16/06/2021
Interessanti ed attuali i contenuti del webinair sul processo civile organizzato dalle CAMERE CIVILI PUGLIESI, col patrocinio del COA Bari.
Sono state sottolineate dai qualificati relatori, il prof. Balena in primis, tutte le criticità del maxiemendamento governativo nr. 1662, legate sopratutto alle sanzioni (oltremodo punitive) ed al termine delle preclusioni e delle decadenze (fin troppo anticipato).
Naturalmente sono stati cristallizzati anche gli aspetti positivi, per esempio la previsione di incentivi fiscali per le parti che riescono a mediare e quella, chiara, su quale delle parti debba attivare la mediazione nel caso di opposizione a decreto ingiuntivo; parimenti condivisibile la non introduzione di altri filtri con riferimento ai mezzi di impugnazione.
Impossibile naturalmente sintetizzare in modo esaustivo le tre ore di lavori, ottimamente moderati dall’avv. Di Fronzo; tuttavia ciò che è emerso fin dall’intervento iniziale del Coordinatore delle Camere Pugliesi avv. Salvatore Donadei è che il rito civile non è il Grande Malato, perché la giustizia la si migliora rimpinguando le risorse, umane e non, ed organizzando in modo più efficace ed efficiente gli uffici. Al riguardo illuminante, ed illuminata, una riflessione di Lodovico Mortara, giurista insigne del secolo scorso (avvocato, primo presidente della Suprema Corte, docente di procedura civile e ministro della giustizia nel primo governo Nitti), che il nostro Presidente ha voluto ricordare e che così recita:” È chiaro che la nomina di un numero di magistrati corrispondenti, nei singoli gradi gerarchici, al bisogno del pubblico servizio, è una delle condizioni per cui lo Stato adempie il suo obbligo di organizzare l’amministrazione della Giustizia”.
Alle diverse perplessità, e contrarietà, manifestate dai Colleghi Cartani’ - Presidente del Coa del capoluogo - Fusco - Vice Presidente UNCC e Spinelli, già Presidente della Camera Civile di Bari, l’on. Giuliano, componente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, ha replicato con disponibilità a valutare di modificare, con sub-emendamenti e d’intesa cogli altri parlamentari operanti in commissione, le parti più punitive e che meno vengono incontro alle vere esigenze dei cittadini.
L’istituto dell’Ufficio del Processo, trattato dal Cons. dott. Lenoci, potrà certamente contribuire ad un miglioramento ma non può rappresentare la soluzione a tutto.