15/10/2015
MINISTERO DEL LAVORO
Circolare Prot. n. 37/001516860 - SANZIONI
Con circolare n. 7/0016860 il Ministero del Lavoro, non più tardi del 12 ottobre 2015, ha reso noto che con art. 22 del D.Lgs n.151/2015 (in attuazione della delega di cui all'art. 1 comma 6 lett.f della L.183/2014) sono state apportate importanti modifiche al regime delle sanzioni previste per alcune fattispecie di illeciti, nello specifico, illeciti connessi al lavoro nero.
Così, in particolare:
E' stata eliminata la previsione di un trattamento sanzionatorio più favorevole nel caso in cui, al momento dell'ispezione, il lavoratore non lavori in nero ma risulti semplicemente regolarizzato in ritardo (facendo un salto indietro nel tempo il legislatore è tornato a considerare parimenti grave il comportamento del datore di lavoro che abbia semplicemente ritardato l'assunzione con quello del datore di lavoro che stia impiegando lavoratori in nero!!).
La sanzione è stata quindi graduata per fasce:
a) da € 1.500,00 ad € 9.000 per ciascun lavoratore irregolare impiegato fino a giorni 30;
b) da € 3.000 ad € 18.000,00 per ciascun lavoratore impiegato in modo irregolare per giorni da 30 a 60;
c) da € 6.000,00 ad € 36.000,00 per ciascun lavoratore impiegato in modo irregolare per un periodo superiore a 60 giorni.
(si fa presente che nell'applicazione concreta della sanzione la stessa non viene mai richiesta nel minimo ma quantomeno nella misura pari al doppio del minimo per cui le sanzioni minime si elevano rispettivamente a 3.000,00-6.000.00 e 12.000,00).
A questi importi va poi aggiunta una maggiorazione del 20% nel caso in cui i lavoratori impiegati siano stranieri e senza permesso di soggiorno.
Oltre a ciò, il lavoratore trovato intento a lavorare senza regolarizzazione andrà assunto obbligatoriamente (mentre quello regolarizzato in ritardo avrà diritto solo alla retrodatazione dell'assunzione) per almeno 3 mesi, con contratto di lavoro a tempo indeterminato (anche part-time a non meno del 50%) o con contratto a termine dell'indicata durata minima.
Con la nuova normativa risultano inoltre aumentate:
1) la sanzione che è necessario pagare per ottenere la riapertura dell'attività (la chiusura segue al fatto che vengano trovati lavoratori in nero per un numero pari o superiore al 20% complessivo dei dipendenti), somma che viene portata ad € 2.000 ,00 con possibilità di versare il 25% subito e la restante parte nei successivi 6 mesi con un tasso del 5%!
2) la sanzione afferente l'errata/infedele trascrizione dei dati nel Libro Unico del lavoro (sostitutivo del vecchio Libro matricola) che da oggi varia da € 150 ad € 1.500 per ciascun lavoratore;
3) la sanzione afferente la mancata o RITARDATA consegna del prospetto paga o l'errata trascrizione dello stesso che da oggi varia da € 600,00 ad€ 3.600,00 se riguarda fino a 5 lavoratori per un periodo superiore ad un mese e da 1.200 ad € 7.200,00 se la violazione riguarda più di 10 lavoratori e per un periodo superiore a 12 mesi;
4) sanzione connessa alla mancata corresponsione degli assegni familiari che da oggi varia da € 1.500,00 ad € 9.000 se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori per un periodo superiore a sei mesi e da € 3.000,00 ad € 15.000,00 se la violazione riguarda più di 10 lavoratori ovvero un periodo superiore a 6 mesi.
Che dire.......
visto che questo genere di disposizioni non affligge nè le grosse aziende che vantano organizzazione e mezzi economici sufficienti a non incappare in dette violazioni (talvolta peraltro niente affatto volontarie come nel caso dell'assunzione fatta lo stesso giorno dell'immissione in servizio o addirittura per ragioni di forza maggiore ecc.) nè le attività gestite in modo volutamente delinquenziale....................la domanda è questa: sopravviveranno questa volta le piccole, piccolissime imprese?