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🔹Condominio moroso per consumi idrici: è sempre possibile il ricorso d’urgenza di ripristino del servizio?🔹🔺Il Tribunale...
26/05/2026

🔹Condominio moroso per consumi idrici: è sempre possibile il ricorso d’urgenza di ripristino del servizio?🔹

🔺Il Tribunale di Palermo – Sezione Terza, con Sentenza del 12.02.2026, ha chiarito che il ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c. per ottenere il ripristino dell’erogazione idrica non è automaticamente ammissibile, neppure in presenza di un bene essenziale.

🔸Ai fini della tutela cautelare, devono sempre sussistere entrambi i presupposti del fumus boni iuris e del periculum in mora: la mancanza anche di uno solo comporta il rigetto della domanda.

📍In particolare, il periculum deve consistere in un danno imminente e irreparabile, da dimostrare concretamente e non presunto in via automatica per la sola natura del servizio idrico. Non ogni sospensione dell’acqua legittima, quindi, il ricorso urgente.

👉 Il Tribunale sottolinea la necessità di una valutazione caso per caso, imponendo al ricorrente di allegare elementi specifici che dimostrino l’impossibilità di attendere i tempi della tutela ordinaria.

A tal fine, assumono rilievo anche:
– la possibilità di ricorrere a piani di rientro (solve et repete);
– l’eventuale accesso a forme alternative di approvvigionamento idrico;
– l’assenza di soluzioni idonee a evitare il pregiudizio lamentato.

Solo in presenza di una prova rigorosa dell’urgenza e dell’irreparabilità del danno è possibile ottenere il provvedimento cautelare di ripristino del servizio.

Daniela S**o
Gaetano S**o






al fine di determinare in via d’urgenza la illegittimità del distacco dell'erogazione per il rischio di compromissione del bene essenziale "della vita e del benessere" dei condomini privati del relativo servizio occorre sempre comprovare l'esistenza del periculum in mora, da intendersi come danno...

🔹Reato di omesso mantenimento del figlio maggiorenne: quando è consentita la costituzione di parte civile dell’altro gen...
19/05/2026

🔹Reato di omesso mantenimento del figlio maggiorenne: quando è consentita la costituzione di parte civile dell’altro genitore?🔹

🔺Il Tribunale di Pescara, con sentenza n. 1601 del 15.01.2026, ha riconosciuto la legittimazione dell’altro genitore a costituirsi parte civile iure proprio nel procedimento penale per omesso mantenimento del figlio maggiorenne non autosufficiente.

🔸In tali casi, l’inadempimento dell’obbligo di mantenimento da parte del genitore imputato determina un pregiudizio diretto e immediato in capo all’altro genitore, il quale si trovi a sostenere integralmente le esigenze economiche del figlio.

📍Secondo i giudici, il danno subito non è meramente riflesso, ma integra una lesione autonoma, che attribuisce al genitore adempiente un diritto proprio – seppur concorrente con quello del figlio – al risarcimento del danno, ai sensi dell’art. 74 c.p.p.

👉 Il reato ex art. 570-bis c.p. si configura già con il mero inadempimento dell’obbligo di mantenimento, senza necessità di dimostrare la mancanza dei mezzi di sussistenza e a prescindere dalla giustificazione legata all’assenza di un lavoro stabile.

Daniela S**o
Gaetano S**o






In ipotesi di procedimento penale per i reati di cui agli artt. 81 cpv, 570 bis e 570 co. 1 c.p. nei confronti del genitore che si sottragga all'obbligo del mantenimento e dell’assistenza in favore del figlio maggiorenne economicamente non autosufficiente, l’altro genitore può costituirsi parte...

🔹Lavoratrice madre: quando è legittimo il licenziamento in costanza di gravidanza?🔹🔺Il Tribunale di Treviso – Sezione La...
12/05/2026

🔹Lavoratrice madre: quando è legittimo il licenziamento in costanza di gravidanza?🔹

🔺Il Tribunale di Treviso – Sezione Lavoro, con sentenza n. 173 del 04.03.2026, ha ribadito che il licenziamento della lavoratrice in gravidanza è nullo, salvo il caso eccezionale in cui sia provata la sussistenza di una colpa grave.

🔸Ai sensi dell’art. 54 del D. Lgs. n. 151/2001, vige un divieto assoluto di licenziamento durante il periodo di gravidanza, che può essere superato solo in presenza di una condotta della lavoratrice connotata da una gravità tale da andare oltre la semplice giusta causa o il giustificato motivo soggettivo.

📍Secondo i giudici veneti, la colpa grave rappresenta un concetto più intenso rispetto alla colpa ordinaria e può avvicinarsi, per intensità, al dolo. La sua sussistenza deve essere accertata caso per caso, tenendo conto anche delle condizioni psico-fisiche della lavoratrice legate allo stato di gravidanza.

👉 L’onere della prova grava interamente sul datore di lavoro, il quale deve dimostrare che la condotta contestata sia effettivamente riconducibile a una colpa grave. In mancanza di tale prova, il licenziamento è da considerarsi illegittimo e nullo.

Daniela S**o
Gaetano S**o






È nullo il licenziamento della lavoratrice che si trovi in stato di gravidanza per violazione dell'art. 54 D. Lgs n. 51 del 2021 (Testo Unico tutela maternità/paternità) in mancanza di prova del requisito della "colpa grave" da parte del datore di lavoro.

🔹Contratti a termine ripetuti: quando matura il diritto di precedenza del lavoratore all’assunzione a tempo indeterminat...
04/05/2026

🔹Contratti a termine ripetuti: quando matura il diritto di precedenza del lavoratore all’assunzione a tempo indeterminato?🔹

🔺Il Tribunale di Lecce – Sezione Lavoro, con Sentenza n. 857 del 04.02.2026, ha chiarito i presupposti per l’esercizio del diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato ex art. 24 D. Lgs. n. 81/2015.

🔸Il lavoratore che abbia prestato attività per un periodo superiore a sei mesi, anche mediante più contratti a termine presso la stessa azienda, ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate entro i successivi dodici mesi, con riferimento alle mansioni già svolte.

📍Tale diritto, tuttavia, è subordinato a due condizioni fondamentali:
– deve essere espressamente richiamato nel contratto di assunzione;
– deve essere esercitato per iscritto dal lavoratore entro sei mesi dalla cessazione del rapporto.

👉 In assenza di tale manifestazione di volontà, il datore di lavoro è libero di procedere ad altre assunzioni o trasformazioni contrattuali, anche se il lavoratore ha maturato il requisito temporale.

Il diritto di precedenza, inoltre, si estingue decorso un anno dalla cessazione del rapporto, termine che decorre dalla fine del contratto e non dalla manifestazione della volontà del lavoratore.

Daniela S**o







https://www.studiolegalesodo.it/post/contratti-a-termine-ripetuti-quando-matura-il-diritto-di-precedenza-del-lavoratore-all-assunzione-a

🔹Dipendente pubblica a tempo determinato: a chi spetta il pagamento dell’indennità di maternità?🔹🔺Il Tribunale di Torino...
07/04/2026

🔹Dipendente pubblica a tempo determinato: a chi spetta il pagamento dell’indennità di maternità?🔹

🔺Il Tribunale di Torino – Sezione Lavoro, con Sentenza n. 763 del 30.01.2026, ha chiarito che, in caso di lavoratrice disoccupata percettrice di NASPI al momento dell’inizio del congedo di maternità, l’indennità di maternità è a carico esclusivo dell’INPS e non del precedente datore di lavoro pubblico.

🔸In particolare, qualora il congedo inizi oltre sessanta giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, la lavoratrice ha diritto all’indennità di maternità in sostituzione di quella di disoccupazione, secondo quanto previsto dall’art. 24 D. Lgs. n. 151/2001 e dall’art. 17, comma 3, della Legge n. 1204/1971.

📍Secondo i Giudici piemontesi, tale passaggio dalla NASPI all’indennità di maternità avviene in modo automatico (de iure proprio), senza necessità di ulteriori atti, purché sussistano i requisiti per l’astensione obbligatoria.

👉 Ne consegue che l’unico soggetto obbligato al pagamento è l’ente previdenziale, già erogatore della prestazione di disoccupazione, con esclusione di qualsiasi responsabilità in capo all’amministrazione pubblica già datrice di lavoro.

https://www.studiolegalesodo.it/post/dipendente-pubblica-a-tempo-determinato-a-chi-spetta-il-pagamento-dell-indennità-di-maternità

Daniela S**o
Gaetano S**o



🔹Lavoratore fragile: quando la condotta del datore di lavoro è discriminatoria?🔹🔺Il Tribunale di Busto Arsizio – Sezione...
31/03/2026

🔹Lavoratore fragile: quando la condotta del datore di lavoro è discriminatoria?🔹

🔺Il Tribunale di Busto Arsizio – Sezione Lavoro, con sentenza del 07.01.2026, ha ritenuto discriminatoria la condotta del datore di lavoro che, pur a conoscenza dello stato di fragilità del dipendente, non lo abbia immediatamente adibito al lavoro agile, rinviando tale assegnazione all’esito delle visite mediche o alla sottoscrizione dell’accordo individuale.

🔸Il lavoratore fragile – individuato dalla normativa emergenziale e successiva (D.L. n. 221/2021 e D.M. Salute 03.02.2022) – è colui che, per condizioni di salute (patologie oncologiche, immunodepressione, terapie salvavita, disabilità grave), presenta un maggiore rischio di vulnerabilità, in linea anche con l’orientamento della giurisprudenza europea.

📍Secondo i Giudici, la tutela del lavoratore fragile impone al datore di lavoro di adottare misure immediate e concrete, tra cui prioritariamente lo smart working o, in alternativa, l’assegnazione a mansioni compatibili con lo stato di salute, senza attendere ulteriori adempimenti formali.

👉 L’obbligo datoriale sorge già dal momento in cui venga acquisita la certificazione medica attestante la fragilità: ogni ritardo nell’attivazione delle tutele, se ingiustificato, integra una condotta discriminatoria.

In tali casi, il datore di lavoro può essere condannato al risarcimento del danno, sia per il disagio subito dal lavoratore costretto a prestare attività in presenza, sia per l’eventuale utilizzo forzato delle ferie, con possibile liquidazione equitativa anche per lo stress patito.

https://www.studiolegalesodo.it/post/lavoratore-fragile-quando-la-condotta-del-datore-di-lavoro-è-discriminatoria

Daniela S**o
Gaetano S**o




È illegittima, in quanto discriminatoria, la condotta del datore di lavoro che, sebbene sia venuto a conoscenza dello stato di fragilità e della malattia oncologica del dipendente, non lo abbia immediatamente adibito a lavoro da remoto

🔹Agente immobiliare: quando compete la provvigione per la sua mediazione?🔹🔺Il Giudice di Pace di Lecce, con Sentenza del...
23/03/2026

🔹Agente immobiliare: quando compete la provvigione per la sua mediazione?🔹

🔺Il Giudice di Pace di Lecce, con Sentenza del 16.02.2026, ha ribadito che il diritto alla provvigione dell’agente immobiliare sorge solo quando l’attività di mediazione si traduca nella conclusione di un affare giuridicamente vincolante tra le parti.

🔸Secondo il Giudice, nel solco della giurisprudenza della Corte di Cassazione, è necessario che tra le parti messe in relazione sia stato sottoscritto un atto idoneo a produrre effetti giuridici, come un contratto preliminare, tale da vincolarle alla successiva compravendita o da consentire, in caso di inadempimento, la richiesta di risarcimento del danno.

📍Non è invece sufficiente una mera proposta di acquisto non accettata, anche se conforme al prezzo richiesto dal venditore: in tal caso, l’attività dell’agente resta confinata alla fase delle trattative e non si realizza alcuna conclusione dell’affare.

👉 Il diritto alla provvigione nasce, quindi, solo quando tra le parti si costituisce un vincolo giuridico effettivo, che consenta di agire per l’esecuzione o la risoluzione del contratto. In assenza di tale presupposto, le trattative restano nella fase precontrattuale e nessun compenso è dovuto al mediatore.

Daniela S**o
Gaetano S**o






https://www.studiolegalesodo.it/post/agente-immobiliare-quando-compete-la-provvigione-per-la-sua-mediazione

🔹Onere della prova: i messaggi whatsapp e gli sms sono prova documentale?🔹🔺Il Tribunale di Modena – Sezione Lavoro, con ...
04/03/2026

🔹Onere della prova: i messaggi whatsapp e gli sms sono prova documentale?🔹

🔺Il Tribunale di Modena – Sezione Lavoro, con Sentenza n. 56 del 09.01.2026, ha affermato che i messaggi WhatsApp e gli SMS conservati nella memoria del cellulare costituiscono prova documentale e possono essere acquisiti in giudizio anche mediante semplice riproduzione fotografica (screenshot).

🔸Tali messaggi rientrano tra le riproduzioni informatiche e rappresentazioni meccaniche di cui all’art. 2712 c.c. e formano piena prova dei fatti rappresentati se la parte contro cui sono prodotti non ne disconosce in modo specifico la conformità.

📍Il Tribunale precisa che, pur non avendo l’efficacia della scrittura privata ex art. 2702 c.c., i messaggi elettronici hanno piena rilevanza probatoria, salvo disconoscimento espresso. Non sono sufficienti contestazioni generiche: il disconoscimento deve essere chiaro, specifico e circostanziato, indicando le parti eventualmente contraffatte, mancanti o aggiunte, nonché – ove possibile – elementi sul contenuto originario.

👉 In mancanza di un disconoscimento puntuale, lo screenshot può essere liberamente valutato dal giudice ai fini della decisione, senza che la parte possa limitarne l’efficacia con mere deduzioni difensive.

Daniela S**o
Gaetano S**o






https://www.studiolegalesodo.it/post/onere-della-prova-i-messaggi-whatsapp-e-gli-sms-sono-prova-documentale

🔹Whistleblowing: quando le condotte del datore di lavoro sono ritorsive e discriminatorie?🔹🔺Il Tribunale di Bergamo – Se...
24/02/2026

🔹Whistleblowing: quando le condotte del datore di lavoro sono ritorsive e discriminatorie?🔹

🔺Il Tribunale di Bergamo – Sezione Lavoro, con Sentenza n. 951 del 06.11.2025, ha chiarito i presupposti di tutela del dipendente segnalante ai sensi dell’art. 54-bis del D. Lgs. n. 165/2001 (ratione temporis applicabile).

🔸Le segnalazioni riconducibili al whistleblowing devono riguardare condotte illecite conosciute in ragione del rapporto di lavoro, provenire da un pubblico dipendente ed essere indirizzate ai soggetti espressamente individuati dalla norma (Responsabile della trasparenza, ANAC o Autorità giudiziaria), nell’interesse dell’integrità della Pubblica Amministrazione e non per finalità meramente personali.

📍In presenza di tali presupposti, il segnalante non può subire misure discriminatorie o ritorsive, quali sanzioni disciplinari, demansionamento, licenziamento, trasferimento o altre misure organizzative con effetti negativi diretti o indiretti sulle condizioni di lavoro.

👉 La tutela viene meno solo in caso di accertata responsabilità penale del segnalante per calunnia o diffamazione. Grava sulla P.A. datrice di lavoro un’inversione dell’onere della prova, dovendo essa dimostrare che eventuali provvedimenti adottati siano fondati su ragioni estranee alla segnalazione. In difetto, tali atti sono nulli.

Particolare rilievo assume, inoltre, la contiguità temporale tra segnalazione e misura adottata, elemento idoneo a far presumere la natura ritorsiva del provvedimento ove non adeguatamente giustificato.

Daniela S**o
Gaetano S**o






Le segnalazioni del dipendente annoverabili tra le ipotesi di "whistleblowing" sono tutelate, ratione temporis, dall'art. 54 bis del D. Lgs. 30 marzo 2011 n. 165 e le stesse, in quanto tali, non possono determinare, a tutela del segnalante, alcuna misura discriminatoria o ritorsiva

🔹Uso del cellulare alla guida: la semplice connessione alla rete internet al momento del sinistro lo dimostra?🔹🔺Il Tribu...
10/02/2026

🔹Uso del cellulare alla guida: la semplice connessione alla rete internet al momento del sinistro lo dimostra?🔹

🔺Il Tribunale di Potenza, con sentenza n. 935 del 14.11.2025, ha affermato che la mera connessione del cellulare alla rete internet rilevata in sede di accertamenti tecnici non prova di per sé l’utilizzo del telefono da parte del conducente al momento del sinistro.

🔸Secondo i giudici potentini, la connessione alla rete dati indica esclusivamente che il dispositivo era collegato alla rete della propria utenza, potendo tale collegamento dipendere da attività automatiche del telefono, quali la ricezione di notifiche, messaggi, aggiornamenti di sistema o lo scaricamento di dati, senza alcun intervento attivo dell’utente.

📍In un procedimento penale fondato sulla presunta distrazione alla guida per uso del cellulare, non può quindi operare alcun automatismo probatorio tra connessione internet e utilizzo del telefono durante la conduzione del veicolo. Rete dati e traffico telefonico costituiscono, infatti, fenomeni distinti, privi di necessaria corrispondenza.

👉 Diventa pertanto essenziale accertare in concreto se vi fossero telefonate in corso, se il veicolo fosse dotato di sistema bluetooth, e se il conducente stesse eventualmente utilizzando auricolari o cuffie nel rispetto delle prescrizioni del Codice della Strada, prima di formulare un giudizio di responsabilità.

Daniela S**o
Gaetano S**o






https://www.studiolegalesodo.it/post/uso-del-cellulare-alla-guida-la-semplice-connessione-alla-rete-internet-al-momento-del-sinistro-lo

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Galatina
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Martedì 09:00 - 20:00
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