29/01/2026
Chi mi conosce sa che di solito tengo per me il mio pensiero, per lasciare spazio a un confronto libero e senza costrizioni. Ma come avvocato civilista, oggi condivido qualche riflessione sul referendum sulla giustizia – in particolare la separazione delle carriere – ispirandomi alle parole sagge del professor Augusto Barbera, presidente emerito della Corte Costituzionale.Barbera lo ha detto chiaro: «Il mio voto al governo lo darò nel 2027, oggi si vota sulla giustizia». Non è un plebiscito pro o contro l’esecutivo, ma una scelta ragionata sul modello di magistratura. Il SÌ (22-23 marzo 2026, senza quorum) separa nettamente giudici e PM: corpi distinti, carriere autonome senza passaggi reciproci per eliminare contiguità e sospetti di parzialità. Prevede due CSM indipendenti per nomine e percorsi professionali, più una Corte disciplinare terza per responsabilità trasparenti. Rafforza l’indipendenza con status costituzionale esplicito ai PM, terzietà del giudice potenziata e un modello accusatorio equilibrato, senza toccare l’obbligatorietà dell’azione penale.
Personalmente voterò SÌ, convinta che sia un passo verso una giustizia più autonoma ed efficace. Ma non voglio convincere o obbligare nessuno: il mio dovere è solo civico, di competenza specifica. Lavorando ogni giorno con il diritto civile, sento la responsabilità di chiarire ai non addetti cosa sta davvero in gioco, oltre le polemiche politiche. Informarsi è un diritto e un dovere per tutti noi cittadini!
Avv. Azzurra Sposato