Studio Legale Sinigaglia

Studio Legale Sinigaglia Studio Legale

Lo studio legale Sinigaglia, oltre ad occuparsi di Diritto Civile e Penale, grazie ad una vasta e variegata gamma di collaboratori accuratamente selezionati, è specializzato nell’aiutare il personale scolastico (docenti, collaboratori scolastici, assistenti amministrativi) a far valere il proprio diritto alla giusta retribuzione e al corretto inquadramento giuridico, attraverso ricorsi collettivi;

si occupa, poi, delle problematiche connesse all’Amministrazione di sostegno, quale Istituto di tutela che è stato introdotto nell’ordinamento italiano per andare incontro alle esigenze delle persone prive in tutto o in parte di autonomia. Lo Studio fornisce, inoltre, assistenza legale, sia in fase giudiziale e stragiudiziale, relativamente a tutte le questioni inerenti la famiglia, le unioni di fatto, la tutela dei minori e in genere alle procedure connesse alla volontaria giurisdizione e vanta un’esperienza ultradecennale nella gestione dei sinistri stradali, casi di malasanità, infortuni sul lavoro e polizze infortunio.

DIRITTO SCOLASTICOÈ ormai noto che anche i docenti precari possono avere diritto alla Carta Docente, inizialmente previs...
16/04/2026

DIRITTO SCOLASTICO

È ormai noto che anche i docenti precari possono avere diritto alla Carta Docente, inizialmente prevista solo per il personale di ruolo.
Si possono recuperare fino a 5 bonus arretrati e dunque fino a 2.500,00 euro.
Dopo il giudizio di ottemperanza, le somme arretrate vengono accreditate in tempi piuttosto rapidi.
Ogni situazione va comunque valutata in base a
durata e tipologia di supplenze.
Per questo abbiamo messo a disposizione una pagina per una prima verifica:

https://sinigagliastudiolegale.it/scuola/

Per info: [email protected]



01/04/2026

Ecco a voi un nuovo capitolo di ‘’Avvocati per soli uomini. O quasi’’.

Buona lettura.

L’uomo entrò nello studio con passo deciso, quasi infastidito dall’aria stessa che respirava. Non salutò davvero, accennò un cenno del capo, poi si sedette senza essere invitato. Giacca stirata, orologio importante, lo sguardo di chi è abituato a ottenere ciò che vuole.

L’avvocato Sini lo osservò in silenzio, come faceva sempre. Non era il tipo da interrompere: lasciava che le persone si raccontassero da sole, e spesso bastava quello.

«Mi sto separando,» esordì lui, incrociando le gambe. «Ma le dico subito: non ho intenzione di darle niente.»

Sini non prese appunti. Non ancora.

«Niente?» chiese, con tono neutro.

«Niente. Non ha mai lavorato. È stata a casa tutta la vita. Io ho fatto tutto: azienda, soldi, investimenti. Lei…» fece un gesto vago con la mano «stava a casa.»

Un silenzio breve.

«Figli?» domandò Sini.

«Due. Ormai grandi. Sistemati.»

«E chi li ha cresciuti?»

L’uomo si irrigidì appena. «Beh… lei, ma è normale. Era il suo ruolo.»

Sini annuì lentamente. Poi appoggiò la penna sul tavolo, senza usarla.

«Mi spieghi una cosa,» disse con calma. «Chi le ha permesso di costruire l’azienda?»

L’uomo aggrottò la fronte. «Io.»

«Sempre lei?» insistette Sini, con una leggera inclinazione del capo.

«Certo.»

«Quando lavorava la sera, chi c’era a casa?»

«Lei.»

«Quando i bambini stavano male?»

«Lei.»

«Quando lei viaggiava, investiva, rischiava… chi teneva in piedi tutto il resto?»

L’uomo non rispose subito. Si aggiustò il polsino.

«Avvocato, non stiamo facendo filosofia. Io voglio sapere come evitare di darle soldi.»

E lì, per la prima volta, Sini sorrise. Non era un sorriso gentile.

Era un sorriso netto.

«Non può.»

Silenzio.

«Mi scusi?»

«Non può evitare di darle niente. E soprattutto…» fece una pausa, guardandolo dritto «non è giusto.»

L’uomo sbuffò. «Giusto? Io ho lavorato una vita.»

«Anche lei,» replicò Sini, senza alzare la voce. «Solo che non è stata pagata.»

La frase rimase sospesa tra loro.

«Avvocato, io non pago per qualcuno che non ha prodotto reddito.»

Sini si sporse leggermente in avanti. «Ha prodotto tempo. Stabilità. Libertà per lei. Ha prodotto le condizioni perché lei potesse guadagnare.»

L’uomo scosse la testa, infastidito. «Queste sono idee… moderne.»

«No,» rispose Sini. «Sono realtà giuridica. E umana.»

Un altro silenzio.

Poi lui cambiò tono, più duro. «Allora mi dica come limitarlo. Il minimo possibile.»

Sini si appoggiò allo schienale.

E lì prese la decisione.

«No.»

L’uomo rimase interdetto. «No cosa?»

«Non accetto l’incarico.»

«Perché?» ormai c’era irritazione aperta nella voce.

Sini raccolse finalmente la penna, ma solo per posarla con precisione al centro del tavolo.

«Perché io difendo diritti, non li svuoto.»

L’uomo si alzò di scatto. «Troverò qualcun altro.»

«Sicuramente,» rispose Sini.

Lui fece per uscire, poi si fermò sulla soglia. «Lei perde un cliente.»

Sini lo guardò, senza esitazione.

«Buona giornata».

La porta si chiuse.

E nello studio tornò il silenzio.

Sini rimase qualche secondo immobile, poi aprì il fascicolo successivo.

C’era un altro cliente.

E, forse, un’altra storia da rimettere in equilibrio.



Autovelox non omologato: multa annullata dal Tribunale di PadovaIl Tribunale di Padova ha accolto l’appello del nostro S...
11/03/2026

Autovelox non omologato: multa annullata dal Tribunale di Padova

Il Tribunale di Padova ha accolto l’appello del nostro Studio contro una sentenza del Giudice di Pace e ha annullato due verbali per eccesso di velocità rilevati con autovelox.

Il motivo?
L’apparecchiatura utilizzata era approvata ma non omologata.

Secondo la giurisprudenza ormai consolidata della Corte di Cassazione, per accertare le violazioni dei limiti di velocità è necessaria l’omologazione ministeriale dello strumento: la semplice approvazione non è sufficiente a garantire la validità della rilevazione.

Il Tribunale ha quindi annullato le sanzioni e condannato l’amministrazione al pagamento delle spese di giudizio.

Una decisione importante che conferma un principio ormai chiaro: senza omologazione dell’autovelox, la multa risulta illegittima.

Testo della sentenza su www.sinigagliastudiolegale.it

Studio Legale Sinigaglia News Autovelox non omologato: multa annullata dal Tribunale di Padova11 Marzo 2026webinar AZIONI SCUOLA del 12 marzo 2026 dalle ore 17.30 alle ore 18.30 con l’avv. Maria Elena Sinigaglia2 Marzo 2026Risarcimento del danno per mancato utilizzo della carta docente riconosciut...

12 marzo 2026 ore 17.30: lo studio legale Sinigaglia organizza un webinar per parlare del settore scuola pubblica e dell...
02/03/2026

12 marzo 2026 ore 17.30: lo studio legale Sinigaglia organizza un webinar per parlare del settore scuola pubblica e delle azioni per i precari (o per il personale di ruolo che abbia un passato da precario). Partecipazione gratuita previa iscrizione (si veda l’allegato).

Il Tribunale di Vicenza ha accolto il nostro ricorso nell’interesse di un ex docente precario al quale non era stata ero...
25/02/2026

Il Tribunale di Vicenza ha accolto il nostro ricorso nell’interesse di un ex docente precario al quale non era stata erogata la carta docente e che, al momento del deposito del ricorso, era uscito dal circuito scolastico. Il Giudice ha riconosciuto il diritto dell’ex docente al risarcimento del danno per non aver beneficiato, a suo tempo, del bonus che avrebbe avuto diritto di percepire.


Risarcimento del danno per mancato utilizzo della carta docente riconosciuta al docente uscito dal circuito scolastico Lunardi Elena 25 Febbraio 2026home, News, scuola, Uncategorized Il Tribunale di Vicenza ha accolto il ricorso avanzato tramite lo Studio Legale Sinigaglia nell’interesse di un doc...

Giovedì sera oltre 80 tra sindaci, amministratori, tecnici e professionisti si sono confrontati in modo concreto sul Con...
22/02/2026

Giovedì sera oltre 80 tra sindaci, amministratori, tecnici e professionisti si sono confrontati in modo concreto sul Conto Termico 3.0 e partenariato pubblico-privato, anche alla luce delle recenti novità giurisprudenziali.

Io confronto costruttivo è la strada giusta per trasformare strumenti complessi in interventi reali su scuole, case di riposo, patrimonio pubblico in generale.

Grazie a Confisi per aver colto e condiviso lo spirito dell’iniziativa. Grazie all’assessore regionale Filippo Giacinti, al Vicepresidente della Provincia Daniele Canella, al Vicepresidente di Confesercenti Veneto Centrale Flavio Convento, al Presidente di Ater Padova Tiberio Businaro, al Presidente di Ance Veneto Alessandro Gerotto e di Ance Padova Monica Grosselle per la partecipazione.

Il lavoro continua!

01/02/2026

Ecco a voi un nuovo capitolo di ‘’Avvocati per soli uomini. O quasi’’. Buona lettura.

Il fascicolo rifiutato

— Io non intendo lavorare — disse la donna, con una naturalezza quasi disarmante.
— Dopo tutto quello che ho sopportato, direi che mi spetta.

Era seduta composta, le gambe accavallate, la borsa firmata ben appoggiata sulla sedia accanto. Parlava come se stesse elencando clausole ovvie.

— Lui guadagna bene. E io voglio essere mantenuta. Casa, assegno e spese. Come minimo.

L’avv. Sini la guardò senza cambiare espressione.

— Lei lavora?
— Potrei. Ma non vedo perché dovrei.
— Ha redditi propri?
— Qualcosa da parte. Ma non conta.

Sini prese appunti. Poi alzò lo sguardo.

— “Qualcosa” quanto?
La donna fece un gesto vago con la mano.
— Risparmi. Investimenti. Roba mia. Comunque non risultano, quindi…

Non finì la frase. Non ce n’era bisogno.

La storia proseguì come da copione: un matrimonio svuotato di senso, accuse generiche, tradimenti mai dimostrati. Ma ogni volta che Sini faceva una domanda concreta, la risposta diventava elastica.
Le cifre cambiavano. I fatti si aggiustavano. I silenzi si allungavano.

Non era una donna ferita.
Era una donna determinata a trasformare la separazione in una rendita.

— Avvocato, — disse a un certo punto — tanto queste cause si vincono sempre. Basta saperle impostare.

Fu lì che Sini chiuse la cartellina.

— No, — rispose con calma — non sempre.
E soprattutto non così.

Spiegò che il diritto di famiglia tutela la fragilità, non la furbizia. Che l’assegno non è un premio per chi non ha voglia di lavorare. Che nascondere risorse non è strategia, ma rischio.

Rifiutò l’incarico. Con educazione. Senza alzare la voce.
Disse solo che non avrebbe patrocinato una causa fondata sull’occultamento e sulla pretesa di essere mantenuti senza motivo.

La donna se ne andò infastidita. Non umiliata. Solo contrariata di aver trovato un limite dove pensava non ce ne fossero.

Passarono mesi.

Un pomeriggio qualunque, Sini seppe come era finita.
La causa era andata avanti con un altro legale.
E l’aveva vinta il marito.

Il giudice aveva ricostruito i redditi reali, scoperto i risparmi nascosti, valutato la piena capacità lavorativa della moglie.
Nessun assegno.
Nessuna casa.
Nessun vantaggio.

Sini non sorrise.
Provò solo quella forma di quiete che nasce quando sai di aver detto no al momento giusto.



Ci sono donne che chiedono aiuto perché non hanno alternative.
E altre che chiedono mantenimento per non sceglierne nessuna.
La differenza non la fa il genere.
La fa la dignità.
E la legge, quando è usata bene, la riconosce.



16/01/2026

Per voi questa sera un nuovo capitolo di ‘’Avvocati per soli uomini… o quasi’’.

‘’ Il figlio conteso.
Dalla madre.

Di solito sono le madri a inseguire il riconoscimento. A chiedere il mantenimento. A rincorrere un padre che non vuole esserlo.
Questa volta, era tutto capovolto.

Il cliente entrò in studio con uno sguardo lucido. Non di chi vuole vendetta, ma di chi ha capito che per amare suo figlio dovrà prima difendersi da chi lo ha messo al mondo con lui.

— Non posso riconoscerlo — disse — perché lei non vuole.

L’avvocato Sini ascoltò in silenzio.

Lui spiegò. Una storia finita prima di cominciare. Una gravidanza mai negata, ma poi custodita gelosamente come un confine.
“Non mi serve il tuo nome”, gli aveva detto. “Non voglio interferenze. Nessuno che mi dica come crescerlo. Nessuna voce maschile.”

Così, il paradosso: un padre biologico disposto a esserci, a firmare, a pagare, a partecipare. E una madre che rifiutava il riconoscimento per non dover condividere nulla.

Fu inevitabile: si dovette iniziare un’azione giudiziale perché il padre vedesse riconosciuto il suo diritto e dovere di essere padre. Una causa per dimostrare l’ovvio.

Sini preparò l’atto con cura, come sempre. Ma dentro provava un fastidio sottile.
“Abbiamo difeso madri per decenni, quando venivano abbandonate.
Ora ci tocca difendere padri che vengono tenuti fuori. Come se l’amore fosse qualcosa da concedere a piacimento.”

La madre non negava che lui fosse il padre, né che ci fossero particolari gravissime ragioni che giustificassero un simile rifiuto. Di conseguenza, il Tribunale fu rapido nella decisione.

Il padre ottenne il riconoscimento del suo ruolo meraviglioso. E il suo cognome fu aggiunto. I diritti e i doveri fissati nero su bianco.

Il bambino non sapeva ancora niente. Ma un giorno avrebbe saputo. Che non fu lasciato.
Fu reclamato con forza.



Ci sono padri che scappano. E altri che devono combattere per restare.
E in entrambi i casi, qualcuno ha bisogno di un avvocato. Per rimettere al mondo, con la legge, ciò che la vita ha lasciato a metà.’’



Indirizzo

Via Galileo Galilei 40
Mestrino
35035

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