I Giacobini del Golfo

I Giacobini del Golfo Siamo I GIACOBINI DEL GOLFO. Vogliamo cambiare Spezia presto, bene e tanto, con una rivoluzione fatta

15/06/2023

Per ricordare Berlusconi,questo governo abroga gli abusi di ufficio, limita la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche disposte dall' autorita' giudiziaria, rende non appellabili le sentenze di assoluzione.
La chiamano liberta': liberta' di delinquere e di prendere in giro le persone oneste.Nessuno, invece, che si preoccupi di rendere i processi piu' veloci, di accorciare procedure lunghissime che favoriscono i colpevoli, di assumere nuovi magistrati e di metterli in condizione di lavorare bene..
Questo e' il rigore della destra della Giorgia Meloni: dalla parte di chi delinque, purche' potente

Nel gennaio 1923, alla Spezia, squadre di azione fascista uccisero diciannove cittadini antifascisti, prelevati nelle lo...
29/01/2023

Nel gennaio 1923, alla Spezia, squadre di azione fascista uccisero diciannove cittadini antifascisti, prelevati nelle loro abitazioni, nel luogo di lavoro, incontrati per strada.
Nel centesimo anniversario di questo crudele massacro la citta' della Spezia intende ricordare quanti ne furono vittime innocenti.
Lo fara' con un' iniziativa organizzata dai Giacobini del Golfo Circolo Giacomo Brodolini il 30 gennaio alle ore 17, alla Sala Dante della Spezia.
Roberto Quber presentera' il suo romanzo " L' omicidio di Via del Poggio", dedicato a Armando Zilioli, 30 anni, assassinato in Via del Poggio.
Rudi Veo presentera' la sua canzone " Pietro Lelli", 26 anni, un altro degli assassinati, nel quartiere di Rebocco.
E poi uno scambio di idee su quegli anni alla Spezia, con gli scrittori di storia locale Giorgio Pagano, Alberto Incoronato e Riccardo Bonvicini.
Colonna sonora di canzoni popolari.

Il romanzo "L' omicidio di Via del Poggio" di Roberto Quber, gia' in vendite nelle librerie spezzine Ricci e Il Contrappunto e nelle principali edicole cittadine, sara' venduto durante l' evento in banchi nei quali saranno esposte anche le opere degli altri scrittori spezzini presenti

L’OMICIDIO DI VIA DEL POGGIO, di Roberto QuberLunedì 30 gennaio 2023 alle ore 17,00, alla Sala Dante, Via Ugo Bassi n. 4...
17/01/2023

L’OMICIDIO DI VIA DEL POGGIO, di Roberto Quber

Lunedì 30 gennaio 2023 alle ore 17,00, alla Sala Dante, Via Ugo Bassi n. 4, Roberto Quber, avvocato e scrittore, presenterà il suo nuovo romanzo.
È un romanzo verità sull’omicidio del pittore anarchico trentenne Armando Zilioli, ucciso nel centro storico della Spezia, nella notte tra il 22 e il 23 gennaio 1923, 100 anni fa; sul contesto storico (in quei giorni i fascisti, da poco al potere, uccisero 19 anarchici, comunisti e socialisti spezzini); sul processo; sulla sentenza; su ciò che accadde in seguito.
Interverranno gli scrittori Riccardo Bonvicini, che parlerà della strage di Falconara del 1922; Alberto Incoronato, sulla guerra civile alla Spezia tra il 1921 e il 1923; Giorgio Pagano parlerà dei bombardamenti sulla città del 1943-1944 e dei giorni della sua liberazione.
Rudi Veo, medico e cantautore, suonerà e canterà la canzone da lui composta, dal titolo “Pietro Lelli”, antifascista ammazzato nella notte tra il 21 e il 22 gennaio 1923 nel quartiere spezzino di Rebocco.
Non per riaccendere vecchi odi, ma per estrarre dalla storia ciò che essa ci insegna.
Il romanzo “L’omicidio di Via del Poggio” è acquistabile durante l’evento, nelle librerie Ricci e Il Contrappunto della Spezia e su ordinazione con recapito a domicilio senza spese di spedizione al Circolo Brodolini all’indirizzo e-mail: [email protected]

14/03/2022

Domani, martedì 15 marzo, alle 17,30, in Sala Dante, Roberto Quber presenterà il suo romanzo “Un Orologio Zenith del 1956”, edito da Il Filo di Arianna.

La presentazione, patrocinata dal Comune della Spezia e alla quale porterà il saluto il Sindaco Pierluigi Peracchini, consisterà in un’intervista all’autore da parte di giornalisti e del pubblico.

Il romanzo, in libreria da pochi giorni, è stato selezionato per la partecipazione al Salone Internazionale del Libro che si svolgerà a Torino dal 19 al 24 maggio.

Ambientato alla Spezia, nella seconda metà del secolo scorso, narra le vicissitudini di Massimiliano Roberti, giovane sottoproletario di periferia impegnato in molte battaglie per cambiare la società e a studiare per cambiare il suo status sociale nella società che c’è.

Dalla Piazza Verdi con il suo Palazzo agli Studi alle vasche in Via Chiodo; dalla Questura, allora ubicata al piano terreno nello stesso palazzo della Prefettura, dove Massimiliano viene portato per uso non autorizzato di megafono ai portici di Via Veneto, sotto la cattedrale, dove i giovani si ritrovavano il sabato sera per decidere in quale località della Versilia andare; dai veleni della politica di palazzo civico ai veleni della discarica abusiva di cantiere navale di cui Massimiliano, divenutone dirigente, viene a sapere.

Sullo sfondo tanti amori, meravigliosi e controversi, e la storia dell’Italia di quegli anni.

02/03/2022

Nasce sottoproletario, studia con profitto ma con disperazione perche' studiare e' sacrificio.
E' protagonista, nel suo liceo, delle lotte studentesche che vogliono cambiare la scuola e l' Italia.
La sinistra studentesca si riversa in molte strade, lui sceglie la carriera aziendale e diventa manager.
Vive amori controversi e accidentati, da quelli sbocciati ai primi festini a casa di amici al matrimonio, alla separazione, a un nuovo matrimonio e non finisce qui.
Sono i primi quarant'anni di vita di Massimiliano Roberti, sullo sfondono scorrono, anch'essi protagonisti, La Spezia e gli avvenimenti della storia della seconda meta' del secolo scorso.
E' il romanzo "Un Orologio Zenith del 1956", che ho scritto e che "Il filo di Arianna Editore" ha pubblicato.
Sara' presentato martedi' 15 marzo alle 17,30, in sala Dante, sul retro di quel Palazzo agli Studi di Piazza Verdi nel quale e' ambientata la prima parte del romanzo.
Chiunque di voi verra', sara' il benvenuto.
Il libro attualmente e' in vendita soltanto nella libreria "Il filo di Arianna", alla Spezia in Via Lunigiana 491; dal 6 marzo sara' anche nelle librerie spezzini Ricci e Il Contrappunto.
Dopo la presentazione nelle librerie indipendenti di tutta Italia.

Roberto Quber

17/06/2019

All'alba di un giorno di luglio 2018 mi sveglio alle 4,30, merito della sveglia.
Guardo mio marito, può dormire ancora, e' disoccupato, nostro malgrado.
Io vorrei dormire ancora,sono stanca, il tumore al seno se n' è andato, ma non sono più quella di una volta.
Ma per fortuna non posso dormire, per fortuna ho un lavoro, sono operatrice ecologica nel porta a porta, dipendente di Acam, da poco assorbita da Iren.
Anche stamane sarà la solita mattinata: caricare i sacchetti delle case nel mio furgoncino e quando il furgoncino e' pieno andare al camion compattatore e sversarlo e poi ricominciare.
È il mio lavoro, non è entusiasmante ma dignitoso come dignitoso e' lo stipendio, senza quello sarebbe un bel problema.

Non è stata una giornata come tutte le altre.
A fine turno mi sono fermata, fuori programma, da un ambulante: gli ho chiesto se aveva delle cassette da buttare, me ne ha date 5 vuote e gliele ho buttate sul furgoncino, c'era ancora un po' di posto.
Lui mi ha ringraziato e mi ha regalato due banane.
Non le volevo, ma mi ha detto che era un modo per dirmi grazie perché gli risparmiavo la fatica di andare all'isola ecologica.
Rifiutare non mi sembrava gentile .
Poi sono andata a scaricare nel camion compattatore, tenendo le cassette a parte perché vanno smaltite diversamente.
Mentre ero lì da una macchina è sceso un signore che sbraitava, mi ha detto che era l'assessore all'ambiente Casati, che mi ero comportata male perché non dovevo caricare quelle cassette e accettare quelle banane

E' fine luglio: Acam mi manda una lettera di contestazione di addebito.
Con un componente del sindacato di azienda vado dall'azienda a giustificarmi: non ho difficoltà ad ammettere che ho smaltito cinque cassette vuote e che mi hanno regalato due banane, ma faccio presente che non mi sembra di avere fatto qualcosa di grave

È passato tutto il mese di agosto e quella lettera di contestazione di addebito quasi non la ricordavo più.
Ci ha pensato Acam Iren a ricordarmela: mi ha licenziato!
Per un regalo di due banane!
I capi si sono fatti tutto il mese di agosto di ferie e, poi, tornati al lavoro, a settembre, hanno deciso di togliersi dalla scrivania le pratiche arretrate.
Io ero una pratica arretrata: mi hanno smaltita licenziandomi.
Fatico a crederci,mi pare di non avere fatto niente di male

AIUTA QUESTA LAVORATRICE
MANIFESTA VENERDI' 21 ORE 17 URBAN CENTER DELLA SPEZIA

07/11/2017

Nella primavera del 2018 si voterà.
Ci chiederanno il voto dicendo che sono progressisti, innovatori, per la gente che lavora, per lo sviluppo, per l’occupazione, per la legalità.
Troppi dicono concetti condivisibili e votano leggi opposte ai concetti che dicono.
Non è più possibile votare un partito soltanto per il suo nome, il suo simbolo, per enunciazioni e programmi generici che possono essere interpretati in troppi modi.
È diventato obbligatorio votare per chi nei propri programmi scrive punti precisi, non eludibili, impegni vincolanti con gli elettori.
Voteremo per quel partito (se ci sarà) che nel suo programma scriverà:
a) che abbiamo diritto di andare in pensione a 65 anni d’età (e non 66 e 7 mesi come è oggi o a 67 come sarà nel 2019) o dopo 40 anni di contributi (e non dopo 42 come è oggi o dopo 43 come sarà nel 2019).
In questo modo si andrà in pensione a un’età equa e si creeranno posti di lavoro per i giovani;
b) che devono essere soppressi gli “stage” che consentono alle imprese di “assumere” per 6 mesi persone disoccupate, pagandole 500,00 Euro senza contributi e lasciandole a casa allo scadere dei 6 mesi, per poi assumere per 6 mesi un altro stagista a 500,00 Euro. Se alle imprese non si faranno questi regali a danno dei disoccupati, esse pagheranno il giusto;
c) che i lavoratori delle ditte appaltatrici vengano pagati quanto previsto dal CCNL per i lavoratori dell’appaltante che svolgono le medesime mansioni.
In questo modo si ricorrerà all’appalto per una scelta tecnico-organizzativa e non per risparmiare a danno dei lavoratori sottopagati, come sta avvenendo anche negli appalti delle ASL e dei Comuni.
# # #
Chi è d’accordo con questo metodo e con questi punti, per un voto di lotta e non di “delega in bianco”, venga per parlarne ed organizzarci:
giovedì 9 novembre alle ore 17,30 all’Urban Center della Spezia, al piano terra del Teatro Civico, con ingresso da Via Carpenino.
Roberto Quber

10/09/2017

11 SETTEMBRE: 1973 E 2001

A. 11 settembre 1973, ore 6,00, Valparaiso (Cile). Marinai della marina militare cilena, capeggiati dai loro comandanti, scendono dalle navi e si dirigono su alcuni camions verso Santiago per deporre il socialista Salvador Allende, Presidente democraticamente eletto dai cileni.
Ore 7,20. Informatone, il Presidente Allende lascia la sua abitazione e si dirige al palazzo presidenziale, la Moneda.
Ore 8,00. Alcuni carri armati dell’esercito circondano la Moneda. Allende telefona al comandante dell’Esercito, Pinochet, a quello dell’Aeronautica, Leigh e a quello della Marina, amm. Montero.
Nessuno risponde. Pinochet e Leigh, pur avendo giurato fedeltà alla Costituzione da poche settimane, sono nel quartier generale del colpo di stato.
L’amm. Montero, che al golpe è contrario, è agli arresti domiciliari, per ordine dell’amm. Merino che si è autonominato comandante della Marina.
Allende non ha bisogno di chiamare il comandante dei Carabineros, Sepulveda: è lealmente alla Moneda con lui.
Ore 8,42. Alla radio nazionale viene letto il proclama dei golpisti: “Il Presidente della Repubblica deve rimettere il mandato alle Forze Armate”. “Sospensione immediata di ogni attività informativa”. “I cittadini rimangano in casa per evitare vittime innocenti”. “Firmato: per l’Esercito: Pinochet; per l’Aeronautica: Leigh; per la Marina: Merino; per i Carabineros: Mendoza”.
Il generale Sepulveda apprende così di non essere più il legittimo comandante dei Carabinieri.
Ore 8.50. Il colonnello Sanchez offre ad Allende per la prima volta di lasciare con la famiglia il Cile a bordo di un D.C.6. Il Presidente rifiuta sdegnosamente. Richiesta e rifiuto sono reiterati altre due volte.
Ore 9,30. Soldati, autoblindo e altri carrarmati circondano la Moneda.
Ore 9,50. Allende lancia un proclama tramite radio Magallanes, che, collegata alla Moneda, sarà bombardata subito dopo dall’Aeronautica. Dice: “È possibile che ci schiaccino. Ma il domani sarà del popolo, sarà dei lavoratori”.
Ore 11,00. Comincia l’attacco alla Moneda. Con cannoni di carrarmati, con aerei che sganciano bombe, con mitragliatrici. Dalla Moneda il generale Sepulveda, alcuni Carabinieri, la guardia del corpo del Presidente costituita dalla polizia civile, comandata dall’ispettore Sedane e volontari nel frattempo affluiti sparano con mitragliatrici e mitra. Una lotta impari.
Ore 13,42. Allende ottiene dai golpisti una tregua per far uscire dalla Moneda chi intende arrendersi. Convince tutti ad uscire, promettendo che sarebbe uscito anche lui. Rimasto ultimo, si spara con la stessa mitragliatrice con la quale aveva sparato sui golpisti, per difendere la Moneda e la democrazia.
Sul terrazzo di un albergo, distante 300 metri, gli agenti segreti e gli addetti militari statunitensi, riferiscono a Kissinger e Nixon, complici del colpo di stato, che tutto sta andando bene.
Così bene che nei mesi successivi saranno torturati e uccisi migliaia di studenti ed operai, si stima 50mila.

# # #

B. 11 settembre 2001 – New York (USA), inizio della giornata lavorativa.
Due aerei delle linee interne, dirottati da terroristi di Al Quaeda, vengono fatti schiantare, con equipaggio, passeggeri e terroristi che ne hanno preso il comando, contro le Torri Gemelle dove migliaia di impiegati hanno da poco iniziato la loro giornata lavorativa.
Si sviluppa un incendio che fa collassare le Torri, che crollano.
Muoiono in 5mila: gli impiegati che stanno lavorando, i poliziotti e i vigili del fuoco di New York accorsi per salvarli.

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C. Le mani assassine sono diverse. Sono, però, accomunate da disprezzo per la vita umana degli altri, da spirito di crudeltà, da indegnità di appartenere al consorzio umano.
Onore ai caduti del Cile e delle Torri Gemelle.
Eterno disonore, morti o vivi che siano, a Nixon, Kissinger, Pinochet, Leight, Merino, Bin Laden, ai golpisti di Santiago e Valparaiso e a tutti i golpisti di sempre, ai terroristi di Al Quaeda e a tutti i terroristi di sempre.

09/08/2017

Nell´ambito di una causa promossa dagli eredi di un lavoratore morto per mesotelioma, l´avvocato produce la

13/07/2017

I I Giacobini del Golfo saranno grati ai consiglieri comunali che venerdì sera, votando per il Presidente del Consiglio Comunale vorranno tenere conto di principi di pace e di lotta ai mercanti di guerra.
Dato il contesto, precisiamo che la loro gratitudine sarà esclusivamente morale, escludendosi, a titolo esemplificativo, Presidente di assemblee condominiali, di associazioni contro la spazzatura e per la liberazione delle statue dai giardini recintati.

IL DIRETTORIO GIACOBINO

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