08/07/2026
I sì e i no di Piazza Cavour: continua la mia rubrica mensile di rassegna giurisprudenziale del lavoro per AQA Network, non perdetevela!
I sì e i no di Piazza Cavour: le due del mese – Giugno 2026
A cura dell’Avv. Matteo Pegoraro del Foro di Firenze
Sì alla tutela quando l’orario va oltre ogni limite, anche per quadri e
La (Sez. Lav., sent. 26 maggio 2026, n. 16305) torna sull’orario di lavoro del personale direttivo.
Il caso riguardava un quadro con mansioni di direttore di ipermercato, che per anni aveva lavorato circa 260 ore mensili, con molte responsabilità concentrate su di sé: gestione commerciale, magazzino, personale, contratti, relazioni sindacali, sicurezza HACCP e ruoli strategici interni.
L’azienda sosteneva che, trattandosi di personale direttivo, il lavoratore fosse escluso dai limiti ordinari sull’orario. La Suprema Corte respinge questa lettura: anche per quadri, dirigenti e figure direttive esiste un limite, imposto dalla tutela della salute e della dignità.
Quando la prestazione diventa diventa e , possono derivarne conseguenze economiche e risarcitorie: compenso per lo straordinario, danno alla salute, e illegittimità del licenziamento se la malattia dipende dal sovraccarico.
No al DVR che non indica procedure concrete per i rischi specifici: responsabili datore di lavoro e RSPP
La Cassazione penale (Sez. IV, sent. 6 maggio 2026, n. 16359) interviene sulla responsabilità per un infortunio mortale durante la manutenzione di un autocarro.
I lavoratori avevano bypassato un sistema di per accendere il motore con la cabina ribaltata. Il mezzo, non messo correttamente in sicurezza, si era mosso e aveva travolto il dipendente.
Per la Corte, il punto decisivo è la carenza del DVR: il documento indicava genericamente il rischio di investimento e richiamava “adeguate cautele”, senza procedure concrete per le operazioni di manutenzione. Risultato: il non può limitarsi a categorie astratte di rischio, ma deve indicare rischi specifici e operative concrete.
Avv. Matteo Pegoraro