20/01/2024
L'Università di Padova chiede all’avvocato Giovanni Caruso, suo professore ordinario di Diritto Penale di dismettere la difesa di Filippo Turetta.
O no?
Post post. A seguito di molte segnalazioni pervenuteci, confermate da alcuni commenti di amici autorevoli, abbiamo constatato che in rete nessuna fonte ufficiale conferma che la prestigiosa università di Padova abbia chiesto al Prof. Caruso di rinunziare alla difesa di Torretta.
Si riscontrano invece soltanto una petizione on line fatta all'Università di Padova e alcuni post di pagine, utenti e blogger che riportano la circostanza.
Solo vox populi, dunque, ma non vox dei
Anche Capodilupo ha postato una errata corrige
Qui di seguito l'intervento di Elisabetta Capodilupo:
"Filippo Turetta, reo confesso dell'assassinio della sua compagna, Giulia Cecchettin, sta ponendo il solito problema che si affaccia ogni volta: un assassino ha diritto alla difesa?
Il primo istinto di ognuno è il classico "gettate la chiave", cioè sbattetelo in carcere e lasciatelo lì tutta la vita.
Umanamente può avere un senso.
Giuridicamente no.
Questa volta a sollevare la questione è addirittura - e questo mortifica tutti i giuristi - l'Università degli Studi di Padova, che ha chiesto al suo Professore di Diritto Penale di lasciare la difesa di Turetta.
Appare veramente spiazzante e mortificante che sia una Università a non capire la valenza di una difesa giudiziaria, che tende non solo alla rivendica dei diritti dell'imputato, ma soprattutto al controllo e all'impulso del processo, affinché si realizzi quello che definiamo un processo "giusto".
Ciò non certo solo nell'interesse dell'imputato, ma dell'intera società civile.
L'avvocato sta nel processo a guardia della corretta applicazione delle norme penali e processuali, perché alla fine nessuno possa dire che la condanna comminata sia frutto di deviazioni, preconcetti, desiderio di vendetta e non di giustizia, e quant'altro possa inquinare un verdetto.
La giustizia non è argomento solo dei colpevoli, ma di tutti e la sua corretta amministrazione deve interessare tutti.
Lasciare un cittadino solo davanti alla legge, non è regola di civiltà.
Dispiace doverci tornare ogni volta, ma purtroppo pare che il concetto non sia chiaro nemmeno laddove le regole del diritto vengono insegnate.
Ne abbiamo di strada da fare".