12/03/2026
Qualche anno fa partecipai a una riunione su un progetto che doveva partire da lì a pochi mesi. Al tavolo c’erano due tipi di persone molto diversi tra loro.
Il primo arrivò con qualche minuto di ritardo. Si scusò, appoggiò lo zaino accanto alla sedia e tirò fuori una cartellina piena di fogli spiegazzati. Disse poche cose, ma molto concrete: cosa aveva già provato, cosa non aveva funzionato, dove secondo lui si poteva migliorare. Ogni tanto si fermava, come se stesse ripercorrendo mentalmente i passaggi di quello che aveva fatto.
Il secondo intervenne subito dopo. Presentazione perfetta, grafici impeccabili, linguaggio elegante. Parlò a lungo di strategia, di errori metodologici, di come il progetto avrebbe dovuto essere impostato fin dall’inizio. Era difficile dargli torto: il suo ragionamento era lucido e convincente.
A un certo punto qualcuno chiese: “Chi di voi ha già provato a fare questa cosa sul campo?”
Ci fu qualche secondo di silenzio.
Il primo alzò la mano. Il secondo no.
Ripenso spesso a quella scena quando vedo immagini come questa. Da una parte una scarpa consumata, sporca, piena di segni. Dall’altra una scarpa perfetta, immacolata.
La differenza non è tra chi è bravo e chi non lo è. La differenza è tra chi cammina davvero e chi osserva il percorso dalla finestra.
Chi fa qualcosa nella vita professionale accumula inevitabilmente graffi, errori, tentativi falliti. I progetti non funzionano sempre, le decisioni non sono sempre perfette, e il risultato finale raramente è elegante come nelle slide.
Ma ogni segno racconta un pezzo di strada.
Chi commenta, invece, spesso resta impeccabile. Non sbaglia mai perché non deve decidere. Non si espone perché non rischia. Non ha scarpe sporche perché non ha mai attraversato il fango.
Il paradosso è che le organizzazioni, le imprese e perfino le istituzioni hanno bisogno soprattutto del primo tipo di persone. Di chi accetta di consumare le scarpe pur di far avanzare qualcosa.
Perché le idee migliori non nascono nei discorsi perfetti. Nascono quasi sempre da qualcuno che ha avuto il coraggio di mettersi in cammino. Anche sapendo che le scarpe, alla fine, non resteranno bianche.