28/05/2026
𝗟’𝗮𝘀𝘀𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶𝘃𝗼𝗿𝘇𝗶𝗹𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼.
Con una recente ordinanza del 2026, la 𝗖𝗮𝘀𝘀. 𝗰𝗶𝘃., 𝗦𝗲𝘇. 𝗜, 𝗻. 𝟭𝟮𝟬𝟴𝟳/𝟮𝟬𝟮𝟲, la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sui presupposti per il riconoscimento dell’assegno divorzile, ribadendo un principio ormai centrale: non è sufficiente dimostrare una semplice differenza reddituale tra gli ex coniugi.
Ai fini del riconoscimento dell’assegno, occorre verificare se lo squilibrio economico sia collegato alle scelte compiute durante il matrimonio, come la rinuncia o la limitazione della propria attività professionale per contribuire alla gestione familiare e alla crescita del nucleo domestico.
𝗜𝗹 𝗰𝗼𝗻𝗶𝘂𝗴𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲 𝗹’𝗮𝘀𝘀𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗲𝗴𝗮𝗿𝗲 𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗼 il proprio contributo alla vita familiare e l’eventuale sacrificio delle proprie prospettive lavorative.
La funzione dell’assegno divorzile, infatti, non è meramente assistenziale, ma anche compensativa e perequativa: serve a valutare l’effettivo contributo dato da ciascun coniuge alla costruzione della vita matrimoniale.
Una corretta ricostruzione dei fatti, delle scelte familiari e delle condizioni economiche delle parti diventa quindi decisiva nel giudizio.