20/05/2026
🏠💔"Non ti seguo a Milano" — e la separazione viene addebitata a lei.
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 10859 del 23 aprile 2026, ha confermato un principio che molti sottovalutano: rifiutarsi di seguire il coniuge senza un valido motivo può costare l'addebito della separazione.
📌Il caso in breve:
Subito dopo le nozze, lei torna a vivere a Roma dai genitori. Lui lavora e risiede a Milano. Nessun impedimento di salute, nessun vincolo lavorativo documentato. Solo una scelta personale.
Risultato? Addebito a carico della moglie, confermato in tutti i gradi di giudizio.
⚖️ Cosa dice la legge?
Il Codice Civile è chiaro: i coniugi hanno l'obbligo di concordare la residenza familiare e di vivere sotto lo stesso tetto. Non si tratta di una formalità, ma di un dovere giuridico fondamentale del matrimonio.
✅ Quando il rifiuto è legittimo?
La legge ammette eccezioni, ma devono essere concrete e dimostrabili:
? Gravi problemi di salute che richiedono cure specifiche
? Motivi lavorativi documentati che rendono impossibile il trasferimento
❌ La semplice preferenza personale, l'abitudine o il desiderio di restare vicini ai genitori non bastano.
💡Un dettaglio importante: anche se il marito ha tollerato per un periodo la distanza, questo non cancella la violazione. La tolleranza del coniuge non equivale ad accettazione, né fa venir meno le conseguenze giuridiche.
📈 Le conseguenze pratiche dell'addebito:
Chi riceve l'addebito perde il diritto all'assegno di mantenimento e viene riconosciuto come unico responsabile della rottura del matrimonio.
⚖️ Ogni caso è unico e merita un'analisi approfondita. Se stai attraversando una separazione, affidati ad un professionista.
Avv. Filomena Somma
📍Studio Legale