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Firmato il protocollo R.E.S.A. tra Procura, Regione e Comuni
12/09/2024

Firmato il protocollo R.E.S.A. tra Procura, Regione e Comuni

E’ stato firmato il protocollo d’intesa tra la Procura della Repubblica, la Regione Campania e i sindaci dei Comuni di Bacoli, Barano d’Ischia, Forio d’Ischia, Ischia, Pozzuoli e Quarto per il “Coordinamento delle opere di demolizione dei manufatti abusivi”.

Processo telematico, dal 30 settembre ammessi formati audio e video.
07/08/2024

Processo telematico, dal 30 settembre ammessi formati audio e video.

pubblicato il provvedimento DGSIA con le nuove specifiche tecniche in vigore dal 30 settembre 2024. Ammessi i formati video e audio.

23/12/2023
07/06/2023

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie generale, n. 130 del 6 giugno 2023) il D.M. Giustizia 10 maggio 2023 con il quale è stato aggiornato a euro 12.838,01 il limite di reddito per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

Buone feste!
23/12/2021

Buone feste!

29/09/2021

Il giudice deve verificare se l'esecuzione è adeguata in rapporto ai criteri elaborati dalla giurisprudenza della Corte EDU (Cass. pen., sentenza n. 34607/2021).

09/07/2021

PRESCRIZIONE, LA PATETICA OSSESSIONE DEL GIUSTIZIALISMO NOSTRANO

Oggi il forcaiolismo nostrano è listato a lutto. La riforma (sia detto senza offesa) della prescrizione firmata 5 stelle è deceduta. Piangono, i poveretti, la dipartita di una grande conquista di incompresa civiltà. Quella per la quale se uno Stato, per propria incapacità strutturale, non sa impiegare meno di una decina di anni per stabile se sei innocente o colpevole, beh chissenefrega. Devi rimanere prigioniero del tuo processo fino a quando ci aggrada. Stai lì e aspetta, quando stiamo comodi te lo diremo, se la tua presunzione di innocenza (che p***e con ‘sta storia, suvvia!) debba trovare conferma o smentita. Nel frattempo, la tua vita è maciullata, divorata dal pubblico discredito. Sei un presunto colpevole d’altronde, la prossima volta imparerai a non metterti in condizione di essere sospettato.
Sarei curioso di sapere cosa ne pensano gli alfieri di questa roba -i Caselli, i Davigo, i Travaglio e travaglini vari, nonché i sommi giuristi di comesichiama Appula- della recentissima sentenza della Corte Costituzionale, che in tema di prescrizione ha appena finito di ribadire i seguenti principi: >. Ed ancora, che il rispetto del principio di legalità esige >.
Sapete cosa significa questo, illustri signori? Che la vostra conquista di civiltà è, molto semplicemente, un obbrobrio fuori dalla Costituzione. Firmato: Corte costituzionale. Senonché il Paese è così malridotto, che da due mesi stiamo impazzendo per capire come non irritare gli artefici e i corifei di una simile porcheria. Invece di -come si diceva un tempo- mandarli a ripetizione di diritto costituzionale, tocca rispettarne “l’identità politica”, che si risolve ormai solo in quella robetta incostituzionale lì. E poiché questo non è più oltre possibile e tollerabile, è toccato dargli il contentino forcaiolo buono per tutte le stagioni. Inseriamo qualche reato “identitario” nel famoso catalogo (mafia, terrorismo, violenza sessuale eccetera) per i quali il giudice, a determinate condizioni, potrà prorogare di un annetto il nuovo termine di prescrizione processuale (due anni per l’appello, un anno per la cassazione). Quindi dentro corruzione, concussione, peculato. Per questi eroi del nostro tempo, la cosa riveste evidentemente una funzione analgesica, balsamica. Almeno questo! hanno frignato. Ed il Governo li ha dovuti accontentare, a quanto pare contro la volontà degli altri partners di maggioranza, ma quando devi quadrare un cerchio può accadere anche questo. Quindi ora un processo -per dire- a carico di un vigile urbano che ha preteso mille euro dal barista per chiudere un occhio sui tavolini messi fuori senza licenza, può finalmente durare un po' di più del processo al bancarottiere miliardario che ha depredato migliaia di risparmiatori. Sono soddisfazioni, diciamoci la verità. È confortante sapere che ci sono costoro – i Di Battista, i Crimi, quell’altra dello scatarro (mi sfugge il nome), gli Scanzi e i Barbacetto eccetera- a vegliare su ciò che resta della pubblica moralità. Certo, hanno dovuto arrendersi alla Corte costituzionale, ma almeno qui hanno tenuto il punto caspita.
Questo, amici miei, è il Paese nel quale, al momento, ci tocca vivere. Quale “riforma della giustizia” potevamo e possiamo seriamente attenderci da queste macerie del diritto, della ragione, e anche del senso del ridicolo? E infatti il prodotto di una simile “mission impossible” è una cosa mezza sì e mezza no, costellata da qualche buona idea, da tante altre abortite a svuotate, e da altre ancora contro le quali occorrerà che il Parlamento si impegni molto seriamente.
Oggi possiamo dire questo: la obbrobriosa riforma Bonafede della prescrizione è alle sp***e; il tentativo di stravolgere il processo di appello è stato in larga parte sventato; qualche altra buona idea, di schietta ispirazione costituzionale, è stata incartata dal Governo in una legge delega che, non dimentichiamolo, era da brividi.
È la riforma del processo che vorremmo, e che scriveremmo noi? Nemmeno lontanamente, ed il nostro impegno per migliorarla ora dovrà moltiplicarsi. Ma, questo essendo il Paese che abbiamo democraticamente scelto di darci, almeno salutiamo come merita la fine di una stagione che non avremmo mai voluto vivere, e che ora comincia davvero a scivolarci dietro le sp***e.

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10/10/2020

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Udienze da remoto e trattazione scritta: ulteriore proroga fino al 31 dicembre 2020 prevista dal D.L. 125/2020.

19/09/2020

Le Sezioni Unite, con sentenza n. 19596 del 18/09/2020, decidendo su questione di massima di particolare importanza, hanno affermato il seguente principio di diritto: “Nelle controversie soggette a mediazione obbligatoria ai sensi dell’art. 5, comma 1-bis, del d.lgs. n. 28 del 2010, i cui giudizi vengano introdotti con un decreto ingiuntivo, una volta instaurato il relativo giudizio di opposizione e decise le istanze di concessione o sospensione del decreto, l’onere di promuovere la procedura di mediazione è a carico della parte opposta; ne consegue che, ove essa non si attivi, alla pronuncia di improcedibilità di cui al citato comma 1-bis conseguirà la revoca del decreto ingiuntivo”.

Figli maggiorenni non autosufficienti ed assegno di mantenimento: le puntualizzazioni della Corte di Cassazione.
17/08/2020

Figli maggiorenni non autosufficienti ed assegno di mantenimento: le puntualizzazioni della Corte di Cassazione.

Solo in Italia si mantiene un figlio fino a trenta anni. La Cassazione chiede un’inversione di rotta per passare dal principio «del diritto a qualunque diritto» al concetto di dovere, come impone l’evoluzione sociale

07/07/2020

Con un emendamento al Decreto Rilancio estesa fino al 31 ottobre la facoltà di trattazione scritta delle udienze civili e il ricorso al processo da remoto.

Parliamo di
18/06/2020

Parliamo di

In principio era il foglio, poi l'avvento del telematico. Infine, il processo da remoto. Offesa alla dignità della professione o opportunità da cogliere?

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