20/05/2025
Minori online, genitori sempre più responsabili: scatta l'obbligo di vigilanza rafforzato
Se da un lato internet offre ai giovani preziose opportunità di apprendimento e socializzazione, dall’altro si rivela un terreno fertile per abusi e comportamenti dannosi. A fronte di questa realtà, la magistratura sembra orientata a rafforzare la responsabilità genitoriale per “culpa in educando“, rendendo sempre più difficile per i genitori sottrarsi al risarcimento dei danni provocati dai propri figli minorenni nel mondo virtuale.
Di fronte a questa realtà, l’obbligo di vigilanza dei genitori si fa sempre più stringente, e la presunzione di colpa a loro carico (“culpa in educando“) diviene difficile da superare. I genitori chiamati in giudizio devono dimostrare di aver fatto tutto il possibile per prevenire i comportamenti illeciti dei figli online, una prova che spesso si rivela ardua.. Per i giudici, determinati fatti denotano di per sé una grave mancanza di educazione e di controllo. In sostanza, grava sui genitori
Una presunzione di colpa che può essere vinta solo dimostrando di aver impartito ai figli un’educazione adeguata al proprio contesto socio-familiare e di aver esercitato una vigilanza proporzionata all’età dei minori. Un elemento cruciale da considerare è che più precoce è l’accesso a internet, maggiore è il dovere di controllo richiesto ai genitori.
Le recenti decisioni dei tribunali testimoniano questo inasprimento della responsabilità genitoriale. Il Tribunale di Bologna ha condannato i genitori di un ragazzo che, durante le scuole medie, aveva compiuto atti di bullismo e chiesto foto intime a una coetanea, a pagare 30mila euro di danni. La sentenza (2829 del 29 ottobre 2024) sottolinea che “la condotta sarebbe stata evitabile attraverso il corretto adempimento dell’obbligo di educare e di vigilare da parte dei genitori”.
Allo stesso modo, l’asserita insufficiente competenza informatica dei genitori non costituisce un’esimente dalla presunzione di colpa.