05/10/2022
L'ABOMINIO DELLA NON IMPUGNABILITA' DELL'ESTRATTO DI RUOLO.
A distanza di quasi un anno dall'entrata in vigore del decreto fisco/lavoro, il quale all'art. 3-bis ha previsto la non impugnabilità dell'estratto di ruolo e dopo la diffusa costernazione e l'orda di proteste delle varie associazioni di consumatori, di associazioni di professionisti vari e legali disseminati sul territorio della Repubblica, arriva la presa di posizione della Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ma non sicuramente nei termini auspicati. Il Supremo Consesso, infatti, con l'arresto del 6 Settembre 2022, n. 26283, ha statuito la RETROATTIVITA' della norma contenuta nel decreto fisco lavoro. Questo vuol dire che non solo vi è una implicita ammissione di conformità al testo costituzionale della norma de quo (in totale spregio ai diritti del cittadino/contribuente) ma, accanto a ciò, viene anche sancita incontrovertibilmente l'applicabilità del divieto di impugnazione dell'estratto di ruolo ai giudizi pendenti, quindi anche a procedimenti giudiziari che furono incardinati anni addietro (note le lungaggini della giustizia italiana), per i quali i contribuenti dovranno fare una rinuncia agli atti, quindi di fatto ammettendo la sconfitta, pagando egualmente il proprio legale per l'attività espletata e continuando ad avere debiti col Fisco magari prescritti o riguardanti cartelle non notificate. Un vero e proprio abominio giuridico che non può che lasciare sconcertati. Il motivo addotto per giustificare tale orientamento? L'INTERESSE FINANZIARIO DELLO STATO.
Per i non addetti al lavoro segnaliamo che il tanto famigerato "estratto di ruolo" è sì un documento interno dell'Agenzia delle entrate (che nel tempo ha rilevato la meglio nota "Equitalia") ma attestante fedelmente tutti i debiti col fisco del cittadino. Debiti che non potranno più esser contestati in maniera diretta, ad esempio per un vizio di notifica dell'atto di riferimento o per intervenuta prescrizione del credito. In parole povere bisogna accettare sommessamente l'idea di avere delle somme iscritte a ruolo magari non dovute.