Mauro Domenici Studio Legale

Mauro Domenici Studio Legale ⚖️ Difendere i tuoi diritti è il mio lavoro. Non aspettare che il problema si complichi.

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📍 GIUSTIZIA E CITTADINI: UNA SCELTA CHE CI RIGUARDALa giustizia non è un tema lontano.Riguarda tutti noi.Riguarda i nost...
03/03/2026

📍 GIUSTIZIA E CITTADINI: UNA SCELTA CHE CI RIGUARDA

La giustizia non è un tema lontano.
Riguarda tutti noi.
Riguarda i nostri diritti.
Riguarda il futuro del nostro Paese.

🗳 In vista del Referendum del 22 e 23 marzo, Vi invitiamo a un momento di informazione e confronto aperto alla cittadinanza.

Un incontro pubblico per capire, approfondire e scegliere con consapevolezza.

👩‍⚖️ Interverranno:
• Dott.ssa Jacqueline Monica Magi – Magistrato
• Dott. Marco Mansi – Magistrato
• Mauro Domenici – Avvocato penalista del Foro di Lucca
• Dott. Domenico Caruso – Consigliere Comunale Capannori

📍 Sala Cerimoniale – Comune di Capannori
📅 Venerdì 13 marzo 2026
⏰ Ore 17.00

Sarà un’occasione per ascoltare esperti del settore, porre domande e comprendere meglio una scelta che ci riguarda come cittadini.

La partecipazione è libera.

💬 Informarsi è il primo passo per decidere.

Vi aspettiamo.


















🏥 Consenso informato: non basta una firma.La Cassazione lo ribadisce con chiarezza:👉 la struttura sanitaria risponde se ...
02/03/2026

🏥 Consenso informato: non basta una firma.

La Cassazione lo ribadisce con chiarezza:
👉 la struttura sanitaria risponde se il consenso del paziente non è realmente informato.

Non è sufficiente far firmare un modulo prestampato.
Non basta una formula generica.
Non è valida una dichiarazione standard sui “rischi possibili”.

Il consenso deve essere:

✔ Specifico
✔ Completo
✔ Personalizzato
✔ Comprensibile
✔ Documentabile



⚖ Cosa deve spiegare il medico?
• La natura dell’intervento
• I rischi specifici e prevedibili
• Le possibili complicanze
• Le alternative terapeutiche
• Le conseguenze dell’eventuale rifiuto

Se queste informazioni non vengono fornite in modo concreto ed effettivo, si configura una violazione del diritto all’autodeterminazione del paziente, con conseguente diritto al risarcimento del danno.

📌 Principio fondamentale:
Il consenso informato non è un atto burocratico, ma un diritto costituzionalmente garantito.
La firma su un modulo generico non tutela la struttura sanitaria se manca una reale informazione.



🛡 Responsabilità sanitaria: tutela per pazienti e professionisti

Una corretta informazione protegge il paziente, ma tutela anche il medico e la struttura.
Ogni caso va analizzato sotto il profilo clinico, giuridico e assicurativo.



📞 Consulenze dedicate in materia di responsabilità sanitaria
Analisi del caso • Valutazione della polizza • Strategia difensiva aggiornata

👨‍⚖️ Avv. Mauro Domenici
📍 Via Pietro Paolini 180, Lucca
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📩 DM o email per una consulenza.

⚖️ La giustizia è un diritto, non un privilegio.

� Fine vita: prima di parlare di morte, parliamo di cure.Sono stato invitato alla trasmissione “È venerdì” in programma ...
24/01/2026

� Fine vita: prima di parlare di morte, parliamo di cure.

Sono stato invitato alla trasmissione “È venerdì” in programma sull’emittente televisiva Noitv come avvocato per ribadire un punto che troppo spesso viene dimenticato: la vera urgenza non è introdurre scorciatoie verso la morte, ma garantire cure palliative efficaci, accessibili e realmente operative su tutto il territorio nazionale.

� Le cure palliative non sono un’opzione residuale, sono un diritto della persona, riconosciuto dall’ordinamento,
per alleviare il dolore, accompagnare, sostenere, non abbandonare. Dove le cure palliative funzionano davvero,
la richiesta di morire diminuisce drasticamente.
Questo non è uno slogan ideologico: è un dato umano, clinico e giuridico.

� Ciò che non può essere accettato è l’idea che il suicidio possa essere introdotto o normalizzato come servizio sanitario essenziale.
Un servizio sanitario nasce per:
– curare,
– proteggere la vita,
– ridurre la sofferenza,
non per organizzare o facilitare la morte come prestazione pubblica.

� Trasformare il suicidio in “servizio” significa:
– snaturare il ruolo del medico da curante a dispensatore di morte;
– esporre i soggetti fragili a pressioni implicite;
– trasmettere un messaggio pericoloso: sei un costo per la società, sei un peso per la famiglia.

Il diritto deve difendere chi soffre, non offrire una via d’uscita rapida
a fronte di un sistema che spesso non cura abbastanza. Prima di legiferare sulla morte, lo Stato – e ancor meno una Regione – ha il dovere di garantire vita dignitosa fino alla fine.
Perché il progresso non si misura
da quanto velocemente si legalizza la morte, ma da quanto seriamente si investe nella cura.






̀pubblica




https://youtu.be/P7I2WFwku-I

24/01/2026

Sul fine vita si fa propaganda. La Consulta ha bocciato parti della legge regionale 16/2025.
Di fronte ai toni trionfalistici con cui alcuni esponenti politici stanno commentando la recente pronuncia della Corte Costituzionale sulla legge regionale toscana n. 16/2025, riteniamo doveroso ristabilire la verità dei fatti: la Consulta non ha affatto promosso la legge nel suo complesso, ma ha dichiarato l’incostituzionalità di 5 articoli su 9, smontando di fatto la narrazione politica che è stata costruita attorno a questa vicenda.
Raccontare ai cittadini una presunta “piena legittimazione” della normativa è una rappresentazione distorta e ideologica della realtà, che rischia di creare confusione su un tema estremamente delicato come il fine vita. La Corte Costituzionale ha invece ribadito un principio chiaro: le Regioni non possono sostituirsi allo Stato su materie che incidono direttamente su diritti fondamentali e valori costituzionali primari.
Siamo di fronte all’ennesimo tentativo di utilizzare una questione etica profonda come strumento di propaganda politica, anziché affrontarla con il rispetto, la prudenza e il rigore giuridico che merita. La bocciatura parziale della legge regionale dimostra che l’impianto normativo adottato dalla Toscana presentava evidenti criticità sul piano costituzionale.
Il fine vita non può essere regolato attraverso iniziative regionali simboliche o forzature legislative. Serve una legge nazionale, discussa in Parlamento, che garantisca uniformità sul territorio, tutela delle persone fragili, centralità delle cure palliative e pieno rispetto della dignità umana.
È auspicabile che il dibattito pubblico torni su un piano di serietà e verità, senza strumentalizzare le sentenze della Consulta per fini politici. Su temi come la vita, la sofferenza e la morte non servono slogan, ma responsabilità istituzionale.

̀pubblica

SUICIDIO MEDICALMENTE ASSISTITO: diritto della persona o fallimento della società?Venerdì 19 dicembre, alle ore 17:30, p...
18/12/2025

SUICIDIO MEDICALMENTE ASSISTITO: diritto della persona o fallimento della società?

Venerdì 19 dicembre, alle ore 17:30, presso l’Aula del Consiglio Comunale di Capannori interverrò a questo incontro pubblico in qualità di avvocato penalista e relatore, chiamato ad esaminare un tema di straordinaria delicatezza e rilevanza giuridica.

Il suicidio medicalmente assistito pone interrogativi profondi sul diritto penale, sul confine tra lecito e illecito, sulle responsabilità individuali e istituzionali, nonché sull’equilibrio tra autodeterminazione della persona e tutela della vita, bene giuridico primario protetto dall’ordinamento.

È una questione che chiama in causa i principi costituzionali, il ruolo dello Stato, la tutela della dignità umana e i limiti dell’autodeterminazione individuale.

Ringrazio gli organizzatori per l’invito e per l’opportunità di partecipare a un dibattito qualificato insieme a relatori di alto profilo istituzionale e professionale.




















Novità storica per la responsabilità medicaLa Corte costituzionale cambia le regole del gioco.Da oggi, nei processi pena...
01/12/2025

Novità storica per la responsabilità medica

La Corte costituzionale cambia le regole del gioco.
Da oggi, nei processi penali per responsabilità sanitaria, il medico imputato può citare l’assicurazione della struttura o quella personale (L. 24/2017, art. 10).

✔️ Più tutela
✔️ Meno rischio economico
✔️ Parità con quanto già avviene in sede civile

Una riforma che nasce da un caso di omicidio colposo a Verona e che avrà impatto su migliaia di procedimenti.

Se sei un medico coinvolto in un procedimento penale, o un professionista sanitario che vuole capire cosa cambia, contattami.

📞 Consulenze dedicate: analisi del caso, valutazione della polizza, strategia difensiva aggiornata.

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⚖️La giustizia è un diritto, non un privilegio.

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🔒 LinkedIn userà i tuoi dati per addestrare la sua AI: come opporsiDal 3 novembre 2025, LinkedIn utilizzerà automaticame...
30/10/2025

🔒 LinkedIn userà i tuoi dati per addestrare la sua AI: come opporsi

Dal 3 novembre 2025, LinkedIn utilizzerà automaticamente i dati pubblici degli utenti (profili, post, commenti, attività nei gruppi, candidature) per addestrare i propri sistemi di intelligenza artificiale generativa, basandosi sul “legittimo interesse”.

👉 Puoi opporti così:
• disattiva “Dati per migliorare l’IA generativa” nelle impostazioni privacy;
• oppure compila il modulo online di opposizione su LinkedIn.

Chi si oppone prima del 3 novembre esclude anche i dati già pubblicati; dopo, solo quelli futuri.

💬 Come professionisti e utenti, è importante essere consapevoli di come le piattaforme trattano i nostri dati, soprattutto nell’era dell’intelligenza artificiale.

⚖️ Verifica le tue impostazioni: la consapevolezza digitale è la prima forma di tutela.

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💡 La giustizia è un diritto, non un privilegio.

📌 Vaccinazione anti-Covid e neuropatia: il Tribunale di Asti riconosce il nesso causale e condanna il Ministero della Sa...
25/10/2025

📌 Vaccinazione anti-Covid e neuropatia: il Tribunale di Asti riconosce il nesso causale e condanna il Ministero della Salute a un indennizzo di 3.000 euro al mese

Il Tribunale civile di Asti, con sentenza del 26 settembre, ha accolto la domanda presentata da una donna di 52 anni che, dopo la somministrazione del vaccino anti-Covid Comirnaty (Pfizer-BioNTech), aveva sviluppato una grave neuropatia diagnosticata come mielite infiammatoria trasversa.

Secondo i consulenti tecnici nominati dal giudice, sussiste un nesso causale diretto tra la vaccinazione e la patologia insorta, confermato anche dal breve intervallo temporale tra somministrazione e comparsa dei sintomi. La sentenza richiama inoltre i dati AIFA, che riportano centinaia di casi analoghi registrati in Italia.

👉 Il Tribunale ha quindi condannato il Ministero della Salute a corrispondere alla ricorrente un indennizzo di circa 3.000 euro mensili, erogato in modalità bimestrale, ai sensi della Legge n. 210 del 1992.

🔍 Indennizzo o risarcimento? Due concetti diversi

È fondamentale chiarire che:
- l’indennizzo ex L. 210/1992 non è un risarcimento del danno,
- non presuppone la responsabilità civile dello Stato,
- ma costituisce una misura assistenziale riconosciuta a chi subisce danni permanenti da trattamenti sanitari raccomandati o obbligatori nell’interesse della collettività.

📜 Una pronuncia destinata a fare giurisprudenza

Si tratta di una sentenza di primo grado, impugnabile, ma che apre la strada a future decisioni analoghe e conferma che anche i danni neurologici possono essere riconosciuti come indennizzabili se collegati causalmente alla vaccinazione anti-Covid.

⚖ Hai riportato danni permanenti dopo una vaccinazione o un trattamento sanitario obbligatorio?

Potresti avere diritto a un indennizzo statale vitalizio.

📞 Contattami per una valutazione gratuita del tuo caso e per verificare se sussistono i presupposti giuridici per presentare domanda di indennizzo o intraprendere azioni giudiziarie a tutela dei tuoi diritti.

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👉 La giustizia è un diritto, non un privilegio.






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⚖️ La Cassazione sulle infezioni nosocomiali: quando la struttura sanitaria rispondeLe infezioni nosocomiali — oggi defi...
15/10/2025

⚖️ La Cassazione sulle infezioni nosocomiali: quando la struttura sanitaria risponde

Le infezioni nosocomiali — oggi definite infezioni correlate all’assistenza (ICA) — continuano a essere terreno di grande contenzioso medico-legale.
La Corte di Cassazione, Sez. III Civile, con ordinanza n. 17145/2025, è tornata sul tema in un caso riguardante un paziente che, dopo un intervento di protesi al ginocchio, aveva contratto il virus HCV pochi giorni dopo la dimissione, nonostante i test pre-operatori fossero risultati negativi.

🔹 Cosa ha stabilito la Cassazione
La Suprema Corte ha ribadito che:
Il paziente può provare il nesso causale anche tramite presunzioni semplici, basate su criteri temporali, topografici e clinici;
La struttura sanitaria ha l’onere di dimostrare, in modo puntuale e concreto, quali misure preventive siano state effettivamente adottate per evitare il contagio;
Non basta richiamarsi genericamente al rispetto dei protocolli: serve prova documentata di sanificazioni, controlli, procedure di sterilizzazione e tracciabilità delle operazioni.

🔹 Il caso
Il paziente aveva citato in giudizio l’ospedale per infezione da epatite C contratta dopo il ricovero.
Tribunale e Corte d’Appello avevano rigettato la domanda per mancanza di prova.
La Cassazione, invece, ha accolto il ricorso, cassando la sentenza e rinviando la causa, perché la motivazione era insufficiente: la Corte d’Appello non aveva considerato il principio del “più probabile che non” e non aveva preteso una prova concreta delle misure preventive adottate.

🔹 Il principio di diritto
“In tema di infezioni nosocomiali, la struttura sanitaria risponde dei danni cagionati al paziente salvo che dimostri di aver adottato tutte le misure idonee a prevenire il rischio di infezione; il paziente può dimostrare il nesso causale anche per presunzioni, secondo criteri temporali, topografici e clinici.”

🩺 Una decisione che incide sulla responsabilità sanitaria
La sentenza rafforza il principio di tutela del paziente, ma richiama anche le strutture sanitarie a una gestione preventiva rigorosa: solo così potranno difendersi efficacemente nei giudizi di responsabilità.

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Studio legale: Via Pietro Paolini 180, Lucca
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Quando si tratta di responsabilità medica e contenzioso sanitario, affidati a chi conosce a fondo la giurisprudenza:
🔹 la tutela dei tuoi diritti, sia come paziente che come medico, inizia dalla competenza.

Perché la giustizia è un diritto, non un privilegio.

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Come conciliare punizione e reintegrazione?Ne parlo nel mio ultimo articolo su Altalex dedicato a estinzione del reato, ...
13/10/2025

Come conciliare punizione e reintegrazione?

Ne parlo nel mio ultimo articolo su Altalex dedicato a estinzione del reato, riabilitazione e premialità processuale.
👉https://www.altalex.com/documents/news/2025/10/08/estinzione-reato-riabilitazione-premialita-processuale-reinserimento-sociale

Temi che toccano il senso più profondo della giustizia penale e del suo equilibrio tra responsabilità e recupero.

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La giustizia è un diritto, non un privilegio.

Profili distintivi e convergenze tra due istituti spesso confusi nella prassi ma ontologicamente differenti.

📹 Privacy e videosorveglianza: cosa serve sapere per condomini e aziendeLa videosorveglianza è uno strumento sempre più ...
03/10/2025

📹 Privacy e videosorveglianza: cosa serve sapere per condomini e aziende

La videosorveglianza è uno strumento sempre più diffuso, ma va utilizzata nel pieno rispetto della legge sulla privacy.

Nei condomini:
Le telecamere possono riprendere solo le aree comuni (ingressi, scale, cortili).
È obbligatorio informare i condomini con cartelli visibili.
Le registrazioni devono essere conservate solo per il tempo necessario (generalmente 24-48 ore).
Non è consentito monitorare spazi privati o proprietà altrui.

Nei luoghi di lavoro:
La videosorveglianza serve per sicurezza, tutela dei beni aziendali e prevenzione dei reati.
Non può essere usata per controllare la produttività senza accordo sindacale o autorizzazione.
Cartelli informativi e comunicazioni ai dipendenti sono obbligatori.
Le registrazioni devono essere accessibili solo a personale autorizzato.

⚖️ Principio fondamentale: la videosorveglianza deve sempre rispettare proporzionalità, trasparenza e sicurezza dei dati.

📌 Le violazioni possono comportare sanzioni civili, penali e amministrative.
Se stai valutando l’installazione di un impianto o vuoi verificare la conformità del tuo sistema, è consigliabile un check legale preventivo.

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Indirizzo

Via Pietro Paolini 180
Lucca
55100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:30 - 19:30
Martedì 09:00 - 13:00
15:30 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 13:00
15:30 - 19:30
Giovedì 09:00 - 13:00
15:30 - 19:30
Venerdì 09:00 - 13:00
15:30 - 19:30

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