Studio Legale Tributario Avv. D'Arrigo

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"Utile è quell'avvocato che parla lo stretto necessario, che scrive chiaro e conciso, che non ingombra l'udienza con la sua invadente personalità, che non annoia i giudici con la sua prolissità e non li mette in sospetto con la sua sottigliezza"

29/05/2026

⚖️📌🏢 Accertamenti fiscali società-soci: importante chiarimento della Cassazione

📚 Con l’ordinanza n. 11066/2026, la Corte di Cassazione ribadisce un principio fondamentale: anche se l’accertamento notificato al socio è diventato definitivo per mancata impugnazione, il socio può comunque partecipare al giudizio promosso dalla società e beneficiare dell’eventuale annullamento dell’accertamento societario. 👥⚖️

🧩 La definitività dell’atto riguarda solo gli aspetti “personali” del socio (ad esempio quota di partecipazione o qualità di socio), ma non impedisce di contestare elementi comuni relativi all’esistenza e alla quantificazione del reddito societario.

🔎 La Corte richiama il principio di “unitarietà dell’accertamento” nelle società di persone: accertamento della società e posizione dei soci costituiscono un’unica vicenda giuridica, da trattare in modo unitario per evitare decisioni contrastanti.

✅ Una decisione che rafforza le garanzie difensive dei soci e conferma la centralità del litisconsorzio necessario nei contenziosi tributari delle società di persone.



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26/05/2026

📌 Autotutela facoltativa: l’unico vero rimedio fuori dal contenzioso tributario

L'art. 10-quinquies dello Statuto dei Contribuenti, introdotto con il D.L. 219/2023, rafforza la possibilità, per l’Amministrazione finanziaria, di correggere o annullare un proprio atto illegittimo o infondato anche nei casi in cui non vi sia un obbligo specifico di intervento.

Si tratta della cosiddetta autotutela facoltativa, oggi uno strumento centrale nel rapporto tra Fisco e contribuente.

⚖️ Di fatto, rappresenta l’unico rimedio esperibile al di fuori del contenzioso tributario, consentendo al contribuente di chiedere all’Ufficio un riesame dell’atto senza dover ricorrere immediatamente al giudice.

✅ Possibilità di correggere errori
✅ Riduzione dei costi e dei tempi del contenzioso
✅ Maggiore collaborazione tra cittadino e Amministrazione
✅ Riesame di atti illegittimi o sproporzionati

⚠️ È importante ricordare, però, che l’accoglimento dell’istanza resta discrezionale e che la presentazione della richiesta non sospende automaticamente i termini per proporre ricorso.

👉 Conoscere e utilizzare correttamente l’autotutela può fare la differenza nella gestione di una controversia fiscale, soprattutto nelle fasi preliminari del procedimento.



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Con profondo orgoglio comunico la mia iscrizione nell’Albo Speciale degli Avvocati ammessi al patrocinio dinanzi alla Co...
22/05/2026

Con profondo orgoglio comunico la mia iscrizione nell’Albo Speciale degli Avvocati ammessi al patrocinio dinanzi alla Corte di Cassazione ed alle altre Giurisdizioni Superiori.

Un traguardo che rappresenta non solo il coronamento di un importante percorso professionale, ma anche un rinnovato impegno verso l’eccellenza, la responsabilità e la tutela dei diritti dinanzi alle più Alte Magistrature del nostro ordinamento.

Ringrazio quanti, nel tempo, hanno contribuito alla mia crescita professionale e personale.

Da oggi, con ancora maggiore determinazione, al servizio della Giustizia

19/05/2026

🧾 🛑Rottamazione degli enti locali🛑

La legge di conversione del decreto fiscale (Dl 38/2026) introduce una rottamazione speciale anche per i debiti di Comuni, Regioni e altri enti locali affidati a Agenzia delle Entrate – Riscossione (Ader).

Funziona quasi come la rottamazione statale 🇮🇹, ma con date diverse e solo se il Comune/ente decide di aderire.

Come per la quinquies "statale", è una sanatoria che permette di pagare i debiti:

✅ senza sanzioni
✅ senza interessi di mora
✅ senza somme aggiuntive

👉 Si paga quasi solo il capitale (“sorte capitale”) + alcune spese minori.

Vale per debiti affidati ad Ader da:

Comuni
Regioni
Province
altri enti territoriali

📅 Solo per carichi affidati entro il 31 dicembre 2023.

🧩 ATTENZIONE: il Comune deve aderire

La rottamazione locale NON parte automaticamente.

👉 Ogni ente deve approvarla con una delibera e la decisione va pubblicata entro fine giugno 2026.

Quindi:

se il Comune aderisce ✅ → i cittadini possono fare domanda
se non aderisce ❌ → niente rottamazione locale
📆 Le principali scadenze
1️⃣ Decisione del Comune

📅 entro giugno 2026

2️⃣ Ader pubblica i debiti rottamabili

📅 dal 15 settembre 2026

3️⃣ Domanda del contribuente

📅 entro fine ottobre 2026

👉 La richiesta si invia ad Ader.

4️⃣ Comunicazione degli importi da pagare

📅 entro fine 2026

💳 Rateizzazione

Si può pagare fino a:

🔢 54 rate bimestrali

(cioè una rata ogni 2 mesi)

📌 rata minima: 100 euro

📅 prima rata: 31 gennaio 2027

📈 interesse: 3% annuo

⏰ Novità importante: ✅ ritardo tollerato di 5 giorni sulle rate

⚠️ MA non vale per:

❌ prima rata
❌ ultima rata

Per quelle bisogna pagare puntualmente.

🎯 Vantaggi principali

Con la rottamazione puoi:

✅ risparmiare su sanzioni e interessi
✅ pagare a rate molto lunghe
✅ regolarizzare vecchi debiti
✅ evitare procedure di riscossione più pesanti

🧠 In sintesi, la nuova rottamazione locale:

🏛️ dipende dalla scelta del Comune
📅 riguarda debiti fino al 31/12/2023
💸 elimina sanzioni e interessi
🧾 domanda entro ottobre 2026
💳 fino a 54 rate
⏰ 5 giorni di tolleranza sulle rate (tranne prima e ultima)

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15/05/2026

🏠 Ipoteca fiscale anche senza pignoramento: cosa dice la Cassazione

Con l’ordinanza Cassazione civile sez. TRI n. 24714/2025, la Corte di Cassazione ha ribadito un principio molto importante:
👉 l’ipoteca esattoriale può essere iscritta anche quando il pignoramento della casa non è ancora possibile.

⚖️ Ipoteca e pignoramento NON sono la stessa cosa

Molti contribuenti confondono i due strumenti, ma la differenza è fondamentale:

🔒 Ipoteca = garanzia del credito
🏚️ Pignoramento = esecuzione forzata finalizzata alla vendita dell’immobile

Secondo la Cassazione, l’ipoteca serve soltanto a tutelare il credito dell’ente riscossore e può essere iscritta anche senza avviare l’espropriazione immobiliare.

📌 Le soglie previste dalla legge dopo le modifiche introdotte dal D.L. 69/2013:

✅ l’ipoteca può essere iscritta per debiti superiori a 20.000 euro
❌ il pignoramento immobiliare può partire solo oltre 120.000 euro

👨‍💼 Esempio pratico

Mario ha:

una sola casa non di lusso 🏡
un debito fiscale di 45.000 euro 💰

In questo caso:

✅ l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può iscrivere ipoteca sull’immobile
❌ ma non può procedere al pignoramento della casa, perché il debito è inferiore a 120.000 euro

📖 Il principio ribadito dalla Cassazione

La Corte conferma che l’ipoteca esattoriale ha funzione cautelare e di tutela del credito.
Per questo motivo, i limiti previsti per il pignoramento immobiliare non impediscono automaticamente l’iscrizione dell’ipoteca.

🔎 Conoscere questa distinzione è fondamentale per capire quali sono realmente i poteri dell’agente della riscossione e quali tutele spettano al contribuente.

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📢 IMPORTANTE VITTORIA IN CORTE DI GIUSTIZIA TRIBUTARIA: CONDANNATO UN COMUNE AL PAGAMENTO DELLE SPESE PROCESSUALI ⚖️Una ...
07/05/2026

📢 IMPORTANTE VITTORIA IN CORTE DI GIUSTIZIA TRIBUTARIA: CONDANNATO UN COMUNE AL PAGAMENTO DELLE SPESE PROCESSUALI ⚖️

Una significativa affermazione dei diritti del contribuente arriva dalla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Sicilia, che con la sentenza n. 3498/2026 ha accolto, integralmente, l’appello proposto dalla contribuente assistita dall’Avv. Francesco D'Arrigo, condannando un Comune al pagamento delle spese processuali di entrambi i gradi di giudizio.

🔍 La vicenda nasce da un avviso di accertamento IMU relativo all’anno 2013, successivamente annullato in autotutela dal Comune stesso. Nonostante ciò, in primo grado, erano state compensate le spese di lite.

L’Avv. D’Arrigo ha impugnato tale decisione evidenziando un principio fondamentale: quando l’Ente annulla integralmente il proprio atto, il contribuente deve essere considerato “virtualmente vittorioso” e ha quindi diritto al rimborso delle spese sostenute per difendersi.

📚 La Corte ha riconosciuto, pienamente, la fondatezza delle argomentazioni difensive, ribadendo principi giuridici di grande rilievo:

✅ il giudice deve applicare il criterio della “soccombenza virtuale”;
✅ la compensazione delle spese non può essere disposta con formule generiche;
✅ il contribuente non può subire un danno economico per aver esercitato legittimamente il proprio diritto di difesa.

👏 Una vittoria che rappresenta un importante precedente in tema di tutela del contribuente e responsabilità degli enti impositori.

06/05/2026

💼 Credito IVA e controlli automatizzati

Corte di Cassazione, ord. n. 12635 del 05.05.2026

⚖️ 1. Il principio
In caso di contestazione di un credito Iva derivante da operazioni esenti, non è corretto procedere con i controlli automatizzati della dichiarazione ma occorre emettere un avviso di accertamento

La Corte di Cassazione, dunque, stabilisce che:
👉 se si contesta un credito IVA, non basta il controllo automatizzato
➡️ serve un avviso di accertamento

🔍 Cosa sono i controlli automatizzati (art. 54-bis DPR 633/1972)
L'articolo 54-bis del D.P.R. n. 633/1972 consente all'Amministrazione finanziaria di liquidare l'imposta dovuta avvalendosi di procedure automatizzate, sulla base dei dati presenti nelle dichiarazioni e nell'anagrafe tributaria, dunque solo:

➗ errori di calcolo
🧾 errori formali
🔄 incoerenze con dati dell’Anagrafe tributaria

👉 Errori evidenti (ictu oculi)

🚫 3. Cosa non si può fare (fuori dal 54-bis):

❌ valutare crediti d’imposta
❌ interpretare norme
❌ fare stime o giudizi giuridici

👉 Qui serve attività istruttoria

📌 4. Il caso

L’Agenzia disconosce un credito IVA per operazioni esenti ed emette direttamente cartella

❗ La Corte:
👉 procedura sbagliata → serve accertamento perchè quando la contestazione del credito IVA implica valutazioni complesse, lo strumento corretto a disposizione dell'Ufficio è l'avviso di accertamento, ai sensi dell'articolo 54 del D.P.R. n. 633/1972 CIT. 7. Tale atto deve essere adeguatamente motivato, indicando i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la pretesa, per consentire al contribuente di esercitare pienamente il proprio diritto di difesa

➡️ risultato: cartella annullata

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05/05/2026

👨‍⚖️Corte di Cassazione, Sezione TRI, Ordinanza 22 gennaio 2026 n. 1423

"tutti i movimenti sui conti bancari dell'imprenditore - sia i versamenti sia i prelevamenti, in quanto ricavi riconducibili all'attività economica o utili destinati al reimpiego nell'attività produttiva per l'acquisto di beni e servizi strumentali utilizzati nel ciclo produttivo - si presumono riferiti all'attività economica del contribuente, configurando una presunzione legale relativa che li assimila al reddito di impresa, superabile dallo stesso contribuente mediante l'indicazione del beneficiario delle somme prelevate e la dimostrazione che le stesse siano state considerate nella determinazione della base imponibile ovvero siano estranee alla produzione del reddito"

Ma cosa significa, in concreto?

💼💳 Ogni somma che entra o esce dal conto corrente può essere esaminata.
In particolare:

💰i versamenti sono generalmente considerati possibili ricavi non dichiarati;
💸i prelevamenti possono essere interpretati come spese legate all’attività oppure come compensi non registrati.

Una presunzione, ma non definitiva ⚖️
La legge stabilisce una “presunzione legale relativa”. In parole semplici, si parte dal presupposto che quei movimenti siano collegati all’attività economica, ma il contribuente ha il diritto di dimostrare il contrario.

🛡️Come difendersi
L’imprenditore può evitare conseguenze fiscali se riesce a dimostrare che:

✔️le somme sono già state dichiarate e tassate;
✔️oppure non hanno nulla a che fare con l’attività (ad esempio, prestiti personali, regali, movimenti familiari).

Per quanto riguarda i prelevamenti, è particolarmente importante:

indicare chi ha ricevuto il denaro 👤;
spiegare e documentare il motivo del pagamento 🧾.

📂 Perché è importante tenere tutto sotto controllo
Queste regole rendono fondamentale una gestione precisa e trasparente del conto corrente. Conservare documenti, ricevute e giustificazioni dei movimenti può fare la differenza in caso di controlli.

📌In conclusione
Il conto bancario non è solo uno strumento operativo, ma anche una “fotografia” dell’attività economica. Essere ordinati e pronti a spiegare ogni movimento è il modo migliore per evitare problemi con il Fisco.

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L'assenza dell'attestazione di conformità degli allegati, di cui all'art. 25-bis del D.lgs. n. 546 del 1992 o la sua pre...
22/04/2026

L'assenza dell'attestazione di conformità degli allegati, di cui all'art. 25-bis del D.lgs. n. 546 del 1992 o la sua presenza ma priva di firma analogica o digitale o, ancora, la sua presenza ma sottoscritta da diverso soggetto, non costituito, che ha trasmesso la documentazione, rende, lo stesso documento, privo di qualsivoglia valore legale e impone, ai sensi del comma 5-bis, che Il giudice non tenga conto degli atti e dei documenti su supporto cartaceo dei quali non è depositata nel fascicolo telematico la copia informatica, anche per immagine, munita di attestazione di conformità al documento analogico detenuto dal difensore.

Questo è l'importante principio ribadito nella Sentenza n. 2679/2026 emessa dalla CGT di I° grado di Messina in una vicenda che vedeva contrapposto un contribuente, difeso dall'Avv. Francesco D'Arrigo, contro l'Agenzia delle Entrate e ADER.

Il Giudice monocratico ha, infatti, evidenziato non solo l'importanza che l'attestazione provenga dal difensore costituito "deve ritenersi che l’attestazione di conformità deve prove**re dal difensore del soggetto costituito e non da diverso soggetto che ha trasmesso la documentazione (peraltro, nel caso di specie, non costituito in giudizio), posto che la norma suddetta contiene l’inciso detenuto dal difensore” ma che, inoltre, sia apposta su ciascun documento, a tutela dell'autenticità e integrità documentale "E’ da aggiungere che tale attestazione deve essere apposta su ciascun documento o, in alternativa, resa unitariamente, purché con riferimento preciso e puntuale ai singoli atti, mentre nella specie, l’attestazione di ader è del tutto generica senza alcun riferimento ai singoli atti."

21/04/2026

🏠 IMU e abitazione principale parzialmente locata

La recente ordinanza n. 8236/2026 della Corte di Cassazione del 02 Aprile 2026, ha chiarito un punto importante: l’abitazione principale non perde automaticamente l’esenzione IMU se è parzialmente locata (ad esempio, alcune stanze affittate a terzi).

Il punto chiave

✔ L’esenzione IMU per l’abitazione principale si basa su due requisiti fondamentali:

👉residenza anagrafica
👉dimora abituale del proprietario

Se questi continuano a sussistere, il fatto che una parte dell’immobile sia concessa in locazione non costituisce, di per sé, una causa ostativa.

⚖️ Cosa ha detto la Cassazione:

Con l’ordinanza citata, la Corte ha “bocciato” la prassi di alcuni Comuni che:

consideravano l’immobile interamente imponibile IMU solo perché parzialmente affittato.

❌ Secondo la Corte, questo approccio è scorretto perché:

👉la legge non prevede la perdita automatica dell’esenzione in caso di locazione parziale;
👉ciò che conta è che l’immobile resti abitazione principale del possessore.

Attenzione però, questo non significa automaticamente esenzione su tutta la casa in ogni caso. Ad esempio, se la porzione locata è autonomamente identificabile (catastalmente separata), potrebbe essere trattata diversamente; se l’uso prevalente non è più abitativo per il proprietario, l’esenzione può ve**re meno.

In sintesi
✔ Affittare alcune stanze non fa perdere automaticamente l’esenzione IMU
✔ Conta che l’immobile resti abitazione principale (residenza + dimora abituale)
⚠ Possibili eccezioni se la porzione locata è autonoma o prevalente

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Indirizzo

Via Romagnosi 7
Messina
98122

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 14:00

Telefono

+390902008793

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