11/08/2026
La Cassazione penale II sez con la sentenza numero 26315/2026 ha ribadito che l’acquisizione in giudizio di schermate di messaggi forniti da uno dei conversanti (nello specifico la persona offesa) non richiede il provvedimento di sequestro del , trattandosi di corrispondenza ormai pervenuta sui dei soggetti interessati, di cui, dunque, il destinatario non indagato può liberamente disporre