29/05/2018
Torno sul problema del Servizio Idrico Integrato del Savonese per provare a spiegare, il perchè la progettata FUSIONE tra le società interamente partecipate da Enti Locali che attualmente gestiscono una parte del SII del territorio dell'ATO 1 Savonese (Ponente Acque, SCA s.r.l., Servizi Ambientali, Consorzio Depurazione del Savonese SPA), è il peggior modo per avviare la procedura di affidamento "in house providing" del servizio idrico nel nostro territorio.
Dobbiamo prima di tutto rinfrescarci le idee su cosa sia una FUSIONE (artt. 2501 e ss. C.c.).
La fusione è l’operazione attraverso la quale due o più diventano una società unica...e fin qui, tutto bene...
La fusione può avvenire con due modalità:
(a) per UNIONE, vale a dire mediante la costituzione di una nuova società;
(b) per INCORPORAZIONE, cioè una società assorbe a sé una o più società.
Inoltre, la fusione può avvenire fra società dello stesso tipo (tra due o più S.p.a. - fusione omogenea), ovvero fra società di tipo diverso (tra una S.p.a. una S.r.l. e una S.a.s. - fusione eterogenea).
In ogni caso, sia che la fusione avvenga per per unione, quanto per incorporazione, le società originarie si ESTINGUONO per dar vita a un soggetto NUOVO, che assumerà i diritti e gli obblighi delle società estinte.
Ora, merita porre l'accento su passaggio che alcuni troveranno scontato, ma che credo molti altri equivochino, più o meno in buona fede.
A prescindere dal tipo di fusione che si sceglie, è bene tenere a mente che il nuovo soggetto sarà costituito DAGLI STESSI SOCI che componevano le società che hanno deciso di fondersi, e nessun'altro.
Il passaggio, che ripeto a molti sembrerà banale, diviene centrale nella procedura di affidamento del SII "in house providing", giacchè dalla FUSIONE delle società che oggi gestiscono il servizo idrico nel territorio dell'ATO1, nascerà sì, una NUOVA SOCIETA', ma i soci saranno sempre gli stessi (sia pure con un peso molto diverso) che partecipavano alle società originarie.
La circostanza non sarebbe grave se, le società che oggi "gestiscono" parte del servizo idrico nell'ATO 1 (ricordiamo: Ponente Acque, SCA s.r.l., Servizi Ambientali e Consorzio Depurazione del Savonese SPA), - e che una volta scadute le concessioni private in essere lo gestiranno per intero - fossero partecipate da TUTTI I COMUNI dell'Ambito (cioè TUTTI I COMUNI dovrebbero detenerne delle quote), ma così non è.
Infatti, per motivi che qui neppure interessano, molti comuni (cito ad esempio il più grande degli esclusi: Albenga, ma ce ne sono molti altri), non detengono quote in NESSUNA delle società che sono in predicato di fondersi e, dunque, non potranno essere soci della nuova società nascente dalla fusione...
Perlomeno, non per il semplice evento della FUSIONE.
In sintesi, se le quattro società citate sopra realizzareanno l'auspicata fusione in una nuova entità, da questa saranno COMUNQUE esclusi queli Enti Locali che oggi non detengono quote nè in Servizi Ambientali, nè in SCA e nemmeno nel Consorzio Savonese (Ponente Acque non rileva dato che è partecipata solo da SCA e Servizi).
Se consideriamo che per un valido affidamento "in house providing" del SII, è richiesto, tra gli altri, il requisito del c.d. controllo analogo, iniziare la procedura di affidamento a un soggetto che neppure è partecipato da tutti gli Enti Locali che si prepara a servire, e dai quali dovrà essere attentamente controllato, pare davvero il modo peggiore per inziare il lavoro.
Lorenzo Vercellino
;