09/03/2024
La quinta Sezione penale della Cassazione ha inflitto una condanna esemplare – comminando la pena di un anno di reclusione – all’uomo che ha aggredito, ripetutamente, in un breve arco di tempo, l’avvocato della propria controparte, colpevole, ai suoi occhi, di “fare il proprio lavoro”.
Dapprima l’aggressione si è consumata fisicamente, procurando lesioni personali al professionista; dopodiché l’aggressione si è consumata psicologicamente, procurando all’avvocato uno stato d’ansia duraturo, documentato da un certificato medico; e ciò avendolo il reo chiamato al telefono due volte ed essendosi appostato nei paraggi del suo studio legale con l’intento di intimidirlo.
Non sono serviti a escludere la condanna penale gli argomenti difensivi eccepiti al cospetto del giudice penale, e cioè il numero sparuto delle telefonate indirizzate al solerte avvocato: due appena.
La Cassazione, infatti, ha chiarito da tempo che il reato di stalking si consuma anche nel caso di una “quantità” modesta di molestie, dato che conta la “qualità” delle molestie medesime, ossia la capacità di provocare nella vittima «grave e perdurante stato di turbamento emotivo » oppure costringerla a «cambiare le abitudini di vita».
A cura dell’Avvocato Valentina Eramo