07/09/2018
Il Consiglio di Stato dice sì alla schiscetta a scuola.
E’ illegittimo, per violazione delle libertà dell’alunno e della famiglia, il regolamento comunale che stabilisca l’obbligatorietà di fruire del servizio di ristorazione scolastica e il corrispondente divieto di consumare cibi diversi da quelli forniti dall’impresa appaltatrice del servizio nei locali in cui si svolge la refezione.
Cosi ha stabilito la Sezione V del Consiglio di Stato, con la sentenza n. 5156, pubblicata il 3 settembre 2018, "la scelta restrittiva radicale del Comune - di suo non supportata da concretamente dimostrate ragioni di pubblica salute o igiene né commisurata ad un ragionevole equilibrio - di interdire senz’altro il consumo di cibi portati da casa (attraverso lo strumentale e previsto divieto di permanenza nei locali
scolastici degli alunni che intendono pranzare con alimenti diversi da quelli somministrati dalla refezione scolastica) limita una naturale facoltà dell’individuo - afferente alla sua libertà personale - e, se minore, della famiglia mediante i genitori,
vale a dire la scelta alimentare: scelta che - salvo non ricorrano dimostrate e proporzionali ragioni particolari di varia sicurezza o decoro - è per sua natura e in principio libera, e si esplica vuoi all’interno delle mura domestiche vuoi al loro esterno: in luoghi altrui, in luoghi aperti al pubblico, in luoghi pubblici."
In particolare il Consiglio di Stato osserva che: "Nella specie, la restrizione praticata con l’impugnato regolamento – che nemmeno si preoccupa di ricercare un bilanciamento degli interessi - manifestamente non corrisponde ai canoni di idoneità, coerenza, proporzionalità e necessarietà rispetto
all’obiettivo - dichiaratamente perseguito - di preve**re il rischio igienico-sanitario. [...] L’inidoneità e l’incoerenza della misura emerge in particolare dalla considerazione che non risulta, ad esempio, inibito agli alunni il consumo di merende portate da casa, durante l’orario scolastico: per analogia, si potrebbe addurre infatti anche per queste la sollevata problematica del rischio igienico-sanitario".