonte si fonda sull’articolo 2 della Convenzione europea e denuncia l’assenza di un’indagine effettiva, tempestiva e approfondita. Tra i profili più gravi, lo smarrimento degli indumenti della vittima, l’omessa escussione di testimoni chiave, l’analisi superficiale di strumenti compatibili con l’arma del delitto e la sistematica sottovalutazione degli elementi indiziari.
La strategia difensiva richiama i principi affermati dalla Corte EDU in casi come Šilih c. Slovenia, Kolevi c. Bulgaria e Brecknell c. Regno Unito, in materia di obblighi positivi dello Stato e dovere di svolgere indagini efficaci anche a distanza di tempo.
Non si può ignorare che un procedimento trattato da una Procura tra le più impegnate nella lotta alla criminalità organizzata sia stato invece condotto con un approccio che la famiglia percepisce come distante e approssimativo.
Ora rimettiamo tutto alla Corte europea in Francia per dare giustizia alla famiglia.