Studio Legale Monti

Studio Legale Monti Lo studio legale dell’Avvocato Monti Pier Giorgio si trova a Forlì e dal 2001 si occupa di divers

🔹Incidente con animale selvatico, chi risarcisce i danni?🔹“La natura si riprende i suoi spazi”, è la frase utilizzata pi...
25/10/2021

🔹Incidente con animale selvatico, chi risarcisce i danni?🔹

“La natura si riprende i suoi spazi”, è la frase utilizzata più di frequente per corredare immagini di animali selvatici in città, e richiama l’attenzione su un problema ancora molto trascurato in diverse regioni d’Italia.

In Emilia Romagna ad esempio, sono i caprioli, i daini, le volpi e i cinghiali, per citarne alcuni, gli animali selvatici che varcano i recinti dei Parchi Naturali dell’Appennino Tosco-Romagnolo, e attraversano le strade pubbliche per avvicinarsi ai centri abitati.

Protagonisti di “visite” che causano incidenti stradali imprevedibili, sia di giorno, che di notte, con ingenti danni ai veicoli e purtroppo, anche ai conducenti.

Come affrontare le conseguenze?

Dimostrata la dinamica del sinistro e di aver fatto il possibile con la propria condotta di guida, per evitare l’impatto, dopo aver constatato che l’animale selvatico apparitene ad una specie oggetto di tutela o specie di animale selvatico, rientrante nel patrimonio di proprietà dello Stato, va individuato l’Ente che ha in gestione la manutenzione del territorio, la protezione dell’ecosistema e della fauna.

In Italia, gli Enti a cui sono stati affidati i poteri di gestione e controllo del territorio dello Stato, sono le Regioni.

A sua volta,una Regione può delegare e attribuire alle singole province, alcune funzioni specifiche, come quella della protezione della fauna selvatica. In ogni caso, l’Ente Regionale ha comunque il dovere di vigilare sulla corretta esecuzione delle direttive prescritte all’ Ente territoriale minore (la Provincia),e l’obbligo di attivarsi in sua sostituzione, in caso di inerzia, ponendo in essere tutti gli accorgimenti volti a scongiurare i rischi di incidenti, ai sensi dell’articolo 2043 del cod. civile.

In caso di sinistro quindi, la Regione è responsabile dei danni cagionati dall'animale selvatico, perché non ha adottato misure di protezione con recinti perimetrali adeguati ad impedirne la fuga. Negligente nelle funzioni del suo esercizio, la Regione risulta il soggetto legittimato al risarcimento dei danni.

🔸Rumori molesti e risarcimento danni🔸 Musica a tutto volume e rumori provenienti dal locale sotto casa, dalla strada o d...
22/09/2021

🔸Rumori molesti e risarcimento danni🔸

Musica a tutto volume e rumori provenienti dal locale sotto casa, dalla strada o dai vicini? Anche se in Emilia Romagna il bel tempo perdura oltre l’Estate, per la maggior parte delle persone le ferie sono finite. C’è chi torna a scuola o al lavoro, e il diritto alla quiete nelle proprie occupazioni e nelle ore notturne, va rispettato.

il rumore, in quanto eccedente i valori della normale tollerabilità, è di per sé nocivo alla salute di chi lo deve sopportare e secondo l’articolo n.2059 del codice civile, nel caso di rumore disturbante e illegittimo, si è vittima di un danno non patrimoniale. Nella descrizione specifica di ogni caso, i limiti sono “relativi” e nella valutazione non è necessaria un’ulteriore prova del danno psicologico subito, né della specifica tipologia di rumore.

Qualora venga accertata la violazione dell’ art.844 del codice civile, con testimoni o con strumenti di misurazione che indicano il superamento dei 3 decibel, si è già provocato un danno alle persone, che può essere di tipo biologico, morale ed esistenziale.

✔️Il danno biologico
E’ la conseguenza della lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona nelle sue attività quotidiane; ad esempio, l’impossibilità di mantenere l’attenzione e la concentrazione sul lavoro o in altre attività.

✔️Il danno morale
La sofferenza soggettiva, cagionata da un fatto illecito che viola i diritti umani.

✔️Il danno esistenziale
La compromissione delle attività realizzatrici della persona umana, e la lesione della serenità familiare all’interno della propria abitazione, secondo le proprie abitudini di vita.

Quindi, qualora sia stata superata la normale tollerabilità, anche in mancanza di una documentazione medica comprovante patologie originate dall’esposizione al rumore, e il danno provocato sia inscrivibile in una o più categorie, l’entità del risarcimento è determinata dal Giudice, che ad oggi, la quantifica in un’unica soluzione.

A riguardo, l’Avvocato Pier Giorgio Monti è disponibile anche per consulenza legale online, come descritto nel sito: www.avvocatomonti.com


🔸Il diritto dei figli a ricevere affetto🔸Disinteresse e mancanza di empatia. La deprivazione affettiva, di un genitore n...
25/08/2021

🔸Il diritto dei figli a ricevere affetto🔸

Disinteresse e mancanza di empatia. La deprivazione affettiva, di un genitore nei confronti del figlio, costituisce un atto illecito che lede i diritti fondamentali della persona umana: un danno alla sua identità, quantificabile e risarcibile.
Ovviamente, il modello di attenzione e di affetto che un genitore esprime nei confronti del proprio figlio, può essere diverso a seconda della cultura e del ceto sociale, ma ciò che conta, è che risponda alle effettive necessità del minore.
Oltre ai diritti di mantenimento, educazione ed istruzione, già previsti dalla Costituzione, il nuovo art. 315bis ha ampliato l’elenco dei diritti spettanti ai figli minori con: “i bisogni affettivi”. Nel nuovo articolo del codice civile, viene data un’importante rilevanza giuridica ai sentimenti, definiti in stretto rapporto con il concetto di sviluppo armonico psicofisico e relazionale del minore, in quanto elementi “necessari” ad una crescita equilibrata.
Qualora vi sia una deprivazione o una carenza affettiva, non solo viene meno il concetto stesso di famiglia, intesa come principale modello di formazione sociale, dove il figlio esprime e rivela la sua personalità, ma può derivarne una compromissione insanabile del suo sviluppo.
Il legame tra genitore e figlio minore deve essere “significativo”, stabile e duraturo, ed anche il solo abbandono “morale”, può pregiudicare questa esigenza. A riguardo, e per ogni caso in esame, la Suprema Corte ha indicato che indagini e valutazioni di un Giudice debbano svolgersi, considerando, sempre e innanzitutto, l’interesse del minore.
Il Tribunale di Milano con la sentenza 2938/2017, ad esempio, ha condannato un padre per danni patrimoniali e non patrimoniali, al pagamento della somma di 100.000,00 euro a titolo dei danni non patrimoniali subiti dal figlio, e il rimborso del 50% delle spese sostenute sin dalla nascita, a favore della madre.
La lesione al diritto di amore dei figli, quindi, ammette la risarcibilità dei danni. Leggi l’articolo completo nel nosro Blog ▶️ https://bit.ly/3B7yOW3
L’Avvocato Pier Giorgio Monti è disponibile anche per consulenze legali online: www.avvocatomonti.com

🔹Incarico e privacy per il recupero crediti🔹La perdita per l’economia globale, stimata per il biennio 2020/21, a causa d...
20/07/2021

🔹Incarico e privacy per il recupero crediti🔹

La perdita per l’economia globale, stimata per il biennio 2020/21, a causa della pandemia, ammonta a undicimila miliardi. Le piccole e medie imprese hanno registrato la più significativa riduzione del proprio fatturato, e si trovano a non potersi più permettere ritardi dei pagamenti da parte dei propri creditori.
Le riscossioni difficili, possono portare un imprenditore a tartassare il debitore, rischiando come minimo, una denuncia per violazione della privacy.

Una prima soluzione legalmente tutelata, è rappresentata dall’attività stragiudiziale, per arrivare ad un accordo tra le parti.

Ma quando anche i solleciti risultano infruttuosi, l’Avvocato provvede ad inviare la “diffida di pagamento”, che consente al creditore di “mettere in mora” il cliente debitore, interrompendo i termini di prescrizione del credito.

La comunicazione con la diffida, contiene l’intimazione ad adempiere al pagamento con un termine minimo 15 giorni, trascorso il quale, l’imprenditore-creditore può avviare un’azione legale.

Per dimostrare un credito esigibile, oltre alla fattura non pagata, come prova di un rapporto tra le parti, servirà il preventivo di spesa firmato dal debitore, ed altri documenti.

A questo punto, prima di avviare il procedimento d’ingiunzione, è bene fare anche una valutazione economica. Un’analisi preventiva dei dati patrimoniali, finanziari e catastali del debitore, utile per non rimetterci altri soldi, valutando fino a che punto proseguire l’attività legale, che in ogni modo, potrebbe concludersi con una notifica di precetto, pignoramento ed espropriazione forzata di beni mobili o immobili del creditore.

Partire, avviando una trattativa e gestire la mediazione per ottenere una soluzione che accontenti entrambi le parti, è comunque la scelta più opportuna.

Tutte le azioni per il recupero crediti vengono gestite dallo Studio Legale Monti, nell’osservanza dei principi di liceità, correttezza e pertinenza; considerando sempre, anche il rispetto della dignità personale del debitore e della sua privacy.

Avvocato Pier Giorgio Monti

Disponibile anche per consulenza legale online: www.avvocatomonti.com

🔸Auto a noleggio, chi paga la multa?🔸L’Emilia Romagna da lunedì 14 giugno è in zona bianca, torniamo a viaggiare con più...
14/06/2021

🔸Auto a noleggio, chi paga la multa?🔸

L’Emilia Romagna da lunedì 14 giugno è in zona bianca, torniamo a viaggiare con più tranquillità. Oltre all’aereo e al treno, in vacanza o per motivi di lavoro, si ricorre sempre più di frequente all'auto a noleggio, ma un luogo sconosciuto può avere limiti di velocità o zone inaccessibili mal segnalati, con l'inevitabile conseguenza di trovarsi sanzionati con un una multa.
A chi spetta pagarla? La risposta sembrerebbe scontata: "al guidatore che ha infranto il codice della strada”; in realtà non è proprio così, la responsabilità è in solido tra il guidatore e il proprietario del veicolo (art. 196 del Codice della strada), che in questo caso è la società di noleggio, quindi Autorità può chiedere il pagamento all’uno o all’altro.

Nel momento in cui viene notificato il verbale di accertamento dell'infrazione infatti, il guidatore potrebbe non essere presente e non potrebbe nemmeno contestare la multa. Di conseguenza, a seguito dell'accertamento al PRA, la multa viene inviata alla società di noleggio o di car sharing, e sarà questa a cercare il guidatore. Diversamente, nel caso in cui, il conducente dell'auto a noleggio sia presente, gli viene consegnato subito il verbale, ma al contempo viene inviato anche al proprietario dell'auto.

Ora, a seguito della decisione della Corte di Cassazione per una sentenza del 26 maggio 2020, con la quale è stato respinto il ricorso di una Società di noleggio che non voleva pagare la multa presa da un proprio cliente, (assente nel momento in cui era stato notificato il verbale) è possibile che le compagnie di noleggio, per evitare il rischio di dover pagare per altri clienti latitanti, aumentino i costi del servizio per tutelarsi preventivamente dalle conseguenze della "responsabilità in solido". Per questo, quando si stipula un contratto di noleggio è importante verificare bene le singole voci del preventivo.

Lo Studio dell'Avvocato Pier Giorgio Monti è disponibile per consulenza legale, anche con la modalità online del sito web: www.avvocatomonti.com

🔹L’obbligo di verifica della clientela🔹Definito anche “denaro sporco”, il frutto di capitali illeciti, se viene reimpieg...
14/05/2021

🔹L’obbligo di verifica della clientela🔹

Definito anche “denaro sporco”, il frutto di capitali illeciti, se viene reimpiegato in attività lecite, diventa denaro “riciclato”.

Un fenomeno che riguarda il 10% del prodotto interno lordo a livello mondiale, e che può coinvolgere professionisti e imprese, anche in maniera inconsapevole.

Per evitare di incorrere nel reato di riciclaggio, la norma del decreto legge n.90 del 25/05 2017, indica l’adeguata verifica della propria clientela con l’acquisizione anagrafica dei suoi dati tramite documenti di identità, la verifica delle motivazione delle operazioni, la verifica dei prodotti e dell’area geografica di provenienza.

Quando scatta l’obbligo di verifica della clientela?

- Nel momento in cui si instaura un rapporto continuativo o viene conferito un incarico professionale.

- Quando viene eseguita un'operazione occasionale che comporta pagamenti di importo pari o superiore a 15.000 euro, ma per Banche, Poste e Istituti di Credito, anche nei casi al di sotto di questo importo.

- Nell'ipotesi di un trasferimento di fondi superiore a 1.000 euro, in caso sospetto di riciclaggio o finanziamento al terrorismo e nel caso in cui ci siano dubbi, sui dati ottenuti al momento dell'identificazione del cliente.

Verifica ordinaria, semplificata o rafforzata?

Se il grado di rischio è basso o poco significativo la verifica è “Semplificata” e richiede di rinnovare il controllo ogni 36 mesi. Diventa “Ordinaria” per un rischio abbastanza significativo, e il controllo deve essere effettuato ogni 24 mesi. Se invece, il rischio di riciclaggio è molto significativo, la verifica diventa “Rafforzata” e deve avere una cadenza di 6/12 mesi.

Nel decreto legge antiriciclaggio rientra la verifica adeguata della clientela obbligatoria, anche per le persone politicamente esposte: i Soggetti che ricoprono cariche pubbliche di rilievo, i loro familiari e chi, con loro ha legami stretti.

Leggi l’articolo completo nel Blog ▶️https://bit.ly/33HFkUN

L’avvocato Pier Giorgio Monti è disponibile anche per consulenze online, prenotandosi tramite il modulo presente sul sito : www.avvocatomonti.com

🔸Messa alla prova🔸Una risposta concreta al sovraffolamento delle carceri e all’inflazione dei procedimenti del sistema p...
15/04/2021

🔸Messa alla prova🔸

Una risposta concreta al sovraffolamento delle carceri e all’inflazione dei procedimenti del sistema penale è rappresentata dall’istituto di messa alla prova.

▶️ Quali sono le condizioni di ammissibilità?

La richiesta è volontaria e può essere formulata personalmente o tramite il proprio legale di fiducia, allegando il “programma di trattamento” elaborato insieme all’UEPE,l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterno del territorio,cioè del luogo dove ha la residenza o il domicilio l’indagato/imputato.
Al trattamento di messa alla prova sono ammesse le richieste di imputati per reati puniti con la sola pena pecuniaria o con la pena edittale detentiva non superiore a 4 anni (sola, congiunta o alternativa alla pena pecuniaria).

▶️ Come si procede?

Se il Giudice accetta la domanda di messa alla prova, l’UEPE prende in carico l'interessato e oltre a farsi promotore di modifiche, abbreviazioni o revoca; controlla lo svolgimento della prova, informa il Giudice con periodiche relazioni e con un resoconto finale.

In pratica, la messa alla prova consiste nello svolgimento di un lavoro di pubblica utilità, non retribuito, e indicato nel programma predisposto dall'indagato/imputato con l’UEPE. Il lavoro a favore della collettività, è da svolgere presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni, le aziende sanitarie o presso Enti o Organizzazioni, che si occupano di assistenza sociale, sanitaria e di volontariato.
La prestazione non deve superare le 8 ore giornaliere per un periodo massimo da stabilire, e per un minimo di 10 giorni anche non continuativi, tenendo conto delle esigenze di salute, studio/lavoro, famiglia dell’imputato.
Al termine del periodo di messa alla prova, in udienza, il Giudice ne valuta l’esito e in caso positivo, dichiara l’estinzione del reato.

Per conoscere tutte le integrazioni e i contenuti dell’istituto di messa alla prova, lo Studio Legale dell’Avvocato Pier Giorgio Monti è disponibile anche per consulenze online, attraverso la prenotazione con l’apposito modulo presente sul sito web: avvocatomonti.com

🔸 Obbligo di denuncia dei reati contro l'ambiente 🔸Discariche a cielo aperto, e abbandono di rifiuti tossici inquinanti ...
12/03/2021

🔸 Obbligo di denuncia dei reati contro l'ambiente 🔸

Discariche a cielo aperto, e abbandono di rifiuti tossici inquinanti che richiedono una gestione specifica del loro smaltimento, sono reati da condotta abusiva a danno dell'Ambiente.

La legge n.68 del 2015 inserita nel codice penale, ha incluso sei nuovi delitti a riguardo:

• inquinamento ambientale;
• disastro ambientale;
• traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività;
• impedimento del controllo;
• omessa bonifica;
• ispezione di fondali marini.

L'inquinamento ambientale è punito con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da 10.000 a 100.000 euro. La sanzione riguarda chiunque abusivamente cagioni una compromissione o un deterioramento significativo e misurabile dello stato preesistente di porzioni del suolo o del sottosuolo, delle acque o dell'aria, della flora o della fauna, di un ecosistema, e della biodiversità anche agraria.
Se si tratta di "disastro ambientale" invece, il codice penale prevede la reclusione da 5 a 15 anni.

Chiunque assista ad un reato ambientale, ha l'obbligo di denunciarlo. Non ci sono limiti di tempo e di luogo, ed è sufficiente presentare un esposto scritto in carta semplice, e consegnarlo al Comando dei Carabinieri o al Commissariato di Polizia.

L'impedimento del controllo e delle indagini è uno dei 6 delitti sopracitati ed è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni. Va aggiunto che, nel caso venga ostacolato l'accesso all'area inquinata, ne viene disposta la confisca.

Lo Studio Legale dell'Avvocato Pier Giorgio Monti è disponibile anche per una consulenza legale online, prenotandosi con il form "Servizio di consulenza a distanza": visibile sul sito www.avvocatomonti.com

🔸 Pensione divisa tra l'ex moglie e moglie superstite 🔸La pensione di reversibilità è una prestazione economica previden...
11/02/2021

🔸 Pensione divisa tra l'ex moglie e moglie superstite 🔸

La pensione di reversibilità è una prestazione economica previdenziale erogata dall'INPS ai parenti superstiti di lavoratori deceduti. Nel caso in cui il lavoratore deceduto stesse già percependo una pensione, la prestazione viene chiamata: pensione di reversibilità o pensione diretta.
E' definita pensione indiretta, se il soggetto deceduto, ancora non aveva iniziato a percepirla, ma anche in questo caso i parenti superstiti ne hanno diritto, a condizione che il lavoratore deceduto abbia maturato il periodo di assicurazione e di contribuzione secondo i requisiti di legge.

Cosa accade se il soggetto si è risposato?

La pensione di reversibilità viene divisa tra il coniuge attuale rimasto vedovo/a e l'ex coniuge con una ripartizione di quote, definite a seguito della valutazione di specifici criteri, quali:

• la durata dei rispettivi matrimoni
• l'entità dell'assegno di mantenimento riconosciuto all'ex coniuge
• le concrete condizioni economiche delle due parti
• la durata delle rispettive convivenze prima del matrimonio.

La Giurisprudenza quindi, non si limita ad un calcolo matematico sul confronto della durata dei due rapporti matrimoniali o prematrimoniali, anche perché il periodo di tempo in cui l'ex coniuge viveva la separazione, ad esempio, deve essere considerato a suo favore, dato che di per se, la separazione attenua il vincolo matrimoniale, ma ancora non lo scioglie.

Nel caso in cui, invece, il soggetto deceduto non avesse maturato i requisiti per una pensione di reversibilità, a seguito di attività lavorative iniziate dopo il 31 dicembre 1995, il coniuge superstite, anche se separato o divorziato, così come i figli, possono beneficiare dell'Indennità Una Tantum.

Per conoscere i tempi della richiesta dell'Indennità e altri dettagli sulla pensione di reversibilità, leggi l'articolo completo nella pagina News del sito: http://bit.ly/3tNrmfV

L'Avvocato Pier Giorgio Monti è disponibile sia presso il proprio Studio a Forlì, sia con il servizio di consulenza legale a distanza, al quale poter accedere con il modulo presente sul sito: http://bit.ly/3d71wgX

🔸 Le differenze culturali non giustificano i reati contro la persona 🔸Quando si sceglie di vivere in un Paese culturalme...
13/01/2021

🔸 Le differenze culturali non giustificano i reati contro la persona 🔸

Quando si sceglie di vivere in un Paese culturalmente e giuridicamente differente dal proprio, ci si deve comunque conformare alle norme del nuovo Stato.

In Italia, lo ha ribadito la Corte di Cassazione, trattando il caso di una coppia in cui, l’uomo aveva commesso nei confronti della compagna, reati di violenza sessuale, lesioni aggravate, e maltrattamenti in famiglia.

L’uomo ha tentato di giustificare tali comportamenti sostenendo che nella propria cultura, quella del Paese di origine, questi comportamenti sono consentiti e considerati "normali".

La Corte, nel rigettare il ricorso e questa giustificazione, ha richiamato una sentenza precedente, nella quale si affermava che in presenza di tante culture differenti, deve necessariamente essere applicato il principio della centralità della persona umana. Concetto espresso chiaramente dalla Costituzione italiana all’art. 3:

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Lo Studio dell’Avvocato Pier Giorgio Monti offre assistenza giuridica per qualunque contenzioso relativo a diritti nazionali e internazionali. È possibile prenotare anche una consulenza online compilando il form "Servizio di consulenza a distanza" sul sito www.avvocatomonti.com

Tanti auguri da tutto lo Staff dello Studio Legale Monti.
24/12/2020

Tanti auguri da tutto lo Staff dello Studio Legale Monti.

🔸 I diritti dei minori nel processo di separazione 🔸Le cause di separazione possono essere anche lunghe e onerose, un te...
11/12/2020

🔸 I diritti dei minori nel processo di separazione 🔸

Le cause di separazione possono essere anche lunghe e onerose, un tema particolarmente delicato quando oltre ai coniugi sono coinvolti figli minorenni.
All’interno di un processo in cui si deciderà anche del loro futuro, in quali casi possono essere ascoltati?

Il Codice Civile stabilisce che:

➡ i bambini maggiori di dodici anni, o di età inferiore, tenendo conto del loro grado di maturità, hanno il diritto legale di essere sempre ascoltati dall'autorità giudiziaria, e in certi casi, possono essere affiancati dalla figura del "curatore speciale dei minori".

➡ Il giudice si avvale di figure esperte che sono d'aiuto anche nella fase di ascolto preliminare al processo. Solo nel caso in cui l’udienza sia ritenuta superflua o in contrasto con l’interesse del minore non viene espletata.

➡ Se uno dei due genitori rifiuta di prendere in considerazione la volontà che il proprio figlio ha già espresso privatamente, costringendo l’altro genitore ad agire per via giudiziaria, il giudice ne valuterà anche le capacità genitoriali.

In generale quindi, adottare un atteggiamento non collaborativo a favore dei figli minori, ha delle conseguenze negative. Questo vale sia per la madre che per il padre, ma anche per i nonni, che possono essere inibiti dalla frequentazione del minore, se emerge la prova dello stesso atteggiamento ostativo.

Quando invece, uno dei due genitori pregiudica il rapporto dei figli con l'altro genitore, intaccando il diritto del minore alla bigenitorialità o intaccando il rapporto con i nonni, il genitore si rende imputabile del danno di alienazione parentale. Un comportamento messo in atto per cercare di favorire il deterioramento dei rapporti e che genera nei figli il disturbo da sindrome da alienazione parentale.
Il genitore responsabile di questa condotta durante la fase di separazione o in altri momenti, va incontro ad una condanna che implica sanzioni penali: il risarcimento dei danni arrecati e il rimborso delle spese sostenute per il processo.

Si ricorda che, l'Avvocato Monti è disponibile anche online con il "Servizio di consulenza a distanza" attivabile dal sito web: www.avvocatomonti.com

Indirizzo

Viale Andrea Costa, 19
Forlì
47122

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 19:30

Telefono

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