17/11/2020
Chico Forti fu arrestato in Florida nel 1998 per l'omicidio di Dale Pike. Nel 2000, al termine di un processo durato appena 24 giorni, è stato condannato all'ergastolo in quanto ritenuto colpevole oltre ogni ragionevole dubbio. L'accusa a carico di Chico Forti si è da subito manifestata traballante, è stata modificata per ben tre volte nel corso del processo, giudicando alla fine l'imputato colpevole sulla base di prove deboli e poco chiare. Nella sentenza la stessa Corte afferma di non avere le prove che Forti abbia materialmente esploso il colpo di arma da fuoco ma di avere tuttavia la sensazione che sia stato l'istigatore del delitto. In particolare: l'arma del delitto non è mai stata ritrovata, il movente (una presunta truffa) è decaduto, non ci sono testimoni, tanto meno impronte digitali, e la prova del DNA ha dato esito negativo. Ci si chiede allora se questi elementi mancanti, pur non provando la innocenza di Chico Forti, siano sufficienti ad insinuare un ragionevole dubbio della sua colpevolezza. Sulla responsabilità o innocenza di Chico Forti si registrano posizioni discordanti. Recentemente è stato addirittura Bradley Pike, fratello della vittima, ad intervenire nella vicenda inviando una mail al Governatore della Florida con oggetto "Richiesta di rilascio per Chico Forti" rappresentando di essere fortemente convinto dell'innocenza del nostro connazionale. Il caso è stato approfondito anche da un famoso media americano, la CBS 48 Hours, trasmissione di indubbia rilevanza che si è schierata a favore di Forti inquadrando la vicenda in un caso di mala-giustizia. Nel febbraio 2020 il Ministro degli Esteri Di Maio ha reso noto di aver incaricato l'ambasciatore Italiano a Washington di mettersi in contatto con il Governatore della Florida, lasciando aperta ogni possibilità dalla richiesta di grazia, alla revisione del processo -ipotesi più lunga ed incerta essendo possibile solo in presenza di nuove prove- ed il trasferimento di Forti in Italia in qualità di detenuto, possibilità tuttavia non condivisa da Chico Forti il quale da sempre si proclama innocente.