15/05/2025
ASSEGNAZIONE DI PORZIONE DI CASA AD UNO DEI GENITORI DIVORZIATI - PER LA CASSAZIONE NON È POSSIBILE SE NON NELL'INTERESSE DEI FIGLI
Commento a sentenza Cass. civ., Sez. I, Ord., (data ud. 08/04/2025) 09/05/2025, n. 12249.
Il caso riguarda una controversia tra due ex coniugi (che chiameremo A.A. e B.B.) sulla casa familiare dopo il divorzio. La casa era stata inizialmente assegnata alla madre (A.A.) che vi abitava con la figlia C.C. (nata nel 2003), ancora non economicamente autonoma.
Il padre (B.B.) aveva chiesto due cose:
1. Ridurre l'assegno di mantenimento per la figlia
2. Revocare l'assegnazione della casa familiare alla madre
Il Tribunale aveva respinto entrambe le richieste. Il padre aveva fatto ricorso alla Corte d'Appello, che aveva preso una decisione particolare: invece di revocare completamente l'assegnazione della casa, aveva deciso di dividere l'immobile in due unità, assegnando il primo piano al padre.
La madre ha fatto ricorso in Cassazione contro questa decisione, e la Cassazione le ha dato ragione, stabilendo alcuni principi molto importanti:
1. La casa familiare può essere assegnata solo per tutelare l'interesse dei figli a mantenere il loro ambiente di vita (chiamato "habitat domestico"). Come chiarito dalla Cassazione n. 23501/2023, questo significa che i figli devono poter continuare a vivere nello stesso ambiente in cui sono cresciuti, con le loro abitudini e relazioni sociali.
2. Il giudice del divorzio non può decidere di assegnare una parte della casa al genitore che non vive con i figli. Come specificato dalla Cassazione n. 23092/2024, non possono essere considerate le pure esigenze economiche o abitative dei genitori, ma solo l'interesse dei figli.
3. È vero che in alcuni casi speciali si può assegnare solo una parte della casa (come stabilito dalla Cassazione n. 24106/2023), ma questo è possibile solo se:
- La parte assegnata è sufficiente per le esigenze della famiglia
- La decisione viene presa nell'interesse dei figli
- Il genitore non collocatario (cioè quello che non vive con i figli) è proprietario esclusivo dell'immobile
Nel caso specifico, la Corte d'Appello ha sbagliato perché:
1. Non ha spiegato quale "fatto nuovo" giustificasse la modifica dell'assegnazione
2. Ha assegnato una parte della casa al padre senza considerare che questo non era nell'interesse della figlia
3. Ha ignorato gli accordi originari presi dai genitori nel divorzio
La Cassazione ha quindi annullato la decisione della Corte d'Appello e ha revocato l'assegnazione del primo piano al padre, ripristinando la situazione precedente con l'intera casa assegnata alla madre e alla figlia.
Questa sentenza è importante perché ribadisce un principio fondamentale: nelle decisioni sulla casa familiare, l'unica cosa che conta è l'interesse dei figli a mantenere il loro ambiente di vita, non le esigenze abitative o economiche dei genitori.