Studio Legale Bisson & Saracino

Studio Legale Bisson & Saracino Fondato a Medicina nel 1965 dall’avv. Lionello Bisson, lo Studio si è costituito in forma associata nel 1995 con l’ingresso dell’avv.

Claudia Bisson e successivamente con quello degli avv.ti Augusto Alberto Bisson e Giorgio Saracino

06/10/2025

Ci sarebbe da ridere «ma fino a un certo punto»!

Il Ministro degli Esteri Tajani, durante una trasmissione televisiva del 1° ottobre, interrogato sulla legittimità del blocco israeliano in acque internazionali, ha affermato che «il diritto internazionale vale fino a un certo punto». Una frase pronunciata con leggerezza, forse, ma dal peso politico enorme.

Che il nostro ministro degli Esteri metta in dubbio il valore universale del diritto internazionale rappresenta un fatto grave senza precedenti, che mette in forte disagio la credibilità istituzionale italiana sul piano internazionale.

Tanto che sul punto è intervenuto con parole ferme e indignate il professor Edoardo Greppi, presidente della Società Italiana di Diritto Internazionale e di Diritto dell’Unione Europea (SIDI).

Greppi non nasconde il suo «profondo imbarazzo» e, a nome di oltre 700 membri della SIDI, ha espresso «doppia irricevibilità» per un’affermazione che, in un momento drammatico per i conflitti in corso, suona come un grave e incomprensibile cedimento culturale e istituzionale.

«Da un lato — scrive il presidente Greppi — contrasta apertamente col dettato costituzionale, di cui Lei, in ragione della carica pubblica che riveste, è custode. Dall’altro, perché resa in diretta TV, davanti a milioni di cittadini e cittadine, può diffondere la convinzione che del diritto anche le massime cariche dello Stato possano fare a meno».

L’articolo 11 della Costituzione, infatti, non lascia margini di ambiguità: l’Italia «ripudia la guerra» e promuove la giustizia tra le Nazioni. Dichiarare che il diritto «vale fino a un certo punto» equivale, nella sostanza, a minare uno dei pilastri su cui si regge la nostra Repubblica.

Greppi ricorda che queste parole arrivano in un contesto tragico, in cui «un’intera popolazione a Gaza patisce sofferenze criminali da ben oltre due anni» e in cui «si assiste a continue violazioni del diritto internazionale in Ucraina». E sono questi i momenti in cui il diritto dovrebbe rappresentare il più forte argine contro la barbarie, ma la delegittimazione da parte di un ministro rappresenta un vulnus profondo.

Il presidente della SIDI invita infine Tajani a «una presa di posizione decisa in favore del rispetto del diritto internazionale, affinché — mutuando le parole del Presidente della Repubblica — esso prevalga contro ogni aggressione e prevaricazione».

Viviamo tempi drammatici in cui le regole vengono piegate agli interessi di determinate potenze, mentre le guerre sostituiscono il dialogo e la diplomazia. Quindi l’appello dei giuristi italiani suona come un monito: il diritto non vale «fino a un certo punto» — vale sempre, o non vale più per nessuno.

(fonte: https://www.lacnews24.it/politica/il-diritto-vale-fino-a-un-certo-punto-lindignazione-dei-giuristi-contro-le-parole-di-tajani-pemvdow4)

Lo Studio Legale Bisson & Saracino augura a tutti Voi buone feste. Riapriremo al pubblico martedì 7 Gennaio.
20/12/2024

Lo Studio Legale Bisson & Saracino augura a tutti Voi buone feste. Riapriremo al pubblico martedì 7 Gennaio.

Bonus genitori separati, ultimo giorno per la domanda!Le domande per ottenere il nuovo bonus per genitori separati, divo...
02/04/2024

Bonus genitori separati, ultimo giorno per la domanda!

Le domande per ottenere il nuovo bonus per genitori separati, divorziati e/o non conviventi possono essere presentate entro e non oltre il 2 aprile 2024, poiché il termine del 31 marzo previsto dal messaggio 9 febbraio 2024, n. 614 cade in giorno festivo.

La misura è finalizzata a garantire un contributo ai genitori in stato di bisogno, ossia con un reddito non superiore a 8.174 euro, che nel periodo di emergenza epidemiologica da Covid-19 risultavano conviventi con figli minori o maggiorenni portatori di handicap grave e che, nel medesimo periodo, non abbiano ricevuto l'assegno di mantenimento per inadempienza dell’altro genitore (ex coniuge o ex convivente).

Il bonus genitori separati, divorziati e/o non conviventi è corrisposto in un’unica soluzione in misura pari all'importo non versato dell'assegno di mantenimento e fino a concorrenza di 800 euro mensili. Il contributo spetta per un massimo di 12 mensilità.

Sito ufficiale di INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale)

Bonus mamme: pubblicata la circolare INPS con le modalità operative.L’esonero della contribuzione previdenziale è destin...
02/02/2024

Bonus mamme: pubblicata la circolare INPS con le modalità operative.

L’esonero della contribuzione previdenziale è destinato alle lavoratrici che hanno almeno tre figli a carico. Nel 2024, in via sperimentale, è attribuito anche in presenza di due figli.

La legge di bilancio 2024 ha previsto il “Bonus mamme”: l’esonero della contribuzione previdenziale (9,19% della retribuzione), fino a un massimo di 3.000 euro annui da riparametrare su base mensile, per le lavoratrici che hanno almeno tre figli a carico.

Per il 2024, in via sperimentale, il bonus è attribuito anche in presenza di due figli a carico.

L’agevolazione riguarda tutte le dipendenti del settore pubblico e privato (anche agricolo, in somministrazione e in apprendistato) con contratto a tempo indeterminato. Sono escluse, invece, le lavoratrici domestiche.

Le madri, in possesso dei requisiti a gennaio 2024, hanno diritto all’esonero dal mese di gennaio. Se la nascita del secondo figlio interviene in corso d’anno, il bonus sarà riconosciuto dal mese di nascita fino al compimento del decimo anno del bambino.

Nel 2025 e nel 2026, invece, il beneficio è assegnato dalla nascita del terzo figlio e si conclude con il compimento del diciottesimo anno dell’ultimo figlio.

Le lavoratrici interessate all’agevolazione possono rivolgersi ai propri datori di lavoro oppure utilizzare la funzionalità che sarà resa disponibile sul portale, dalla data e con le modalità che saranno rese note con uno specifico messaggio.

Sito ufficiale di INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale)

26/09/2023

dettaglio Stato Aperto Titolo Avviso di selezione per la locazione di negozi e locali vari Data Presentazione 18 set 2023 Data Scadenza 06 nov 2023 23,59 Ambito Territoriale Bologna (BO) Descrizione Si comunica che per informazioni inerenti all’avviso di selezione per la locazione di negozi e loca...

Per chi fosse interessato, ACER Bologna ha pubblicato un avviso di selezione per la locazione di negozi e locali vari co...
26/09/2023

Per chi fosse interessato, ACER Bologna ha pubblicato un avviso di selezione per la locazione di negozi e locali vari con scadenza 6 novembre 2023.
Tutte le informazioni e i documenti di bando sono disponibili al link di seguito riportato.

dettaglio Stato Aperto Titolo Avviso di selezione per la locazione di negozi e locali vari Data Presentazione 18 set 2023 Data Scadenza 06 nov 2023 23,59 Ambito Territoriale Bologna (BO) Descrizione Si comunica che per informazioni inerenti all’avviso di selezione per la locazione di negozi e loca...

Maltratta la moglie, per il PM va assolto, è la sua cultura di origine!E così la procura di Brescia chiede l’archiviazio...
12/09/2023

Maltratta la moglie, per il PM va assolto, è la sua cultura di origine!
E così la procura di Brescia chiede l’archiviazione per l’imputato del Bangladesh. Il GIP aveva ordinato l’imputazione coatta.

La donna di 27 anni di origini bengalesi e cittadina italiana, madre di due figlie, sposatasi in patria secondo un matrimonio combinato, aveva denunciato il marito, nel frattempo diventato ex, per maltrattamenti fisici e psicologici. Costretta a lasciare gli studi e a restare chiusa in casa, come racconta il Giornale di Brescia, la donna aveva trovato il coraggio di denunciare dopo anni di “urla e botte”, passati sotto la “costante minaccia di essere riportata in Bangladesh”.
La Procura aveva chiesto l’archiviazione del procedimento, negata invece dal GIP che aveva ordinato l’imputazione coatta.

«I contegni di compressione delle libertà morali e materiali della parte offesa da parte dell’odierno imputato sono il frutto dell’impianto culturale e non della sua coscienza e volontà di annichilire e svilire la coniuge per conseguire la supremazia sulla medesima, atteso che la disparità tra l’uomo e la donna è un portato della sua cultura che la medesima parte offesa aveva persino accettato in origine», ha invece puntualizzato la Procura bresciana, insistendo per l'archiviazione, secondo cui i maltrattamenti rientrerebbero nel campo dei reati “culturalmente orientati”: condotte sanzionate dall’ordinamento ma tollerate dalle leggi o dalle tradizioni del Paese di provenienza.

Una interpretazione che “stride” con la giurisprudenza del tribunale di Brescia, il quale in una recente sentenza aveva condannato un egiziano violento nei confronti della figlia femmina. «I soggetti provenienti da uno Stato estero - scrisse il presidente Roberto Spanò - devono verificare la liceità dei propri comportamenti e la compatibilità con la legge che regola l’ordinamento italiano. L’unitarietà di quest’ultimo non consente, pur all’interno di una società multietnica quale quella attuale, la parcellizzazione in singole nicchie, impermeabili tra loro e tali da dar vita ad enclavi di impunità».

Così un magistrato di Brescia sul caso di una coppia bengalese (ANSA)

23/08/2023

Lo abbiamo detto e lo ribadiamo, dovremmo imparare dai bambini e il mondo sarebbe un posto migliore.
Il nostro pensiero va alla ragazza vittima del brutale stupro di gruppo avvenuto a Palermo.

L'Egitto grazia Patrick Zaki. L'attivista, condannato ieri a tre anni, ha ricevuto la grazia presidenziale. Lo hanno res...
19/07/2023

L'Egitto grazia Patrick Zaki. L'attivista, condannato ieri a tre anni, ha ricevuto la grazia presidenziale. Lo hanno reso noto le autorità egiziane.
Il "Presidente Abdel Fattah al-Sisi (...) usa i suoi poteri costituzionali ed emette un decreto presidenziale che concede la grazia a un gruppo di persone contro le quali sono state pronunciate sentenze giudiziarie, tra cui Patrick Zaki e Mohamed El-Baqer, in risposta all'appello del Consiglio dei segretari del Dialogo Nazionale e delle forze politiche": lo ha scritto su Facebook un componente del Comitato per la grazia presidenziale egiziano, Mohamad Abdelaziz.

L'attivista laureatosi di recente all'università di Bologna ha ricevuto la grazia presidenziale dal presidente Abdel Fattah al-Sisi. Il portavoce di Amnesty International: "Oggi è un giorno di felicità" (ANSA)

Ce sta o "Rio" mar for...Ridiamo per non piangere, ma succede anche questo a Medicina!
19/07/2023

Ce sta o "Rio" mar for...

Ridiamo per non piangere, ma succede anche questo a Medicina!

La donna, 20enne, si era allontanata da un supermercato di Medicina senza pagare la merce

Il TFR spetta al coniuge divorziato? Il Tribunale di Palermo fa il punto.Dopo un matrimonio complessivamente durato 33 a...
14/06/2023

Il TFR spetta al coniuge divorziato? Il Tribunale di Palermo fa il punto.

Dopo un matrimonio complessivamente durato 33 anni, il marito rifiutava di corrispondere alla moglie la quota di trattamento di fine rapporto prevista dalla legge, sostenendo che il diritto non era maturato per non essere stata ancora percepita l’indennità, nonché sostenendo che la sentenza di divorzio era stata emessa a seguito di ricorso congiunto, nel quale le parti avevano rinunciato a qualsiasi altra pretesa e che ciò aveva determinato una “transazione tombale”.

Il Tribunale di Palermo non accoglieva le tesi del resistente, affermando che il diritto della controparte era sorto dal momento in cui era maturato il diritto al TFR e che l’accordo delle parti riguardava i rapporti in essere e non poteva essere esteso, con una clausola di stile, a diritti non ancora sorti.

Il diritto reclamato dalla resistente si fonda sull’ art. 12 bis della legge sul divorzio. L’articolo è composto da due commi, il primo dei quali stabilisce il diritto dell’ex coniuge e indica i requisiti per il riconoscimento di esso, consistenti nell’esistenza di una sentenza di divorzio, nel mancato passaggio a nuove nozze da parte del richiedente e nella percezione di un assegno divorzile, ai sensi dell’art. 5. Il secondo comma precisa la misura della percentuale di indennità dovuta (40%), collegandola strettamente agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio.
La ratio dell’attribuzione si basa sul fatto che l’indennità deriva da contributi versati in costanza di matrimonio (o somme accantonate dal datore di lavoro in tale periodo) e, quindi, imputabili ad entrambi i coniugi (poi divenuti ex coniugi).

Dopo un matrimonio complessivamente durato 23 anni, il marito rifiutava di corrispondere alla moglie la quota di trattamento di fine rapporto prevista...

Reddito di Cittadinanza percepito illecitamente, il Governo Meloni cancella il reato.Con la legge di Bilancio 2023 (art....
09/05/2023

Reddito di Cittadinanza percepito illecitamente, il Governo Meloni cancella il reato.

Con la legge di Bilancio 2023 (art. 1, co. 318 l. 29 dicembre 2022, n. 197) è stata disposta, a decorrere dal 2024, l’abolizione del reddito di cittadinanza. In particolare, si è stabilito, con un secco tratto di penna, che “a decorrere dal 1° gennaio 2024 gli articoli da 1 a 13 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, sono abrogati”.

Oggetto di abrogazione è, in blocco, l’intero Capo I del citato decreto-legge, risalente al Governo Conte I, che aveva per l’appunto istituito e disciplinato il noto e discusso sussidio. Il legislatore si è preoccupato di apportare modifiche in senso restrittivo alla disciplina del reddito di cittadinanza per l’anno 2023; nella fretta dettata dall’esigenza di approvare la legge di bilancio in tempo utile a evitare l’esercizio provvisorio, non si è però verosimilmente accorto che, abrogando l’intera disciplina del sussidio a decorrere dal 1° gennaio 2024, ha disposto anche l’abrogazione delle norme incriminatrici previste dall’articolo 7, cioè della disciplina sanzionatoria per l’indebita percezione del sussidio.

Sembra evidente che l’abrogazione delle norme sanzionatorie di corredo alla disciplina del reddito di cittadinanza sia imputabile a una svista del legislatore, considerato che è del tutto irragionevole – tanto più nel contesto di una maggioranza parlamentare che invoca spesso la “certezza della pena” – abrogare, assieme al reddito di cittadinanza, le norme penali che sanzionano l’indebita percezione di quel sussidio. Ed è ancor più irragionevole farlo con effetto differito al 1° gennaio 2024, assumendosi il rischio di veicolare un messaggio potenzialmente criminogeno: l’indebita percezione del reddito di cittadinanza, tra un anno, non sarà sanzionata.

Era stata accusata di aver percepito indebitamente il reddito di cittadinanza, ma adesso non verrà più sottoposta a processo. Il caso, uno dei primi se non il primo in Italia, è...

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