Studio Legale Pescuma

Studio Legale Pescuma Lo STUDIO fornisce consulenza legale globale. Presta assistenza legale PENALE in indagini preliminari (indagini difensive) e in fase processuale

Penalista, Criminologo, nonché Commissario della Polizia di Stato del Ruolo Direttivo Speciale in quiescenza, attualmente l’avv. Luigi PESCUMA è iscritto al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Latina e, oltre ad una competente assistenza difensiva in processo in ogni parte d’Italia, è in grado di offrire ai propri assistiti investigazioni difensive (ex Legge n. 397 del 07.12.2000) anche grazi

e ad una ventennale esperienza come investigatore in qualsiasi settore quale Ispettore di Polizia. Si è specializzato in SCIENZE FORENSI (Criminologia, Investigazioni, Security ed Intelligence) con Master di II livello presso l'Università "LA SAPIENZA" di Roma e presta la sua attività professionale per la soluzione di problematiche legali di ogni tipo ed, in sede legale stragiudiziale, in ogni materia. Lo Studio svolge la sua attività di assistenza legale processuale IN MATERIA PENALE sia ordinaria che minorile (Codice Penale e leggi complementari fra le quali, a titolo di esempio esplicativo non esaustivo dell’intero campo di afferenza penale, quelle in materia di Sicurezza Lavoro e Diritto Penale Aziendale, Diritto penale Tributario/Fiscale, Armi, Misure di prevenzione, Stupefacenti, Immigrazione, Responsabilità medica, Guida in stato di ebbrezza e reati del Codice della Strada, etc.). La sua pregressa ventennale esperienza nella Polizia di Stato lo porta ad avere un particolare interesse e propensione per la tutela di VITTIME DI REATI VIOLENTI. In particolare presta assistenza legale con il GRATUITO PATROCINIO a spese delle Stato per le vittime di STALKING, di MALTRATTAMENTI e di VIOLENZA SESSUALE (reati per i quali la normativa NON prevede ALCUN LIMITE DI REDDITO per l'accesso al Patrocinio a spese dello Stato). L'avvocato PESCUMA svolge le INDAGINI DIFENSIVE previste dal Codice di Procedura Penale e ritiene che le stesse siano strumento prezioso ed efficace ( "la più nobile attività di un difensore è quella di ottenere l'assoluzione di un innocente, ed a questo, soprattutto, servono le indagini difensive")

Più in generale PRESTA ASSISTENZA LEGALE PROCESSUALE PENALE, sia nel corso delle indagini preliminari che in fase processuale, A CHIUNQUE sia sottoposto ad indagini e/o rinviato a giudizio PER QUALSIASI REATO davanti a Giudice di Pace penale, Tribunale penale, Corte d’Assise, Corte d’Appello penale e Corte d’Assise d’Appello di tutto il territorio nazionale. Contatti per appuntamenti :
Studio - 0773/480905;
Cell. 3489041670 - 3208617473
Indirizzo e.mail: [email protected]

Il COMPENSO per le prestazioni professionali ha come riferimento le tariffe forensi vigenti e previste normativamente, con sconti fino al 60 % e sono riparametrate in relazione alla complessità del singolo caso. NOTA BENE:
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16/01/2026

🏛️ Caso Ferragni: quando il processo non finisce con una condanna, ma nemmeno con un’assoluzione.

1️⃣ 𝐋𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢

Chiara Ferragni era indagata per 𝐭𝐫𝐮𝐟𝐟𝐚 (art. 640 c.p.), con la contestazione di 𝐝𝐮𝐞 𝐚𝐠𝐠𝐫𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢:

• 𝐌𝐢𝐧𝐨𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐬𝐚 (art. 61 n. 5 c.p.), per l’uso del mezzo informatico e della propria influenza comunicativa.
• 𝐃𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐥𝐞𝐯𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐠𝐫𝐚𝐯𝐢𝐭𝐚̀ (art. 61 n. 7 c.p.), in ragione delle somme coinvolte.

Con tali aggravanti, 𝐫𝐞𝐚𝐭𝐨 era 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐝’𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐨:
lo Stato poteva procedere anche senza querela (che comunque il Codacons aveva presentato).

2️⃣ 𝐋𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀

Il diritto penale distingue tra:

• Reati procedibili d’ufficio → il processo va avanti comunque.
• Reati procedibili a querela → senza querela, il processo si ferma.

La truffa aggravata rientra nel primo caso.
La truffa semplice, nel secondo.

3️⃣ 𝐈𝐥 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞

Prima dell’inizio del processo la Ferragni ha risarcito oltre 200.000 euro:

• Le aggravanti sono state escluse.
• Il fatto è stato riqualificato in truffa semplice.
• Il Codacons ha rimesso la querela.

Venuta meno la condizione di procedibilità (la querela), il processo non poteva proseguire.

4️⃣ 𝐋’𝐞𝐬𝐢𝐭𝐨

Il Tribunale ha dichiarato:

➡️ “𝐍𝐨𝐧 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞”

𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧’𝐚𝐬𝐬𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨.
Non è una pronuncia di innocenza.
È una conclusione processuale, non sostanziale.

𝐈𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞

Cadute le aggravanti e ritirata la querela grazie al pagamento effettuato, è venuta meno la "condizione di procedibilità". Il Giudice, dunque, non ha accertato l'innocenza nel merito, ma ha emesso una sentenza di non doversi procedere.

18/12/2025
24/03/2025

Leggere i commenti (lì troverete il bello del Post)

Roma – Una sentenza, quella emessa stamane dalla Quarta Sezione Civile della Corte di Cassazione, che dirime finalmente una questione sulla quale si dibatte da sempre: qual è il momento giusto per smettere di trattenere i gas intestinali in presenza di una nuova partner?

Solo il tempo saprà dirci se la pronuncia odierna segnerà un nuovo orientamento giurisprudenziale o sarà destinata a restare un precedente isolato, ma la sensazione è che ci si trovi davanti a una pietra miliare sul lungo cammino della tutela dei diritti civili. Da oggi in poi, chiunque emetta flatulenze in compagnia di una donna appena conosciuta non potrà più essere legittimamente scaricato, a patto che ciò accada oltre il quinto appuntamento. Il giudici del Supremo consesso hanno così accolto il ricorso presentato da Alessio Iovine, detto “Er Tromba”, 25enne trasteverino che era stato piantato dalla ragazza – che frequentava da appena tre settimane – dopo aver emesso un peto in auto durante il rientro a casa. La donna – Elisa De Giorgi, 23 anni – dovrà quindi riprendere a uscire col giovane romano, dopo che sia il Tribunale che la Corte d’Appello le avevano invece dato ragione. “Una data storica per tutti gli uomini, da sempre costretti a snaturarsi e patire sofferenze indicibili nella speranza di copulare” ha dichiarato trionfale il legale di Iovine.

Memorabile l’arringa dell’avvocato, un monologo destinato a entrare di prepotenza nei tomi di Diritto Civile: “Al momento dello sfortunato episodio il mio assistito frequentava la signorina De Giorgi da quasi un mese, signori della Corte. Si era ormai al nono appuntamento tra i due, ed il signor Iovine aveva fino a quel momento offerto prova di eccezionale controllo degli sfinteri. Era infatti riuscito a trattenersi in maniera stoica già al secondo appuntamento, quando dopo ben tre ore al ristorante, una al pub e un’altra in auto a chiacchierare sotto casa della ragazza, era riuscito a tenere a bada i gas intestinali fino al momento in cui lei era finalmente scesa dall’auto; il signor Iovine aveva quindi liberato con sollievo le cinque ore di gas arretrati, salvo poi ritrovare la scoreggia ancora aggrappata alle pareti dell’abitacolo la mattina successiva, recandosi al lavoro. E che dire del quinto appuntamento, quando, dopo un’ora e mezza in pizzeria, i due passeggiarono sul lungotevere per ben un’ora e tre quarti, col mio assistito in preda a feroci crampi addominali eppure capace di trattenersi, per poi affidare i propri gas al vento solo nel momento in cui la compagna si era isolata per rispondere a una chiamata della madre. E ancora, al sesto appuntamento il ragazzo riuscì a evitare la benché minima flatulenza nonostante la cena alla trattoria “Er Mignottone”, la cui rinomata specialità è la zuppa di fagioli con le cotiche. E allora, signori della Corte, se dopo ben nove appuntamenti, dopo una cena a base di carciofi, il ragazzo non è stato capace di bloccare un piccolo peto in auto mentre si chinava a sganciare il Bullock, credo non lo si possa crocifiggere, considerato che ha anche immediatamente aperto il finestrino. E se a ciò aggiungiamo che dopo ben tre settimane la signorina De Giorgi non l’aveva ancora data al mio assistito, ritengo ci siano tutti i presupposti per stabilire un limite temporale oltre il quale le flatulenze dinanzi alla compagna siano consentite senza ripercussioni. Ritengo altresì di non esagerare auspicando che anche l’ONU si mobiliti e apporti modifiche in tal senso alla Dichiarazione universale dei diritti umani.”

Di parere diametralmente opposto l’avvocatessa della De Giorgi. “Ci sottomettiamo al volere di una giustizia maschilista, ma non ci arrendiamo e presenteremo istanza di revisione” ha dichiarato la donna ai giornalisti assiepati dinanzi al Palazzo di Giustizia: “Andremo fino a Strasburgo se necessario. Inoltre, fonti ben informate ci hanno riferito che almeno metà del collegio soffre di intolleranza al lattosio ed è quindi particolarmente sensibile all’argomento, aspetto questo che non garantisce la giusta serenità di giudizio. Una sentenza quindi a nostro avviso inaccettabile e che apre a una pericolosa deriva sociale: di questo passo finiremo per giustificare anche i calzini bianchi”.
Intanto, dalla Camera dei Deputati, giunge un comunicato ufficiale di Laura Boldrini: “La libertà di flatulenza sia immediatamente riconosciuta anche alle donne”.

Marco Usai su Lercio 2016
Scusateci ma è davvero fantastico questo ricordo per non riproporlo. Bravissimo Marco 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣

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