è stato riaperto il bando per l'assegnazione di locali di civica proprietà ubicati nel Centro storico e zone limitrofe, con concessione agevolata tramite iniziale canone gratuito (per un periodo da 12 a 18 mesi a seconda del locale prescelto), per lo sviluppo di progetti economici e imprenditoriali di micro e piccole imprese che collocheranno la loro attività nei locali individuati nell’elenco di cui alle tabelle allegate al presente Bando.
Il termine per presentare le offerte scade il 1 aprile 2019 alle ore 12.
Genova - Sarà aperto dal 1° febbraio al 1° aprile il bando pubblico del Comune di Genova per assegnare alcuni locali di proprietà comunale nella zona di via Pré e dintorni, uno dei quartieri più caratteristici ma anche critici del centro storico cittadi
11/12/2018
Si può ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale per sottrarre i figli alla vaccinazione obbligatoria?
No.
Lo ha stabilito in data 2 il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento con la sentenza n. 256/2018.
La "vexata questio" sull'obbligatorietà della vaccinazione viene qui affrontata e risolta esclusivamente a livello procedurale.
Per il Tribunale infatti risulta inammissibile un ricorso proposto da un' Associazione e da alcuni genitori per veder annullate le delibere della giunta provinciale di Trento le quali, prevedono il requisito della vaccinazione per poter accedere all'erogazione di "buoni servizi" ossia titoli di spesa che permettono agli aventi diritto di
accedere ai servizi per l’infanzia e alle scuole per l’infanzia previsti a condizioni economiche agevolate.
Secondo il Tar "l’intenzione, di sottrarsi ad un obbligo riconosciuto come tale e incontestato non può essere riconosciuta come fondante un interesse tutelabile in giudizio, dato che elimina la definizione stessa di “legittimo” dell’interesse a ciò abilitante."
E ancora "Poichè il giudizio non può offrire protezione a un interesse deliberatamente e consapevolmente contra legem, non è riconoscibile una posizione legittimante in capo ai ricorrenti: né ai genitori, che affermano, come si è detto, di avere liberamente scelto di non sottoporre i figli all'obbligo vaccinale, pur affermando di non voler in alcun modo contestare l'obbligatorietà vaccinale contenuta in una legge dello Stato italiano".
07/09/2018
Il Consiglio di Stato dice sì alla schiscetta a scuola.
E’ illegittimo, per violazione delle libertà dell’alunno e della famiglia, il regolamento comunale che stabilisca l’obbligatorietà di fruire del servizio di ristorazione scolastica e il corrispondente divieto di consumare cibi diversi da quelli forniti dall’impresa appaltatrice del servizio nei locali in cui si svolge la refezione.
Cosi ha stabilito la Sezione V del Consiglio di Stato, con la sentenza n. 5156, pubblicata il 3 settembre 2018, "la scelta restrittiva radicale del Comune - di suo non supportata da concretamente dimostrate ragioni di pubblica salute o igiene né commisurata ad un ragionevole equilibrio - di interdire senz’altro il consumo di cibi portati da casa (attraverso lo strumentale e previsto divieto di permanenza nei locali
scolastici degli alunni che intendono pranzare con alimenti diversi da quelli somministrati dalla refezione scolastica) limita una naturale facoltà dell’individuo - afferente alla sua libertà personale - e, se minore, della famiglia mediante i genitori,
vale a dire la scelta alimentare: scelta che - salvo non ricorrano dimostrate e proporzionali ragioni particolari di varia sicurezza o decoro - è per sua natura e in principio libera, e si esplica vuoi all’interno delle mura domestiche vuoi al loro esterno: in luoghi altrui, in luoghi aperti al pubblico, in luoghi pubblici."
In particolare il Consiglio di Stato osserva che: "Nella specie, la restrizione praticata con l’impugnato regolamento – che nemmeno si preoccupa di ricercare un bilanciamento degli interessi - manifestamente non corrisponde ai canoni di idoneità, coerenza, proporzionalità e necessarietà rispetto
all’obiettivo - dichiaratamente perseguito - di preve**re il rischio igienico-sanitario. [...] L’inidoneità e l’incoerenza della misura emerge in particolare dalla considerazione che non risulta, ad esempio, inibito agli alunni il consumo di merende portate da casa, durante l’orario scolastico: per analogia, si potrebbe addurre infatti anche per queste la sollevata problematica del rischio igienico-sanitario".
23/03/2018
Con un po' di ritardo sui tempi previsti, nella seduta del 22 febbraio 2018 è stato approvato in Conferenza Unificata lo schema di decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che contiene l'elenco delle principali opere edilizie realizzabili in regime di attività edilizia libera, ossia senza alcun titolo abilitativo.
Si attende ora la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale per la sua entrata in vigore.
Una volta entrato in vigore il decreto l'elenco allegato costituirà il primo passo verso il glossario unico previsto ai sensi dell' art. 1, comma 2 del D.Lg.s n. 222/2016.
Con l'adozione un glossario unico, che conterrà l'elenco delle principali opere edilizie mediante CILA, SCIA, permesso di costruire e SCIA in alternativa al permesso di costruire, si potrà individuare con più precisione la categoria di intervento a cui le opere edilizie appartengono e del conseguente regime giuridico a cui sono sottoposte,
Con la speranza che il completamento del glossario attraverso l'adozione di successivi decreti da adottare con le stesse modalità sopra indicante avvenga in tempi più brevi..
23/02/2018
Con la sentenza n. 354 del 7 febbraio 2018 il T.A.R. Milano precisa quali sono le caratteristiche che deve avere un'opera edilizia per potersi definire precaria e quindi non necessitare, per la sua realizzazione, di un titolo edilizio.
Le fattispecie che più spesso vengono colpite di ordini di demolizione per la contestata realizzazione in assenza di titolo esecutivo e a cui i proprietari/costruttori avevano dato una qualifica di opere precaria sono i container, strutture metalliche o i gazebo a servizio di attività produttive o commerciali.
Ma quand'è che queste opere possono dirsi precarie?
La giurisprudenza in materia ritiene che possono ritenersi precarie e, quindi, non richiedere il permesso di costruire, quelle opere che non solo sono facilmente rimovibili ma che necessariamente devono essere funzionali a soddisfare un'esigenza oggettivamente temporanea, destinata a cessare dopo il tempo, normalmente non lungo, entro cui si realizza l'interesse finale.
Quello che Infatti definisce la precarietà o meno di un'opera edilizia non sono le modalità costruttive, bensì la funzione cui essa è destinata, con la conseguenza che non sono manufatti destinati a soddisfare esigenze meramente temporanee quelle destinati ad una utilizzazione perdurante nel tempo, e quindi, in questo caso, l'alterazione del territorio non potrebbe essere considerata temporanea, precaria o irrilevante.
14/02/2018
Respinto dal T.A.R. Sicilia il ricorso dei genitori di un alunno che avevano ritenuto ingiusta la votazione di 9/10 (ottimo) attribuita al figlio all'esito degli esami di terza media, piuttosto che di 10/10 (eccellente).
Al di là della particolare fattispecie su cui era chiamato a giudicare, il Giudice Amministrativo coglie l'occasione per ricordare i limiti del sindacato di legittimità nei confronti di atti caratterizzati da un ampio margine di discrezionalità tecnica, quali, in particolare, gli atti delle commissioni di valutazione.
Non è sufficiente infatti evidenziare la semplice non condivisibilità del giudizio espresso in questi atti: solo e soltanto nel caso in cui venga riscontrata la presenza di vizi tali da evidenziare una "palese inattendibilità del giudizio" allora questi potranno essere annullati.
(T.A.R.Sicilia, sez. I, n. 223 del 16 gennaio 2018).
22/01/2018
Ministero dell'interno - D.M. 18/12/2017 - Disciplina delle procedure per la notificazione dei verbali di accertamento delle violazioni del codice della strada, tramite posta elettronica certificata.
Sei un libero professionista dotato di indirizzo di posta elettronica certificata?
Anche se la utilizzi poco o niente dal mese di gennaio 2018 avrai un buon motivo per aprirla con una certa costanza: ai sensi del decreto sopracitato, al tuo indirizzo di posta elettronica potranno ve**re notificati i verbali di accertamento delle violazioni del codice della strada, con tutte le conseguenze del caso, ovvero decorrenza dei termini per fare ricorso contro i verbali e per il pagamento in forma ridotta.
15/01/2018
Il soggetto che riceve un avviso di accertamento da parte dell'ente di riscossione del debito -in questo caso Equitalia- ha diritto rilascio di copia conforme all’originale delle cartelle di pagamento relative al proprio ruolo unitamente alle corrispondenti relate di notifica,
Cosi ha deciso il T.A.R. Campania con la sentenza n. 89 del 5 gennaio 2018 accogliendo il ricorso avverso il silenzio sull'istanza di accesso agli atti riguardanti la posizione debitoria di un privato, rimasta senza riscontro.
Ai sensi dell'art. 26 d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, in tema di riscossione delle imposte sul reddito, "Il concessionario deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell'avvenuta notificazione o l'avviso del ricevimento ed ha l'obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell'amministrazione" e la richiesta di accesso agli atti presentata dal privato deve essere accolta in quanto "la copia della cartella di pagamento ex se costituisce strumento utile alla tutela giurisdizionale delle ragioni della ricorrente e che la concessionaria non ha quindi alcuna legittimazione a sindacare le scelte difensive eventualmente operate dal privato" (Cons. Stato Sez. IV, 30 novembre 2009, n. 7486).
18/12/2017
E' corretto che la stazione appaltante estragga a sorte per scegliere il contraente?
Si. Non c'è nessun divieto nella legge vigente per la stazione appaltante di utilizzare questo criterio di scelta.
Così ha stabilito di recente il T.A.R. Campania (sentenza n. 1627/2017): nel caso di specie la stazione appaltante ha estratto a sorte tra le offerte presentate dai partecipanti alla procedura di gara (gara d'appalto per la fornitura di servizi per connettività e sicurezza) giudicate totalmente equivalenti tra loro.
Il ricorrente lamentava l'estrema genericità del bando di gare che non avrebbe permesso di modulare l'offerta, ma tale doglianza è stata ritenuta inammissibile in quanto la sua partecipazione alla procedura di gara è stata considerata acquiescenza al bando di.
Che cosa avrebbe dovuto fare? Il Consiglio di Stato (ord. n. 5138/2017, richiamata in sentenza) è orientato a ritenere la necessità dell'impugnazione immediata del bando a pena di inammissibilità per acquiescenza.
in realtà, con la stessa ordinanza, ha rimesso la questione all'Adunanza Plenaria.
13/12/2017
Interessante sentenza del Tribunale di Roma (14 novembre 2017, n. 21347), relativa a un caso di responsabilità della pubblica amministrazione alla quale viene contestata la violazione dell'obbligo giuridico di impedire l'altrui atto illecito consistente, nel caso di specie, nell'occupazione dell'immobile e soprattutto nel non tempestivo intervento per porre fine allo stesso illecito.
La pubblica amministrazione è stata condannata al pagamento di una somma mensile a favore della società proprietaria dell'immobile a decorrere dalla data dall'ottenimento del sequestro preventivo non eseguito dagli organi della stessa amministrazione fino alla liberazione dell'immobile.
22/11/2017
Interessante sentenza del T.A.R. Lombardia, sez. Brescia, n. 1255 del 18 ottobre 2017, in materia di rumori provenienti da esercizi pubblici e dei doveri di vigilanza della Pubblica Amministrazione sul rispetto del limiti di emissione/immissione degli stessi.
"Ogni [...] uso degli spazi esterni fatto dai clienti autonomamente non può essere imputato al gestore del locale, il quale non può avere alcuna responsabilità per lo stesso, come implicitamente confermato dal fatto che non ha a disposizione alcuno strumento di coercizione nei confronti di chi non rispetti il divieto di stazionamento, dovuto alla mancanza di autorizzazione all'uso del plateatico [ovvero di un'area in concessione destinata all'occupazione di suolo pubblico]."
16/05/2017
CAMMINI E PERCORSI (http://www.agenziademanio.it/opencms/it/ValorePaese/camminiepercorsi/) Nuovo progetto a rete dell'Agenzia del Demanio, promosso da MIBACT e MIT che punta alla riqualificazione e riuso di immobili pubblici situati lungo percorsi ciclopedonali e itinerari storico-religiosi.
L'operazione è rivolta a i giovani imprenditori under 40, cooperative ed associazioni che potranno partecipare al bando di gara, previsto per la prossima estate.
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Ambiente, inquinamento e rifiuti
Sanità pubblica
Pubblico impiego, procedure concorsuali e vertenze riguardanti i dipendenti di P.A. ed enti pubblici