Di Giandomenico Avv. Giuseppe Studio Legale

Di Giandomenico Avv. Giuseppe Studio Legale Il mio studio legale si prefigge di risolvere i problemi, tenendo a mente che vanno evitati prima che Lo studio legale Di Giandomenico avv.

Giuseppe è uno studio legale italiano indipendente fondato nel 1993 dallo stesso Giuseppe Di Giandomenico. Esso opera sia in campo giudiziale che stragiudiziale e la clientela è costituita prevalentemente da piccole e medie imprese, compagnie di assicurazioni e società finanziarie, oltre che dalla cosiddetta clientela retail. Nel settore contenzioso operano tre professionisti che seguono i seguent

i ambiti di diritto: commerciale, societario, del lavoro, procedure concorsuali a difesa da azioni revocatorie, dei rifiuti, delle assicurazioni e delle aste giudiziarie. Lo studio ha anche un dipartimento che cura il recupero crediti commerciali attraverso procedure monitorie ed esecutive, previa effettuazione di una analisi preventiva.

📌La misura non deve comprimere inutilmente la libertà della persona ma deve privilegiarne l’autodeterminazione📌L’amminis...
23/09/2025

📌La misura non deve comprimere inutilmente la libertà della persona ma deve privilegiarne l’autodeterminazione📌

L’amministrazione di sostegno deve essere graduata e proporzionata in ragione delle esigenze di tutela della persona, perimetrando perciò i poteri gestori dell’amministratore in termini direttamente proporzionati alle condizioni di menomazione del beneficiario ed all’incidenza di tali condizioni sulla capacità del soggetto di provvedere ai propri interessi, di modo che la misura risulti specifica e funzionale agli obiettivi individuali di tutela, senza comprimere inutilmente la libertà della persona e privilegiandone il rispetto dell’autodeterminazione.
Questa la posizione assunta dai giudici (ordinanza numero 18549 dell’8 luglio 2025 della Cassazione), i quali, a chiusura di un delicato contenzioso, hanno respinto la richiesta di revoca di un’amministrazione di sostegno, richiesta avanzata dalla persona destinataria di tale misura di tutela. Per i giudici, difatti, il provvedimento è chiaro e lineare, poiché si è appurato che la persona soffre di psicosi schifo-affettiva. Ancora più in dettaglio, la capacità di determinarsi della persona è legata al riacutizzarsi, o meno, degli effetti della patologia, a loro volta connessi inscindibilmente alla continuità e stabilità del percorso terapeutico.
Leggi tutte le news su 👉 https://www.sldigiandomenico.it/news/
___________________
Studio Legale Avvocato Giuseppe Di Giandomenico
Largo del Forno, 11
64021 Giulianova (TE)
Mail: [email protected]
WEB: https://www.sldigiandomenico.it

📌Può, ad esempio, rilevare l’instaurarsi di una relazione di cura che sia indicativa di un rapporto fiduciario più forte...
05/09/2025

📌Può, ad esempio, rilevare l’instaurarsi di una relazione di cura che sia indicativa di un rapporto fiduciario più forte rispetto a quello precedentemente espresso nella originaria designazione dell’amministratore di sostegno📌

Possibile, in materia di amministrazione di sostegno, che il giudice tutelare disattenda la designazione notarile dell’amministratore effettuata direttamente dal soggetto beneficiario. Ciò, però, a patto che sussistano gravi motivi oggettivamente accertati, tra i quali può rilevare l’instaurarsi di una relazione di cura (caregiver) che può essere indicativa di un rapporto fiduciario più forte rispetto a quello precedentemente espresso nell’atto di designazione, unitamente ad altri elementi sopravvenuti che dimostrino la maggiore idoneità del caregiver a realizzare i migliori interessi della persona beneficiaria.
Questo il punto fermo fissato dai giudici (ordinanza numero 15055 del 5 giugno 2025 della Cassazione), i quali hanno perciò respinto le obiezioni sollevate da un avvocato a fronte della decisione con cui un giudice tutelare gli ha negato la nomina ad amministratore di sostegno di una signora, nonostante quest’ultima lo avesse indicato ufficialmente con tanto di atto notarile, e ha preferito affidare l’importante ruolo alla figlia della signora.
Per i giudici d’Appello, la decisione del giudice tutelare è stata assolutamente corretta, sia perché la nomina dell’avvocato risaliva a più di vent’anni prima, sia perché la figlia della signora è la persona che si prende cura della madre sotto tutti i profili di salute, assistenziali e patrimoniali.
Leggi tutte le news su 👉 https://www.sldigiandomenico.it/news/
___________________
Studio Legale Avvocato Giuseppe Di Giandomenico
Largo del Forno, 11
64021 Giulianova (TE)
Mail: [email protected]
WEB: https://www.sldigiandomenico.it

📌Sacrosanto, secondo i giudici, parlare di conflitto di interessi tra l’amministratore di sostegno e il beneficiario del...
15/07/2025

📌Sacrosanto, secondo i giudici, parlare di conflitto di interessi tra l’amministratore di sostegno e il beneficiario della misura📌

L’amministratore di sostegno che anticipa somme per il beneficiario entra in conflitto di interessi con quest’ultimo, diventandone creditore, circostanza, questa, che orienta verso la sua sostituzione, non essendo prevista nell’amministrazione di sostegno una figura con funzioni analoghe a quelle del protutore. In generale, difatti, il divieto per il tutore di rendersi cessionario di ragioni di credito verso il pupillo si applica anche all’amministrazione di sostegno.
Questi i principi fissati dai giudici (ordinanza numero 10144 del 17 aprile 2025 della Cassazione), chiamati a prendere in esame la richiesta di rimborso avanzata da un uomo per le spese sostenute, anzi anticipate, in nome e per conto del fratello di cui era amministratore.
Nello specifico caso, non è stato approvato il rendiconto annuale e successivamente è stato revocato l’incarico al fratello del soggetto sottoposto ad amministrazione di sostegno.
In generale, comunque, di regola, l’amministratore di sostegno non dovrebbe anticipare spese per il suo beneficiario. Difatti, se l’amministratore di sostegno anticipa somme per il suo amministrato, così entra in conflitto di interessi con il beneficiario, dal momento che diventa suo creditore, e già questo di per sé orienta verso la sua sostituzione, dal momento che, a differenza della tutela, non è prevista nella amministrazione di sostegno figura con funzioni analoghe a quelle del protutore. Si deve peraltro ricordare che il divieto per il tutore di rendersi cessionario di ragioni di credito verso il pupillo si applica anche all’amministrazione di sostegno. E nel caso specifico la sostituzione dell’amministratore è stata motivata anche con riferimento alla scarsa abilità dimostrata nell’amministrazione e alla mancata approvazione del rendiconto. Non a caso, a fronte delle richieste dell’oramai ex amministratore, relative all’avere anticipato di tasca propria rilevanti somme di denaro per sostenere le spese di sostentamento cura ed accudimento fratello, tra cui il pagamento delle badanti, è stato ha negato il rimborso, non approvando il rendiconto, poiché determinate spese non erano documentate, mentre sono state liquidate solo le somme che è stato possibile ricostruire.

Leggi tutte le news su 👉 https://www.sldigiandomenico.it/news/
___________________
Studio Legale Avvocato Giuseppe Di Giandomenico
Largo del Forno, 11
64021 Giulianova (TE)
Mail: [email protected]
WEB: https://www.sldigiandomenico.it

19/06/2025

📌Fondamentale effettuare una comparazione delle aggiornate situazioni reddituali e patrimoniali📌

Per la revisione dell’assegno divorzile è fondamentale l’accertamento di una sopravvenuta, effettiva e significativa modifica delle condizioni economiche degli ex coniugi, da valutare attraverso una comparazione delle rispettive situazioni reddituali e patrimoniali. Questo il punto fermo fissato dai giudici (ordinanza numero 5857 del 5 marzo 2025 della Cassazione), i quali aggiungono che, di conseguenza, non è possibile rivalutare le pregresse condizioni economiche delle parti né fatti anteriori, ma solo circostanze sopravvenute che abbiano alterato l’assetto economico stabilito tra gli ex coniugi al momento del divorzio. Inutile, quindi, nello specifico caso, l’azione proposta da un uomo e mirata ad ottenere la revoca o, in subordine, almeno la riduzione dell’assegno divorzile da corrispondere alla ex moglie. Respinta la visione proposta dall’uomo e mirata a sostenere l’insufficienza della mera comparazione della situazione economica e patrimoniale sua e dell’ex moglie, a fronte, a suo dire, della mancata valutazione del miglioramento della situazione economica della donna rispetto a quella precedente e valutata in sede di divorzio, miglioramento consistito nell’acquisizione, a titolo di eredità, di un bene immobile, utilizzato, peraltro, ad abitazione, successivamente al provvedimento di divorzio. In sintesi, secondo l’uomo, tra i fatti sopravvenuti costituenti giusta causa di revoca o revisione dell’assegno divorzile rientra pacificamente l’incremento patrimoniale del coniuge beneficiario, a seguito dell’accettazione di una eredità. Ma questa visione non è condivisa dai giudici, i quali ribattono con la sola necessità di accertare l’esistenza di sopravvenienze e, in caso di esito positivo, con l’obbligo di verificare se esse siano in grado di determinare una effettiva e significativa modifica delle condizioni economiche degli ex coniugi sulla base di una valutazione comparativa delle rispettive situazioni reddituali e patrimoniali.

Leggi tutte le news su 👉 https://www.sldigiandomenico.it/news/
___________________
Studio Legale Avvocato Giuseppe Di Giandomenico
Largo del Forno, 11
64021 Giulianova (TE)
Mail: [email protected]
WEB: https://www.sldigiandomenico.it

📌In presenza di una dimostrata capacità di gestire i propri interessi avvalendosi dell’assistenza di una rete familiare ...
06/06/2025

📌In presenza di una dimostrata capacità di gestire i propri interessi avvalendosi dell’assistenza di una rete familiare e professionale di sostegno autonomamente individuata, non sussistono i presupposti per l’attivazione della misura di protezione📌

L’amministrazione di sostegno non può essere disposta nei confronti di persona pienamente lucida che si opponga alla nomina dell’amministratore, e, poi, a maggior ragione qualora la sua protezione sia già di fatto assicurata in via spontanea dai familiari o mediante sistema di deleghe attivato autonomamente dal soggetto. Questo il principio fissato dai giudici (ordinanza numero 5088 del 26 febbraio 2025 della Cassazione), i quali aggiungono che, in assenza di riscontrata patologia o menomazione fisica o psichica e in presenza di una dimostrata capacità di gestire i propri interessi avvalendosi dell’assistenza di una rete familiare e professionale di sostegno autonomamente individuata, non sussistono i presupposti per l’attivazione della misura di protezione, pena la violazione dei diritti fondamentali della persona, dell’autodeterminazione e della dignità personale del soggetto. Analizzando la specifica vicenda oggetto del processo, l’esistenza di una condizione patologica o di una menomazione, fisica o psichica, del soggetto non è stata provata attraverso la produzione di documentazione sanitaria e non sono stati offerti elementi idonei a consentire al giudice di attivare i previsti poteri istruttori d’ufficio. Di contro, il soggetto ha depositato un certificato medico attestante che egli è capace di intendere e di volere e che versa in buone condizioni psico-fisiche. Peraltro, per quanto concerne l’incapacità di attendere ai propri interessi in uno con l’assenza di strumenti alternativi per sopperire alle proprie carenze, il soggetto ha, sino ad oggi, condotto la gestione del proprio patrimonio (con la stipula di transazioni e accordi per la definizione di vicende ereditarie) assistito da professionisti e, come è normale che sia per una persona di giovane età, con il consiglio della madre, ragione per cui non vi sono elementi per dubitare della sua capacità di autodeterminazione, restando una mera illazione la sua posizione di sudditanza psicologica rispetto alla madre.

Leggi tutte le news su 👉 https://www.sldigiandomenico.it/news/
___________________
Studio Legale Avvocato Giuseppe Di Giandomenico
Largo del Forno, 11
64021 Giulianova (TE)
Mail: [email protected]
WEB: https://www.sldigiandomenico.it

📌Per poter stabilire che una disposizione testamentaria sia viziata da dolo, non basta dimostrare qualsiasi influenza di...
21/10/2024

📌Per poter stabilire che una disposizione testamentaria sia viziata da dolo, non basta dimostrare qualsiasi influenza di natura psicologica sul testatore; è necessario invece fornire evidenza dell'effettivo utilizzo di mezzi fraudolenti mirati a ingannare il testatore.📌

La sentenza affronta una complessa disputa successoria in cui l'erede legittimo contesta varie sentenze di merito. I giudici dichiarano valido il testamento olografo pubblicato dallo zio dell'erede, respingendo le accuse di manipolazione della volontà del defunto. Anche la Corte di Cassazione non accoglie il ricorso dell'erede, dal momento che ritiene che la prova del dolo richieda evidenza di mezzi fraudolenti specifici che possano influenzare la volontà del testatore. Sebbene l'incapacità del defunto vicino alla stesura del testamento possa essere presunta, la prova della manipolazione deve basarsi su fatti certi. Il ricorso dell'erede viene, dunque, rigettato per motivi di inammissibilità: la Suprema Corte sottolinea che le prove presentate non dimostrano l'uso di mezzi ingannevoli che abbiano inciso sulla volontà testamentaria, confermando le interpretazioni dei giudici sul caso.

Leggi tutte le news su 👉 https://www.sldigiandomenico.it/news/
___________________
Studio Legale Avvocato Giuseppe Di Giandomenico
Largo del Forno, 11
64021 Giulianova (TE)
Mail: [email protected]
WEB: https://www.sldigiandomenico.it

📌L’istituto si caratterizza per la sua flessibilità: la normativa lascia ampi spazi di regolamentazione e di adattamento...
05/10/2024

📌L’istituto si caratterizza per la sua flessibilità: la normativa lascia ampi spazi di regolamentazione e di adattamento della misura al caso concreto. Il giudice, tramite l'esame, verifica, da un lato, le capacità e abilità del soggetto, e, dall'altro, le sue carenze. Pertanto, il giudice andrà a verificare se è necessaria la nomina e come definire e perimetrare i compiti e i poteri dell'amministratore📌

Il ricorrente proponeva ricorso per cassazione lamentando la presunta arbitrarietà e sproporzione di un provvedimento impositivo di misure restrittive la sua capacità di prendere decisioni, nonostante si ritenesse autonomo e competente nel gestire la propria vita quotidiana.
L’amministrato si è opposto con fermezza alla nomina di un amministratore di sostegno, poiché riteneva di non avere alcuna condizione fisica o mentale che lo rendesse incapace di curare i propri interessi.
Nell’accogliere il ricorso, la Corte precisa che l'amministratore di sostegno provvisorio nominato non è un partecipe necessario nel procedimento e non può costituirsi in giudizio per il beneficiario, il quale ha il diritto di scegliere liberamente il proprio difensore. L'amministrazione di sostegno, ricorda inoltre il Collegio, è un meccanismo progettato per tutelare persone che, in tutto o in parte, non sono autonome a causa di disabilità o menomazioni, senza tuttavia mortificarle e senza limitare la loro capacità di agire, se non nella misura in cui sia strettamente necessario.
L'opinione del beneficiario non può essere ignorata solo perché espressa da una persona considerata fragile o disabile. Anzi, l'amministratore è nominato quando il giudice riconosce che la persona non è in grado, a causa di infermità fisica o mentale, di prendersi cura dei propri interessi e tiene conto, nella misura del possibile, della volontà del beneficiario.
Nel caso specifico, la Corte ha giudicato illegittima la nomina dell'amministratore provvisorio in mancanza di una chiara dimostrazione della limitata capacità del soggetto di gestire i propri interessi, evidenziando la necessità di un'analisi più approfondita delle condizioni del ricorrente volte a verificare se effettivamente sussiste una incapacità tale per cui sia necessario nominare un amministratore di sostegno.

Leggi tutte le news su 👉 https://www.sldigiandomenico.it/news/
___________________
Studio Legale Avvocato Giuseppe Di Giandomenico
Largo del Forno, 11
64021 Giulianova (TE)
Mail: [email protected]
WEB: https://www.sldigiandomenico.it

📌L'amministrazione di sostegno mira a proteggere un individuo che non è in grado di gestire autonomamente i propri inter...
23/09/2024

📌L'amministrazione di sostegno mira a proteggere un individuo che non è in grado di gestire autonomamente i propri interessi senza però, ledere la sua dignità. Il giudice deve modellare il provvedimento di tutela in base alla situazione specifica del beneficiario, consentendogli di sviluppare al massimo le sue reali capacità📌
In seguito alla segnalazione da parte del Servizio Sociale riguardante una donna con disabilità fisiche e mentali e una propensione al gioco d'azzardo, il Giudice Tutelare di Alessandria ha emesso un decreto con il quale ha disposto l'apertura di un'amministrazione di sostegno a favore della donna. La decisione ha implicato che l’interessata non potesse più ritirare autonomamente la posta e la chiusura dei i suoi conti correnti. La donna si è opposta fortemente a questa misura, sostenendo di poter gestire da sola i propri interessi.
Nonostante la sua opposizione, il Tribunale ha confermato il decreto emesso dal Giudice Tutelare, fatta eccezione per il consenso ai trattamenti sanitari che è stato qualificato come semplice assistenza. La donna ha quindi presentato ricorso alla Corte di Cassazione per violazione del suo diritto all'autodeterminazione e la trasformazione della misura di mera assistenza e sussidiarietà, come viene descritta quella relativa all’amministrazione di sostegno dalla normativa di riferimento, in una misura altamente limitativa della sua autonomia.
La Corte di Cassazione, dichiarando fondato il motivo d’impugnazione, ha sottolineato che l'apertura di un'amministrazione di sostegno deve essere valutata attentamente caso per caso, analizzando le reali capacità del beneficiario e minimizzando le limitazioni alla sua autodeterminazione. Inoltre, anche se la misura prevede restrizioni, l'opinione del beneficiario deve essere sempre tenuta in considerazione.
La Corte ha stabilito che la sentenza di secondo grado non rispettava questi principi perché non considerava in modo appropriato le esigenze della beneficiaria e non vi era proporzionalità tra esigenze tutelari e limitazioni imposte.
Quindi, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della donna e ha ordinato che il caso fosse riesaminato dal tribunale di Alessandria poiché il provvedimento non era in linea con i principi giurisprudenziali consolidati. Si è quindi riconosciuta l'importanza di valutare attentamente le esigenze e le competenze del beneficiario, evitando limitazioni eccessive alla sua autonomia, e si è evidenziata la necessità di motivare adeguatamente le decisioni che influenzano la persona coinvolta.

Leggi tutte le news su 👉 https://www.sldigiandomenico.it/news/
___________________
Studio Legale Avvocato Giuseppe Di Giandomenico
Largo del Forno, 11
64021 Giulianova (TE)
Mail: [email protected]
WEB: https://www.sldigiandomenico.it

📌La Corte di cassazione ribadisce le regole per l’assegnazione della pensione di reversibilità a seguito della morte di ...
19/09/2024

📌La Corte di cassazione ribadisce le regole per l’assegnazione della pensione di reversibilità a seguito della morte di una persona quando ad essere coinvolti sono ex coniugi e coniugi superstite📌
Il ricorrente chiedeva al Tribunale di Velletri di vedersi assegnata il 65% della pensione di reversibilità percepita dall’ormai defunto ex coniuge. Il Tribunale però, attribuiva il 30% alla richiedente e il 70% alla coniuge superstite, causando la conseguente impugnazione della sentenza presso la Corte di appello di Roma. La quale, respingendo l'appello incidentale assegnava all'ex coniuge superstite l’85% della pensione per via della maggiore durata del loro matrimonio e la mancanza di redditi da parte di quest’ultima, con una riduzione ulteriore quindi, della quota spettante alla coniuge divorziata.
La soccombente, dunque, adiva la Suprema Corte, eccependo l’erronea determinazione delle quote, basata su un calcolo inesatto del lasso temporale trascorso in comunione con il defunto nonché l'uso improprio dell'assegno di divorzio come parametro di confronto per la distribuzione della pensione. La Corte Suprema ha ribadito che la ripartizione della pensione deve tener conto della durata dei matrimoni, delle condizioni economiche e dell'assegno di divorzio, e che devono essere considerati anche i periodi di convivenza prematrimoniale e la stabilità di tali relazioni.
Secondo la Corte Suprema, la Corte di appello aveva correttamente considerato tali elementi nella decisione sulla quota di pensione spettante, dando quindi il giusto peso alla situazione globale delle parti coinvolte. L'assegno di divorzio è stato interpretato non come un limite legale, ma come un fattore di supporto alla solidarietà, in linea con le leggi vigenti.

Leggi tutte le news su 👉 https://www.sldigiandomenico.it/news/
___________________
Studio Legale Avvocato Giuseppe Di Giandomenico
Largo del Forno, 11
64021 Giulianova (TE)
Mail: [email protected]
WEB: https://www.sldigiandomenico.it

📌La donazione indiretta di un immobile non si verifica quando il donante paga solo una parte del prezzo del bene. In que...
10/09/2024

📌La donazione indiretta di un immobile non si verifica quando il donante paga solo una parte del prezzo del bene. In questo caso, il pagamento del denaro rappresenta una modalità diversa per ottenere lo stesso risultato giuridico ed economico di donare l'immobile solo se si copre l'intero costo📌

La Corte di cassazione ha emesso una sentenza che riguarda la questione della donazione indiretta di un immobile, seguendo precedenti decisioni simili. La donazione indiretta avviene quando il denaro donato viene utilizzato per acquistare un immobile. La Corte ha chiarito che se l'immobile viene acquistato interamente con i soldi del donante e intestato a un'altra persona che il donante vuole beneficiare, si tratta di una donazione indiretta del bene stesso e non del denaro. Al contrario, se il donante paga solo una parte del prezzo dell'immobile, il pagamento del denaro rappresenta un modo diverso per ottenere lo stesso risultato di donare l'immobile solo se si copre l'intero costo.

📌Nel contesto dell'eredità, è importante considerare il denaro pagato e non la quota di valore corrispondente dell'immobile.

📌La sentenza è interessante anche per quanto riguarda la decisione della Corte d'Appello sul merito della questione. La Corte territoriale, dopo aver annullato una sentenza non definitiva del Tribunale di Genova, ha solo esaminato i motivi di appello senza entrare nel merito della causa, poiché l'annullamento della sentenza di primo grado non implicava il rinvio della causa al primo giudice. Pertanto, c'è stata una mancanza di pronuncia sulle richieste avanzate dalle parti, sia principali che secondarie.
Per tutti questi motivi, la Corte di cassazione ha annullato la sentenza e ha rinviato la causa alla Corte d'Appello di Genova per una nuova valutazione. 📝 Cass. civ., sez. II, sent., 12 giugno 2024, n. 16329

Leggi tutte le news su 👉 https://www.sldigiandomenico.it/news/
___________________
Studio Legale Avvocato Giuseppe Di Giandomenico
Largo del Forno, 11
64021 Giulianova (TE)
Mail: [email protected]
WEB: https://www.sldigiandomenico.it

📌Nel contesto legale della separazione coniugale, il giudice deve stabilire se l'assegno divorzile è dovuto per equilibr...
02/09/2024

📌Nel contesto legale della separazione coniugale, il giudice deve stabilire se l'assegno divorzile è dovuto per equilibrare le rispettive condizioni economiche dei coniugi. Questo principio è stato ribadito dalla Corte di cassazione nell’ordinanza 21111/2024📌

Il caso specifico riguardava un divorzio a Pordenone: la moglie aveva ottenuto un assegno mensile di € 1.100,00 poiché aveva contribuito all'attività del marito nel corso del matrimonio. Dopo un accordo firmato nel 2011 che prevedeva un equilibrio patrimoniale, il marito aveva contestato la decisione in appello senza successo. La Corte d'Appello aveva confermato il diritto della moglie all'assegno, considerando la disparità economica tra le parti.
📍Alla Corte di cassazione è stata presentata un'ulteriore impugnazione, sottolineando che la decisione non aveva tenuto conto degli accordi del 2011. La Corte Suprema ha dichiarato fondata questa critica, ribadendo che, per l'assegno divorzile, è essenziale valutare se vi è un significativo divario economico tra i coniugi e se tale divario è dovuto ai ruoli e alle scelte condivise durante il matrimonio. Inoltre, bisogna considerare se ci siano accordi pregressi che abbiano già compensato questo squilibrio.
📍Nel caso in esame, il Collegio ha evidenziato che la Corte d'Appello non ha correttamente considerato gli accordi del 2011 e il ruolo svolto dalla moglie. Ha invalidato la decisione e ha rinviato la causa per una nuova valutazione, basata su una più attenta analisi dei rapporti economici e degli accordi pregressi tra i coniugi. La sentenza ha confermato che il giudice deve prendere in considerazione l'intera storia familiare prima di assegnare l'assegno divorzile, garantendo un equilibrio reale tra le parti coinvolte.
Leggi tutte le news su 👉 https://www.sldigiandomenico.it/news/
___________________
Studio Legale Avvocato Giuseppe Di Giandomenico
Largo del Forno, 11
64021 Giulianova (TE)
Mail: [email protected]
WEB: https://www.sldigiandomenico.it

Indirizzo

Largo Del Forno, 11
Giulianova

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 19:30
Martedì 16:00 - 19:30
Mercoledì 16:00 - 19:30
Giovedì 16:00 - 19:30
Venerdì 16:00 - 19:30

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Di Giandomenico Avv. Giuseppe Studio Legale pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Di Giandomenico Avv. Giuseppe Studio Legale:

Condividi