Studio Legale Avv. Felice Angelo Grassi

Studio Legale Avv. Felice Angelo Grassi Se non ci fosse gente cattiva, non ci sarebbero buoni avvocati. Charles Dickens, La bottega dell'antiquario, 1840 L'Avv.

Felice Grassi si occupa in prevalenza di diritto civile con particolare riferimento al diritto di famiglia, responsabilità mediche, diritto comunitario con espresso riferimento alla predisposizione di ricorsi presso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU), eccessiva durata del processo, risarcimento danni, esecuzioni mobiliari ed immobiliari, ecc.

31/01/2026

Ecco perché voterò SI al referendum.
Sulla separazione delle carriere mi capita di sentire argomentazioni che definirei creative. Dire che la riforma è inutile perché i passaggi tra accusa e giudizio sono già limitati significa non aver capito (o far finta di non capire) il cuore del problema.
​La questione non è quante volte un magistrato cambia ufficio, ma chi comanda in casa sua. Come può un giudice essere davvero "terzo" se la sua carriera, le sue promozioni e i suoi guai disciplinari passano per un CSM dove siede e vota anche chi rappresenta l'accusa? È un controsenso logico, prima ancora che di diritto.
​La soluzione pratica è fin troppo chiara:
​Due CSM separati, così i giudici smettono di dipendere dai PM.
​Sorteggio dei componenti, per dare un bel taglio netto al potere delle correnti e della politica.
​Sorrido poi quando sento parlare di "pericolo per la democrazia" o di magistrati sotto scacco del Governo. La riforma mette nero su bianco l’autonomia dell’ordine e conferma il Presidente della Repubblica alla guida dei due CSM. Anche l’Alta Corte resta blindata: la matematica ci dice che i magistrati saranno sempre la maggioranza, quindi lo spauracchio della "politica che comanda" è solo un espediente narrativo per chi non ha letto i testi o preferisce l'ideologia ai fatti.
​Insomma, ognuno è libero di difendere lo status quo, per ca**tà. Ma farlo arrampicandosi sugli specchi e scambiando le funzioni con le carriere... beh, è un esercizio che lascia il tempo che trova e, onestamente, fa sorridere

CEDU boccia l’Italia: stop all’accesso indiscriminato ai conti bancari per fini fiscali La Corte Europea dei Diritti del...
31/01/2026

CEDU boccia l’Italia: stop all’accesso indiscriminato ai conti bancari per fini fiscali

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha emesso una sentenza storica nel caso Ferrieri e Bonassisa c. Italia (ricorsi nn. 40607/19 e 34583/20, 8 gennaio 2026). Matteo Ferrieri e Ornella Bonassisa, due contribuenti italiani, hanno scoperto che l’Agenzia delle Entrate aveva richiesto alle banche l’intera storia dei loro conti correnti, movimenti e operazioni finanziarie per anni, basandosi su articoli 32 del DPR 600/1973 e 52 del DPR 633/1972 – senza motivazione, preavviso o filtro giudiziario.

La decisione nel dettaglio: la Corte ha ravvisato una violazione sistemica dell’art. 8 CEDU (diritto alla privacy). La normativa italiana non soddisfa il requisito di “qualità della legge”: concede alle autorità un discrezionalità eccessiva sulle condizioni e l’ambito dell’accesso, senza garanzie procedurali come motivazione obbligatoria, controllo indipendente o review giudiziario preventivo. Non è “prevedibile” né proporzionata, aprendo la porta ad abusi.

Le implicazioni concrete:

Per i contribuenti: rafforza la tutela della privacy finanziaria. Ora possibile impugnare accessi “indiscriminati” davanti ai giudici tributari o civili, con chance di successo basate su CEDU. Potrebbero arrivare rimborsi spese e risarcimenti.

Per l’Agenzia delle Entrate: urge una riforma legislativa (ex art. 46 CEDU). Servono limiti chiari (es. solo per indizi concreti di evasione), motivazione e autorizzazione giudiziaria, simile ad altre ispezioni. La prassi attuale rischia paralisi fino al aggiornamento normativo.

Per professionisti (avvocati, commercialisti): nuova frontiera difensiva nei contenziosi fiscali. Monitorate le circolari Agenzia e preparatevi a citare la sentenza per bloccare richieste bancarie sproporzionate. Impatto su evasione: più selettività, ma maggiore efficacia contro abusi.

Prospettiva sistemica: segue Italgomme (ispezioni in loco). L’Italia deve bilanciare fisco e diritti, o rischiare altre condanne. Un’occasione per una fiscalità più trasparente e europea.

Questa pronuncia non è solo giurisprudenza: è un invito a ripensare i controlli fiscali nel rispetto della persona. Che ne pensate? Avete casi simili in corso?

Quando l’abbandono di un genitore diventa un illecito civile risarcibileCi sono ferite che non lasciano segni visibili, ...
31/01/2026

Quando l’abbandono di un genitore diventa un illecito civile risarcibile

Ci sono ferite che non lasciano segni visibili, ma che accompagnano una persona per tutta la vita.
L’assenza di un genitore, quando è totale, consapevole e protratta nel tempo, è una di queste.

Con una sentenza di grande valore umano e giuridico, il Tribunale di Brindisi (sent. n. 1579/2025) ha affermato un principio chiaro:
l’abbandono morale e materiale di un figlio non è solo una violazione etica o familiare, ma un vero e proprio illecito civile, che può dare luogo a un risarcimento del danno non patrimoniale.

Nel caso esaminato, il padre, pur consapevole dell’esistenza della figlia, non ha mai instaurato alcun rapporto affettivo, disinteressandosi completamente della sua crescita, del suo equilibrio emotivo e del suo sostegno.
Le conseguenze, accertate anche tramite consulenza psicologica, sono state profonde: ansia, attacchi di panico, difficoltà relazionali, sofferenza protratta nel tempo.

Il Tribunale ha riconosciuto che:
- i doveri genitoriali non sono semplici obblighi morali,
- la loro violazione lede diritti costituzionalmente tutelati della persona,
- il danno subito dal figlio è autonomamente risarcibile, anche oltre le tutele tipiche del diritto di famiglia.

Per questo, il giudice ha condannato il padre al risarcimento complessivo di 78.000 euro, riconoscendo sia il danno biologico sia il danno morale ed esistenziale, con una valutazione attenta all’età della figlia e all’incidenza dell’assenza paterna negli anni più delicati della crescita.

Questa decisione ricorda che la responsabilità genitoriale è un dovere giuridico pieno, e che la giustizia può – e deve – intervenire anche per tutelare ciò che non si vede, ma segna profondamente una vita.

Tutela del patrimonio: difendere oggi ciò che hai costruito in una vitaIl patrimonio non è solo un insieme di beni.È il ...
31/01/2026

Tutela del patrimonio: difendere oggi ciò che hai costruito in una vita

Il patrimonio non è solo un insieme di beni.
È il risultato di anni di lavoro, sacrifici, scelte e responsabilità verso sé stessi e verso la propria famiglia.

In un contesto economico e normativo sempre più complesso, proteggere il patrimonio in modo lecito e strategico è un’esigenza concreta, non un privilegio per pochi.

Strumenti come trust, donazioni, patti di famiglia e altre soluzioni di protezione patrimoniale consentono di:
- prevenire conflitti familiari,
- tutelare beni da eventi imprevisti,
- pianificare il passaggio generazionale,
proteggere imprenditori e professionisti da rischi personali e aziendali.

Ogni strumento, però, non è standard: va scelto e strutturato sulla base della situazione personale, familiare e professionale, evitando soluzioni improvvisate o “preconfezionate” che possono rivelarsi inefficaci o dannose.

La vera tutela patrimoniale nasce da analisi, competenza ed esperienza, non dall’urgenza o dal timore.

La tutela del patrimonio non è un lusso, è una scelta consapevole.

14/01/2023

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