18/06/2026
𝗖𝗼𝗺𝗽𝗿𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮 𝗮𝗹 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗮𝘀𝘀𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗺𝗮𝗻𝘁𝗲𝗻𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼: 𝘀𝗶 𝗽𝘂ò?
«Preferirei comprare a mia figlia un appartamento, invece di versarle l'assegno ogni mese. Posso?»
È una domanda che ricevo spesso. La risposta è sì, ma solo rispettando alcune condizioni precise.
Il primo equivoco da chiarire è che non si tratta di una donazione. Quando l'immobile viene trasferito al figlio negli accordi di separazione per assolvere il mantenimento, la legge lo considera un pagamento, non un regalo. La Cassazione lo ha confermato: ha funzione solutorio-compensativa dell'obbligo di mantenimento.
Perché l'operazione sia valida servono tre cose:
– il consenso dell'altro genitore, messo per iscritto;
– l'inserimento dell'accordo nel verbale di separazione, da omologare in Tribunale;
– la verifica del giudice, che controlla che tutto sia nell'interesse del figlio.
C'è un dettaglio che molti trascurano: bisogna scrivere con chiarezza se la casa sostituisce il mantenimento per intero oppure solo in parte, e a chi restano le spese straordinarie — scuola, salute, sport. Un accordo che non lo precisa è una lite rinviata di qualche anno.
Va detto anche che questo tipo di trasferimento, essendo considerato un pagamento e non una liberalità, è più difficile da contestare da parte di eventuali creditori. Una protezione in più per il figlio, ma solo se l'atto è impostato nel modo corretto.
Una casa data bene è una tutela concreta in un momento difficile. Data male, è il punto di partenza della prossima discussione.
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