Studio Legale Spagnolo

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27/07/2026

🌡️ Il rischio da calore non è un’emergenza da gestire solo quando interviene l’Ispettorato: deve essere valutato e prevenuto all’interno dell’azienda come ogni altro rischio per la salute e la sicurezza.

Con la nota n. 5484/2026, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro richiama l’obbligo di inserire lo stress termico nel DVR e, quando previsto, nel Piano Operativo di Sicurezza, con particolare attenzione ai settori più esposti: edilizia, agricoltura, logistica e lavoro dei rider.

La valutazione deve considerare
- mansioni;
- orari;
- intensità dello sforzo fisico;
- uso dei DPI;
- caratteristiche del luogo di lavoro;
- condizioni individuali dei lavoratori.

L’INL ricorda che occorrono altre misure concrete, come la rimodulazione degli orari, pause in zone ombreggiate o climatizzate, acqua fresca, formazione e sorveglianza sanitaria.

⚠️ Quando il rischio diventa non accettabile, le lavorazioni devono essere interrotte. Un obbligo che riguarda non solo il datore di lavoro, ma anche il preposto, senza attendere l’intervento dell’ispettore o l’adozione di un’ordinanza regionale.

24/07/2026

⚖ Con l'ordinanza n. 19193/2026, la Corte di Cassazione ribadisce un principio consolidato: quando i fatti contestati al lavoratore hanno anche rilievo penale, il datore di lavoro non viola il principio di immediatezza della contestazione disciplinare se decide di attendere l'esito del procedimento penale per accertare con maggiore certezza i fatti.

I giudici chiariscono che il differimento della contestazione è legittimo quando è funzionale a un corretto accertamento della vicenda e i fatti risultano ragionevolmente accertati solo all'esito del processo penale.

26/06/2026

🤝 Con la conversione in legge del D.L. 62/2026, il legislatore rafforza il ruolo della contrattazione collettiva come riferimento per la determinazione del giusto salario.

📌 Tra le principali novità:
• viene valorizzato il trattamento economico previsto dai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative;
• si offre un criterio più definito per la valutazione della retribuzione sufficiente ai sensi dell'art. 36 della Costituzione;
• si conferma il ruolo centrale della contrattazione collettiva nel sistema di tutela retributiva, con possibili riflessi sul contenzioso in materia di salario.

29/04/2026

Il Consiglio dei Ministri di ieri ha approvato il Decreto Lavoro che introduce un pacchetto di misure da 934 milioni di euro per lavoro, equità e nuove tutele.

📌 Le principali novità

👩‍💼 Incentivi all’occupazione
- Bonus donne 2026: esonero contributivo fino al 100% per 24 mesi
- Bonus giovani under 35: decontribuzione totale fino a 500 €/mese (650 € nel Sud)
- Incentivi per stabilizzazioni e assunzioni nelle ZES
Obiettivo 👉 occupazione stabile e riduzione dei divari territoriali

💶 Salario giusto
- Centralità dei CCNL
- Stop al dumping retributivo
- Nessun salario minimo legale: rafforzata la contrattazione collettiva

📄 Rinnovi contrattuali
- Ruolo chiave alle parti sociali
- Se il rinnovo tarda oltre 12 mesi: adeguamento automatico (30% IPCA)

Conciliazione vita-lavoro
- Incentivi per aziende certificate UNI/PdR 192:2026
- Focus su genitorialità, welfare e flessibilità organizzativa

📊 TFR e previdenza
- Possibile conferimento del TFR (gennaio–giugno 2026) alla previdenza complementare

13/04/2026

⚖ Accesso a NASPI e dimissioni per giusta causa: la Corte di Cassazione affronta nuovamente il tema con l’ordinanza n. 8564/2026.
I giudici ribadiscono il consolidato principio per cui la prestazione spetta anche quando il rapporto di lavoro si interrompe per iniziativa del lavoratore.
Tale scelta deve però essere determinata da un comportamento illecito del datore e non deve invece costituire espressione di una libera volontà.
Viene precisato che non basta allegare la la giusta causa: questa va provata in giudizio.

04/02/2026

📧 Il contenuto delle mail, assieme ai dati di contatto delle comunicazioni e agli eventuali allegati, rientra nella nozione di corrispondenza ed è tutelato dal diritto di segretezza.

Si tratta di una garanzia, riconosciuta dalla Costituzione, che salvaguardia la dignità della persona e il suo pieno sviluppo nelle relazioni sociali.
È il principio richiamato dal Garante per la Privacy che ha inflitto una sanzione di 40.000 euro ad una società per aver violato la segretezza dell’account di posta elettronica dell’amministratore delegato, dopo la cessazione del rapporto di lavoro (provvedimento 754/2025).

02/02/2026

In caso di mancata assegnazione degli obiettivi, i lavoratori hanno diritto al risarcimento del danno da perdita di chance solo se dimostrano che sarebbero stati in grado di conseguirli.

Lo afferma la Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 1235/2026.

📄 L'ordinanza completa 👉 https://ln.run/ordinanza-corte-cassazione-1235-2026

26/01/2026

Nel determinare il risarcimento del danno di demansionamento pesa anche la visibilità all’esterno della perdita di potere di coordinamento, in aggiunta allo svuotamento della professionalità e alla durata della condotta.
Lo ribadisce la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 1195/2026.

📄 L'ordinanza completa 👉 https://ln.run/ordinanza-corte-cassazione-1195-2026

21/01/2026

⚖ Il datore di lavoro che permette lo svolgimento di mansioni diverse da quelle previste dal contratto, senza un adeguamento delle misure di prevenzione alle attività effettivamente svolte, risponde di infortunio occorso al lavoratore.

Così la Corte di Cassazione, sezione IV penale, con la sentenza n. 1908/2026.

I giudici sottolineano che la responsabilità penale permane se il lavoratore è impiegato, a prescindere dell’assetto formale del rapporto, in assenza di:
➡ formazione e informazione specifica;
➡ attrezzature idonee alle mansioni;
➡ preventiva valutazione dei rischi connessi alla lavorazioni di fatto.

12/01/2026

È violato l’obbligo di repechage se il datore di lavoro ricopre una diversa posizione affidabile al dipendente licenziato con un contratto di lavoro autonomo. Lo sottolinea la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 31312/2025.

I giudici rilevano che, ai fini del repechage, conta l’esistenza di una posizione lavorativa concretamente attribuibile al dipendente altrimenti licenziato. È una circostanza del tutto irrilevante che la posizione in questione sia ricoperta con un successivo contratto di lavoro autonomo, sulla base dell’insindacabile scelta datoriale.

L’ordinanza infatti afferma che sarebbe altrimenti fin troppo agevole per il datore eludere il limite del repechage, soddisfando le sue esigenze con il ricorso a figure contrattuali diverse dal lavoro subordinato.

📄 L'ordinanza completa 👉 https://ln.run/ordinanza-corte-cassazione-31312-2025

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73100

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