Diritto Bestiale

Diritto Bestiale Habitat Animale

📷 Anche gli animali vivono immersi nella nostra società ipervisiva. Dall'arte, ai social, dal cinema, alla fotografia, f...
06/11/2025

📷 Anche gli animali vivono immersi nella nostra società ipervisiva.
Dall'arte, ai social, dal cinema, alla fotografia, fino a chi condivide veri e propri atti di crudeltà, gli animali sono protagonisti e vittime del nostro occhio.

⚖️ Cerchiamo di capire cosa ne pensa il diritto, a partire dalla fotografia!

La settimana scorsa abbiamo parlato di animali in auto, ma cosa succede quando un animale è coinvolto in un sinistro str...
04/11/2025

La settimana scorsa abbiamo parlato di animali in auto, ma cosa succede quando un animale è coinvolto in un sinistro stradale?

Solo pochi giorni fa, i volontari di ANPANA OdV Sezione di Livorno e del Centro di Recupero Uccelli Marini e Acquatici - Lipu hanno raccolto una volpe a bordo strada, probabilmente investita poco prima...

🌿 Giornata Mondiale VeganDal principio alla norma: quando la sensibilità sociale incontra il diritto.Oggi 1° novembre si...
01/11/2025

🌿 Giornata Mondiale Vegan

Dal principio alla norma: quando la sensibilità sociale incontra il diritto.

Oggi 1° novembre si celebra la Giornata Mondiale Vegan, istituita nel 1994 dalla The Vegan Society per promuovere uno stile di vita fondato sul rispetto degli animali e dell’ambiente.
Ok, ma cosa c'entra la scelta vegan col diritto?

⚖️ Il caso delle pellicce

Lo sfruttamento animale non è (solo) una questione alimentare.
Riguarda moltissimi settori come ricerca, trasporti, ma anche moda e commercio dei suoi prodotti.
Per questo motivo oggi quella visione trova una traduzione concreta nella campagna europea che chiede il divieto totale di allevare e commerciare animali da pelliccia in tutta l’Unione Europea.

Le 1,5 milioni di firme raccolte dalla campagna nel 2023 hanno spinto la Commissione Europea ad affidare all’EFSA (European Food Safety Authority) un parere scientifico sul benessere di specie come mink americano, volpe rossa, volpe artica, cane procione e cincillà.
La decisione finale è attesa entro marzo 2026, nell’ambito della revisione complessiva della normativa europea sul benessere animale.

🇮🇹 Per l'Italia una conquista recente

Fino al 2021 anche da noi erano attivi alcuni allevamenti di visoni destinati alla produzione di pellicce.
Solo con la Legge 30 dicembre 2021, n. 234 (Legge di bilancio 2022, art. 1, commi 980–984) è stato disposto:

- il divieto di allevare, catturare o uccidere animali per la produzione di pellicce;

- la chiusura definitiva degli allevamenti entro il 30 giugno 2022;

- un fondo di riconversione economica di 3 milioni di euro per la riqualificazione delle strutture e la gestione degli animali.

Dal 1 luglio 2022 l'Italia è formalmente un paese fur-free: allevare animali per ricavarne pellicce non è più un’attività lecita in Italia.
Chi dovesse continuare a farlo violerebbe norme amministrative, ma anche — di fatto — le disposizioni penali sul maltrattamento e l’uccisione di animali (artt. 544-bis e 544-ter c.p.), poiché ogni condotta funzionale alla produzione di pellicce comporta sofferenza o morte ingiustificata.

🇪🇺 Il piano europeo: un processo ancora aperto

Non tutti gli Stati membri dell’UE hanno ancora seguito la stessa strada.
Finlandia, Polonia e Grecia sono tra i principali Paesi in cui l’allevamento di animali da pelliccia è tuttora consentito e attivo, mentre in altri (come Lituania o Lettonia) sono in corso proposte legislative per vietarlo.

E' bestiale avere ancora il diritto di "indossare" un altro essere vivente!

🚗 Animali in auto: cosa dice la legge?Chi viaggia con un cane, un gatto o altri animali deve rispettare alcune regole de...
28/10/2025

🚗 Animali in auto: cosa dice la legge?

Chi viaggia con un cane, un gatto o altri animali deve rispettare alcune regole del Codice della Strada e del Codice Penale.
Non si tratta solo di sicurezza, ma anche di tutela dell’animale.

⚖️ Il Codice della Strada
Secondo l’art. 169 C.d.S., è consentito trasportare un solo animale in auto, purché non costituisca impedimento alla guida.
Se invece si trasportano più animali, è obbligatorio utilizzare gabbie, contenitori o separatori omologati (ad esempio le reti divisorie tra vano posteriore e abitacolo).
📍 Sanzione: da 87 a 344 euro, con decurtazione di 1 punto patente.

🐾 Il Codice Penale
Anche nel trasporto, l'attenzione per il benessere animale deve essere una priorità.
Lasciare un animale chiuso in auto sotto il sole, anche solo per pochi minuti, può causare sofferenza e integrare il reato previsto dall’art. 727 c.p., punito con arresto fino a un anno o ammenda fino a 10.000 euro.
La Cassazione ha chiarito che tenere un animale in auto per tempi prolungati o in condizioni climatiche estreme costituisce “detenzione incompatibile con la sua natura”, anche senza intenzione di abbandono (Sez. III, n. 36713/2021).

📍 Esempio pratico:
Un cane lasciato in auto al sole con 25 °C esterni può subire un colpo di calore in meno di 10 minuti.
⚠️ In questi casi, allerta subito le forze dell’ordine o i vigili del fuoco, che possono forzare il veicolo per salvare l’animale.

💡 Oggi il Consiglio Bestiale arriva direttamente dal Ministero della Salute:
garantisci sempre ricambio d’aria e temperatura adeguata, fai soste frequenti nei viaggi lunghi e non lasciare mai l’animale incustodito in auto, neppure con i finestrini aperti.
👉 Tieni sempre presenti le Linee guida per viaggiare con i nostri animali – Ministero della Salute

🚨 Animali e auto ci portano subito a pensare alla piaga degli abbandoni.
Ne parleremo presto in un nuovo post, dedicato anche all’aggravante dell’omicidio stradale causato da un animale abbandonato, introdotta dalla Legge 177/2024.

🐶 Per un viaggio davvero Bestiale, la sicurezza prima di tutto!

🐾 Un morso alla legge: cosa succede al Cane aggressoreE' fissata per il prossimo 12 novembre, davanti al GUP del Tribuna...
23/10/2025

🐾 Un morso alla legge: cosa succede al Cane aggressore

E' fissata per il prossimo 12 novembre, davanti al GUP del Tribunale di Civitavecchia, l'udienza preliminare a carico, dei proprietari dei tre rottweiler che, nel febbraio 2024, aggredirono il runner Paolo Pasqualini, causandone la morte.

⚖️ Il binario parallelo

Quando un cane ferisce una persona, per il proprietario o detentore si apre un procedimento penale per lesioni colpose o, come in questo caso, per omicidio colposo.

Ma cosa succede invece all’animale?
Il cane è al centro di un procedimento sanitario-amministrativo seguito dall’ASL veterinaria.

🩺 L’osservazione sanitaria

Dobbiamo tornare a una norma del 1954: il D.P.R. 320, noto come Regolamento di Polizia Veterinaria.
L’art. 86 impone che ogni cane o gatto che abbia morso una persona sia isolato e tenuto in osservazione per 10 giorni.
Una sorta di sequestro amministrativo di fatto, volto a scongiurare la presenza di rabbia o altre zoonosi pericolose per la salute pubblica.

🧠 La valutazione comportamentale

Solo dopo la fine di questa osservazione inizia la parte più delicata: la valutazione comportamentale prevista dall’Ordinanza del Ministero della Salute 6 agosto 2013, annualmente prorogata.

Il veterinario esperto valuta la gravità dell’aggressione, il contesto e — soprattutto — eventuali precedenti segnalazioni.
Ogni episodio lascia traccia nell’Anagrafe Canina regionale.

Il giudizio finale può portare, secondo gli artt. 3-4 dell’Ordinanza, a:

🐾 Restituzione – se il cane è recuperabile, torna al proprietario con prescrizioni (museruola, corso, assicurazione).
🏡 Affido – se la gestione del proprietario è inadeguata, può essere affidato a centri o nuovi detentori.
🔴 Eutanasia – solo come extrema ratio, per motivi sanitari e di sicurezza pubblica.

Le decisioni diverse dalla restituzione, motivate dall’ASL veterinaria, vengono formalizzate dal Sindaco con propria ordinanza.

✍️ Questa ordinanza può essere impugnata davanti al TAR entro 60 giorni, o con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.
Nei casi urgenti, si può chiedere una sospensione cautelare immediata per bloccarne l’esecuzione.

Un ricorso può davvero salvare una vita.

🐕‍🦺 Il ruolo del recupero

Laddove il precedente detentore non offra idonee garanzie, l'animale può essere affidato a centri e associazioni come
Fondazione CAVE CANEM K9 Rescue & Comunicane ASD Cinoeuforia PISA DOG'S Centro Cinofilo Dobre Dog
che lavorano sul recupero e la rieducazione.

🇮🇹 Stesso morso, destini diversi

Ancora una volta, manca uniformità normativa sul territorio.
Ogni Regione applica regole proprie:

in Toscana, corsi obbligatori per i proprietari di cani “impegnativi” (L.R. 59/2009);

nel Lazio, registro per razze pericolose e patentino (L.R. 34/1997);

in Lombardia, un sistema completo di segnalazione, registro e formazione obbligatoria (L.R. 33/2009 e Reg. 2/2011), oggi il modello più avanzato in Italia.

🚨 Le ombre del sistema

Le criticità non si fermano qui:
non esiste un registro nazionale dei cani soppressi per pericolosità,
e le ASL non hanno obbligo di rendere pubblici i dati.

Risultato: non sappiamo quanti animali vengano davvero abbattuti per motivi di sicurezza.

Tu cosa ne pensi? Sono maturi i tempi per una normativa nazionale che imponga un patentino per detenere determinate razze di cani?

🐾 Un morso alla legge non deve mai restare nel silenzio.
Anche nei casi bestiali, la legge deve essere trasparente… per tutti!


🦌 CACCIA A UNA RIFORMA GIUSTA🎯 Proprio oggi torna all’esame del Parlamento la riforma della legge sulla caccia.Una legge...
21/10/2025

🦌 CACCIA A UNA RIFORMA GIUSTA

🎯 Proprio oggi torna all’esame del Parlamento la riforma della legge sulla caccia.
Una legge che, dal 1992, ha cambiato la storia della tutela della fauna in Italia.

⚖️ La legge 157/1992 fu una pietra miliare del diritto ambientale italiano.
Per la prima volta lo Stato dichiarò la fauna selvatica patrimonio indisponibile dello Stato.
Introdusse limiti, aree protette, pareri scientifici obbligatori e trasformò la caccia da diritto individuale a possibilità regolata nell’interesse dell’ambiente.

Oggi, più di trent’anni dopo, quella legge torna al centro del dibattito.
Il Parlamento discute il Disegno di Legge n. 1552, presentato dal Ministero dell’Agricoltura, che promette di “modernizzare” le regole ma che molti accusano di indebolire le tutele conquistate nel ’92.

🏛️ Stato, Regioni e Unione Europea: una materia per tre “scolari”

La caccia è una competenza mista:
* le Regioni gestiscono i calendari venatori e i piani faunistici;
* lo Stato fissa i principi fondamentali di tutela;
* l’Unione Europea detta i limiti con la Direttiva Uccelli (2009/147/CE) e la Direttiva Habitat (92/43/CEE).

Ogni cambiamento deve quindi conciliare tre livelli di potere, evitando conflitti di competenza e nuove procedure d’infrazione.

📜 Il disegno di legge 1552: le principali modifiche

1️⃣ Più autonomia alle Regioni, che potranno discostarsi dai pareri dell’ISPRA — l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, organo tecnico-scientifico che valuta l’impatto della caccia — se motivano con “altre fonti scientifiche”.
2️⃣ Prolungamento della stagione venatoria, con l’abolizione del limite nazionale della “prima decade di febbraio”.
3️⃣ Possibilità di caccia nei valichi montani, oggi vietata come zona di passaggio migratorio.
4️⃣ Contenimento diretto dei cinghiali e altre specie “problematiche” anche da parte di agricoltori o conduttori di fondi, previa autorizzazione e controlli sanitari.
5️⃣ Revisione delle aree protette: le Regioni potranno ridisegnare la percentuale di territorio sottratta alla caccia.
6️⃣ Regole più flessibili sui richiami vivi, pratica che l’UE tende a limitare.

🐦 Le preoccupazioni del mondo ambientalista

Secondo Italia, Onlus, Onlus, Toscana e la Capellino, il DDL rischia di:

- ridurre la tutela delle specie migratrici e delle aree sensibili;

- indebolire il ruolo scientifico dell’ISPRA, trasformandolo in parere non vincolante;

- aumentare la pressione venatoria e il disturbo sugli ecosistemi;

- entrare in conflitto con le direttive europee e con l’art. 9 Cost., che tutela ambiente, biodiversità e animali.

💬 E tu cosa ne pensi?

Serve davvero una legge più “flessibile” o una più “responsabile”?
Scrivilo nei commenti 👇

Qui seguiremo l'iter della legge e ne approfondiremo gli aspetti più problematici.
Perché la vera caccia è quella a una riforma giusta.

🐕‍🦺 Mi guardi e vedi solo un cane, ma io sono molto di più.  Per una persona cieca o ipovedente sono libertà, sicurezza,...
16/10/2025

🐕‍🦺 Mi guardi e vedi solo un cane, ma io sono molto di più.
Per una persona cieca o ipovedente sono libertà, sicurezza, fiducia.
Oggi è la mia festa: la Giornata Nazionale del Cane Guida! 🎉

⚖️ Cosa dice la legge
La Legge n. 37/1974 riconosce alle persone cieche il diritto di farsi accompagnare dal cane guida su ogni mezzo di trasporto e in tutti gli esercizi aperti al pubblico.
La Legge n. 60/2006 ha rafforzato questa tutela introducendo sanzioni da 500 a 2.500 euro per chi ne impedisce o ostacola l’accesso e chiarendo che la museruola non è obbligatoria, salvo richiesta motivata per ragioni di sicurezza.

🚫 Non ci crederai, ma succede ancora.
Solo per citare due casi eclatanti del 2024:
– ad agosto, un tassista all’aeroporto di Fiumicino ha rifiutato la corsa a un passeggero cieco accompagnato dal cane guida: il Comune di Roma gli ha inflitto una multa di 2.700 euro e la sospensione dal servizio (Il Messaggero, 30 agosto 2024);
– pochi mesi dopo, a Firenze, una donna cieca si è vista negare l’ingresso in un ristorante del centro con il proprio cane guida. Si è subito aperto un procedimento amministrativo per violazione della L. 60/2006 (La Nazione, 1 novembre 2024).

👉 Un simile comportamento, oltre alla sanzione amministrativa, può integrare anche una discriminazione per disabilità ai sensi della Legge 67/2006, che consente al soggetto discriminato di agire in giudizio per ottenere cessazione, rimozione e risarcimento del danno.

🎓 Come nasce un cane guida
Diventare cane guida richiede un percorso di circa 24 mesi tra selezione, educazione e addestramento.
Il viaggio comincia nei primi mesi di vita con la socializzazione nelle famiglie affidatarie (“puppy walker”), per poi proseguire nelle scuole dove i cani imparano a riconoscere ostacoli, attraversare strade, gestire mezzi pubblici e seguire comandi di orientamento.
Solo i soggetti più equilibrati e affidabili vengono poi abbinati a una persona cieca, dopo un periodo di affiancamento reciproco e formazione condivisa.
Il decreto interministeriale previsto dalla Legge di Bilancio 2025, che avrebbe dovuto fissare criteri comuni per l’addestramento, non è ancora stato emanato.
Manca quindi una normativa nazionale unitaria che definisca standard e certificazioni per scuole e binomi.

🌍 In Toscana e a Livorno
Quest’anno la Giornata Nazionale del Cane Guida si accompagna a diverse iniziative di sensibilizzazione:
– il 17 ottobre 2025, presso l’IIS Vespucci-Colombo di Livorno, si terrà un incontro sulla prevenzione delle malattie oculari;
– nel pomeriggio, dalle ore 14:00, appuntamento alla Terrazza Mascagni, con il patrocinio del Comune di Livorno, per un incontro con la cittadinanza e i cani guida organizzato dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Livorno;
– nello stesso fine settimana, open day alla Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi di Scandicci, con laboratori sensoriali, dimostrazioni e attività per famiglie.

💚 Rispetto e conoscenza camminano insieme.
Perché sapere che la legge tutela questi cani significa riconoscere la loro vera natura!

📚

🐢 “Si fa presto a dire Tartaruga!”Sotto quel carapace di osso, tendini e terminazioni nervose si nasconde un intricato l...
13/10/2025

🐢 “Si fa presto a dire Tartaruga!”

Sotto quel carapace di osso, tendini e terminazioni nervose si nasconde un intricato labirinto di leggi, sigle e adempimenti burocratici.
Perché sì: possedere una tartaruga è roba da Diritto Bestiale!

⚖️ Molte specie, infatti, sono protette dalla Convenzione internazionale di Washington del 3 marzo 1973 sul commercio internazionale di specie animali e vegetali a rischio d’estinzione (CITES), recepita in Italia dal Regolamento CE n. 338/97 e dal D.P.R. 357/1997.
Questo significa che non si possono catturare, detenere o vendere senza la corretta documentazione che certifichi la provenienza lecita e il rispetto delle norme sulla tutela della fauna selvatica.

📄Un esempio?
Le Testudo hermanni (le comuni tartarughe di terra mediterranee) e le Testudo graeca sono specie protette, così come la Testudo marginata, detta anche sarda: per detenerle serve un certificato CITES e, in molti casi, la marcatura con microchip.
🪪 Attenzione anche alle nascite!
Ogni nascita va denunciata entro 10 giorni al Servizio CITES.
I piccoli riceveranno un certificato individuale e potranno essere identificati con microchip.

Chi le possiede senza documenti rischia pesanti sanzioni amministrative e penali, fino alla confisca dell’animale (art. 727-bis c.p., maltrattamento e commercio illecito di specie protette).

E non basta averle “ereditate dal nonno” o “trovate nel giardino”: anche la semplice detenzione senza titolo costituisce violazione, come è stato ribadito dalla Cassazione nel 2023 (Sez. III, 21 novembre 2023, n. 46693).
Serve sempre un atto di cessione regolare, e ogni passaggio deve essere comunicato al Servizio CITES del Corpo Forestale o dei Carabinieri Tutela Biodiversità.

💡 Un consiglio “bestiale”:
prima di accogliere una tartaruga in casa, informati sulla specie, sulla documentazione richiesta e sugli obblighi di registrazione.
Se non sei sicuro della tua documentazione, contatta un veterinario.
Anche se non sempre è possibile regolarizzare la situazione, puoi comunque evitare sanzioni più gravi o il sequestro dell’animale.

🐾 Diritto Bestiale — Per una tutela anche a passo di tartaruga!


🐾 Una terapia a 4 zampe?Il 10 ottobre ricorre la Giornata Mondiale della Salute Mentale e ne approfittiamo per parlare d...
10/10/2025

🐾 Una terapia a 4 zampe?
Il 10 ottobre ricorre la Giornata Mondiale della Salute Mentale e ne approfittiamo per parlare del ruolo animale nella cura.
Il benessere, anche psicologico, passa attraverso i legami affettivi e quello con un animale può essere tra i più forti e terapeutici.

💚 La scienza lo conferma
In Italia diversi studi hanno dimostrato l’efficacia degli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA) su ansia, depressione, autismo e disturbi cognitivi. Ricerche condotte dall’Istituto Superiore di Sanità (Annali ISS, 2011; Rapporti ISTISAN 19/4-2019) e dall’Unità di Neuroscienze Comportamentali dell’ISS (Berry et al., Psychogeriatrics, 2012; Cerino et al., Rivista di Psichiatria, 2016) hanno documentato miglioramenti significativi in pazienti con disturbi dell’umore, Alzheimer e disturbi dello spettro autistico.
Un contributo prezioso alla salute mentale che nasce da un linguaggio semplice: quello della relazione.

⚖️ E il diritto cosa dice?
Il riconoscimento giuridico di queste terapie, però, è ancora frammentario. A livello nazionale, gli IAA sono regolati dall’Accordo Stato-Regioni del 25 marzo 2015, che ha introdotto le Linee guida nazionali e definito standard di qualità e formazione per medici, psicologi e conduttori.
Si tratta però di indirizzi tecnici, non di prestazioni garantite: gli IAA non rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e quindi non sono accessibili gratuitamente tramite il Servizio Sanitario Nazionale.
La giurisprudenza, intanto, fotografa bene questa incertezza:
📍 Il TAR Lombardia già nel 2016 (Sez II sentenza n. 6) ha riconosciuto che la pet therapy costituisce un servizio di interesse pubblico perché promuove la salute dei soggetti fragili, ma ha chiarito che non si tratta di una cura obbligatoria a carico del SSN.
📍 Il Tribunale di Bolzano (sentenza n. 69/2015) ha annullato un regolamento provinciale che limitava l’attività di operatori IAA, sottolineando che le Regioni non possono ostacolare arbitrariamente lo sviluppo di queste pratiche.

🏛️ In Toscana, la Regione ha recepito l’Accordo con la Delibera n. 1153/2015, riconoscendo la pet therapy come realtà consolidata negli ospedali e nei centri sociosanitari. Sono attivi diversi progetti convenzionati con le ASL — come in pediatria a Lucca, a Pistoia, nelle RSA di Firenze e Arezzo — ma l’accesso resta a macchia di leopardo: in parte gratuito, in parte sostenuto da associazioni o a pagamento.
Nel 2024 la Toscana ha compiuto un ulteriore passo, permettendo a cani e gatti di accedere agli ospedali e alle RSA per il cosiddetto “pet visiting”, ma la vera pet therapy strutturata resta ancora su base volontaria o sperimentale.

🐕‍🦺 È arrivato il momento che gli IAA siano inseriti nei LEA?
Forse sì: riconoscere giuridicamente il valore terapeutico del legame uomo-animale sarebbe un passo concreto verso una sanità più umana, inclusiva e...un po’ più bestiale.

🐾 IO NON POSSO ENTRARELa scuola è ricominciata e sarà capitato anche a te di sb****re il muso in un cartello come questo...
07/10/2025

🐾 IO NON POSSO ENTRARE

La scuola è ricominciata e sarà capitato anche a te di sb****re il muso in un cartello come questo.
Ma davvero è così? L’ingresso agli animali è vietato?

⚖️ Non esiste una legge che preveda questo divieto.
Il Regolamento di Polizia Veterinaria prescrive unicamente che i cani nei luoghi aperti al pubblico debbano essere al guinzaglio e con museruola a disposizione
(art. 83 D.P.R. 320/1954).

🐾 In Toscana, la Legge Regionale n. 59/2009 (art. 19) consente l’accesso ai cani in tutti i luoghi pubblici e aperti al pubblico, salvo che esista un divieto dettato da norme specifiche o motivi igienico-sanitari.

🏛️ Le scuole però possono adottare regolamenti interni
Il dirigente scolastico, ai sensi del D.Lgs. 165/2001, art. 25 e del D.P.R. 275/1999 (Regolamento dell’autonomia scolastica), può adottare regolamenti per la sicurezza, l’igiene e la tutela della comunità scolastica.

➡️ Questi regolamenti possono contenere limitazioni all’accesso di persone o animali, ma solo se motivate da esigenze concrete
(ad esempio presenza di mense, bambini allergici, rischio di incidenti).

👉 Il divieto deve essere un’eccezione, non la regola.
Un cartello da solo non basta: serve un atto amministrativo interno — un regolamento o una circolare — approvato dagli organi collegiali e pubblicato, che preveda in modo chiaro un divieto di accesso.
Soprattutto serve che il divieto sia motivato e proporzionato.
Altrimenti si rischia di discriminare chi è accompagnato da un animale.

💭 E io cosa posso fare allora?
La legge è dalla parte della convivenza, non dell’esclusione.
Cambiare le abitudini è un’altra storia.

Se davanti a una scuola o a un ufficio trovi un “Io non posso entrare”, non serve arrabbiarsi.

👉 Fai invece una cosa semplice: scrivi con gentilezza al dirigente scolastico, al Comune o all'Ente gestore.
Chiedi se quel divieto è solo una (br**ta) abitudine o un vero atto amministrativo. In questo caso chiedi di rivedere questo atto alla luce del principio di libertà di accesso delle norme più recenti.

Spesso la risposta è solo: “Abbiamo sempre fatto così!”
E questa risposta non può bastare a tenerci fuori dal cancello.

💚 A volte la gentilezza apre più porte di qualunque ordinanza.

💬 Diritto Bestiale – la legge vista con gli occhi degli animali.

Indirizzo

Via Fiume, 87
Livorno
57123

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