Studio legale Orefice & Gabriele

Studio legale Orefice & Gabriele Assistenza e difesa in materia di diritto civile, commerciale, tributario e del lavoro.

30/01/2026

Orefice & Gabriele rafforza l’area penale d’impresa: entra il nuovo Partner Esterno Avv. Raffaele Perrotta.

Lo Studio Legale Orefice & Gabriele annuncia l’ingresso dell’Avvocato Raffaele Perrotta come Partner Esterno, ampliando la squadra e potenziando l’offerta di servizi nell’ambito del diritto penale d’impresa.

Specializzato in processi relativi a reati fallimentari, fiscali, tributari, societari e bancari, l’Avv. Perrotta porta nello Studio un’esperienza consolidata anche negli ambiti regolati dal D.Lgs. 231/2001, sia in sede processuale sia nella predisposizione e aggiornamento dei Modelli Organizzativi. Il suo campo operativo include inoltre procedimenti per reati contro il patrimonio, contro la persona, reati urbanistici ed ambientali.

Con una formazione giuridica avviata presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e successivamente perfezionata all’Università degli Studi di Milano con un corso dedicato alla responsabilità da reato degli enti, Perrotta è iscritto all’Ordine degli Avvocati di Napoli Nord.

L’ingresso del nuovo Partner Esterno si inserisce in un percorso di crescita già avviato dallo Studio Orefice & Gabriele, che negli ultimi anni ha consolidato un modello organizzativo basato su specializzazione, trasparenza e lavoro di squadra. Lo Studio, attivo nei settori del diritto commerciale, civile, tributario e del lavoro, punta a rafforzare la propria posizione come interlocutore unico per le imprese che necessitano di soluzioni legali integrate e tempestive.

«Sono orgoglioso - dichiara l'avv. Perrotta - di far parte questo team di professionisti, coi quali condivido etica e valori personali e professionali.

Credo fermamente nel ruolo cruciale affidato dalla Costituzione all'avvocato penalista, e ritengo fondamentale essere in prima linea per garantire una difesa tecnica efficace, lavorando insieme a Colleghi che condividono la mia stessa, profonda visione della Giustizia».

Con questa nuova collaborazione, lo Studio Legale Orefice & Gabriele conferma l’impegno nel fornire servizi legali ad alto valore aggiunto e nel consolidare una rete di consulenti qualificati a supporto delle imprese su tutto il territorio nazionale.

https://www.orefice-gabriele.com/avvocato-raffaele-perrotta/

Cassazione: lo smart working può essere imposto dal giudice come accomodamento ragionevole. Sentenza n. 605/2025, Corte ...
24/04/2025

Cassazione: lo smart working può essere imposto dal giudice come accomodamento ragionevole. Sentenza n. 605/2025, Corte di Cassazione – Sez. Lavoro
La Corte ha confermato che il lavoro agile rientra tra gli "accomodamenti ragionevoli" previsti per i lavoratori con disabilità, ai sensi dell’art. 3, comma 3-bis, D.lgs. 216/2003.
Il datore di lavoro ha un obbligo attivo: deve adottare misure concrete e proporzionate per garantire l'inclusione, anche modificando l’organizzazione del lavoro.
Se non lo fa, il giudice può ordinare l’adozione dello smart working come misura necessaria per evitare una discriminazione indiretta.
L’ambiente lavorativo inclusivo non è più una scelta: è uno standard giuridico.

Infortunio sul lavoro: responsabilità anche per il committenteLa Cassazione penale (sent. n. 11603/2025) ha ribadito che...
17/04/2025

Infortunio sul lavoro: responsabilità anche per il committente
La Cassazione penale (sent. n. 11603/2025) ha ribadito che il committente non è un soggetto neutro. Se la sua condotta incide sull’eziologia dell’infortunio, risponde penalmente.
L’art. 90 del D.Lgs. 81/2008 impone al committente l’obbligo di verificare l’idoneità tecnico-professionale dell’appaltatore. Non basta acquisire documenti: serve una valutazione concreta di competenze, mezzi e organizzazione.
In caso di omissioni evidenti, anche la semplice tolleranza di prassi pericolose può fondare responsabilità. Il comportamento imprudente del lavoratore non interrompe automaticamente il nesso causale.
Il committente deve documentare ogni fase di verifica e non può delegare in bianco. La prevenzione è un dovere giuridico, non una scelta discrezionale.
Per valutare la solidità del proprio sistema di controllo e prevenzione, è opportuno partire da una verifica puntuale degli obblighi ex art. 90 D.Lgs. 81/2008.

Il Tribunale di Brescia (sent. n. 879/2025) ha condannato due genitori al risarcimento di 15.000 euro per non aver imped...
10/04/2025

Il Tribunale di Brescia (sent. n. 879/2025) ha condannato due genitori al risarcimento di 15.000 euro per non aver impedito alla figlia minorenne di commettere atti di cyberbullismo tramite profili falsi e contenuti generati con IA.
La decisione rafforza un principio chiaro: i genitori sono tenuti a un controllo attivo sull’uso dei social da parte dei figli. Non basta la sorveglianza generica, serve un impegno effettivo e continuo.
Il diritto alla privacy del minore non esclude l’obbligo di vigilanza, che rimane pienamente operativo anche online. In caso di omissione, la responsabilità civile è diretta.
La sentenza segna un precedente rilevante per la gestione della responsabilità nell’ambiente digitale.
Per approfondire il tema e valutare l’impatto sui modelli educativi e organizzativi, è utile partire da qui.

Licenziamento per condotta violenta: la Cassazione chiarisce i confini della giusta causaCon la sentenza n. 2977/2025, l...
03/04/2025

Licenziamento per condotta violenta: la Cassazione chiarisce i confini della giusta causa
Con la sentenza n. 2977/2025, la Corte di Cassazione – Sezione Lavoro – ha confermato la legittimità di un licenziamento disciplinare disposto in seguito a un’aggressione fisica tra dipendenti.
✅ La Corte sottolinea che l’aggressione fisica, se grave e documentata, costituisce una violazione irreparabile del vincolo fiduciario.
✅ Ribadito il principio di proporzionalità tra condotta e sanzione: non basta la presenza nel codice disciplinare, serve una valutazione concreta e contestuale.
✅ La giusta causa, ex art. 2119 c.c., richiede una valutazione affidata al giudice di merito, il cui giudizio è sindacabile in Cassazione solo per vizi logico-giuridici.
✅ Il rispetto della procedura disciplinare e la coerenza della motivazione restano condizioni essenziali per la tenuta del recesso sul piano giurisdizionale.
Il licenziamento per giusta causa è legittimo solo se supportato da una valutazione sostanziale e documentata. Le imprese devono strutturare ogni decisione espulsiva con rigore formale e coerenza giuridica.

Il Garante per la Protezione dei Dati ha sanzionato un’azienda per aver nominato il proprio rappresentante legale come D...
25/03/2025

Il Garante per la Protezione dei Dati ha sanzionato un’azienda per aver nominato il proprio rappresentante legale come Data Protection Officer (DPO), violando i principi di indipendenza e assenza di conflitto di interessi previsti dal GDPR.
📌 Principali violazioni riscontrate:
✔ Nomina del DPO in conflitto di interessi, rendendo impossibile un controllo imparziale sulla gestione dei dati.
✔ Mancata comunicazione della nomina al Garante, aggravando la posizione della società.
✔ Errori nella gestione dei dati personali, tra cui conservazione illecita, assenza di tracciabilità e condivisione non regolamentata con terze parti.
📌 Come evitare sanzioni?
✔ Nominare un DPO indipendente e senza conflitti di interesse.
✔ Comunicare tempestivamente la designazione all’Autorità di Controllo.
✔ Garantire trasparenza nella gestione dei dati e adottare una politica chiara di conservazione e cancellazione.
✔ Formalizzare i rapporti con i responsabili del trattamento attraverso contratti adeguati.
✔ Formare il personale sulle responsabilità in materia di privacy.
La compliance al GDPR non è solo un obbligo normativo, ma un requisito essenziale per proteggere i dati e mantenere la fiducia di clienti e partner.
🔎 Se hai dubbi sulla gestione della privacy nella tua azienda, una consulenza legale specializzata può aiutarti a prevenire rischi e sanzioni.

📌 Licenziamento per fatti pregressi: il principio della fiducia nel rapporto di lavoroLa sentenza Cass. Civ. n. 4227/202...
20/03/2025

📌 Licenziamento per fatti pregressi: il principio della fiducia nel rapporto di lavoro
La sentenza Cass. Civ. n. 4227/2025 ha confermato che un licenziamento per giusta causa può basarsi su condotte passate, se scoperte successivamente e tali da compromettere il vincolo fiduciario tra datore di lavoro e dipendente.
🔹 Cosa stabilisce la sentenza?
Un lavoratore è stato licenziato dopo anni dalla scoperta di un grave inadempimento avvenuto in un precedente rapporto con lo stesso datore.
La condotta contestata (occultamento di corrispondenza) è stata ritenuta una totale negazione della prestazione affidata, giustificando il licenziamento.
Le problematiche personali del lavoratore non hanno escluso la gravità dell’illecito.
La sanzione è stata considerata proporzionata, dato il carattere doloso della condotta.
🔹 Quali implicazioni per aziende e lavoratori?
✔ Per le aziende: la fiducia è un elemento centrale nel rapporto di lavoro. Se viene meno per fatti gravi, il licenziamento può essere legittimo, anche se la scoperta avviene dopo anni.
✔ Per i lavoratori: le condotte professionali scorrette possono avere conseguenze nel tempo, anche se riferite a rapporti pregressi. La correttezza professionale è un requisito essenziale.

La recente sentenza della Corte di Cassazione, n. 2619/2025, stabilisce criteri rigorosi nella valutazione delle prove r...
11/03/2025

La recente sentenza della Corte di Cassazione, n. 2619/2025, stabilisce criteri rigorosi nella valutazione delle prove relative all'uso dei permessi per l'assistenza ai disabili. La Corte ha esaminato dettagliatamente sia le azioni del lavoratore durante il permesso sia le giustificazioni fornite, concludendo che la partecipazione a un evento sportivo non giustifica l'uso del permesso, dato che rivela una pianificazione personale non in linea con le esigenze di assistenza.
Questo caso sottolinea l'importanza di un uso appropriato dei permessi lavorativi e ribadisce che deviazioni dai fini legittimi possono costituire giusta causa di licenziamento. Le implicazioni di questa decisione sono significative per la prassi legale e la gestione delle risorse umane, enfatizzando la necessità di una gestione diligente e conforme delle politiche aziendali.
Per ulteriori approfondimenti su come questa sentenza andare a questo link: ###xi.

Nel contesto delle separazioni e divorzi, la corretta gestione dei diritti immobiliari riveste un'importanza critica. Un...
04/03/2025

Nel contesto delle separazioni e divorzi, la corretta gestione dei diritti immobiliari riveste un'importanza critica. Una recente sentenza della Corte Suprema ha messo in evidenza l'importanza del rispetto dei requisiti formali nei diritti reali immobiliari, come le informazioni catastali e urbanistiche.
Nella sentenza n. 33360-2024, la Corte Suprema ha ribaltato una decisione precedente, sottolineando che gli accordi di separazione non rispettavano i requisiti formali necessari per stabilire un diritto reale immobiliare valido. Questo rilievo sottolinea l'importanza di documenti legali accurati e completi per definire diritti di abitazione validi post-divorzio.
Questo caso dimostra l'importanza critica di assicurarsi che ogni accordo di separazione o divorzio sia esaminato e redatto con attenzione meticolosa. La mancanza di precisione nei dettagli contrattuali può causare dispute legali prolungate e avere un impatto significativo sulla vita delle parti coinvolte. La decisione della Corte Suprema riafferma la necessità di conformità completa alle norme vigenti in materia di diritti reali immobiliari. Potete approfondire questa decisione a questo link https://bit.ly/4biJLHz

Timbrature digitali e licenziamento: cosa dice la sentenza del Tribunale di TrentoIl Tribunale di Trento, con la sentenz...
25/02/2025

Timbrature digitali e licenziamento: cosa dice la sentenza del Tribunale di Trento
Il Tribunale di Trento, con la sentenza n. 132/2024, ha affrontato un caso di licenziamento per insubordinazione legato al rifiuto di un lavoratore di utilizzare un sistema di timbratura digitale basato su smartphone e tecnologia NFC.
Punti chiave della sentenza:
Il datore di lavoro può implementare strumenti digitali per la rilevazione delle presenze, purché rispettino le norme sulla privacy e sulla protezione dei dati.
Il rifiuto ripetuto di adeguarsi alle modalità aziendali di registrazione delle presenze può costituire giusta causa di licenziamento, se accompagnato da richiami e sanzioni progressive.
Le aziende devono bilanciare l’uso della tecnologia con le tutele previste dal GDPR e dallo Statuto dei Lavoratori, evitando forme di controllo eccessivo o non autorizzato.
Il caso conferma che innovazione e rispetto dei diritti dei lavoratori devono convivere. La digitalizzazione dei processi aziendali è inevitabile, ma la sua applicazione deve essere conforme alle normative vigenti.

Sentenza Corte Costituzionale n. 69/2024: Implicazioni per la Protezione dei DatiLa recente sentenza n. 69/2024 della Co...
20/02/2025

Sentenza Corte Costituzionale n. 69/2024: Implicazioni per la Protezione dei Dati
La recente sentenza n. 69/2024 della Corte Costituzionale ha sollevato questioni cruciali sulla legittimità dell'articolo 3 della Legge Regionale Puglia n. 13 del 2023, che mirava a installare sistemi di videosorveglianza in strutture per anziani e persone con disabilità.
Decisione della Corte La Corte ha rilevato che l'articolo invase competenze statali, mettendo in luce l'equilibrio tra tutela dei diritti individuali e autonomia regionale. La decisione enfatizza le sfide della regolamentazione autonoma in aree sensibili come la protezione dei dati personali.
GDPR e Protezione dei Dati Il GDPR impone un trattamento rigoroso dei dati personali, limitandone l'uso a scopi legittimi. L'articolo 35 richiede valutazioni d'impatto dettagliate per trattamenti rischiosi, enfatizzando l'importanza della privacy nei contesti sensibili.
Conclusioni e Riflessioni La sentenza sottolinea la necessità di una chiara delimitazione delle competenze legislative e serve come monito per evitare conflitti legali e garantire il rispetto dei diritti fondamentali.

🔍 Protezione dei dati e responsabilità nell'amministrazione pubblica 📜 La recente Sentenza n. 1/2024 della Corte dei Con...
13/02/2025

🔍 Protezione dei dati e responsabilità nell'amministrazione pubblica
📜 La recente Sentenza n. 1/2024 della Corte dei Conti ha messo in luce gravi violazioni nella gestione dei dati personali da parte del Comune di Bolzano. Questo caso ha rivelato inadeguatezze nel rispetto delle normative GDPR, incluse l'impropria gestione dei dati sensibili dei dipendenti e trasparenza insufficiente nei processi di raccolta dati.
🔑 L'inefficienza ha portato a significative sanzioni economiche per il comune, evidenziando la necessità critica di rivedere e migliorare le procedure esistenti.
📍 È fondamentale che tutte le amministrazioni pubbliche adottino misure proattive per assicurare la conformità alle norme sulla protezione dei dati, al fine di tutelare i diritti dei cittadini e prevenire conseguenze legali.
Diventa sempre più necessario, anche per le pubbliche amministrazioni affidarsi a consulenti legali esperti in tali procedure. Per saperne di più potete leggere un approfondimento pubblicato sul portale del nostro studio legale https://bit.ly/41fwxYY

Indirizzo

Via Padre Mario Vergara, 58
Frattamaggiore
80027

Orario di apertura

Martedì 16:00 - 19:30
Venerdì 16:00 - 19:30

Telefono

+390813414529

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