Studio Legale Massaro

Studio Legale Massaro Dal 2007 l'Avv. Agnese Massaro costituisce una realtà dinamica e competente. Lo Studio legale Massaro è una realtà moderna, attenta e ben organizzata.
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Si occupa di diritto civile, contratti e società, minori, separazioni e divorzi, convivenze more uxorio e quelle regolate dalla legge Cirinnà. Personale qualificato e competente lavora per offrire alla clientela assistenza legale, giudiziale e stragiudiziale. Attività: giudiziale, civile, famiglia e minorile, penale - arbitrati - diritto sportivo.

Affidamento condiviso non significa "metà e metà": cosa dice la Cassazione nel 2026Molti genitori in fase di separazione...
28/05/2026

Affidamento condiviso non significa "metà e metà": cosa dice la Cassazione nel 2026

Molti genitori in fase di separazione pensano che affidamento condiviso voglia dire dividere il tempo con i figli al 50%. Non è così.

Aspetto giuridico:
Con le ordinanze n. 6078/2026 e n. 10281/2026, la Cassazione ha chiarito due punti fondamentali. Primo: il giudice non può assegnare il collocamento prevalente basandosi solo sull'età dei figli o su preferenze automatiche — ogni decisione deve fondarsi sull'interesse concreto del minore. Secondo: l'affido esclusivo è legittimo quando la condivisione è incompatibile con l'equilibrio psicofisico del figlio, anche in presenza di un procedimento penale non ancora concluso a carico di un genitore.

Perché conta:
Nessun genitore ha un diritto automatico a tempi uguali, ma nessuno può essere marginalizzato senza una ragione concreta. Quello che conta davanti al giudice è la realtà quotidiana: chi accompagna i figli a scuola, chi gestisce le visite mediche, chi è presente.

Consiglio pratico:
Documenta il tuo coinvolgimento nella vita dei figli fin da subito. Sono questi gli elementi su cui si decide.

Tribunale della Famiglia: rinviato a novembre 2026. Cosa cambia per le cause di separazioneIl nuovo Tribunale della Fami...
26/05/2026

Tribunale della Famiglia: rinviato a novembre 2026. Cosa cambia per le cause di separazione

Il nuovo Tribunale della Famiglia, pensato per concentrare in un unico organo tutte le competenze su separazioni, divorzi, affidi e minori, era atteso per il 2025.
È stato rinviato a novembre 2026. Nel frattempo, come funziona il sistema attuale?
Aspetto giuridico:
• Il decreto legge Giustizia (approvato dal CdM il 4 agosto 2025) ha posticipato l'operatività del Tribunale della Famiglia a novembre 2026, con l'obiettivo di accorpare le competenze oggi frammentate tra Tribunale ordinario, Tribunale per i Minorenni e Corte d'Appello.
• Oggi una separazione con figli minori può coinvolgere simultaneamente più organi giudiziari diversi, con il rischio di provvedimenti contraddittori e tempi molto più lunghi. La riforma punta a eliminare questa duplicazione.
• In attesa del nuovo tribunale, restano operative le sezioni specializzate per la famiglia dei Tribunali ordinari e il Tribunale per i Minorenni per le questioni di potestà genitoriale e adozione.

Perché è importante:
Il rinvio a novembre 2026 significa che per qualche altro mese il sistema attuale rimarrà in vigore, con tutte le sue complessità. Chi ha cause pendenti su più tavoli deve tenersi aggiornato sulla data effettiva di avvio.

Consiglio pratico:
Se hai una causa familiare in corso, chiedi al tuo avvocato come la transizione al nuovo Tribunale della Famiglia potrebbe influire sui tempi e sulle udienze già fissate.

Separazione delle carriere giudiziarie: cosa resta in piedi e cosa cambia con la riforma CartabiaDopo il No al referendu...
21/05/2026

Separazione delle carriere giudiziarie: cosa resta in piedi e cosa cambia con la riforma Cartabia
Dopo il No al referendum, molti si chiedono se la magistratura italiana rimarrà immutata. In realtà, una riforma c'è già stata: il D.Lgs. 44/2022 (riforma Cartabia dell'ordinamento giudiziario) ha già introdotto limiti significativi ai passaggi di funzione tra giudici e PM.

Aspetto giuridico:
• Con la riforma Cartabia (D.Lgs. 44/2022), il passaggio dalla funzione requirente a quella giudicante (e viceversa) è ora consentito al massimo quattro volte nell'intera carriera, e solo entro i primi 10 anni.
• Ogni cambio di funzione richiede la frequentazione obbligatoria di un corso di formazione e il parere del CSM. In caso di cambio dopo 5 anni di servizio in una funzione, il magistrato deve anche cambiare distretto.
• Il CSM è già stato riformato nella composizione (con l'introduzione del sorteggio temperato tra i togati) e nella disciplina dei rapporti con il Ministero della Giustizia.

Perché è importante:
Il referendum del marzo 2026 ha fermato una riforma costituzionale, ma non ha cancellato quella ordinamentale già vigente. La magistratura è già cambiata rispetto
a dieci anni fa.

Consiglio pratico:
Se sei coinvolto in un procedimento penale, sapere che il PM può avere già ricoperto funzioni giudicanti (e viceversa) può essere rilevante per valutare eventuali profili di imparzialità.
Parlane con il tuo avvocato.

Rider e gig economy: il decreto 1° maggio porta nuovi diritti. Cosa prevede la leggeI rider e i lavoratori della gig eco...
19/05/2026

Rider e gig economy: il decreto 1° maggio porta nuovi diritti.
Cosa prevede la legge
I rider e i lavoratori della gig economy sono tra le categorie più esposte a precarietà e bassi compensi. Il decreto lavoro di maggio 2026 potrebbe finalmente introdurre tutele concrete, tra cui la trasparenza sugli algoritmi e compensi minimi garantiti.

Aspetto giuridico:
• L'attuale situazione normativa dei rider è frammentata: il D.Lgs. 81/2015 (Jobs Act
autonomi) riconosce alcune tutele, ma senza un contratto collettivo di riferimento univoco i compensi restano tra i 2 e i 4 euro a consegna.
• Il decreto allo studio prevede l'obbligo di trasparenza sugli algoritmi che assegnano le consegne, per evitare discriminazioni, e il rispetto di un compenso minimo orario
indipendentemente dal numero di consegne completate.
• La giurisprudenza italiana ha già condannato alcune piattaforme per comportamenti
discriminatori algoritmici (Trib. Bologna 2020, poi confermato in appello): la norma
codificherebbe un principio già affermato dai tribunali.

Perché è importante:
Lavoro digitale non significa lavoro senza diritti. Chi lavora tramite piattaforma ha diritto a conoscere come viene valutato e a un compenso dignitoso, indipendentemente dal numero di ordini assegnati.

Consiglio pratico:
Se lavori come rider o in piattaforme digitali e ritieni di subire trattamenti discriminatori o compensi sotto la soglia minima, puoi rivolgerti all'Ispettorato Territoriale del Lavoro o a un sindacato.

Tutela dei minori in affidamento: la nuova legge del marzo 2026La Legge 17 marzo 2026, n. 37, pubblicata in G.U. il 27 m...
14/05/2026

Tutela dei minori in affidamento: la nuova legge del marzo 2026
La Legge 17 marzo 2026, n. 37, pubblicata in G.U. il 27 marzo, introduce nuove disposizioni in materia di affidamento minorile. Si tratta di un aggiornamento atteso da anni, che rafforza le garanzie per i bambini e le famiglie coinvolte.

Aspetto giuridico:
• La nuova legge potenzia il controllo del Tribunale per i Minorenni sull'andamento degli affidamenti, imponendo verifiche periodiche più frequenti e obbligando i servizi sociali a relazioni documentate.
• Viene rafforzato il principio di temporaneità dell'affidamento: se non è possibile il rientro in famiglia entro i termini, il giudice deve avviare senza ritardo la procedura di adottabilità, tutelando il diritto del minore a una famiglia stabile.
• Nuove norme anche per i comuni: la spesa per i provvedimenti del giudice minorile deve essere comunicata telematicamente al Ministero dell'Interno secondo modalità definite con decreto (delibera Conferenza Stato-Città del 24 marzo 2026).

Perché è importante:
Molti minori restano in affidamento per anni senza che si arrivi a una decisione definitiva sulla loro vita familiare. La nuova legge cerca di ridurre questa incertezza, che è fonte di gravi danni psicologici.

Consiglio pratico:
Se sei una famiglia affidataria o un genitore biologico con un figlio in affidamento, fai riferimento al nuovo quadro normativo per conoscere i tuoi diritti e i tempi di revisione del tuo caso.

Decreto Sicurezza 2026: arresti più facili alle manifestazioni e nuovenorme penali. Cosa cambiaIl Decreto Legge n. 23 de...
12/05/2026

Decreto Sicurezza 2026: arresti più facili alle manifestazioni e nuove
norme penali. Cosa cambia
Il Decreto Legge n. 23 del 24 febbraio 2026 ha introdotto significative novità in materia penale e di ordine pubblico. Alcune modifiche riguardano direttamente la libertà di manifestare e i diritti delle persone fermate dalla polizia.

Aspetto giuridico:
• Dal 25 febbraio 2026 è esteso l'istituto dell'arresto in flagranza differita anche alle violazioni del Codice della Strada (art. 192, c. 7-bis C.d.S.), quando non è possibile procedere immediatamente per ragioni di sicurezza pubblica.
• Durante le manifestazioni pubbliche, le forze di polizia possono ora accompagnare nei propri uffici persone ritenute potenzialmente pericolose sulla base di precedenti penali o segnalazioni, per un massimo di 12 ore, senza necessità di arresto formale.
• Novità anche sulla confisca: le ipotesi delittuose dell'art. 628, 3° comma c.p. (rapina
aggravata) rientrano ora nella confisca in casi particolari, rafforzando gli strumenti di
recupero dei proventi di reato.

Perché è importante:
Le nuove norme ampliano i poteri delle forze dell'ordine ma introducono anche margini di discrezionalità che possono impattare su diritti fondamentali come la libertà personale e di riunione, garantiti dagli artt. 13 e 17 della Costituzione.

Consiglio pratico:
Chi partecipa a manifestazioni pubbliche deve sapere che può essere fermato per accertamenti anche senza essere colto in flagranza di reato. In caso di fermo, ha il diritto di essere assistito da un avvocato.

Separazione delle carriere in magistratura bocciata: cosa ha deciso il referendum e perché conta. Il 22 e 23 marzo 2026 ...
07/05/2026

Separazione delle carriere in magistratura bocciata: cosa ha deciso il referendum e perché conta. Il 22 e 23 marzo 2026 gli italiani sono stati chiamati a votare sulla riforma costituzionale Meloni- Nordio, che avrebbe separato le carriere tra giudici e pubblici ministeri. Ha vinto il No con il 53% dei voti. Per i cittadini, questa scelta ha conseguenze concrete.

Aspetto giuridico:
• La riforma (L. Cost. pubblicata in G.U. n. 253 del 30 ottobre 2025) avrebbe modificato gli artt. 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 della Costituzione, istituendo due CSM separati e una Corte disciplinare autonoma.
• Con la vittoria del No, l'attuale ordinamento rimane invariato: i magistrati possono ancora passare dalla funzione requirente a quella giudicante (e viceversa), nei limiti già previsti dalla riforma Cartabia del 2022.
• Il Ministro Nordio ha dichiarato l'intenzione di presentare un nuovo codice di procedura penale. Il dibattito sulla riforma della giustizia rimane quindi aperto a livello parlamentare.

Perché è importante:
La separazione delle carriere avrebbe avuto effetti sull'indipendenza dei PM nei processi. Per i cittadini imputati o parte civile, l'equilibrio tra accusa e difesa rimane quello attuale.

Consiglio pratico:
Tieniti aggiornato: il governo potrebbe proporre modifiche al processo penale per via legislativa ordinaria nei prossimi mesi, senza necessità di referendum.

Decreto 1° Maggio: cosa cambia per i lavoratori in busta paga da maggio2026Il governo sta per approvare il decreto lavor...
05/05/2026

Decreto 1° Maggio: cosa cambia per i lavoratori in busta paga da maggio
2026
Il governo sta per approvare il decreto lavoro del 1° maggio 2026. Non si tratta di una rivoluzione, ma di misure concrete che toccheranno direttamente la busta paga di molti dipendenti privati.
Ecco cosa è previsto e per chi.

Aspetto giuridico:
• Confermata la tassazione agevolata al 5% sugli aumenti legati ai rinnovi contrattuali firmati dal 1° gennaio 2024, per i lavoratori con reddito fino a 33.000 euro.
• Introdotta un'indennità provvisoria per i lavoratori i cui contratti collettivi non vengono rinnovati entro 6 mesi dalla scadenza: un'integrazione pari al 30% del tasso di inflazione programmato, che sale al 60% dopo 12 mesi.
• Allo studio anche l'ampliamento dei fringe benefit fino a 3.000 euro annui esenti e la
tassazione agevolata al 15% per straordinari, festivi e turni (già prevista dalla L. 199/2025 entro il limite di 1.500 euro annui, per redditi fino a 40.000 euro).

Perché è importante:
Le misure non producono aumenti significativi per tutti, ma incidono in modo concreto sui lavoratori con contratti scaduti da tempo e su chi fa lavoro notturno, festivo o a turni.

Consiglio pratico:
Controlla la data di scadenza del tuo CCNL. Se è scaduto da più di 6 mesi, con il decreto potresti avere diritto a un'indennità aggiuntiva automatica. Verifica con il tuo sindacato o un consulente del lavoro.

Bonus nuovi nati 2026: 1.000 euro per ogni figlio nato o adottato. Chi puòchiederlo?Dal 14 aprile 2026 è attivo il servi...
30/04/2026

Bonus nuovi nati 2026: 1.000 euro per ogni figlio nato o adottato. Chi può
chiederlo?
Dal 14 aprile 2026 è attivo il servizio per richiedere il Bonus nuovi nati, confermato anche per quest'anno. Si tratta di un contributo una tantum di 1.000 euro per ogni figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo. Ma attenzione: la domanda ha una scadenza precisa.
Aspetto giuridico:
• Il bonus è introdotto dall'art. 1, commi 206-208 della L. 207/2024 per il triennio 2025-2027 ed è stato confermato con la circolare INPS n. 45 del 10 aprile 2026.
• Possono accedere i genitori residenti in Italia con ISEE (per prestazioni familiari e per l'inclusione) inferiore a 40.000 euro. La domanda va presentata entro 120 giorni dalla nascita o dall'ingresso in famiglia.
• Per gli eventi del 2026, la finestra temporale decorre dall'apertura del servizio (14 aprile). Chi ha già avuto il figlio prima di questa data può comunque presentare domanda entro 120 giorni dall'apertura.
Perché è importante:
Molti genitori perdono il bonus semplicemente perché non sanno che esiste o aspettano troppo. Il termine di 120 giorni è perentorio: superarlo comporta la perdita definitiva del diritto.
Consiglio pratico:
Verifica il tuo ISEE aggiornato (deve essere quello specifico per prestazioni familiari 2026) prima di presentare la domanda online sul portale INPS.

Rottamazione-quinquies: scade il 30 aprile. Cosa fare se hai debiti con il fiscoLa Legge di Bilancio 2026 ha introdotto ...
28/04/2026

Rottamazione-quinquies: scade il 30 aprile. Cosa fare se hai debiti con il fisco
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una nuova definizione agevolata dei debiti fiscali, la cosiddetta rottamazione-quinquies.

La scadenza per presentare la domanda è il 30 aprile 2026:
manca pochissimo e molte persone non sanno ancora se possono accedere o come farlo.
Aspetto giuridico:
• L'art. 23 della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) consente di estinguere i debiti con l'Agenzia delle Entrate-Riscossione senza sanzioni accessorie, con un piano fino a 54 rate bimestrali (9 anni) e un interesse calmierato del 3% sulle rate successive alla prima.
• La domanda va presentata entro il 30 aprile 2026 in via telematica sul portale dell'Agente della riscossione, indicando il numero di rate e l'eventuale contenzioso in corso.
• Attenzione: la decadenza scatta al mancato pagamento di due rate anche non consecutive.

Con la presentazione della domanda si bloccano automaticamente pignoramenti e fermi amministrativi.

Perché è importante:
Non presentare la domanda entro la scadenza significa perdere definitivamente l'opportunità. A differenza delle rottamazioni precedenti, questa versione è più restrittiva: riguarda solo specifiche tipologie di cartelle (omessi versamenti),
non tutti i debiti.

Consiglio pratico:
Accedi al tuo cassetto fiscale o portale dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione per verificare se hai cartelle che rientrano nella misura. Se hai dubbi, consulta un professionista prima del 30 aprile.

Indirizzo

Corso Martiri Della Liberazione 56
Lecco
23900

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 19:00
Martedì 08:00 - 19:00
Mercoledì 08:00 - 19:00
Giovedì 08:00 - 19:00
Venerdì 08:00 - 19:00
Sabato 08:00 - 19:00

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