31/01/2026
Ecco perché voterò SI al referendum.
Sulla separazione delle carriere mi capita di sentire argomentazioni che definirei creative. Dire che la riforma è inutile perché i passaggi tra accusa e giudizio sono già limitati significa non aver capito (o far finta di non capire) il cuore del problema.
La questione non è quante volte un magistrato cambia ufficio, ma chi comanda in casa sua. Come può un giudice essere davvero "terzo" se la sua carriera, le sue promozioni e i suoi guai disciplinari passano per un CSM dove siede e vota anche chi rappresenta l'accusa? È un controsenso logico, prima ancora che di diritto.
La soluzione pratica è fin troppo chiara:
Due CSM separati, così i giudici smettono di dipendere dai PM.
Sorteggio dei componenti, per dare un bel taglio netto al potere delle correnti e della politica.
Sorrido poi quando sento parlare di "pericolo per la democrazia" o di magistrati sotto scacco del Governo. La riforma mette nero su bianco l’autonomia dell’ordine e conferma il Presidente della Repubblica alla guida dei due CSM. Anche l’Alta Corte resta blindata: la matematica ci dice che i magistrati saranno sempre la maggioranza, quindi lo spauracchio della "politica che comanda" è solo un espediente narrativo per chi non ha letto i testi o preferisce l'ideologia ai fatti.
Insomma, ognuno è libero di difendere lo status quo, per ca**tà. Ma farlo arrampicandosi sugli specchi e scambiando le funzioni con le carriere... beh, è un esercizio che lascia il tempo che trova e, onestamente, fa sorridere