29/08/2018
POST SUL POST-VERONICA LARIO
Ci eravamo lasciati con una situazione desolante per il gentil sesso in materia di assegno divorzile.
All'insegna del motto "CON IL DIVORZIO TUTTO CESSA FRA I CONIUGI E NULLA SPETTA ALLE DONNE" eserciti di mariti esultanti pensavano di aver finalmente sconfitto l'atavica barbarie che li vedeva obbligati a dimidiare il proprio patrimonio personale in favore della persona più odiata al mondo.
Da allora la Cassazione è ampliamente tornata sui propri passi (...fornendo peraltro una inconsueta possibilità al Cavaliere di avvantaggiarsi di un fugace revirement giurisprudenziale ad esso favoravole... ma i tempi cambiano per tutto...).
L'attuale principio della Corte di Cassazione muta nuovamente i criteri di valutazione dell’assegno di divorzio, valutato in base ad un “criterio composito”.
In sostanza il contributo fornito alla conduzione della vita familiare “costituisce il frutto di DECISIONI DI ENTRAMBI i coniugi, libere e responsabili, che possono incidere anche profondamente sul profilo economico patrimoniale di ciascuno di essi dopo la fine dell’unione matrimoniale”.
Per tale ragione “all’assegno di divorzio deve attribuirsi una funzione ASSISTENZIALE e, in pari misura, COMPENSATIVA e PEREQUATIVA. Il parametro così indicato si fonda sui principi costituzionali di PARI DIGNITA' e di SOLIDARIETA' che permeano l’unione matrimoniale ANCHE DOPO lo scioglimento del vincolo”.
Dunque “ai fini del riconoscimento dell’assegno, si deve adottare un CRITERIO COMPOSTITO che, alla luce della valutazione comparativa delle rispettive CONDIZIONI ECONOMICO - PATRIMONIALI, dia particolare rilievo al CONTRIBUTO fornito dall’ex coniuge richiedente alla formazione del patrimonio comune e personale, in relazione alla DURATA del matrimonio, alle POTENZIALITA' REDDITUALI FUTURE ed all’ETA' dell’avente diritto”.
In altre parole: più serenità nel costruire insieme un progetto comune di famiglia perché, se mai verrà il momento di sciogliere l'unione coniugale, si dovrà tenere conto non del tenore di vita mantenuto ma dell'apporto che ciascuno ha dato alla famiglia ed ai frutti che ha generato.
Mi piace!
E, in tale ottica, l'abbandono del criterio legato al "tenore di vita", francamente, "CI STA'"!