01/05/2026
Da mesi la vita di tre piccoli bimbi è al centro di un campo sul quale si sta disputando una tragica partita tra due opposti blocchi ideologici, stile scapoli e ammogliati, senza considerare che la fragile palla di cristallo è il preminente interesse dei bambini.
Da un lato, risibili cantastorie mediatici sostengono le ragioni di due genitori oggettivamente poco ortodossi e dall'alto improvvisati influencer esaltano le doti di servizi territoriali oggettivamente poco competenti, non lesinando improvvidi e complottistici attacchi al sistema giudiziario che fan sempre followers
Ma il vero tema del giudizio minorile non è soddisfare la volontà di genitori inadeguati o dissetare le voglie giustizialiste dei bassi ventri dell'opinione pubblica fomentati, stile tifoseria, dai due sopra menzionati contendenti.
Il giudizio minorile deve avere tutela di un solo bene giuridico: il benessere psicofisico dei minori, da salvaguardare sia da operatori sociali con velleità di notorietà, ma ancora di più dall'inadeguatezza genitoriale ed è per questo e per evitare personali esposizioni mediatiche che sarebbe il caso di smetterla con questa pantomima che sta avendo come unico sbocco la dichiarazione di adattabilità dei tre fratellini.