05/03/2023
Un'occasione di approfondimento di alcune tematiche molto più reali e concrete di quanto si possa pensare: Mare fuori. Trattasi di una realtà, solo apparentemente, parallela al 'regolare' quotidiano ma presente come 'spina nel fianco ' di una società che corre, corre, corre oltre tutto e tutti.. La società è composta da ognuno di noi; fermiamoci un attimo, mettiamoci in ascolto dei nostri ragazzi e ragazze e scopriremo molte considerazioni anche un po' scomode, difficili da affrontare ma noi 'dobbiamo ' farlo. Abbandonare le nuove generazioni equivale a cancellare il futuro. Le sfide sono molte ed impegnative, sul fronte giuridico, sociale, relazionale, anche sportivo, ma nulla di facile da' mai soddisfazione.
La serie "Mare Fuori" ha mandato letteralmente fuori di testa migliaia di persone. Racconta le vicissitudini dei detenuti del carcere minorile di Napoli: ragazzi e ragazze finiti dietro le sbarre per omicidi e altri reati gravi. La posizione del carcere, a picco sul mare, spiana agli occhi dei giovani reclusi le immagini delle onde e dell’orizzonte che si perde tra le acque: un’essenza di libertà che si scontra con la loro condizione. Questa contrapposizione fa da sfondo alle storie dei protagonisti: situazioni complesse che trovano in un luogo difficile come il carcere una possibilità di riscatto.
Al centro della serie ci sono le storie di Filippo e Carmine, due adolescenti uniti dalla stessa sorte, ma diversi in tutto il resto. Entrambi entrano in carcere per aver ucciso: Filippo proviene da una ricca famiglia di Milano e sogna di fare il pianista, mentre Carmine, di origini camorriste, vorrebbe abbandonare la strada della malavita per dedicarsi a una carriera da parrucchiere. Dentro al carcere dovranno abbandonare – almeno momentaneamente – i propri progetti. Si troveranno invece a fare i conti con Ciro, boss emergente incarcerato assieme a loro.
Come ha scritto Beatrice Dondi sull’Espresso, Mare Fuori è una serie che parla di giovani alle prese con le difficoltà della vita, non di criminali: di puntata in puntata emerge l’adolescenza, «quell’età estrema in cui il futuro è il qui e adesso, in cui l’amore è per sempre, come il dolore che non passa se non trascinando con sé tutto quello che gira intorno». Racconta le storie di una generazione in sospeso, alle prese con il proprio passato, in cerca di un futuro migliore, pronta a ripartire.
Mare Fuori è un successo proprio per questo: tradisce i preconcetti e ci regala un racconto sincero, generazionale, ma anche di una realtà, quella delle carceri minorili, che merita di essere raccontata. Una realtà invisibile i cui numeri risultano in calo da vent’anni: a gennaio 2022 i detenuti erano 316, rispetto ai 375 del 2020. Come spiega l’associazione Antigone, «in carcere si va poco e spesso per periodi brevi», ma «proprio per questo, essendo contenitori dei casi più difficili, le carceri minorili hanno bisogno della massima attenzione».
Foto cover: Ufficio Stampa Fosforo - Ph. Sabrina Cirillo
In collaborazione con